giovedì 12 maggio 2016

Terzo incontro con le giovani sentinelle di Massa

Terzo incontro con le giovani sentinelle di Massa

Giovedì 12 maggio appuntamento con le giovani sentinelle a Massa. Ragazze e ragazzi di Aulla si sono svegliati presto per essere in tempo nella sala della Resistenza della Provincia, ma intorno alle 9.30 gli studenti e studentesse erano ancora nelle loro aule ad attendere i pulmini impegnati prima nel loro servizio di accompagnare i più piccoli a scuola e quindi sono arrivati alle 10.20,  ad accoglierli il consigliere comunale di Aulla e provinciale Juri Gorlandi, l'assessora comunale di Aulla alla Pubblica Istruzione, Angela Simonelli e Arturo Demetrio, consigliere del Sindaco.

Sin dagli esordi del progetto la Fondazione ha ripetuto ostinatamente l'invito ad amministratori e amministratrici ad accogliere e a sostenere i propri cittadini e cittadine in questo percorso di educazione alla cittadinanza e quest'anno, a differenza di quello passato, la Provincia di Massa ha aperto le sue porte e accolto i giovani per discutere e confrontarsi. Molte istituzioni locali e altri amministratori hanno avuto comportamenti analoghi: dibattiti e faccia a faccia ricchi e intriganti, stimolanti e soddisfacenti; uomini e donne del governo delle città e delle province che partecipano e accolgono. Ma accanto a questi esempi abbiamo fatto esperienza di situazioni imbarazzanti: si è fatta strada in modo preoccupante la pratica di taluni amministratori di esercitare pressioni su dirigenti scolastici compiacenti per convincerli a rinunciare a partecipare al progetto o come per la Regione Veneto che non ospita i suoi giovani cittadini. Altre volte non riusciamo a tenere gli incontri in sale istituzionali perché non ve ne sono sufficientemente ampie da accogliere  un centinaio di ragazze e ragazzi, come se la democrazia avesse la piccola taglia e non quelle più ampie della partecipazione.

Appena giunti i nostri eroi e le nostre eroine della scuola media di Aulla con le proprie insegnanti hanno chiesto scusa del ritardo ma la Fondazione ha ritenuto dare loro subito la parola per illustrare il loro progetto a dimostrazione che non sono loro a doversi scusare ma essere noi adulti a scusarci di ritardi più importanti e quindi è nostro dovere ascoltarli e sostenerli. L'anno passato avevano posto con forza il problema della loro scuola che è ancora ospitata in dei container e il loro video aveva suscitato ammirazione anche alla Conferenza finale di ottobre. Quest'anno hanno puntato l'attenzione sulla questione di uno spazio per i giovani, non uno spazio qualunque, non uno per lo studio, c'è la biblioteca, ma per il tempo libero e per ritrovarsi. Lo hanno fatto con nuove immagini ma anche con uno strumento "vecchio" come il cartellone per raccontare di se stessi e della loro vita, delle loro aspettative e delle opportunità che mancano.

Hanno ricordato che il centro sportivo di Quercia è in condizioni di degrado e i cittadini e le cittadine di Aulla non hanno la possibilità di praticare sport, mentre l'unico luogo di ritrovo per i ragazzi e le ragazze sono la chiesa, il campo da calcio o il greto del fiume. Hanno ripreso la denuncia dei loro compagni più grandi relativa alla situazione difficile che vivono a scuola: questi giovanissimi di terza hanno trascorso l'intero ciclo scolastico nei container. Rispetto all'anno passato hanno riconosciuto alcuni piccoli interventi: condizionatori nelle aule per le giornate più calde, una pensilina per ripararsi nelle giornate di pioggia, infine un nuovo container che hanno deciso di rendere vivace colorandolo all'esterno per esprimere il loro stato d'animo. Per realizzare il loro progetto hanno utilizzato il denaro ricevuto in premio da un concorso cui hanno partecipato studenti e studentesse delle due classi. Alle figure colorate di K. Haring hanno aggiunto i volti di ragazzi e ragazze per ricordare che le mille differenze sono una ricchezza e sono tutte unite nel richiedere il rispetto dei loro diritti. Colorare gli esterni del container ci ha riportato alla memoria l’usanza dei tempi bui (ma anche di recente) di coprire le “vergogne” di statue e opere d’arte.

Quella di avere luoghi dove poter stare insieme, fuori dai circuiti del consumo, è il segno tangibile di una esigenza diffusa fra adolescenti – lo abbiamo ripetuto in tante occasioni –e rimanda alla questione più generale del tempo per studiare e per costruire relazioni, per lo svago e per le attività.

Ragazzi e ragazze hanno trascorso interi cicli scolastici in dei container e questo fatto costituisce una macchia per il nostro Paese perché i diritti di questi giovani sono stati lesi in maniera grave è venuta meno la politica con la P maiuscola, ma le responsabilità sono anche degli adulti, disattenti e superficiali, che restano in silenzio dinanzi ai diritti violati. Occorre che la voce dei cittadini e delle cittadine torni a farsi sentire in modo chiaro e deciso, a cominciare dai genitori.

Juri Gorlandi ha ricordato l'impegno del Comune di Aulla a far fronte alle emergenze seguite all'alluvione del 25 ottobre 2011, alle mille difficoltà di individuare le aree per la ricostruzione.

Angela Simonelli ha puntualizzato che vi sono stati ulteriori ritardi legati alla bonifica delle aree dove sorge la nuova scuola primaria che aprirà le sue porte con il prossimo anno scolastico, mentre la media avrà bisogno di tempi più lunghi e ha voluto ricordare che il territorio comunale è saturo e non vi sono spazi liberi.

Ai disastri provocati dall'alluvione si sono aggiunte problematiche contingenti relative agli impianti sportivi che hanno chiuso i battenti.

Arturo Demetrio consigliere del sindaco ha voluto ringraziare la Fondazione per aver posto l'accento al tema della legalità e ha invitato i ragazzi e le ragazze ad una attenzione maggiore e ad un impegno di studio per avere una consapevolezza più viva dei rischi dell'infiltrazione criminale. Ha rammentato la vicenda di Sottorivazzo, uno dei centri abitati del comune di Aulla, un luogo emblematico della speculazione edilizia dove è stato inaugurato un piccolo spazio a Giovanni Falcone: un campo di calcetto, un orto botanico della legalità con la piantumazione di alberi a ricordo delle vittime di mafia.

La Fondazione ha ripetuto la sollecitazione a non restare in silenzio e ha invitato ragazze e ragazzi ad essere presenti alla Conferenza finale del 21 ottobre, ha richiesto che le due assemblee, comunali e provinciali, si pronuncino sulla mozione per il contrasto della criminalità, dell'evasione fiscale e della corruzione da cui attingere risorse per il rilancio del Paese e il consigliere Gorlandi e l'assessora Simonelli hanno assunto l'impegno di sollecitare le proprie amministrazioni a sottoscriverla.

Milene Mucci, referente della Fondazione a Massa, ha concluso la mattinata ricordando alcuni discorsi di Antonino Caponnetto, sempre così attuali e incisivi.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola


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