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mercoledì 4 dicembre 2019

Prosegue il percorso di cittadinanza attiva delle giovani sentinelle messinesi e palermitane




Martedì 3 dicembre  un appuntamento a Messina e due a Palermo. 

A Messina ad attenderci nel teatro della scuola Cristo Re i giovanissimi di quella primaria e quelli delle altre due – Montepiselli e Passanante - e i veterani della scuola media Annibale Maria di Francia. Con loro l'infaticabile referente Agata Bonfiglio con la nuova dirigente scolastica, Domizia Arrigo.

Ad esordire è stato Michele, giovane studente della scuola media, che ha voluto ricordare la bella esperienza di Palermo e la domanda senza risposta relativa al loro progetto di avere uno spazio per ritrovarsi. E noi siamo partiti da quella loro richiesta, analoga a tante che abbiamo ascoltato e che si sono rincorse in questi undici anni del progetto: giovani e giovanissimi sono alla ricerca di spazi di incontro e di socialità, fuori dal circuito del consumo, dove ritrovarsi per parlare e fare attività diverse. 

E questo appello agli spazi è già esso stesso indice della serietà di ragazzi e ragazze ai quali non è data molto spesso risposta da parte di chi ha il governo della cosa pubblica. Eppure la loro sfida su questo tema è particolarmente significativa perché loro vogliono mettersi alla prova e fare già esercizio di cittadinanza, quella cittadinanza che abbiamo voluto sottolineare perché antidoto alla presenza di fenomeni corruttivi e di criminalità.

Al prosperare della corruzione e all’insediamento della grande criminalità organizzata contribuiscono uomini e donne di questo nostro Paese che hanno uno scarso senso della legalità e dell’essere cittadino e cittadina responsabile. Abbiamo per questo motivo richiamato l’esempio di Antonino Caponnetto e il racconto della vicenda ha avuto l’effetto straordinario del formarsi di una lunga fila di ragazzi e ragazze con foglietti e quaderni su cui avevano annotato delle domande precise, "affamati" di voler conoscere e sapere chi e cosa hanno fatto per combattere la mafia.   

Peccato che il tempo a disposizione fosse finito ma negli occhi di questi giovanissimi si leggeva la soddisfazione per aver ricevuto risposte ai loro quesiti.

Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo giovedì 19 marzo.

Sergio Tamborrino e Beppe Vitale                               


                             
A Palermo una nuova scuola ha accettato la sfida delle giovani sentinelle: la Direzione Didattica Alessandra Siragusa con 200 bambini e bambine che abbiamo incontrato per primi, mentre subito dopo un altro appuntamento con tre classi nella sede distaccata dello stesso istituto. 

A dare impulso al progetto in questo istituto è stata l'insegnante partigiana dei valori, già nostra compagna di viaggio alcuni anni fa alla Direzione Didattica di Capaci, Anna Rita Silvio. 
Trasferitasi in questa nuova scuola ha subito voluto proseguire in questo percorso per i suoi ragazzi e ragazze. Con lei le le colleghe Roberta Cricchio, Daniela Pedilarco.

Da subito la mattinata si è rivelata ricca e entusiasmante, una platea di bambini e bambine attenti e pronti a fare domande grazie alle proprie insegnanti che li avevano già preparati al percorso che li vedrà protagonisti in questo anno scolastico.

Tutto ciò ha permesso sin da subito di spiegare gli obiettivi del progetto e i suoi fini, abbiamo parlato dei valori e dell’impegno civile, della solidarietà e del rispetto delle regole, dei buoni comportamenti che devono incidere contro la mafia, la corruzione e l'evasione fiscale, che impediscono un reale cambiamento del nostro Paese anche a causa del silenzio degli onesti.

Abbiamo chiesto ai ragazzi, come esempio, di prendere una cartina del proprio territorio e di segnare con una bandierina ogni bene che appartiene a tutta la comunità: strade, scuole, piazze, giardini pubblici, ospedali e altri beni comuni. Poi li abbiamo invitati a cancellare questi beni, per rendersi conto di quante cose abbiamo in comune e di quanto saremmo in difficoltà senza di essi e della necessità di prendersene cura e conservarli.

Abbiamo ricordato la grande passione di Antonino Caponnetto riguardo la nostra Carta Costituzionale, custode dei diritti e doveri di ogni cittadino e li abbiamo incitati a chiedere ai propri insegnanti di studiarla e approfondire i principi fondamentali di essa. L'intervento di Angelo Corbo ha colpito la loro curiosità e sono seguite tante domande, suscitando in loro molto entusiasmo e hanno accettato la sfida a diventare giovani sentinelle ed essere pronte a marzo al confronto la propria amministrazione, genitori e cittadini.

Domenico Bilotta e Angelo Corbo

sabato 26 ottobre 2019

Conferenza finale progetto Sentinelle Sicilia


Lunedì 21 ottobre lo splendido teatro Politeama di Palermo ha accolto le delegazioni delle numerose scuole siciliane che hanno partecipato al percorso delle Giovani sentinelle nell’anno scolastico 2018-2019. Ragazzi e ragazze anche dalle province più lontane si sono svegliati presto (molti anche alle 4 del mattino!), per essere a Palermo in orario per questo appuntamento conclusivo che, come nella tradizione del progetto, darà anche il via alla nuova edizione.
A porgere il saluto della Regione Siciliana Giancarlo Armao, vicepresidente, che ha ringraziato gli insegnanti per il loro lavoro così importante di guidare ragazzi e ragazze, dalle prime classi fino al termine degli studi superiori, a divenire cittadini attenti e responsabili. In questo loro compito i docenti hanno quali stelle polari i valori “scolpiti” nella nostra Carta costituzionale, valori da preservare costantemente per reggere la vita civile della comunità cui apparteniamo. L’impegno di chi amministra e governa la cosa pubblica è di lasciare un tale patrimonio che costituisca dei punti di riferimento solidi per la vita associata e per il rispetto dei diritti di ciascuno.
La Fondazione ha aperto i lavori veri e propri con il ricordo di Antonino Caponnetto, del suo apostolato civico a favore della legalità e della cittadinanza che costituisce il lontano esordio delle giovani sentinelle. Quella intuizione del giudice di incontrare giovani e giovanissimi nelle scuole ha costituito il primo nucleo del nostro progetto che ha avuto sviluppi ed esiti importanti.
Il video che riassume i lavori dell’intero anno scolastico ha ricordato a tutti gli intervenuti, giovani e docenti, esponenti politici e amministratori, i temi di cui si sono occupati ragazzi e ragazze, le urgenze che hanno prima approfondito a scuola e poi posto all’attenzione di sindaci e assessori, negli incontri di marzo, e che hanno condiviso e scambiato fra di loro e con i Consorzi dei Comuni di molte province negli appuntamenti di maggio. 
Abbiamo poi introdotto il Botta e risposta ricordando la vicenda incredibile delle polemiche suscitate dalle parole di un amministratore di una discarica siciliana, il quale ha affermato che è disdicevole usare bambini, che lamentano il loro diritto alla salute, e ha scritto ai dirigenti scolastici degli istituti che «qualsiasi coinvolgimento delle istituzioni scolastiche che dovesse concorrere alla commissione di illeciti civili e penali nei confronti della società verrà perseguito nei termini di legge». La scuola media è una delle nostre compagne di viaggio nel percorso di cittadinanza e abbiamo voluto rammentare che i diritti di libertà di parola e di giudizio non possono essere negati ai cittadini e alle cittadine, sia pure minori, che esprimono preoccupazioni e critiche. Sorprendono i toni soprattutto in relazione a quanto dispone l’articolo 32 della nostra Costituzione e la tutela della salute dovrebbe essere in cima ai pensieri di ogni cittadino e cittadina.  
Ha preso per primo la parola Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione, che ha ribadito la volontà e la disponibilità al confronto e al dialogo con i giovani della Regione Siciliana, ricordando che l’impegno suo, della giunta e del presidente Musumeci è quello di valorizzare i momenti e le opportunità anche extracurriculari a favore della legalità e la cittadinanza. Ha riconosciuto che le urgenze dell’insediamento hanno distratto dal dare puntuale risposta alle richieste di incontro dei giovani lo scorso anno e la scelta di accoglierli nel teatro Politeama è segno di attenzione e la Fondazione e le Giovani sentinelle hanno apprezzato questa disponibilità a fare del teatro Politeama lo spazio della Conferenza finale anche in futuro. Coerenti con il nostro impegno abbiamo continuato a bussare alla porta senza pregiudizi e nel pieno rispetto delle regole e delle buone prassi, siamo lieti di avere visto soddisfatte le nostre ragioni, che sono poi quelle di ogni cittadino e cittadina: il diritto all’ascolto e all’interlocuzione.
Barbara Floridia, senatrice della Repubblica, ha dichiarato di essere in buona sintonia con la platea per essere stata fino al suo impegno parlamentare un’insegnante, e ha ricordato che ha avuto bisogno di un periodo di apprendistato per esercitare il proprio mandato parlamentare.
Piero Grasso è un amico della Fondazione, è stato ospite e interlocutore delle giovani sentinelle in Toscana quando era Procuratore nazionale antimafia, ha voluto sollecitare politiche di sostegno ai giovani per il loro impiego in modo da sottrarli alla precarietà e ai rischi e ricatti anche delle organizzazioni criminali.
Poi sono stati ragazzi e ragazze, grandi e piccoli, con le domande preparate e scritte sui foglietti ad incalzare gli esponenti politici, spaziando dalle questioni relative all’ambiente, un tema di grande interesse come abbiamo constatato non solo nelle altre Conferenze di quest’anno ma anche nella decennale esperienza delle Giovani sentinelle, agli spazi, sia a scuola sia in città.
Pur nell’apparente distanza sono temi legati dalla necessità di salvaguardare il territorio nel suo senso più ampio, come lo spazio entro cui si vive nel rispetto dei limiti propri delle leggi naturali e dei diritti che ci derivano come cittadini eguali e liberi. Fra i ragazzi e le ragazze vi è piena consapevolezza dei rischi per il clima e la stessa sopravvivenza sulla Terra che quelli più grandi hanno proposto di riscrivere l’articolo 9 della Costituzione, quello che tutela i beni culturali e ambientali, con l’aggiunta di un riferimento tassativo a conservare il patrimonio del nostro pianeta alle generazioni future.
Gli spazi di cittadinanza che invocano ragazzi e ragazze sono gli stessi che si ripropongono in tante scuole di città diverse, a testimoniare un’esigenza forte e condivisa, e sono gli stessi che invoca la Fondazione nei confronti di chi governa la cosa pubblica perché accolga giovani e adulti e discuta e si confronti con loro. Ma la richiesta di studenti e studentesse ha obiettivi più larghi e non riguarda solo la democrazia e la libertà, coinvolge pure i temi del tempo libero e dello svago fuori dal consumo, il luogo dove costruire relazioni e legami. Questi spazi, in Sicilia, sono anche quelli delle ville comunali e parchi, oggetto di diversi progetti, che hanno chiamato in causa gli amministratori locali per la mancanza di manutenzione o perché chiusi e in stato di degrado. Tutti gli esponenti politici hanno concordato con la misura di allungare gli orari di apertura delle scuole, la possibilità che le stesse accolgano anche cittadini e cittadine, e questa sarebbe una prima misura di attenzione nei confronti delle numerose e ripetute richieste che abbiamo registrato in questi anni.
Disoccupazione o emigrazione? Questa alternativa è stata sollecitata dai più grandi e le risposte hanno fatto riferimento a politiche di investimenti pubblici e privati, di bandi di concorsi pubblici, di sgravi fiscali per le aziende che assumano i giovani, green new deal. Ma per contrastare la disoccupazione occorre studiare, perché non ci sono ricette miracolose, incentivare le politiche scolastiche, impiegare le risorse, è necessario l’impegno di ciascuno.
La questione dell’ergastolo ostativo tiene banco nel dibattito pubblico e ha fatto irruzione anche nella discussione fra le giovani sentinelle e Pietro Grasso si è dilungato ad illustrare le ragioni per mantenere questo strumento di contrasto. Proprio aver introdotto la questione dell’ergastolo è la miglior prova che fra i giovani è forte la consapevolezza di contrastare la mafia e questo percorso insieme a tanti altri favorisce questa consapevolezza e gli intendimenti di ragazzi e ragazze, confermando quell’intuizione di Gesualdo Bufalino secondo cui la mafia sarà sconfitta da un esercito di maestre elementari.
Sono stati i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Don Sturzo di Bagheria a chiudere questa parte della mattinata con il loro intervento musicale che ha coinvolto l’intero teatro.
Poi ha preso la parola Gianluca Calì. Le sue parole ci hanno riportato alle durezze quotidiane della mafia che minaccia, che non tollera insubordinazioni e non ammette che qualcuno si ribelli alle sue richieste. Ci vuole sottomessi e silenziosi per poter proseguire indisturbata nei suoi affari, leciti e illeciti, e se qualcuno si ribella e dice di non voler pagare il pizzo perché vuol essere libero e difendere la propria dignità, allora scattano minacce, intimidazioni, pressioni, fino agli attentati. A tutto ciò ha provato ad opporsi Gianluca Calì con le armi della denuncia, non solo penale ma anche quella pubblica raccontando e rifuggendo dal silenzio.
Le sue parole hanno alimentato la speranza e il desiderio di  resistere e di opporsi e ci hanno rafforzato nella convinzione che il prossimo ottobre 2020 dovremo preparare ben due appuntamenti per la Conferenza finale: uno a Palermo, per la Sicilia occidentale, e uno a Messina, per quella orientale, in modo da favorire la partecipazione larga, evitando levatacce. Abbiamo posto la questione dei costi degli spostamenti alla Regione Siciliana chiedendo che contribuisca in modo da consentire la presenza anche per gli istituti che hanno difficoltà. E queste due proposte abbiamo avanzato all’assessore Lagalla, rimasto fino alla conclusione. La scelta di Messina per la prossima Conferenza finale ha ragioni precise: l’amministrazione comunale e la Città metropolitana non hanno accolto ragazzi e ragazze negli appuntamenti di marzo e maggio e allora sono le giovani sentinelle delle altre città a correre in aiuto e a solidarizzare, a irrobustire le fila di chi chiede a chi governa la cosa pubblica di accogliere e discutere, di ascoltare e confrontarsi, e questa solidarietà ci auguriamo che sia contagiosa anche in tante altre città del nostro Paese. Negli anni successivi chiederemo ospitalità a Catania, sede naturale della Sicilia orientale.
Appuntamento lunedì 28 a Padova con le Giovani sentinelle del Veneto.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 17 maggio 2019

I terzi incontri provinciali delle giovani sentinelle si spostano in Sicilia

Lasciate le giovani sentinelle di Massa ci siamo diretti a Pisa per imbarcarci in direzione di Palermo dove era previsto per martedì 7 maggio il confronto fra le otto scuole del territorio palermitano, insieme ai sette Comuni, sedi degli Istituti, la Regione Siciliana, ospiti della Città Metropolitana. 

Come sempre e con largo anticipo abbiamo contattato gli uffici della segreteria particolare del sindaco metropolitano, il suo cerimoniale, che ricevono comunque tutte le comunicazioni del percorso formativo sin dall’inizio dell’anno scolastico, ma la risposta è stata di non avere sale sufficientemente ampie per ospitare 208 ragazzi in rappresentanza delle scuole del proprio territorio. 

Ci siamo rivolti alla Regione Siciliana, al suo presidente Musumeci che, come lo scorso anno, non ha ritenuto di ospitare i propri giovani cittadini e neppure rispondere alle nostre comunicazione di posta certificata. Infine abbiamo contattato la sua segreteria particolare e il cerimoniale ricevendo risposte evasive che mostrano una gestione singolare della cosa pubblica che si è diffusa in tutto il nostro Paese confondendo, nel concedere le sale pubbliche, le finalità private - anche convegni o eventi privati - con quelle pubbliche - la richiesta di cittadini che vogliono dialogare con le proprie istituzioni - confusione che diventa ancora più grave nel caso di giovani studenti. 

Riteniamo che tale comportamento di un rappresentante istituzionale, o meglio una parte della politica, sia un cattivo esempio per tutti. Ancora una volta è venuta in soccorso la scuola pubblica, da sempre fedele al compito formativo affidatole dalla nostra Carta, ribadendo in questo modo la cornice costituzionale dell'istruzione, valorizzando la partecipazione e il protagonismo di ragazzi e ragazze nella difficile fatica del vivere civile e comunitario, giuste le indicazioni di Cittadinanza e Costituzione. Grazie all'USR Sicilia e in particolare al dirigente scolastico Vito Cudia dell'Istituto Tecnico Statale L. Sturzo di Bagheria che ha accolto i giovani delle scuole nel suo audutorium. 

Da anni riserva particolare attenzione ai temi della legalità e della cittadinanza e da tempo è nostro compagno di viaggio di questo percorso. 

Al nostro arrivo, Vito Cudia era già a lavoro con i suoi ragazzi affinché tutto fosse pronto a dare il benvenuto ai giovani ospiti. I ragazzi della scuola Don Sturzo avevano preparato la sala in modo che non emergesse solo il loro tema, ma hanno accolto i ragazzi con disegni e striscioni che rappresentassero il protagonismo di tutti. 

Pronti anche la Direzione Didattica G. Cirincione 2° Circolo di Bagheria il cui dirigente è sempre Vito Cudia. Subito dopo sono arrivati i ragazzi e le ragazze del Liceo Santi Saverino di Partinico, poi una rappresentanza dell'Istituto comprensivo G. Reina dei plessi di Chiusa Sclafani, Giuliana e Contessa Entellina, unica assente giustificata era la scuola primaria Finocchiaro Aprile di Corleone impegnata per le prove Invalsi.  

Molti gli ingiustificati! Gli amministratori dei Comuni sede delle diverse scuole per cui i giovani non hanno avuto modo di conoscere il loro punto di vista nel confrontarsi e chiedere collaborazione a Provincia e Regione per la soluzione dei temi che i ragazzi avevano proposto al secondo appuntamento nelle singole sale comunali in marzo. Né era presenta la Città Metropolitana di Palermo. 

All'ultimo tuffo, avvertiti il giorno prima, una gradita sorpresa, la presenza dell'assessore regionale all'Istruzione Roberto Lagalla e del sindaco neo eletto di Bagheria, Filippo Tripoli. La giornata era salva ad evitare la delusione dei presenti, coscienti che l'impegno e i lavori dei ragazzi avrebbe fatto il resto.

Emozionati insieme alla loro referente Antonella Campisi hanno esordito i ragazzi dei 3 plessi dell'Istituto G. Reina con il loro tema Ci vivo… Non me ne vado! Giovani, formazione, territorio, lavoro. 

Con un filmato da fare invidia ad una agenzia del turismo hanno voluto raccontare le bellezze del loro territorio, il patrimonio storico artistico, immagini che esaltavano le realtà produttive di rilievo come quella di arance, pesche, ortaggi, formaggi e altri prodotti che vengono esportati in tutta l’Italia. 

Fauna, flora, parchi naturali che fanno di queste zone bellezze tutte da sfruttare e con essi creare possibilità di lavoro. Lavoro negato che i ragazzi sentono come problema da affrontare nel prossimo futuro. Avevamo invitato il sindaco o chi per lui ad essere presente all'incontro provinciale di oggi per inoltrare insieme ai giovani cittadini un programma di viabilità alla Città Metropolitana e alla Regione Siciliana che potesse portare sviluppo e dignità ai cittadini che vi abitano, lo aveva messo in agenda in marzo e dopo le nostre ripetute email di invito eravamo sicuri della sua presenza e invece è caduto il silenzio! 

Neppure il tempo di riflettere che un'altra sorpresa era pronta per tutti, l'assessore regionale Roberto Lagalla lasciava l'incontro per impegni già presi. Non sono valse le proposte di lasciare un funzionario che potesse poi riferire alla Regione delle proposte che sarebbero emerse dall'incontro. Neppure il racconto di Paolo Borsellino che alla Sapienza di Roma richiamava il Ministro all'ascolto ha sortito effetti.

Ci siamo raccolti vicino al neo sindaco di Bagheria, unico rimasto fino in fondo. Non per bloccarlo in caso di fuga, ma per confortarlo nel difficile fardello che le Istituzioni le avevano lasciato!

La mattinata è ripartita con i ragazzi e ragazze del liceo Santi Saverino  di  Partinico con il compito di dare esempio e confrontarsi con le altre scuole nel difficile cammino della cittadinanza attiva. Con l’aiuto delle loro docenti Dina Provenzano, Loredana Sferrazza, Silvana Provenzano, Davide Marotta, Marco Santaguida, hanno rimarcato la loro volontà ad essere custodi dello spazio pubblico del loro paese e di essere protagonisti del suo cambiamento e non subire le decisioni di chi lo ha degradato. 

Hanno denunciato disagi e vandalismo, i cumuli di spazzatura e di rifiuti pesanti abbandonati per il paese. Fra le proposte quello di chiedere di poter usufruire di locali di un bene confiscato, che sono numerosi sul proprio territorio, come spazio per i giovani.

Nota positiva da parte del loro sindaco è l'aggiornamento dell'elenco dei beni confiscati che il Comune ha messo a disposizione dei cittadini dopo la richiesta avanzata dagli studenti.
La mattatrice e regina della mattinata è stata sicuramente Sofia, scolara della Direzione Didattica G. Cirincione 2° Circolo di Bagheria, che ha stupito tutti con il suo intervento a braccio e per niente emozionata, cosciente di poter dominare una platea sicuramente più numerosa. Berretto con visiera girata all'indietro come una rapper si è scusata con i presenti per il ritardo dovuto alla partecipazione delle prove invalsi poi, facendosi portavoce dell'intero istituto, si è rivolto alla platea e al suo sindaco neo eletto, unico sopravvissuto delle istituzioni con la richiesta di abbellire la sua scuola dove bimbi e bimbe come lei passano molte ore della propria giornata. 

Chiedono panchine dove potersi sedere, conversare, studiare; una fontanella che possa servire per annaffiare le piante; dei lampioncini che illuminino il cortile nelle ore pomeridiane e serali. Ha citato l'articolo 21 della Carta dei diritti dei bambini facendo notare che il gioco è tra le attività ritenute fondamentali per il corretto sviluppo dei bambini.

Infine rivolgendosi al sindaco Filippo Tripoli ha chiesto se potevano sperare di ottenere aiuto alle loro richieste.

Hanno chiuso i lavori i più grandi dell'Istituto Statale L. Sturzo che hanno accolto le scuole insieme all'instancabile dirigente, Vito Cudia. 

Il loro tema ValorizziAMO il nostro Istituto“mettiamoci in gioco" ha preso le forme di un video da loro realizzato dal titolo: Il nostro sogno che racconta come, mettendosi in gioco in prima persona, vogliono la loro scuola messa in sicurezza di alcune parti strutturali, ma anche la loro idea di una piazza coperta antistante l’ingresso dell’istituto in modo che divenga il cuore pulsante di ogni attività della scuola, hanno preparato anche i disegni di alcuni murales che vogliono realizzare nell'area.

Filippo Tripoli ha dichiarato tutto il suo impegno a stare accanto alla scuola e a realizzare attività ed eventi insieme agli studenti per sensibilizzare la cittadinanza, coinvolgendo i ragazzi del Don Sturzo anche fuori dalla scuola nella realizzazione di murales in alcuni punti della città.

Ha chiuso i lavori Sofia ringraziando il sindaco, i presenti, la Fondazione e il preside. Noi ringraziamo Sofia che con la sua freschezza, senza costruire mostri, ci ha dato l'opportunità di riflettere come un pizzico di umiltà e ascolto basterebbe a dare fiducia e spinta alla partecipazione e al convivere civile.

Ci siamo dati appuntamento per ottobre, ospiti della Regione Siciliana, impegno che l’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla ha preso davanti a tutti i presenti e noi prenderemo contatti per organizzare al meglio la Conferenza finale siciliana di ottobre, subito dopo il 27 maggio a conclusione di tutti i terzi incontri nazionali.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 15 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Mira

Martedì 11 dicembre esordio nelle fila delle giovani sentinelle per i ragazzi e le ragazze del comprensivo Luigi Nono di Mira. 

Il primo appuntamento è con le quattro classi terze della sede centrale Giacomo Leopardi. Nell’aula magna della bella cittadina affacciata sulle rive del Brenta, non lontano dalla sua foce, discutiamo le tematiche care ad Antonino Caponnetto; vediamo più da vicino la strage di Capaci sulla scorta del libro di Angelo Corbo, Strage di Capaci. Paradossi, omissioni e altre dimenticanze, Diple edizioni.

Chiediamo ai giovani di rispondere all’appello del giudice Caponnetto, occupandosi di un problema che poi sarà discusso con l’amministrazione comunale l’8 marzo 2019. I ragazzi sono preoccupati dall’inquinamento, dalle prese in giro e dal bullismo, dalla violenza, dalle persone che giudicano senza conoscere. I giovani della riviera veneta, guidati dal docente prof. Stefano Corà, sono decisamente molto bravi, attenti e fortemente impegnati.

Da Mira, raggiungiamo Gambarare, dall’altra parte del fiume, a quattro chilometri di distanza, fra ampi scorci del Naviglio del Brenta, sul quale si affacciano le Ville che i Veneziani edificarono tra il Cinquecento e il Seicento. Lì ci attendono altre due terze della scuola Galileo Galilei, guidate dalla vicepreside. Questi ragazzi sollevano problemi legati soprattutto all’insicurezza del territorio, alla paura di uscire, un ragazzo dice che si ha ‘paura della propria ombra’. 
 Questo sentimento ci invita a mostrare alcuni spunti del lavoro che i vicini ragazzi delle scuole superiori Bruno e Franchetti di Mestre (VE) hanno condotto per due anni consecutivi, sulle zone a rischio del territorio, sulla percezione di insicurezza degli abitanti.

Altre due classi terze ci raggiungono in tarda mattinata, guidate dalla professoressa Eliana Pollio: attentissima per tutto il tempo, ci accoglie con grande collaborazione, e ci racconta a fine mattinata, che – pur essendo nata da tutt’altra parte – ha ottenuto una supplenza nel quartiere Zen di Palermo. Nella stessa città è nato anche uno dei ragazzi presenti, molto preparato, che fa domande circostanziate sulle stragi, in particolare sugli agenti di scorta, sui quali è molto ferrato. 

Rispondiamo, forti delle tante testimonianze che Angelo Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci, ha reso in Veneto, e che ci hanno permesso di farci una idea diretta degli avvenimenti.

Anche queste quattro classi, oltre alle quattro di Mira, sono state invitate a partecipare dal referente per la Cittadinanza (e non solo) dell’istituto Luigi Nono, professor Stefano Corà, istituto che accorpa le due scuole medie, oltre che tre primarie e tre scuole dell’infanzia, sparse nella superficie del vasto comune alle porte di Venezia.

Se ai ragazzi di Mira abbiamo proposto il video sull’acqua pubblica realizzato dai ragazzi del liceo artistico Petrocchi di Pistoia, a Gambarare abbiamo visto Hallelujah, splendida riflessione sull’indifferenza realizzata dagli studenti dell’istituto Valle di Padova, a riprova che la creatività delle Giovani Sentinelli, da Nord a Sud, è in grado di scuotere le coscienze più di tanti inutili dibattiti dei grandi. 

Con tutti ci rivedremo il prossimo venerdì 8 marzo 2019, ospiti degli amministratori comunali di Mira per il confronto e il dibattito sui temi individuati dai giovanissimi del comprensivo Luigi Nono.

Francesca Vian

Responsabile Padova-Venezia Progetto Scuola

sabato 9 giugno 2018

Incontro regionale delle giovani sentinelle siciliane







Mercoledì 16 Maggio nell'Aula magna dell'Istituto Tecnico Commerciale Statale Don Sturzo di Bagheria si sono dati appuntamento per il loro incontro regionale le sentinelle siciliane dell'Istituto Tecnico Don Sturzo con il tema: affinché il sogno ... diventi cantiere - adottiamo la nostra scuola, libertà e partecipazione;

La Direzione Didattica 2° Circolo Ruggero Settimo di Castelvetrano con il loro tema: il paese che vorrei, tutela del patrimonio artistico- culturale e l'Istituto Comprensivo G. Vasi di Corleone dove la Primaria ha affrontato il tema sulla viabilità e illuminazione mentre la Secondaria uno Studio sulle vittime di mafia e le donne ribelli contro la mafia dal titolo la libertà ci rende liberi (studio su articoli di giornali).
 
Assente La Direzione Didattica Alcide De Gasperi di Capaci che abbiamo incontrato prima a scuola e poi nel secondo incontro con l'Amministrazione dove si sono occupati del Recupero del lungomare di Capaci. In quella occasione avevamo parlato della bella esperienza e del coinvolgimento di 900 ragazzi in difesa di un bene comune come la Villa comunale rinata a nuovo splendore e di come quest'anno i 900 ragazzi si sono ridotti a 60 in difesa del lungomare della loro città. 

Avevamo sollevato il dubbio di come si può contrastare il degrado di un giardino comunale se a difenderlo sono un esiguo numero di bambini che dopo l'atto mafioso che ha trucidato 8 tartarughe e oltre 200 pesci vietando di fatto di usufruire di un bene comune. Oggi alla risposta mafiosa si è aggiunto la delusione d genitori e insegnanti che in consiglio hanno votato vietando di fatto  ai bambini di partecipare al confronto con senatrici e deputate presenti al terzo appuntamento regionale. 

 
Ma le sorprese per i giovani cittadini non finiscono qui, come anticipato nei report precedenti, l’incontro si doveva tenere in una delle sale della Regione Siciliana ma, il presidente Nello Musumeci, nonostante i contatti con la propria segreteria particolare e con l'ufficio del Cerimoniale, non ci sono state risposte se non il silenzio!

Un ringraziamento va invece al Dirigente Vito Cudia per l'ospitalità che ha dato alle scuole partecipanti al progetto dando un segnale e di come la scuola, tempio della formazione, assolve al compito di formare i giovani alla cittadinanza e al rispetto della nostra Carta Costituzionale.

Presenti Pasquale Calamia e Giusi Badalamenti referenti della Fondazione per Trapani e Palermo.
Ad accettare l'invito fatto recapitare ad esponenti politici sono state la Senatrice Cinzia Leone e le deputate Vittoria Casa e Caterina Levatini.

Ad aprire la mattinata con un video clip sono stati i ragazzi del Don Sturzo con una canzone da loro composta dal titolo Oltre il silenzio che mette in evidenza la loro voglia di non tacere, di essere protagonisti attraverso la partecipazione, la solidarietà e fare gruppo, stare insieme.

Hanno aperto i lavori i ragazzi di Castelvetrano sulla difesa dei beni architettonici e artistici del loro territorio. Non hanno deluso le aspettative dimostrando ancora una volta  la scuola e i tanti insegnanti coraggiosi sa coniugare Cultura, Storia e Memoria. Sono le stesse armi che possono dare speranza di una sconfitta della mafia. Abbiamo ricordato la frase di Antonino Caponnetto: la mafia teme più la scuola della stessa giustizia. Aiutati da un breve filmato hanno ripercorso il lavoro di un intero anno scolastico utilizzando i vari linguaggi, dal teatro, alla danza regalando emozioni ai presenti.

È stata la volta della Primaria e Secondaria di Corleone, anche loro si sono presi cura del loro territorio ricordando di come la mafia e cattiva politica incidono sul degrado e lo sviluppo della propria città. Hanno ricordato di come Corleone sia passata dopo alcuni anni di solidarietà e di attenzione, ai riflettori spenti mentre i media li hanno accesi su come i mafiosi vivono o scrivono libri.

Ancora una volta interviene la scuola e l'esercito delle insegnanti partigiane dei valori a fare storia, a far conoscere i tanti personaggi che hanno dato lustro a Corleone e che hanno lottato fino allo stremo contro la cancrena mafia.

Infine i ragazzi più grandi dell'Istituto Tecnico che dal sogno o, a dirla meglio dal bisogno,  di avere una scuola più adeguata alle loro esigenze, di studio e di aggregazione, hanno presentato disegni, bozze e rendering da far invidia ai più blasonati studi di architettura. Il sogno di una copertura esterna alla scuola per uno spazio per far rivivere l'agorà dello stare insieme, costruire idee e progetti per un convivere civile.

A sorpresa, un filmato con la testimonianza di Flavia, vittima di bullismo che ha vinto la sua battaglia grazie alla scuola, ai suoi insegnanti, il dirigente e soprattutto i suoi compagni che non l’hanno lasciata sola rafforzando in lei il coraggio di reagire ed oggi Flavia mette a disposizione la sua esperienza per aiutare gli altri.

Le emozioni hanno coinvolto tutti compreso Deputate e senatrice, nel contempo la loro presenza ha dato credito e valore ai lavori dei ragazzi che si sono sentiti  ascoltati.

La senatrice Cinzia Leone della Commissione Cultura ha dichiarato che vi è una proposta da loro presentata affinché la disciplina Cittadinanza e Costituzione divenga materia a tutti gli effetti. Insieme alle deputate si è fatto carico di fare un'interrogazione al Presidente della Regione Siciliana sul silenzio e alla mancata ospitalità dei giovani per il terzo appuntamento. 
 
La deputata Vittoria Casa ha voluto ribadire la volontà del suo gruppo di accorciare i contatti con i propri cittadini e soprattutto con i giovani rafforzando e sostenendo i progetti di legalità percorsi da far crescere e sviluppare per irrobustire le coscienze e convivenza civica. Impegno che porterà nella sua Commissione Finanza e Tesoro.

Anche la deputata Caterina Licatini ha voluto dichiarare tutto il suo impegno a sostegno della Scuola facendo i complimenti alle insegnanti e in particolare a Vito Cudia definendolo incubatrice di talenti riferendosi ai suoi ragazzi riuscendo a mettere insieme le varie competenze e virtù  producendo un  video e una canzone mettendo in luce il disagio giovanile. Lo hanno saputo fare dimostrando di non volersi “piangere addosso” ma veicolo e  fucina di idee e di proposte.

La positività della giornata ha saputo contagiare tutti, giovani e istituzioni concludendo in una ovazione generale cantando insieme agli autori Oltre il silenzio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola