martedì 10 aprile 2018

Le tartarughe di Capaci




Un anno fa, esattamente il 27 aprile, i giovanissimi della Direzione Didattica Alcide De Gasperi di Capaci si erano dati appuntamento in 900 nella villa comunale principessa Mafalda di Savoia. 

Dall’inizio dell’anno scolastico avevano lavorato in classe con le proprie insegnanti al progetto delle Giovani sentinelle, un’esperienza di formazione alla cittadinanza attiva e responsabile. Avevano scelto di occuparsi della villa comunale per recuperare quel luogo alla fruizione di ogni cittadino e cittadina, per farne spazio di incontro e socializzazione.

Quella mattina di aprile avevano festeggiato il ripristino dei luoghi e la riapertura alla cittadinanza e avevano preso l’impegno di essere custodi di quel pezzo della città.

La fondazione Caponnetto aveva sottolineato l’importanza della scelta di ragazzi e ragazze, il loro coraggio e il senso civico, aveva sottolineato che i giovanissimi sarebbero stati ambasciatori di legalità presso i propri genitori, 900 famiglie, aveva auspicato attenzione e vigilanza.

Avevamo chiesto ai ragazzi e all’Amministrazione di non fermarsi di coinvolgere anche gli abitanti che vivono intorno alla Villa.

Qualche notte fa, nel buio complice, alcune delle tartarughe che abitavano nella fontana sono state ammazzate in modo atroce: alcune con il carapace fracassato altre per mancanza d’acqua, e alcune aree verdi sono state devastate. Strano che nessuno abbia parlato degli oltre 200 pesci e carpe scomparse!

C’è nelle modalità con cui sono state uccise le tartarughe tutta la violenza di un messaggio che vuol essere chiaro per tutti: ci sono dei confini rigidi, fissati da chi ha capacità di esercitare un potere violento, che non possono essere superati e i giovanissimi della Direzione Didattica li avevano superato con la passione e la spensieratezza della propria età. Occorreva ristabilire quei limiti, ricordare a giovani e adulti che non tutto è permesso, soprattutto avere cura del luogo dove si vive e avere fiducia nell’imperio della norma che accorcia le distanze e ci fa sentire uguali.

Perché questo intervento così violento? Vi era in quel luogo qualche traffico poco lecito che poteva essere disturbato dalla presenza di ragazzini e ragazzine vocianti? O forse qualche adulto seduto poteva essere testimone scomodo?

No, a far paura era semplicemente che un numero cospicuo di cittadini e cittadine divenissero consapevoli dei propri diritti alla bellezza del luogo e a poterne usufruire, era la paura del contagio dell’entusiasmo di quei novecento nei confronti di altri coetanei o ragazzini e ragazzine più grandi di altre scuole, che potessero osare immaginare altri spazi liberi, altre occasioni di incontro e socializzazioni e magari convincere padri e madri che tutto ciò è giusto.

Non si tratta di una bravata, di un gioco insensato di qualche perditempo, è un segnale preciso e terribile, è un avvertimento mafioso e se qualcuno si tirerà indietro, retrocederà anche di un solo passo avremo perso tutti, a cominciare dalla scuola dove sarà chiaro che ogni tentativo è inutile, che la sua funzione di promozione della cittadinanza non è convincente.

Giovedì 5 Aprile 2018 le giovani sentinelle di Capaci, dopo il primo incontro in Dicembre, si sono di nuovo riunite nell'ampio salone antistante l'ingresso della loro scuola per il confronto con le proprie istituzioni locali. Il tema scelto dai ragazzi quest'anno è: Il recupero del lungomare di Capaci.

Presenti il sindaco Sebastiano Napoli e Erasma Cerchia, assessora all’Istruzione, a dare il saluto alle sole 4 classi di ragazze e ragazzi del progetto, alle loro insegnanti e ai genitori presenti, la Dirigente scolastica, Iolanda Nappi.
Nell’introdurre l’incontro la Fondazione ha proposto una riflessione sull’impegno e la perseveranza dei giovanissimi e della scuola, in questi anni, nel presidiare i beni che appartengono a tutti, nel sensibilizzare cittadini e cittadine a prendersene cura e salvaguardarli, oggi dopo le distruzioni della villa ci chiediamo, e lo chiediamo a genitori, insegnanti e Comune, come si vuole intervenire per contrastare tale atto mafioso? Facendo partecipare al progetto non più 900 ragazzi ma solo 100 ragazzi e 100 famiglie?

La domanda è rimasta senza risposta in quanto il Sindaco ci ha dovuto lasciare per sopraggiunti impegni professionali privati!

Ci è sembrato doveroso non deludere i bambini e abbiamo passato la parola a Giulia, Marta e a tutti gli altri bambini e bambine pronti con cartelloni coloratissimi e un bel filmato sullo stato di degrado del lungomare. Le immagini mettevano in risalto la bellezza del litorale di un tempo e le caratteristiche dune modellate dal vento, una flora e ad una fauna incredibili facevano di questo luogo un angolo meraviglioso, oggi a rischio di estinzione.

Tante le domande da parte dei giovanissimi all'assessora rimasta ad ascoltare con interesse: una in particolare riguarda la richiesta da parte della scuola di uno spazio al Demanio per un giardino botanico.

Siamo convinti che la scuola riprenderà il suo percorso di formare i giovani cittadini alla difesa dei propri beni comuni sollecitando l'impegno di tanti bambini e bambine e non di pochi, promuovendo la riflessione sulla vicenda e con questa speranza ci siamo dati appuntamento per mercoledì 16  maggio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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