martedì 31 maggio 2016

Incontro regionale delle giovani sentinelle siciliane


Incontro regionale delle giovani sentinelle siciliane
Giovedì 26 maggio nello splendido giardino ornitologico di Palazzo d’Orleans, ospiti della Regione Siciliana, una delegazione di 400 studenti provenienti da Corleone, Castelvetrano e Capaci hanno concluso il loro percorso di Cittadinanza e Costituzione, disciplina quando mai importante in questo momento di incertezze che il nostro Paese sta vivendo.
Lo scorso anno ha preso il via il progetto I giovani sentinelle della legalità per volere delle scuole di Corleone, abbandonate a se stesse o tutt'al più luoghi per la passerella del politico di turno.

Dopo aver scelto il tema della mafia, essersi confrontati con l’Amministrazione chiedendo come mai un bene sequestrato non fosse stato assegnato e che addirittura in una parte  vivesse ancora la famiglia mafiosa, i più piccoli della primaria e della media inferiore hanno chiesto un impegno per la riqualificazione dell’area industriale, mentre i più grandi del Professionale per l'Agricoltura si sono occupati di valorizzazione economica e sociale del territorio e dell’esperienza dell’associazione Fior di Corleone, in particolare la multifunzionalità in agricoltura: fattorie didattiche, musei, beni architettonici, mentre quelli dell’Alberghiero di valorizzazione dei piatti tipici del territorio. A marzo per la prima volta i giovani delle scuole hanno riempito la sala del Consiglio comunale di Corleone, e hanno cantato due canzoni contro la mafia dopo averle scritte e musicate. In quella occasione avevamo invitato stampa e televisioni regionali e nazionali ma nessuna testata ha dedicato una sola immagine né una sola parola nel raccontare lo spirito e la consapevolezza di ragazzi e ragazze.

Cosa possiamo dire oggi di una televisione pubblica come la Rai che lancia le memorie domestiche di un mafioso, figlio di un mafioso stragista e, a cascata, altre emittenti private si sono fiondate a Corleone a registrare voci e immagini di parenti e amici di mafiosi?

Non bisogna demordere e abbiamo il dovere di continuare in nome di Antonino Caponnetto: «la mafia teme più la scuola che la giustizia» rammentava sempre nonno Nino e noi siamo convinti che il percorso è iniziato e le sue parole profetiche ci accompagneranno e saranno di buon auspicio.

Con analogo auspicio hanno voluto iniziare la giornata del 26 i giovani dell’Istituto professionale per l'Agricoltura di Corleone interpretando Terra, un tributo al volontariato e ai tanti ragazzi e ragazze che, da ogni parte d’Italia, hanno portato solidarietà alle cooperative che lavorano nelle terre confiscate.

Ha poi preso la parola Giusy Badalamenti dell’Ufficio di Gabinetto del vice Presidente della Regione che ha illustrato lo Statuto della Regione autonoma e, poi, ne fatto omaggio a studenti e studentesse.

Salvatore Calleri, presidente della nostra Fondazione e membro dell’Ufficio di Presidenza della Regione Siciliana, ha porto il saluto di Saro Crocetta impegnato a Roma. Con noi anche Fulvio e Francesco Alfano figli del giornalista ucciso dalla mafia Beppe Alfano.

Pippo Cipriani, esponente dell’Associazione Fior di Corleone ed ex sindaco di Corleone che nel suo mandato ha consegnato per la prima volta dei beni sequestrati a Corleone alla Cooperativa Lavoro e non Solo ha voluto ricordare, insieme a noi, la strage di Capaci e quella di via dei Georgofili a Firenze. Ha rimarcato come la mafia impoverisce e non da lavoro ma lo toglie e ha denunciato le navi di grano canadese e ucraino che arrivano nei nostri porti. Come mai arrivano? Sicuramente per fare saccheggio del duro lavoro dei contadini siciliani. Chi le fa arrivare? Sicuramente speculatori e intermediari probabilmente in accordo con i mafiosi. Ha parlato dei prodotti locali e di come l’Associazione ha pagato i prodotti ai contadini ad un prezzo equo senza la speculazione mafiosa.

Ragazzi e ragazze dell’Istituito Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente con il loro insegnante Pasquale Ragusa hanno raccontato le vicende delle cooperative e della filiera economica del pomodoro. Questi insegnanti sono lo Stato Italiano che sa stare a testa alta e con la schiena dritta.  A loro la grande responsabilità di educare e formare una nuova gioventù che faccia dell'onestà l'obiettivo principale di una comunità locale che non sponsorizza i prodotti, ma sostiene i prodotti di quelle terre, frutto della fatica dignitosa e libera e segno di riscatto.

Ha proseguito la Scuola secondaria di primo grado G. Vasi con il tema Conoscersi per conoscere: in cammino contro tutte le mafie. Con loro il Dirigente scolastico Vincenzo Di Salvo che ha ricordato come una scuola non può reggere se non ha un adeguato supporto finanziario.

Poi è toccato alla Direzione Didattica statale Finocchiaro Aprile con Il cibo nel tempo e nello spazio a Corleone, il chicco di Tumminia. Hanno studiato i prodotti e la loro storia avviando una filiera corta ricca di Salute e di Onestà.

Grazie all'esempio di questi ragazzi e ragazze abbiamo deciso di proseguire con maggiore impegno e abbiamo ampliato la platea delle scuole che hanno partecipato al progetto 2015-2016. Abbiamo dovuto però limitare fortemente le richieste per gli esigui finanziamenti ricevuti.

Gli studenti e le studentesse della Direzione Didattica Alcide De Gasperi di Capaci hanno affrontato il tema: Beni comuni e riqualificazione della Villa comunale principessa Matilde di Savoia. Ad accompagnare i ragazzi Maria Follone, Antonietta Pernicone, Anna Provenza, Liboria Cutina e Maria Mazza che ha portato i saluti del Dirigente scolastico Vito Cudia. Con i propri giovani cittadini il sindaco, Sebastiano Napoli, e l’assessore all’Istruzione, Erasmo Napoli. Novecento ragazzi e oltre cento genitori all’incontro di marzo si sono schierati in difesa dei beni comuni.
La Direzione Didattica 2° circolo Ruggero Settimo ha proposto il tema Il randagismo e il degrado ambientale nel territorio comunale. Non era presente l’Amministrazione di Castelvetrano, ma in prima fila c’era il nostro referente di Castelvetrano Pasquale Calamia e il Dirigente scolastico, Giuseppe Ancona, orgoglioso dei suoi ragazzi e delle sue insegnanti rappresentate dalle referenti Anna Maria La Rocca ed Elisa Cangemi. Anche loro in difesa del proprio territorio contro il degrado. Giovani cittadini in difesa del bello e che pensano a rendere migliore il luogo dove vivono sono il segno migliore di come combattere la mafia e la cattiva politica.
Oggi avremmo dovuto discutere con chi ha il governo della Regione che, però, ha mancato all’appuntamento. Questo comportamento è stato certamente deludente per i giovani ma il ricevimento di una loro delegazione negli uffici di Presidenza, grazie all’intervento di esponenti del consiglio di Presidenza, del Cerimoniale e della Segreteria ha consentito alla delegazione di presentare le mozioni da consegnare al Presidente della Regione. Ecco in sintesi i temi che hanno posto all'attenzione:

1-      Per sostenere e dare voce ai lavori e alle proposte dei giovani corleonesi che sono schierati contro la mafia va incoraggiato e crediamo che sia importante la diffusione delle canzoni da loro scritte e interpretate, per questo auspichiamo che la Regione siciliana finanzi il progetto di produrre il CD.

2-     La questione dei beni confiscati è di estrema attualità per le vicende anche giudiziarie in cui sono coinvolti coloro che dovrebbero sorvegliare l'applicazione della legge, per il numero dei beni oggetto dei provvedimenti giudiziari e per la rilevanza della scelta nel loro utilizzo. In questo senso ha particolare rilievo la riforma della norma che li disciplina. Noi crediamo che la Regione siciliana debba seguire con attenzione la discussione della legge e valorizzare le esperienze positive della sua applicazione. In questo senso è importante il sostegno dei prodotti di cooperative e forme associative che esplicitamente e con le pratiche quotidiane si oppongono alla mafia e ridanno dignità al lavoro e ai lavoratori nel più pieno spirito della Costituzione repubblicana.

3-     La Fondazione ritiene che per alcuni tipi di beni confiscati sia pure importante un coinvolgimento delle istituzioni scolastiche, in particolare gli istituti professionali che formano all’accoglienza e alla ristorazione o quelli agrari per la rivalorizzazione dei prodotti locali, in modo che il recupero di tali beni costituisca occasione di nuova occupazione per i giovani.

4-     Le giovani sentinelle sottolineano il valore delle richieste di nuovi spazi di aggregazione e di socialità come forme di contrasto alla devianza che, in terra di Sicilia, significa anche prossimità alla criminalità mafiosa. Spazi che, sempre in terra di Sicilia, possono essere alcuni dei beni sottratti ai mafiosi e spazi da riqualificare e salvaguardare perché, come insegnano tante esperienze, la bellezza dei luoghi è un deterrente contro ogni forma di degrado e uno stimolo alla cura per tutti i cittadini.

5-     In conclusione, dalla nostra esperienza sia in Sicilia, sia nel resto del Paese, traiamo molti argomenti per conservare e incrementare forme di sostegno ad esperienze di promozione del protagonismo giovanile o di Cittadinanza attiva. Le esperienze positive, anche solo quelle degli ultimi due anni, ci rafforzano nel respingere ogni pretesa di chiudere i rubinetti e ci confermano nella convinzione che il compito della politica è quello di scegliere più che distribuire in maniera indiscriminata dissipando ricchezze e aspettative.

Negli ultimi tempi, è tornata di moda la polemica sui professionisti dell'antimafia. Nel famoso articolo di Leonardo Sciascia, pubblicato sul Corriere della Sera il 10 gennaio 1987, si citava Paolo Borsellino e lo stesso giudice, ricordando Giovanni Falcone qualche settimana dopo la morte, diceva:  «... forse cominciò a morire l'anno prima: quando Sciascia sul Corriere bollò me come professionista dell'antimafia.»  (Palermo, 26 giugno 1992).

La Fondazione nasce e ha alle spalle una storia: quella di Caponnetto intransigente e inflessibile che esortava tutti a fare pulizia ognuno nei propri ranghi, senza dare voce a veleni e a chi, con leggerezza, da spazio alla mafia e alla politica corrotta.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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