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mercoledì 28 novembre 2018

Dalla Sicilia al Cadore passando per la Toscana

Lunedì 26 novembre altri 2 incontri: in Toscana ad Arezzo al liceo Artistico Piero della Francesca dove ci attendono, insieme ai ragazzi e alle ragazze, Daria Meazzini ed Agostino Fabbri, insegnanti e compagni di viaggio sin dall’inizio del nostro progetto. 

Le due classi sono ben determinate a seguire l’esempio di compagni e compagne più grandi che hanno partecipato negli anni passati, proponendo percorsi e sperimentando la cittadinanza attiva  e responsabile su temi di grande rilievo, come ha ricordato in apertura Agostino Fabbri. 

E la Fondazione è stata ben lieta di introdurre  i giovani alla conoscenza della vicenda di Antonino Caponnetto e del pool antimafia, di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Grazie al ricordo di questi uomini abbiamo affrontato la questione della mafia, la sua capacità di organizzare traffici illeciti e le complicità, talvolta involontarie, di uomini e donne che si voltano dall’altra parte o non sono capaci di cogliere i rischi delle infiltrazioni mafiose. 

Tali comportamenti mascherano profitti cospicui per le organizzazioni criminali che non sono evidenti ad un primo esame e il nostro compito è quello di mettere in evidenza tutte le conseguenze e mostrare questi interessi in gioco nei traffici illeciti, mettendo l’accento sui tanti rischi che derivano dal prevalere di comportamenti illegali, rischi per la salute, come nel caso dei traffici di rifiuti, o rischi per la democrazia e la libertà, come nel caso del riciclaggio del denaro sporco. 

La conversazione e lo scambio si sono protratti per le due ore dell’incontro e, alla fine, dopo aver lanciato la sfida delle giovani sentinelle, ci siamo dati appuntamento per il prossimo mercoledì 13 marzo 2019, quando i giovani saranno ospiti e si confronteranno con gli amministratori locali di Arezzo.

Il secondo appuntamento della giornata si è tenuto a Santo Stefano di Cadore (BL) all’IIS E. Fermi con due classi, una seconda e una quarta, insieme all’insegnante Antonio Iannuzzi e una sua collega che seguiranno il percorso formativo di Cittadinanza e Costituzione. È difficile parlare di mafia qui dopo i disastri dei giorni scorsi e di cui se ne vedono le ferite per raggiungere il paese. Il nostro augurio però è che siano i ragazzi e le ragazze presenti con il loro protagonismo a sradicare le cattive radici per far germogliare i semi di una cittadinanza attiva in difesa dei valori costituzionali e della legalità. Ragazzi e ragazze incuriositi hanno seguito il video sulla vita di Antonino Caponnetto e sugli attentati a Falcone e Borsellino, abbiamo ripercorso quel pezzo di storia italiana cercando di spiegare come sia necessario e importante fare memoria storica.

Nonostante dagli anni Ottanta la mafia sia presente in Veneto insieme a quella autoctona del gruppo di Felice Maniero, per i cittadini e per i giovani la mafia non viene percepita e la sentono come un fenomeno lontano. Alla domanda però se c’è la droga, la prostituzione e il gioco d’azzardo sul territorio e da chi secondo loro viene gestita, cala il silenzio e nasce la riflessione! Gli esempi di come vengono investiti gli illeciti e la presenza di 317 beni confiscati sul loro territorio non lascia dubbio. 

Abbiamo parlato di riciclaggio e di come la mafia penetra nell’economia sana del Paese e ne ostacola lo sviluppo e sottrae risorse per il futuro dei giovani. Insieme alle aziende in odore di mafia vi sono quelle tante, anche in Veneto, che hanno spostato legalmente denari e produzione all’estero, nonostante la nostra Carta Costituzionale richiami tutti a contribuire al benessere del proprio Paese, sollecitazione rimasta però sulla carta! 

Abbiamo invitato giovani e adulti ad essere cittadini attenti e responsabili nei territori dove vivono, non solo riguardo la criminalità organizzata ma anche relativamente alla corruzione e all’illegalità in genere, di essere sentinelle in difesa del proprio futuro.

Il filmato e le proposte dei tanti ragazzi e ragazze che si sono messi in gioco a livello nazionale ha fatto cadere le ultime barriere causate dalla sfiducia e, anche con loro, ci siamo dati appuntamento per lunedì 11 marzo al confronto con le proprie istituzioni locali.

Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

martedì 6 novembre 2018

Due appuntamenti con le giovani sentinelle di Anghiari (AR) e Venezia

Lunedì 6 novembre le giovani sentinelle sono impegnate in Toscana e in Veneto.

Al Liceo Piero della Francesca, sede di Anghiari, ci siamo ritrovati con i veterani della seconda classe che hanno deciso di proseguire con la fondazione e con i tanti coetanei e coetanee nello sperimentare modalità di cittadinanza attiva e responsabile.

Abbiamo ripreso con loro il ragionamento da Antonino Caponnetto e abbiamo approfondito le trasformazioni della mafia che si insinua nel tessuto legale della società e dell’economia, mettendo a repentaglio la convivenza civile, le regole del nostro stare insieme, la libertà e la democrazia. 

Grazie ad una interlocuzione serrata abbiamo rilevato i mutamenti significativi dei comportamenti mafiosi e i nuovi compiti di cittadini e cittadine.

Soddisfatti dell’esperienza dello scorso anno con la realizzazione del cestino dei rifiuti da loro progettato che presto punteggerà lo spazio urbano ragazzi e ragazze proseguiranno con decisione nella fatica di essere cittadini attivi e responsabili. Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo lunedì 25 febbraio 2019.

Il secondo degli appuntamenti è con i giovani dell'Istituto Algarotti. 
 
In Laguna sotto una pioggia battente e al piano terra dell'edificio già con alcuni centimetri d'acqua (previsione di acqua alta!) ad accoglierci una classe terza insieme alla propria insegnante, Patrizia Locatelli. La classe, per lo più ragazze, hanno seguito l'incontro con attenzione, prendendo appunti delle varie fasi e dell'articolazione del progetto accettando la proposta di mettersi in gioco e divenire protagonisti attivi del loro territorio. 

Abbiamo fatto riferimento alle esperienze dei propri compagni più grandi negli anni passati: con grande passione si sono occupati di gioco d'azzardo in collaborazione con la Prefettura di Venezia o della questione più specifica riguardante le Guide turistiche abusive, tema a loro caro. 
 
Tante le problematiche affrontate e tanta la passione, nonostante il forte impegno nessun cambiamento, né sviluppo! Abbiamo ricercato le cause, i perché. Come abbiamo più volte osservato, le insegnanti coraggiose, le partigiane dei valori, come le definiva Antonino Caponnetto,  rimangono spesso sole nel compito di formare i giovani sul sentiero della legalità e della cittadinanza, sono costrette a limitare il loro “raggio di azione” alla propria classe. 

Abbiamo chiesto a ragazzi e ragazze di capovolgere questa situazione facendo leva sulla propria passione, di dare seguito alla loro esperienza con tenacia e ostinazione facendo partecipi altre classi, non rimanendo soli ed esigendo dai propri insegnanti quella trasversalità dell’educazione alla cittadinanza come parte del diritto allo studio, al sapere. 
 
Con questi auspici ci siamo lasciati dandoci appuntamento a giovedì 7 Marzo nella sala consiliare con amministratori e cittadini, con l'augurio che ci sia ascolto, confronto e voglia di elaborare proposte insieme come è accaduto con i loro coetanei di Anghiari.



Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 19 maggio 2015

Le sentinelle aretine incontrano le proprie istituzioni provinciali

Le sentinelle aretine incontrano le proprie istituzioni provinciali

Venerdì 15 maggio le giovani sentinelle del Liceo artistico Piero della Francesca di Arezzo e quelle dell'Istituto comprensivo Dovizi di Bibbiena si sono ritrovate nella Sala dei Grandi del palazzo della Provincia accolti dalla vicepresidente del Consiglio provinciale, Eleonora Ducci, dal consigliere Francesco Frenos, che è anche presidente del Consiglio comunale di Bibbiena, e dall' assessore alla Legalità di Arezzo, Francesco Romizi.

Eleonora Ducci ha salutato i giovani apprezzando il loro impegno e l'attenzione ai temi del rispetto delle regole, che sono particolarmente significativi della formazione del cittadino, e ha ringraziato la Fondazione per l'impegno profuso nella educazione alla legalità, impegno importante anche in territori dove della presenza mafiosa non abbiamo evidenze investigative - ha concluso Eleonora Ducci - dimenticando forse, nella brevità del saluto, le indagini delle Direzioni Distrettuali Antimafia di Napoli e di Reggio Calabria che nell'aretino hanno svolto indagini e compiuto arresti.

La Fondazione ha voluto puntualizzare nella sua introduzione il valore particolare di questo terzo appuntamento: il confronto con una istituzione di secondo livello, non eletta più direttamente dai cittadini, ma che conserva competenze rilevanti e proprio per questa ragione deve essere attenta e partecipe, e ha voluto sottolineare quanto sia importante per cittadini e cittadine ritrovarsi con i propri amministratori nel sollecitare interventi non più rinviabili, come accade ad Aulla dove, da quattro anni, ragazzi e ragazze della scuola media fanno lezione in dei container.

Hanno esordito giovanissimi e giovanissime di Bibbiena, esordienti in senso proprio perché partecipano per la prima volta, accettando la sfida al protagonismo. Dopo aver approfondito il tema della legalità hanno scelto di occuparsi della propria scuola, facendone vedere la pianta per discutere di uno spazio abbandonato da tempo adatto per essere trasformato in un anfiteatro da utilizzare per studiare all’aperto e anche come luogo per un progetto musicale; di un’area verde attualmente abbandonata e ricoperta da erbacce, dove si potrebbe fare un campo di pallavolo; e, infine, la zona adibita a parcheggio da trasformare in palestra. Hanno poi proiettato il video che mostra la situazione esistente nei tre luoghi e i disegni dei ragazzi con i cambiamenti che hanno immaginato. Hanno concluso dichiarando che queste proposte non sono pensate per loro solamente ma per i loro fratelli e sorelle più piccoli - quelli che verranno dopo – e in queste poche parole c'è la grandezza morale di questi ragazzi e ragazze.

Ancora una volta sono i giovani a rimettere al centro la questione degli spazi per loro e con questa osservazione la Fondazione ha passato la parola a Francesco Frenos. Il presidente del Consiglio comunale di Bibbiena ha confermato l'attenzione dell'amministrazione comunale e la sua personale nell'ascolto dei giovani che si esprimono anche nel Consiglio dei ragazzi e l’impegno a ricercare i fondi necessari alla realizzazione delle opere richieste. Ha assunto l'impegno a parlare delle richieste dei giovani nel corso del prossimo Consiglio dei ragazzi.

Ma è pure importante – sostiene la Fondazione – che sulla questione si esprimano tutti i cittadini e, per questo, suggerisce di organizzare una serata aperta per discutere dei progetti degli studenti e per il reperimento dei fondi.

Francesco Romizi sottolinea anche lui la carenza di spazi dedicati allo sport e ribadisce l'assenza  di risorse per intervenire in modo incisivo. Fa appello al senso civico di ragazzi e ragazze nel sostenere l’attività dell’Amministrazione con la partecipazione di volontari, rilanciando il progetto Gli angeli della città. Conclude ricordando che le Istituzioni sono alla ricerca di risorse, anche private, per investire nei progetti.

Questo tema delle risorse ritorna di continuo e la Fondazione, quasi fosse un disco rotto ripete con monotonia il suo appello a ricercarle nella lotta alla mafia, all’evasione fiscale e alla corruzione, tre emergenze che sembrano scomparire nell'agenda politica.

Ragazzi e ragazze dell'Istituto Piero della Francesca hanno ripreso il tema del degrado urbano, dopo averne discusso nel comitato studentesco nel coso del quale si sono confrontati intorno ad alcune emergenze del territorio.

Il degrado spesso si accompagna ad una arretratezza della convivenza civile, spazi abbandonati o sporchi scoraggiano i cittadini nel viverla e possono diventare luoghi di attività illecite.

Nel 2011 avevano proposto un intervento nel sottopasso Pertini recuperandolo con la street art, ma a distanza di quattro anni è stato i muri sono stati di nuovo imbrattati, come mostra un video sulla situazione di degrado.

Hanno invitato a partecipare al comitato studentesco l’assessore Romizi che ha rilanciato la proposta di partecipare al gruppo degli angeli della città; poi c'è stato l’incontro in consiglio comunale ad Arezzo dove i ragazzi hanno illustrato le azioni che volevano intraprendere contro il degrado. Aderiscono al gruppo degli angeli della città con l’intenzione di adottare un luogo per recuperarlo e valorizzarlo, dicendosi disponibili anche a prendersi cura dell’ambiente scolastico, veicolando il messaggio che ognuno deve prendersi cura del proprio luogo di lavoro, altrimenti nessun tipo di intervento potrà mai essere risolutivo.

Con questi intendimenti hanno incontrato l’assessore alle Opere pubbliche del Comune, Franco Dringoli, e l’arch. Fabrizio Beoni dell’ufficio decoro, sicurezza e qualità urbana. Pur consapevoli di come non sia semplice confrontarsi con le amministrazioni pubbliche, hanno proposto di mettere dei pannelli con figure di personaggi del Novecento con citazioni relative all'integrazione, all'impegno civile nel  parcheggio Cadorna. In alternativa propongono di interpretare liberamente il paesaggio urbano più caratteristico: scorci e monumenti, e restano in attesa della risposta dell’assessore.

In ultimo, ricordano che è emersa la necessità di abbellire la maratona dello stadio comunale con pannelli e striscioni contro la discriminazione, per il rispetto dell’avversario, contro la violenza e per sostenere la squadra locale. Per quest'ultimo obiettivo hanno incontrato una rappresentanza dei tifosi di Arezzo e Roberto Cucciniello, presidente di Orgoglio Amaranto, con cui hanno messo a punto le immagini e le frasi da riportare sui pannelli.

Anche quest'anno non è mancato il saluto e l'incoraggiamento di  Luciano Tagliaferri dirigente scolastico, sempre attento e disponibile, che ha lanciato il progetto di realizzare un mini campus nel resede intorno l'edificio scolastico.

Sergio Tamborrino

Responsabile Toscana Progetto Scuola

giovedì 30 ottobre 2014

Conferenza finale 2013-2014 nel Salone dei cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze

Martedì 28 ottobre alle 9.30 ha preso il via la Conferenza finale delle Giovani sentinelle 2013-2014. A salutare i seicento ragazzi e ragazze giunti da ogni parte della Toscana, financo dall'isola d'Elba con sveglia alle 4 del mattino come pure da Venezia e da Padova, Cristina Giachi, assessora all'Istruzione e vicesindaco di Firenze. Nel bel Salone de Cinquecento, hanno ascoltato il suo invito ad essere testardi e rigorosi nel difendere la legalità in ogni occasione e in ogni momento, una sorta di costume morale di cui ha bisogno il nostro Paese per superare le difficoltà attuali. Come abbiamo accennato tante volte nell'ultimo anno, la platea della Conferenza è più ampia dei confini della nostra regione perché sono presenti anche giovani del Veneto che hanno partecipato al percorso di cittadinanza nella propria città e, da quest'anno, anche da loro il progetto avrà forma strutturata e una partecipazione più larga di quella dell'anno passato. E da una frase di Antonino Caponnetto la Fondazione elogia gli insegnanti come partigiani di questa nuova Resistenza, quella dei valori e delle regole, modello di buona scuola, perché con il loro impegno quotidiano fanno vivere i principi della nostra Costituzione, quella Carta che compare nel nome di una disciplina, ma che non ha uno statuto preciso, abbandonata alle coraggiose iniziative di alcuni insegnanti che si scontrano, talvolta, con la presunzione di quel Dirigente scolastico del Veneto che ha rifiutato di voler far partecipare i propri studenti al percorso di educazione alla cittadinanza perché era già stato fatto l'anno prima. Proprio come se avesse rifiutato di far studiare la lingua italiana perché era stata oggetto di studio l'anno prima! Con quella sua pretesa il Dirigente rende manifesta l’idea di una scuola luogo per accumulare nozioni e non luogo della formazione del cittadino. Ricordava il giudice padre del pool antimafia che la mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia e - noi siamo sicuri – della scuola di quel Dirigente non avrebbe avuto paura il mafioso. Né avrebbe avuto paura la cattiva politica perché, pure quella, non desidera avere cittadini attenti e responsabili! La buona politica invece trae insegnamenti dalle sollecitazioni e dalla interlocuzioni con i cittadini, come ci conferma Salvatore Calleri, presidente della Fondazione e assessore della Regione Sicilia con delega all'acqua, ai rifiuti, alle energie alternative e alle cave, che ha raccontato la sua esperienza di amministratore. Per lui, anche quanto è stato prodotto dalle Giovani sentinelle in questi anni è stato oggetto di riflessione e stimolo nell'articolare la nuova proposta di legge sull'acqua, bene privato in Sicilia e da sempre oggetto di ricatto mafioso nei confronti di cittadini e amministratori, proponendo la sua ripubblicizzazione, come è stato più volte sollecitato da tanti ragazzi e ragazze degli istituti toscani in questi anni. Le proposte dei giovani sono, in verità, tante e articolate. Segnaliamo in particolare tre questioni: il gioco d'azzardo, studiato e approfondito, che sta divenendo nel silenzio, e nella connivenza, meccanismo per il riciclaggio del denaro sporco, come abbiamo più volte ricordato. In particolare i giovani di Venezia hanno ascoltato durante il nostro incontro il racconto di un giocatore affetto da ludopatia e, per questo, testimone diretto della presenza in sala giochi di uomini che giungono, di notte, in una di tali sale sempre aperte e cambiano mazzette di denaro sporco, proveniente dallo spaccio o dalla prostituzione locale, con ricevute di vincite mai avvenute. La seconda riguarda una caserma da molti anni chiusa e vuota che viene negata per ospitare una scuola, come da tempo hanno chiesto i giovani del Liceo artistico di Pistoia, come se quel bene fosse proprietà esclusiva di un ministero e non dello Stato. Il caso è esemplificativo di un modo di agire che esclude cittadini e istituzioni dalla discussione pubblica e dalla possibilità di poter esercitare quel potere di indirizzo della politica che pure è riconosciuto dalla nostra Costituzione. In ultimo, ragazzi e ragazze di Bagno a Ripoli hanno riproposto il tema del contrasto a chi viaggia senza pagare il biglietto sull'autobus grazie ad una pubblicità progresso. La loro sollecitazione si trascina da tempo e ha messo in luce un aspetto dell'essere cittadini denso di insegnamenti. Con i ragazzi e le ragazze abbiamo avuto un primo incontro cui hanno partecipato il Comune di Bagno a Ripoli, la Provincia di Firenze e la stessa ATAF, tutti disponibili a far partire il progetto. La campagna non è mai partita e, quest’anno, i giovani del Gobetti e Volta hanno sollecitato a mantenere la promessa. Ad un secondo appuntamento con l’ATAF hanno ricevuto come risposta dalla stessa una richiesta di denaro come se i giovani fossero un'azienda che acquista spazi pubblicitari sugli autobus! Il paradosso della vicenda è un’azienda prima pubblica e poi privata che nel rincorrere il profitto ad ogni costo dimentica il valore del richiamo della responsabilità civica fatta dai giovani cittadini. Noi crediamo che le istituzioni coinvolte di tutto l’hinderland a cui giunge questo report e questo nostro appello, e che purtroppo erano assenti martedì mattina, debbano rispondere con i fatti e dare una dimostrazione di credibilità! Con i giovani del Gobetti e Volta restiamo in attesa di una soluzione. Delle altre due questioni invece discuteremo il prossimo 18 dicembre quando una delegazione di tutte le scuole che hanno partecipato al progetto 2013-2014 sarà ricevuta prima dal ministro Giannini, poi dai presidenti di Camera e Senato e insieme a loro incontreremo alcuni parlamentari per sottoporre i temi che hanno affrontato e offrire Idee e proposte della Scuola italiana, il volume che le raccoglie in modo sistematico. Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, non ha partecipato alla Conferenza, ma ha promesso di ricevere questi giovani con i loro insegnanti, modello della buona scuola, pochi giorni prima di Natale. In sua vece è intervenuta Rosa De Pasquale, direttrice dell'Ufficio scolastico regionale, che ha ringraziato la Fondazione perché promuove la cultura della legalità e le buone pratiche. Si è poi soffermata sull'insegnamento di Antonino Caponnetto, in particolare insistendo su quanto sia necessario essere conseguenti nel tradurre i propri principi in azione. Delle tante proposte che sono state avanzate dai giovani vi è stata poca discussione, perché poche le amministrazioni presenti: solo i Comuni di Firenze, Cascina e Monsummano, le Province di Arezzo e Pistoia. Difficile discutere e confrontarsi a singhiozzo, ne va della credibilità delle istituzioni e della fiducia dei cittadini in esse, in particolar modo quando è necessario affrontare temi così complessi e densi di implicazioni. Interlocuzione è venuta dalla vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi, che ha voluto sottolineare quanto sia importante ciascun progetto perché arricchisce le nostre conoscenze e gli strumenti di cui disponiamo per intervenire e risolvere i problemi del nostro tempo. In questo senso ha ricordato come presso la Regione Toscana si sono costituiti due tavoli di lavoro: uno sulla legalità e l’altro sui beni confiscati alle organizzazioni criminali con lo scopo di studiarne i possibili usi. L'entusiasmo dei giovani non è venuto meno perché, anzi, si è rafforzato con lo scambio di esperienze e con l'arricchimento del nuovo progetto che ha preso il via il 20 ottobre. La questione dei beni confiscati e l'opportunità di usare il linguaggio dei fumetti a Lucca, le testimonianze dei giovani volontari sulle terre confiscate e la collaborazione con altri soggetti sono tutti elementi che contribuiscono a dare nuovo slancio e nuovo vigore al lavoro dei tanti giovani e giovanissimi impegnati quest'anno nel percorso di cittadinanza con la Fondazione.

sabato 25 ottobre 2014

Givani sentinelle a Firenze

Venerdì 24 ottobre ben quattro appuntamenti con le Giovani sentinelle a Firenze. Alle 8.30 primo appuntamento con scolari e scolare della scuola elementare dell'Istituto comprensivo di Calenzano. In località Carraia ci attendono bambini e bambine di tre quinte classi attentissimi e curiosi, perché conoscono già Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La loro insegnante, Grazia Biagiotti, ha partecipato al nostro aggiornamento dello scorso aprile e ha anticipato il lavoro con i propri scolari che, quando siamo arrivati, erano già pronti con le domande. Con lei altre due insegnanti che seguiranno il progetto, Alessandra Liverini e Maria Maddalena Lenglet. E le due ore sono volate via con uno scambio serrato e senza respiro, e con il dispiacere di non aver esaurito tutte le domande. Per la Fondazione oggi è motivo di orgoglio in quanto, per la prima volta anche alcuni ragazzi e ragazze, Irene, Gaia, Sofia, Gemma, Marì, Serena e Ruggero che, dopo l'esperienza di lavoro volontario sulle terre confiscate alla mafia a Corleone, hanno deciso di dare continuità al loro impegno anche collaborando con la Fondazione al progetto raccontando della propria esperienza, inoltre cureranno un sito sui beni confiscati che presenteremo il 28 alla Conferenza finale. Con gli scolari e scolare di Calenzano ci siamo dati appuntamento per mercoledì 11 marzo. Poi, alle 11.00 siamo stati ospiti all'ISIS Leonardo da Vinci, dove ben cinque classi seconde e terze ci hanno accolto nella bella Aula magna della scuola. Con loro abbiamo ricordato la vicenda di Antonino Caponnetto e quanto accaduto a Firenze più di vent'anni, nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, in via dei Georgofili, e abbiamo introdotto il tema dei beni confiscati e quello del denaro sporco, con particolare attenzione al riciclaggio che si realizza introducendo, in modo del tutto legale, banconote in alcune slot machine che restituiscono dei tagliandi come se si fosse vinto al gioco. Tutto ciò allo scopo di sottolineare quanto la criminalità mafiosa sia vicina a noi. Come già a Lucca abbiamo informato i giovani di questo ulteriore arricchimento del progetto relativo ai beni confiscati alla mafia. A Firenze ve ne sono ben sette, ma son in pochi ad averne conoscenza e ad essere consapevoli della gravità della presenza economica delle organizzazioni criminali in città. Ai ragazzi e alle ragazze abbiamo proposto di occuparsene, scegliendone uno e studiandolo, ricostruendone le vicende per cercare di capire le modalità con cui la mafia o la camorra sceglie di penetrare nel tessuto economico di una città. Ha suscitato curiosità e interesse questa nostra sollecitazione, come pure il racconto delle ragazze che sono state volontarie sulle terre confiscate alla mafia a Corleone. Con noi anche Maurizio Poggi che ha invitato i giovani del Leonardo da Vinci a partecipare la prossima estate, mentre nella scuola una classe sarà a Corleone in primavera e dormiranno a Casa Caponnetto. Un altro gruppo della Fondazione, alle 8.30 era ospite dell'Istituto comprensivo Piero della Francesca. Una classe terza con la propria insegnante, Germana Pro, e il professor Barbagallo ci ha accolto in un aula multimediale e ha seguito con attenzione la proiezione del video e poi l'illustrazione del progetto e la proposta di occuparsi di un tema per loro particolarmente urgente da analizzare, studiare e approfondire, oggetto poi di un confronto con gli amministratori cittadini. Molte domande e richieste di chiarimenti, mentre grande interesse ha suscitato la testimonianza di Gemma e Mari, le due giovani volontarie sulle terre confiscate che hanno raccontato la loro esperienza, le motivazioni della loro scelta, come sono state accolte a Corleone e come sia cambiata la città siciliana grazie anche alla loro presenza. Particolarmente significativi anche i ricordi e la testimonianza di Dario, nipote di Antonino Caponnetto, che hanno colpito molto ragazzi e ragazze. Alle 11.00 siamo stati accolti dai giovani del Liceo Rodolico. Due classi seconde che avevano già partecipato lo scorso anno e una classe prima dopo aver visto il video e ascoltato la proposta a proseguire nell'impegno delle Giovani sentinelle hanno ascoltato con molto interesse prima il racconto di Serena e Ruggero, giovani volontari a Corleone, e poi Maurizio Pascucci, Responsabile beni confiscati della Fondazione. Le sue analisi puntigliose della questione hanno offerto molti spunti di riflessione e le domande si sono fatte incalzanti e serrate. I giovani hanno lamentato la scarsa attenzione prestata loro dalle istituzioni locali lo scorso anno e l'assenza di una qualsiasi risposta ai temi sollevati. La Fondazione ha ribadito quanto sia importante l'educazione alla cittadinanza grazie alla discussione e al confronto, li ha invitati a non desistere a non arretrare di fronte alle difficoltà e, certamente, la bella esperienza di volontariato aiuta a comprendere meglio di tante parole quanto sia decisiva la tenacia e la perseveranza, il non arretrare dinanzi alle difficoltà. La Fondazione non desiste dall'invito a chi governa la città dal confronto con i propri cittadini e lo farà anche il prossimo mercoledì 12 marzo quando studenti e studentesse fiorentine saranno ospiti degli amministratori in Palazzo Vecchio.

venerdì 21 marzo 2014

LE GIOVANI SENTINELLE DI AREZZO

LE GIOVANI SENTINELLE DI AREZZO Giovedì 20 marzo, le Giovani sentinelle del Liceo artistico Piero della Francesca di Arezzo si sono ritrovate nella bella Sala del Consiglio comunale, piena di ragazzi e ragazze del Comitato studentesco e dei genitori. Con loro gli insegnanti, Daria Meazzini e Agostino Fabbri, Grandi contemporanei accanto a quelli raffigurati nella Sala dei Grandi, come sono stati definiti lo scorso anno alla fine del progetto, e autentici maestri, e Luciano Tagliaferri, Dirigente scolastico, sempre pronto a sostenere con parole e fatti, e con grande discrezione, il lavoro dei suoi docenti e dei suoi giovani, condividendo il tema “difficile” scelto dai ragazzi: il bullismo omofobico. Nello spirito più pieno del progetto e nel rispetto più stringente del dettato costituzionale che assegna alla scuola il compito di formare cittadini liberi e responsabili, studenti e studentesse si sono occupati di una questione “spinosa” per la quale hanno organizzato degli incontri di approfondimento con il presidente di Arci Gay e Lesbica, Cristina Betti, con Fabio Pasquale, educatore e membro dell'associazione Make peace, e Stefano Silvestri, regista. Presenti Francesco Romizi, assessore comunale alle Politiche giovanili e alla legalità, e Mariella Ricci, vicepresidente della Provincia con delega all'Istruzione. Dopo il saluto introduttivo della Fondazione, gli insegnanti hanno introdotto il progetto prima dell'intervento di Camilla che ha illustrato come si è giunti alla scelta del tema, sollecitati anche dalle notizie di episodi di bullismo legato all'orientamento sessuale che abbiamo letto sui giornali e sui social network. Ilaria si è soffermata sull'assemblea con l'associazione Make peace che ha coinvolto altre scuole della città, assemblea che aveva l'obiettivo di far prendere posizione a ciascuno e ciascuna, di assumersi delle responsabilità e non rimanere passivi a guardare gli eventi. È stato poi proiettato un video che i giovani hanno ideato, prodotto e realizzato con interviste, fra le quali anche una alla mamma di un ragazzo morto a seguito di violenza omofobica. Fabio Pasquale ha lanciato l'invito ai ragazzi e alle ragazze ad agire e ha fatto riferimento ai numerosi esempi di buoni comportamenti e di buone pratiche ormai diffuse in tante parti del mondo e ai livelli più diversi, per favorire il rispetto della diversità, delle scelte di chi sta accanto, della dignità di ogni uomo e donna. Grazie a delle slide, puntuali e curate, hanno distribuito un questionario a 740 soggetti, 470 giovani e i restanti adulti, per sondare quanti avessero amici o amiche omosessuali, quali idee avessero dell'omosessualità e delle espressioni di affetto o dei propri sentimenti fra omosessuali. Dal confronto dei dati, in modo singolare è emerso che fra gli adulti vi fossero più rispetto e comprensione che fra i giovani. Cristina Betti ha parlato dell’ incontro avuto con ragazzi e ragazze nella scuola per spiegare i diversi orientamenti, i comportamenti, gli stereotipi di cui sono vittime i cittadini che generano tanti pregiudizi e chiusure. Stefano Silvestri che lavora ad un cortometraggio commissionatogli dalla Regione Toscana sui temi dell'omofobia, del bullismo ha invitato i ragazzi a produrre dei materiali anche grazie ai telefonini. A conclusione dei lavori della scuola il Dirigente scolastico ha voluto ringraziare insegnanti e ragazzi del lavoro fatto, orgoglioso di quanto la sua scuola e i suoi insegnanti hanno prodotto negli anni, sentendosi quasi a capo di una ciurma che ha ben in vista il porto a cui approdare. Giunti al quinto anno, con il susseguirsi di progetti interessanti e stimolanti, dai temi mai scontati e difficili, attenta alle emergenze dei nostri tempi, la scuola di Arezzo è un esempio di cosa sia la buona scuola, di cosa sia la formazione del cittadino secondo il dettato costituzionale, di come si possa fare scuola coinvolgendo i giovani e facendoli appassionare ai temi che ci riguardano come polis, confortando la Fondazione nella sua intuizione originaria relativamente al progetto e relativamente alla nostra convinzione di quanto sia fondamentale l'educazione civica, l'insegnamento della nostra Costituzione e la formazione alla cittadinanza. La parola è poi passata alla politica, alla buona politica, quella capace di ascoltare e interloquire con i cittadini. Mariella Ricci presenza costante e attenta dei nostri appuntamenti, ha difeso la diversità e il diritto di ciascuno all'affettività senza barriere e stereotipi sessuali. Come medico si è soffermata su quel luogo comune cui aveva fatto riferimento Cristina Betti che considera l’omosessualità come una malattia mentre, è solo un orientamento. Francesco Romizi ha voluto raccontato della sua esperienza di assessore ha sottolineato il ruolo della buona politica per elaborare modelli di comportamento rispettosi della diversità e coerenti con i valori della nostra Costituzione. La Fondazione ha concluso ringraziando tutti per averci regalato delle emozioni forti grazie allo studio e all'approfondimento e ha voluto sottolineare come buona scuola e buon governo sono ingredienti essenziali per avere di più, per rendere migliore la nostra condizione, e per far emergere con sempre maggiore nettezza la domanda: io che cosa posso fare. Con tutti ci siamo dati appuntamento a martedì 20 maggio con la promessa di pensare a quali azioni sono da mettere in cantiere per sensibilizzare la comunità scolastica e cittadina. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/

venerdì 13 dicembre 2013

INCONTRO CON IL LICEO ARTISTICO PIERO DELLA FRANCESCA DI AREZZO

INCONTRO CON IL LICEO ARTISTICO PIERO DELLA FRANCESCA DI AREZZO Giovedì 5 dicembre le Giovani sentinelle di Arezzo ci accolgono nell'aula video del loro Liceo artistico con i loro due inaffondabili insegnanti Agostino Fabbri e Daria Meazzini, sono volti e voci insostituibili del progetto, capaci di guidare i propri allievi in questo percorso di cittadinanza con maestria e competenza, in grado di promuovere e guidare il lavoro in maniera del tutto autonoma. Anche quest'anno, nel corso di questo primo incontro, quando ci siamo soffermati a raccontare, agli studenti e alle studentesse delle due classi che partecipano, di Antonino Caponnetto e della presenza della mafia sui territori, anche su quelli della Toscana, dei luoghi comuni dove si pensa sempre che la mafia sia sempre nel paese accanto e mai nel proprio! I due docenti hanno offerto il proprio contributo con alcuni filmati relativi a collegamenti con i rifiuti tossici riguardanti Arezzo, al riciclaggio di denaro sporco, immagini che hanno avviato un dibattito ricco e interessante. Questi contributi ci fanno ben sperare per il lavoro dei giovani e l'aiuto prezioso dei loro docenti ci autorizza a credere che il prossimo anno potremo coinvolgere un altro istituto cittadino e ampliare la platea del progetto. Alla fine dell’incontro ci ha raggiunti per un saluto un’altra persona, colonna portante dell’Istituto e sostegno al progetto stesso, il dirigente scolastico, Luciano Tagliaferri. Con gli studenti e le studentesse del Liceo ci siamo dati appuntamento al prossimo giovedì 20 marzo. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola