sabato 21 aprile 2018

Mazara del Vallo porta d’Oriente dell’antimafia

Venerdì 6 aprile  le Giovani sentinelle approdano a Mazara del Vallo per una giornata intensissima, piena di appuntamenti e ricca di emozioni autentiche. 

Abbiamo potuto scoprire nuovi compagni e compagne di viaggio lungo la strada della legalità e della cittadinanza e con questi nuovi compagni abbiamo riscoperto un sentiero nuovo, una sorta di via Francigena dell’antimafia che dal porto della città risale su per la penisola.

In un altro report abbiamo raccontato dell’esperienza significativa di venerdì pomeriggio prima a Castelvetrano poi, in serata, a Mazara ospiti della Compagnia della Confraternita di Betlemme che ha promosso una serie di incontri fra giovedì 5 e lunedì 9. La mattina di venerdì 6 è stata dedicata a due incontri a scuola.

Nuovi compagni di viaggio del nostro progetto studenti e studentesse dell’ISIS Ruggero d’Altavilla – V. Accardi e i coetanei e le coetanee del Liceo artistico Don Gaspare Morello, entrambi gli istituti di Mazara del Vallo.

Ai giovani abbiamo raccontato della vicenda umana e professionale di Antonino Caponnetto e del suo straordinario impegno, nell’ultima parte della sua vita, nelle scuole fra ragazzi e ragazze a testimoniare la memoria degli eventi tragici del 1992 e a rilanciare la cultura della legalità e l’idea di cittadinanza. 

E proprio all’idea di cittadinanza abbiamo fatto appello per rilanciare la sfida delle giovani sentinelle: quella di essere protagonisti nel luogo dove si vive promuovendo comportamenti e pratiche secondo le regole, rispettosi dei diritti e delle libertà, una sfida forte, radicale facendo leva su quanto si fa a scuola nel formare il cittadino. 

Ancor più esplicitamente abbiamo fatto riferimento ad alcune esperienze significative di questi anni in alcune delle scuole che partecipano al progetto per sottolineare l’impegno dei ragazzi e delle ragazze, la varietà dei temi affrontati e le articolazioni di ogni proposta che sono la testimonianza migliore di come si possa vivere la cittadinanza attiva in luoghi e contesti differenti.

La seconda parte di ciascun incontro nei due istituti è stata dedicata al racconto della vicenda di Angelo Corbo. 

Come ha sempre puntualizzato, Angelo ha riaperto quella vecchia ferita della sua dolorosissima esperienza, facendosi forza per tener fede al suo impegno di tenere viva la memoria degli uomini e delle donne giusti che persero la vita a Capaci ma anche di chi è sopravvissuto. 

Raccontare è per lui una medicina per poter convivere con quel senso di ingiustizia che prova nei confronti dei colleghi morti. Le sue parole asciutte, prive di retorica hanno riempito i silenzi delle due aule che hanno ospitato gli incontri, hanno commosso ragazze e ragazzi, hanno scosso i loro sentimenti e i loro pensieri e alla fine le tante domande e le mille richieste sono state il segnale migliore di quanto sia importante per i giovani la sua testimonianza e, per Angelo, di quanto le emozioni e i sentimenti di studenti e studentesse contribuiscono ad alleviare il suo dolore.

Con i giovani ci siamo dati appuntamento al prossimo anno scolastico quando saranno protagonisti del percorso di formazione sin dall’avvio nel mese di novembre.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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