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giovedì 7 giugno 2018

Terzo incontro regionale con le giovani sentinelle elbane







Martedì 29 maggio si è tenuto l’ultimo degli incontri di maggio delle giovani sentinelle con gli studenti e le studentesse dell' ITCG G. Cerboni di Portoferraio. 


Con gli insegnanti Giuseppe Solaro e Giovanna Orlandi sono stati accolti, nella sala consiliare, dall’assessora all’Istruzione Adonella Anselmi che ha interloquito con loro per tutta la mattinata. Durante l’anno scolastico hanno approfondito ed elaborato una proposta di uno spazio ricreativo e di ritrovo nell’area ex Enel, oggi di proprietà della catena Eurospin per farne un centro commerciale, da realizzare anche all’interno del centro commerciale. 

Dopo l’incontro del 28 marzo scorso ragazzi e ragazze hanno coinvolto compagni e compagne della seconda classe dell’Istituto Tecnico guidati dal loro insegnante Paolo Guidotti e hanno arricchito insieme il progetto immaginando, oltre al bowling, negli spazi laterali dei tavoli da ping pong e da biliardo, il tutto libero da slot machine e giochi di azzardo.

Da decenni i giovani elbani lamentano l’assenza di spazi per loro e la richiesta è analoga a quelle di altri coetanei in tanti comuni della Toscana, del Veneto, del Lazio e della Sicilia, spazi liberi dall’obbligo del consumo, che siano aperti alla socialità, al divertimento e alla cultura, spazi sempre liberi dal gioco d’azzardo. Ma tutte queste richieste fanno fatica a trovare interlocuzione e risposte, che sono talvolta urgenti, come nel caso dei giovani elbani, perché il loro disagio aumenta soprattutto nel lungo periodo invernale quando l'Isola non offre nessuna opportunità di attività aggregativa. 

In passato vi era stata una certa attenzione alle domande poste dai giovani, merito anche di Fulvio Montauti, elbano e referente della fondazione sull’isola, morto alcuni anni fa, che si era battuto molto affinché la questione dei disagi giovanili, compresi anche quello delle difficoltà a muoversi sull’isola a causa dei trasporti pubblici carenti fossero oggetto di discussione pubblica. 

Fulvio aveva sollecitato risposte sulle questioni della convivenza civile, non solo dei giovani ma anche degli adulti, e aveva saputo coinvolgere tante scuole elbane, affinché fra i ragazzi e le ragazze crescesse la consapevolezza delle difficoltà e la necessità dell’impegno personale. Dopo di lui il compito era stato ripreso da Ida Goglia che aveva coinvolto Elba TV con il giornalista Fabio Cecchi, tanti genitori e cittadini, tanti giovani entusiasti di proporre e immaginare soluzioni. 

Ma questo patrimonio di idee, di suggerimenti e di partecipazione è andato via via depauperandosi perché è mancata l’interlocuzione e il confronto, le risorse e l’immaginazione nel ricercare soluzioni innovative. È mancata anche la tenacia di giovani e adulti nell’insistere, è rimasto il disagio e la solitudine se, ad approfondire il tema, vi sono solo due classi con insegnati coraggiosi. Vogliamo rifuggire dalle lamentele e dalle proteste sterili, dalla delusione e dalla facile demagogia. È mancata l’attenzione delle precedenti amministrazioni, ma sono stati assenti anche cittadini e cittadine quando l’area già pubblica è passata ai privati che hanno offerto alla comunità solo uno spazio verde.

A questi ragazzi smarriti, delusi, combattuti se mettersi in gioco - ma non conoscono quali strade percorrere - oppure abbandonare - e fuggire se ne avranno l’opportunità - la fondazione suggerisce l’obbligo morale di non desistere, l’esigenza di essere ancora più intransigenti, proprio come ci ricordava sempre Antonino Caponnetto, e ai ragazzi e alle ragazze abbiamo ricordato gli esempi di tanti coetanei e coetanee che hanno scelto con tenacia di non arretrare e la loro costanza è stata premiata. Abbiamo chiesto ai giovani di preparare un articolo che racconti tutta la vicenda e illustri le proprie proposte e mandarlo ai giornali online, a Elbanews.it, Teletirrenoelba. Abbiamo poi chiesto all'assessora Anselmi di aiutare i giovani nel fissare un appuntamento con l'architetto dell'Ufficio tecnico, incontro più volte richiesto dalla scuola, in modo da avere informazioni e dettagli sul progetto della nuova proprietà Eurospin  e sondare la disponibilità per lo spazio immaginato dai ragazzi e dalle ragazze del Cerboni. vedere se vi è un interesse al progetto bowling. 
 
E abbiamo lanciato la sfida ai ragazzi, oramai adulti, di condividere la proposta avanzata dai ragazzi e dalle ragazze di Castelvetrano e Corleone: all’appuntamento elettorale per le amministrative del prossimo anno sostenere le liste che avranno nel proprio programma l'impegno per i temi e i progetti elaborati da loro e chiedere ai propri genitori di fare altrettanto, poi essere vigili e attenti affinché quell'impegno venga mantenuto. 
Nel breve tempo prima degli esami hanno deciso di fare partecipi delle proposte i compagni e le compagne più piccoli che rimarranno il prossimo anno affinché le loro idee non scivolino nell'oblio come è già accaduto.

La fondazione ritornerà a settembre al Cerboni per presentare il progetto a tutti gli insegnanti e alla Dirigente per far sì che gli insegnanti Solaro e Orlando non siano soli e, soprattutto, si dia seguito a quella trasversalità che la disciplina Cittadinanza e Costituzione esige.

Abbiamo chiuso l'incontro quando una delegazione di giovani, i due insegnanti e l'assessora Anselmi sono stati invitati nell'Ufficio tecnico per il fatidico appuntamento con l'architetto. 


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 6 aprile 2018

Le giovani sentinelle sbarcano all’Elba

Mercoledì 28 Marzo sono le giovani sentinelle Elbane a confrontarsi con la propria Amministrazione locale.

Nella Sala comunale di Portoferraio sono le assessore Adonella Anselmi e Laura Berti a fare gli onori di casa e ad accogliere ragazze e ragazzi dell’ITCG Cerboni che dopo alcuni anni di assenza partecipano nuovamente al nostro percorso, sollecitati e guidati con grande passione e tenacia dal prof. Giuseppe Solaro, all’esordio nella collaborazione con la Fondazione, e dalla sua collega Orlandi che è invece una veterana del percorso di cittadinanza attiva. 

Ragazzi e ragazze erano pronti ad esporre il tema scelto che riguarda la trasformazione dell'area ex Enel in centro commerciale, mentre i giovani lamentano la carenza di spazi per il loro tempo libero.


Nella loro illustrazione hanno immaginato un luogo per attività diverse: un bowling, tavoli per giochi multimediali, un posto che diventi pub dove ascoltare musica in compagnia la sera, un luogo per giocare al biliardo o ai videogiochi o ai giochi da tavola, in breve uno spazio per incontrarsi, per stare in compagnia durante l’inverno, libero dall’azzardo e non necessariamente legato al consumo. Si sentono esclusi ragazzi e ragazze adolescenti perché, a differenza dei più piccoli o degli anziani che hanno spazi adatti alle diverse età, non sono soddisfatti e reclamano luoghi di incontro adatti alla loro età.

Laura Berti è intervenuta immediatamente dopo prima di lasciarci e ha giudicato valide le ragioni esposte dagli studenti e dalle studentesse ma ha voluto fare una “provocazione” chiedendo loro se conoscono il Centro giovani della città. Ha infatti ricordato che l’Amministrazione ha da tempo preso in esame la questione e provato a dare una soluzione. La risposta dei giovani è stata immediata e netta: conoscono lo spazio ma lo ritengono un posto da sfigati.

Adonella Anselmi li ha esortati a visitare il Centro giovani, ha ricordato l’impegno dei ragazzi delle precedenti edizioni del progetto e le loro proposte sulla riqualificazione del giardino dell’Albereto e le proposte dei ragazzi delle scuole medie in merito  alla bonifica del giardino pubblico.

La Fondazione ha proposto ai ragazzi e alle ragazze di non demordere, ha chiesto loro di coinvolgere con la loro proposta altri studenti e studentesse dell’Istituto, ad esempio i coetanei dell’indirizzo per Geometri per potere, con gli strumenti e le conoscenze di quelli, approfondire la questione, definire meglio le proprie esigenze e individuare delle soluzioni più precise e farne oggetto di confronto con l’amministrazione pubblica. Il dibattito è proseguito vivace e ha toccato altre questioni come quella dei trasporti pubblici, tema comune in tante parti del nostro Paese ma di grande rilevanza su un’isola piccola dove sembra irrisolvibile e cresce la sensazione di essere soli. 

Riprenderemo il filo di questi ragionamenti il prossimo giovedì 3 maggio, sempre a Portoferraio in Comune, quando inviteremo esponenti della Provincia di Livorno e consiglieri regionali eletti in quella parte della Toscana. Saranno loro a spostarsi e venire all’Elba, augurandoci che diano un segnale differente di consiglieri e assessori della Provincia di Livorno che, due anni fa, diedero buca ai ragazzi e alle ragazze di Portoferraio: dopo la levataccia per prendere il traghetto per Livorno ebbero la sgradita sorpresa di non trovare nessuno a interloquire con loro nella sala della Provincia!

I problemi sono rimasti ma le giovani sentinelle non demordono e la Fondazione solleciterà tutti, grandi e piccoli, a comportamenti responsabili e a non abbandonare il dialogo e il confronto.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

domenica 19 novembre 2017

Incontro con le giovani sentinelle dell’Elba

Dopo alcuni anni le giovani sentinelle approdano nuovamente all’isola d’Elba. Ricordiamo ancora i bei lavori e le proposte intriganti delle scuole elbane, le loro fatiche seguite con puntualità e correttezza da Tele Elba, il sostegno anche finanziario dell’amministrazione comunale per favorire la  crescita culturale di giovani e giovanissimi per formarli ad essere cittadini consapevoli in difesa dei valori costituzionali, dei beni comuni e dei propri territori. Ragazzi e ragazze partecipavano con entusiasmo agli appuntamenti finali del progetto a Livorno o Firenze. Sembrava esserci ogni condizione affinché le giovani sentinelle fossero realmente protagoniste e fossero da esempio per gli altri. Così non è stato. A Livorno, nel terzo incontro previsto a maggio, studenti e studentesse dell’isola e gli altri del liceo Niccolini Palli hanno trovato la sala della Provincia di Livorno vuota e nessuno ad accoglierli, comportamento questo che ha anticipato quanto sarebbe accaduto da lì a poco con la vicenda “dell’abolizione delle Province”.
Grazie al coraggio di alcuni insegnanti, gli stessi partigiani dei valori per usare un’espressione di Antonino Caponnetto, siamo stati accolti dai giovani dell’ITG Cerboni.
Nell'aula magna ad accoglierci il referente prof. Giuseppe Solaro e altri colleghi e colleghe e 5 classi di quarta e di quinta che hanno accettato di essere protagonisti e cittadini attivi. Abbiamo raccontato di infiltrazioni mafiose all'Elba e di quando la Fondazione era accusata di essere visionaria per le sue denunce perché – sostenevano i nostri detrattori - all’Elba la mafia non c'era e noi facevamo scappare i turisti con le nostre denunce. Abbiamo dovuto attendere un sequestro di 10 milioni di euro e alcune macchine edili bruciate per svegliare dal torpore i molti scettici!
Abbiamo ritrovato anche degli insegnanti e dei ragazzi oramai grandi che avevano partecipato al progetto in passato e con loro abbiamo discusso dell’errore di non dare continuità al percorso di formazione alla cittadinanza. I giovani avevano posto il problema dei trasporti in un isola dove nel lungo periodo invernale i giovani dopo le 17.00 non hanno la possibilità di incontrarsi con amici e compagni per mancanza di servizi di collegamento fra le diverse località. Dopo gli iniziali applausi e i complimenti da parte delle Istituzioni locali per aver indicato loro soluzioni, si sono ritrovati da soli e dispiace che non abbiano insistito, a non essere stati tenaci nel richiedere spazi e luoghi di aggregazione, opportunità di muoversi fra i comuni dell’isola.
Incoraggiati da esempi che giungono da altre parti della Toscana, più forti per l’esempio di tanti coetanei che non demordono, meno timidi per quel senso di condivisione che cresce fra ragazzi e ragazze di luoghi diversi i giovani dell’isola sono oggi più consapevoli. E le due ore del nostro incontro sono passate velocemente, ma osservando lo sguardo di ognuno di loro abbiamo ragione di sperare di aver seminato la speranza di un cambiamento possibile, dove prevale la ricerca di un lavoro comune con tutti coloro di buona volontà, con quelli che desiderano cambiare.
Con questi bei pensieri ci siamo dati appuntamento per il prossimo martedì 13 marzo.

Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

domenica 31 maggio 2015

Venerdì 22 maggio terzo appuntamento con le giovani sentinelle di Grosseto e provincia

Venerdì 22 maggio terzo appuntamento con le giovani sentinelle di Grosseto e provincia

Ragazze ragazzi degli istituti comprensivi 3 e 4 e di due indirizzi, Amministrativo e Artistico, del Polo Bianciardi della città, e di altri due comprensivi di Roccastrada e Orbetello con le loro insostituibili  insegnanti: Laura Ciampini, Michela Maggi, Alessandra Tonelli, Sonia Boni, Loredana Delia, Beatrice Piersanti si sono ritrovati nell’aula magna dell’Università Siena, sede di Grosseto, spazio sufficientemente ampio per accoglierli tutti reso disponibile grazie alla collaborazione di Provincia ed Università per la quale è stato prezioso la disponibilità della responsabile della segreteria del Presidente della Provincia, Anna Zammiello, e del professor Bimonte, rettore per la sede di Grosseto.

Ad accogliere i giovani Ivana Danti del settore Cultura del Comune di Grosseto, a rappresentare l'assessore Giovanna Stellini, impossibilitata ad intervenire, e l’assessore all'Istruzione del Comune di Roccastrada, Sara Pericci. Con un messaggio si è scusato anche l'omologo di Orbetello, Mario Chiavetta, anch'esso indisposto.

Assente il Presidente della Provincia della Provincia, nonostante i nostri ripetuti inviti e sollecitazioni, per cui ancora una volta studenti e studentesse non hanno avuto alcuna opportunità di confronto.

Nel loro saluto Ivana Danti e Sara Pericci hanno ringraziato la Fondazione per l'impegno con il quale promuove questo percorso di educazione alla legalità, hanno sollecitato i giovani a perseverare in questa loro fatica e a tenere saldi i valori di legalità e rispetto delle regole.  In particolare Ivana Danti ha voluto ribadire quanto le istituzioni e l'amministrazione di Grosseto sono vicine ai giovani e condividono i percorsi di educazione alla legalità, invitando ragazzi e ragazze a contattare gli amministratori che saranno ben lieti di ascoltare e confrontarsi.

Sara Pericci ha raccontato un episodio della sua infanzia legato ai fumetti con i supereroi che leggevano i suoi amici per invitare i giovani a battersi per un mondo migliore, rispettando le regole e promuovendo la libertà che significa anche assumersi la responsabilità di essere cittadino attento e responsabile, senza attendere in alcun modo il supereroe di turno.

Ad aprire i lavori sono stati bambini e bambine della scuola primaria di Ribolla che con cartelloni colorati descrivono le problematiche della loro scuola ed immaginano una scuola nuova fatta in legno, con pannelli solari, aule attrezzate, una palestra interna all'edificio, aula relax, infermeria. Le condizioni dell'edificio dove è attualmente ospitata la propria scuola sono precarie e malsane per cui  è urgente intervenire costruendone uno nuovo. Condividendo la proposta della Fondazione suggeriscono di trovare le risorse nella lotta alla mafia e all'evasione fiscale, proposta che proporremo a tutte le Istituzioni toscane di sostenere nell’incontro di ottobre.

Poi hanno preso la parola quelli della scuola media Ungaretti del comprensivo 3. Rifiuti ed ecosostenibilità il tema scelto. I ragazzi hanno cominciato il lavoro leggendo libri, ascoltando canzoni e vedendo filmati. Hanno scoperto la corruzione presente nel nostro Paese, hanno approfondito il tema della criminalità organizzata studiando molte figure di rilievo della lotta alla mafia ed hanno incontrato  Claudio Fava, parlamentare e vicepresidente della Commissione antimafia, che ha loro raccontato che gli eroi non esistono e che ognuno di noi è chiamato a fare il proprio dovere. Solo in questo modo la mafia sarà sconfitta.

Anche i giovani dell'Istituto comprensivo Don Milani di Orbetello hanno affrontato il tema dei rifiuti. Nel corso dell’anno gli studenti e le studentesse si sono più volte confrontati con l’Amministrazione Comunale sollecitando l’inizio della raccolta dell’umido che a breve verrà realizzata. Ma non si sono fermati lì, hanno anche spronato genitori e cittadini, sin dal secondo appuntamento, ad iniziare la raccolta differenziata.

I ragazzi hanno descritto il loro percorso di studio partendo dal primo incontro avuto con la Fondazione Caponnetto, hanno conosciuto meglio il fenomeno mafia ed approfondito la questione dello smaltimento illecito dei rifiuti.

Hanno scoperto che al largo dell’oceano Pacifico esiste un’isola dei rifiuti e questo fenomeno lo hanno ritrovato anche nel Mediterraneo non lontano dall’isola d’Elba lungo la rotta del santuario dei cetacei. Per meglio illustrare il loro lavoro hanno realizzato un video che abbiamo potuto vedere con la loro esposizione.

I due gruppi dell'Istituto Bianciardi hanno lavorato su un tema analogo: il gioco d'azzardo. Quelli del Liceo Artistico hanno presentato un video ironico che tratta il problema del gioco d’azzardo. Nun te gratte chiù  è il titolo scelto dagli altri dell'indirizzo Amministrativo che hanno spiegato come il Gratta e vinci può essere l’innesco di un meccanismo psicologico che porta alla dipendenza. Nel corso dell'anno scolastico hanno incontrato il dottor Corlito dell’Azienda sanitaria di Grosseto che si occupa delle dipendenze e si sono recati per un’indagine allo sportello antiusura. Hanno poi fatto interviste per la città in alcuni esercizi commerciali che non hanno le macchinette e notato come spesso i locali che hanno le macchinette si trovino vicino a luoghi sensibili come le scuole.

Hanno concluso puntando l'attenzione sui cosiddetti CED che pubblicizzano servizi che in realtà non fanno, essendo invece locali dove si gioca d’azzardo.

In ultimo anche l’Istituto comprensivo Grosseto 4 si è occupato di dipendenze. Dopo aver visto il film La mafia uccide solo d’estate e studiato le vicende di Rita Atria, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Antonino Caponnetto, hanno realizzato alcuni slogan che promuovono il divertimento sano ed affrontato il problema del gioco d’azzardo facendo un’indagine sulla città di Grosseto, dal centro alla periferia, intervistando i gestori dei locali. A quelli che hanno detto di non avere le slot hanno consegnato smile per congratularsi ed a quelli che hanno detto di averle hanno consegnato gli smile con scritto Ripensaci.

Hanno concluso rammentando l'impegno assunto dal Comune di Grosseto nel corso del secondo incontro del 18 marzo di consegnare ai ragazzi gli smile della loro campagna stampati dal Comune nei primi giorni di giugno. Impegno che ricorderemo, speriamo assunto, in ottobre!

I temi della scuola, dei rifiuti e del gioco d'azzardo, importanti e di stringente attualità non sono stati oggetto di discussione alcune perché alla fine delle presentazioni non vi era alcun amministratore. Spiace che anche chi era presente all'inizio non abbia atteso la fine per confrontarsi, perché in questo modo si accredita l'immagine del politico che si affaccia per il saluto, mentre noi eravamo nella sala per discutere e confrontarci, e si rafforzano i tanti dubbi e lo scetticismo sulla capacità di chi governa la cosa pubblica di essere interlocutore dei cittadini e delle cittadine. 

Sergio Tamborrino

Responsabile Toscana Progetto Scuola

Marina Biagiotti

Referente per la Provincia di Grosseto

giovedì 19 marzo 2015

Da Prato all'Elba. Le giovani sentinelle elbane e di Prato incontrano i propri amministratori

Da Prato all'Elba. Le giovani sentinelle elbane e di Prato incontrano i propri amministratori Continua senza interruzioni l'impegno della Fondazione a tenere tutti gli incontri del secondo appuntamento, anche in due o tre comuni della Toscana in contemporanea, anche se i finanziamenti ripetutamente promessi tardano ad esserci accreditati costringendoci in una situazione di grave difficoltà. Anche martedì 17 marzo l'appuntamento è stato duplice: a Portoferraio e a Prato. Nel salone del Centro Culturale De Laugier l'assessore all'Istruzione, Adonella Anselmi insieme alla collega delle Politiche Giovanili, Laura Berti, e al consigliere con delega al Verde, Riccardo Nurra, hanno dato il benvenuto ai ragazzi e alle ragazze elbane delle classi seconde A-B-D-E dell'Istituto comprensivo di Portoferraio e delle terze A e B, AFM dell'ITCG Cerboni sempre di Portoferraio. A moderare gli interventi, oramai una presenza fissa e molto gradita, Fabio Cecchi di Tele Elba. Nel breve saluto Adonella Anselmi, assessora e insegnante, ha porto i saluti del Sindaco impegnato in un incontro istituzionale proprio a Firenze, e ha voluto poi rimarcare l'importanza di essere buoni cittadini e di costruire insieme il futuro dell'Isola. In maniera del tutto eccezionale ha voluto prendere la parola anche il consigliere Nurra che ha anticipato alcuni temi che i ragazzi hanno poi trattato, la cura dei giardini contro il vandalismo. Si è soffermato sulla malattia delle palme e di altri alberi oramai vecchi che vanno sostituiti e ha riproposto un importante appuntamento con le scuole del passato: la festa degli alberi, in ottobre, quando le amministrazioni insieme ai ragazzi delle scuole piantavano nuovi alberi nei parchi e giardini della città. La Fondazione ha spiegato come si articola il progetto, le regole e gli obiettivi che si prefigge nell'ambito della disciplina Cittadinanza e Costituzione per la crescita morale e civile dei giovani cittadini del nostro Paese. Fabio Cecchi ha aperto i lavori chiamando al tavolo dei relatori Carlotta, Elena, Niccolò, Agnese, Gabriele e Chiara della II A supportati dalla loro insegnante Elisabetta Sciacca. Il tema comune per tutti è il non rispetto delle regole in una comunità. La classe II A lo ha trattato in relazione al degrado delle strutture architettoniche. Da bravi reporter lo hanno documentato in alcune zone della città, ma anche nella propria scuola, poi con un bel cartellone colorato che riproduce un cane che si morde la coda e tutto intorno immagini del degrado: banchi con scritte, armadi e vetri rotti, porte scolorite, giardini con cartacce, scritte sui muri. È stata la volta della IIB con Ludovica, Ilaria, Alessio e Tommaso accompagnati dalla loro insegnante Patrizia Balestri. Il loro lavoro si è concentrato su un processo al cyber bullismo. L'idea non è per niente precoce - come affermano i ragazzi - in quanto per una generazione nata con il telefonino in mano, che prima ha imparato a “spippolare” e poi a scrivere, il problema è fin troppo reale. Inoltre, proprio lo scorso anno, nella loro scuola, alcuni bulli hanno creato dei gruppi su Whatsapp con dei nomi denigratori e qualcuno ha mandato in rete delle foto grottesche di compagni di classe; in questo modo si indicavano le vittime, gli sfigati, o per dirla con un termine del nostro vocabolario i NERD della classe e i carnefici andavano vantandosi delle loro prodezze. Per fortuna gli insegnanti sono intervenuti tempestivamente e hanno proposto di invitare l’Associazione Forense dell’isola d’Elba che ha istruito un vero e proprio processo. I ragazzi hanno cercato di tratteggiare il carattere e la figura di una vittima e di un persecutore; mentre gli avvocati hanno parlato di leggi, di tribunali, di procedimenti civili e penali, per far conoscere un processo e le sanzioni che ne possono derivare. Il tema della IID invece è stato stop al degrado cittadino. Giada e Francesco coadiuvati dalla loro insegnante e assessore, Adonella Anselmi, hanno fatto notare in particolare lo spazio del Grigolo antistante al mare dove un campo di calcetto in cattivo stato è luogo di raccolta della sporcizia. Sulle antiche mura scritte e disegni testimoniano la mancanza di rispetto per i beni della comunità. A concludere sono stati i ragazzi e ragazze della II E. Benedetta, Gaia, Enrico, Massimiliano, Niccolò, Simone e Nicola insieme all'insegnante Rita Rossi si sono occupati dell'Ambiente intorno a noi e le sue criticità. Partendo dal progetto hanno riflettuto sulla parola legalità e di come spesso i comportamenti quotidiani non sono rispettosi delle regole così di violazione delle norme ambientali ne vediamo fin troppe! Hanno deciso di osservare un ambiente vicino a loro e molto frequentato dai ragazzi: i giardini delle Chiaie dove si fa uso di droga e di spaccio. Hanno deciso quindi di fare una ricerca storica del luogo in biblioteca e visitare personalmente i giardini. Già nel III secolo a.C. Apollonio Rodio ci informa che gli Argonauti approdarono sulla spiaggia delle Ghiaie e si asciugarono il sudore con i sassi bianchi della spiaggia …che da quel momento diventarono screziati. In tempi più recenti le Ghiaie sono state il naturale teatro di spensierate partite di pallone e di serate danzanti sulla “rotonda” in riva al mare. Infine ospitavano le feste dell’uva che richiamavano persone da tutta l’isola e si concludevano con la sfilata dei carri allegorici. Lo stato attuale è molto deludente con giochi per bambini in pessimo stato e sporcizia dappertutto. I ragazzi dopo una serie di interviste hanno dedotto che spesso gli spazi pubblici diventano luogo di devianza perché, come dice il proverbio “L’ozio è padre dei vizi”, i ragazzi che non hanno interessi, che lasciano la scuola, cadono più facilmente vittime della delinquenza. Bisogna quindi lavorare sulla prevenzione, compito che impegna la loro scuola, come hanno fatto notare, ad esempio con diversi approfondimenti sulla pericolosità delle droghe con le forze dell'ordine. Hanno concluso gli interventi i ragazzi più grandi del Cerboni. Virginia, Rocco e Margherita con le insegnanti Giovanna Orlandi e Luisa Raiola hanno esposto il loro tema dal titolo: è tempo di stare bene insieme. È emerso che la legalità è un esercizio continuo che necessita di allenamento costante, credere in valori forti, avere un comportamento civile nei confronti degli altri ma soprattutto rispetto verso se stessi! Per far questo i ragazzi propongono di organizzare eventi in modo da viverli e dimostrando che si può stare bene insieme senza sballo. Lo hanno chiamato 8 eventi per 8 comuni. Propongono di mettere in rete gli eventi di tutta l’isola, in modo da informare e favorire la partecipazione assicurando loro un trasporto sicuro ed un orario adeguato. In ogni Comune vi saranno attività come cinema, attività sportive, spettacoli in piazza, teatro. I giochi saranno organizzati dai ragazzi, gli esercizi commerciali come i bar potrebbero gareggiare nel preparare cocktail analcolici gustosi, il tutto con buona musica. Tutto farà capo al Centrogiovani di Portoferraio. Vorrebbero fare questa iniziativa durante la seconda settimana di maggio nei giorni sabato 9 e domenica 10. Ma il problema maggiore da risolvere fanno notare i ragazzi sono i trasporti: i giovani dell'Elba sono prigionieri dell'isola per gli spostamenti e gli orari. Hanno concluso affermando che il progetto ha due punti di forza: il primo è che ha costi ridottissimi perché punta sulla riqualificazione del tempo. Il secondo è che valorizza le idee, attraverso le idee avviene il confronto, dal confronto nasce la ricchezza del diverso, dal diverso nasce il rispetto; solo mettendosi in gioco con le idee possiamo divertirci per diventare uomini e donne civili, per diventare Sentinelle della Legalità!!! Adonella Anselmi ha preso appunti e ha dichiarato che l'amministrazione non vuole fare brutte figure. Ha proposto di fare un nodo al fazzoletto per indicare delle scadenze, alcune a breve altre più lontane perché ci vorrà tempo , ma è certa che bisogna cominciare a fare. Godere e gioire della nostra isola e voi, rivolgendosi ai ragazzi, dovete vigilare ed essere per noi da pungolo! Laura Berti ha ringraziato i ragazzi per le proposte e i temi affrontati e si è resa disponibile affinché il Centrogiovani divenga sempre più attivo. Il dibattito si è fatto sempre più acceso, sono scaturite altre proposte, come sensibilizzare cittadini e compagni nella salvaguardia dei beni comuni o mettersi in gioco in prima persona, prendendo come esempio esperienze fatte in altre parti della Toscana. Le tre ore di dibattito sono scorse veloci con ragazzi entusiasti e attenti. Ringraziamo ancora Tele Elba che permetterà al pubblico adulto di seguire la trasmissione, che andrà in onda fra giorni, e capire quello che la buona scuola fa con i propri insegnanti, e ringraziamo Ida Goglia,referente per la fondazione all'Elba, per l'organizzazione puntuale dell'incontro. Con tutti i ragazzi e le ragazze ci siamo dati appuntamento a Livorno, nelle sale della Provincia, giovedì 21 maggio. Bello e interessante anche l'incontro con le giovani e giovanissime sentinelle di Prato. Nella sala del Consiglio comunale, ragazzi e ragazze della scuola elementare Frosini dell'istituto comprensivo Mascagni, dell'altra scuola elementare Collodi e media Malaparte dell'altro comprensivo Malaparte con i propri insegnanti sono stati accolti da Ilaria Santi, presidente del Consiglio comunale, e Mariagrazia Ciambellotti, assessora con delega all'Istruzione. Nei loro saluti hanno ringraziato la Fondazione per il lavoro svolto nelle scuole e hanno manifestato tutto il piacere di accogliere i giovani nella sala dove siede e prende le decisioni il governo della città, la sala più importante della città dove si fanno delle scelte in modo democratico e hanno espresso l'augurio che il confronto fra cittadini e amministratori sia pratica sempre più diffusa, grazie anche alla scuola che forma cittadini e cittadine capaci di riflettere e pensare con la propria testa. La Fondazione ha illustrato ai numerosi genitori e a qualche nonno chi sono le Giovani sentinelle e perché ci siamo ritrovati nella sala del Consiglio. Ha precisato che l'appuntamento è uno solo dei momenti di un percorso che si snoda lungo l'intero anno scolastico con l'intento di far riflettere giovani e giovanissimi sul rispetto delle regole, presupposto indispensabile per una comunità che voglia governarsi in modo democratico e garantendo la libertà di tutti. Abbiamo lanciato una sfida a studenti e studentesse, scolari e scolare di occuparsi di un tema particolarmente significativo epoi di discuterne con chi amministra la cosa pubblica, sperimentare cosa sia la democrazia e la partecipazione, come si affrontano i problemi e si cercano le soluzioni, come si prendono le decisioni e come si sceglie di spendere i soldi della collettività. E quello che abbiamo ascoltato durante l'incontro ci conforta. Hanno esordito quelli della scuola primaria Frosini. A turno hanno riassunto cosa è accaduto nel primo incontro con la Fondazione, poi hanno lavorato in classe con le insegnanti, leggendo un libro e discutendo, poi hanno scelto il tema di cui occuparsi dopo aver votato per alzata di mano. Hanno organizzato il lavoro: ricognizione ai giardini, foto. Elaborazione di un questionario, raccolta dei dati ed elaborazione per mettere a fuoco lo stato dei giardini dove si ritrovano e giocano, anche se mancano i giochi e alcuni sono rotti o in cattivo stato. Nonostante la giovanissima età, incuriositi hanno voluto sapere di più e hanno incontrato Maurizio Pascucci che ha raccontato loro cos'è un bene confiscato e dei capannoni nell'area fiorentina dove si vive e si lavora, spesso in condizioni di estremo degrado e con minori che lavorano. Da questo incontro hanno tratto ispirazione e con i “materiali poveri” della scuola hanno riprodotto un capannone e lo hanno trasformato nella Sorgente della legalità, luogo straordinario con giardino esterno, spazi interni per ritrovarsi, fare feste di compleanno, giocare ma anche leggere e vedere un film. Hanno portato questo modello di capannone nella sala e la risposta della presidente del Consiglio comunale è stata altrettanto bella perché il modello resterà lì per essere osservato dai consiglieri nei prossimi Consigli, quasi sollecitarli a non dimenticare questo tema. Poi hanno preso la parola quelli delle classi quarte della scuola Collodi che hanno preparato un vero è proprio libro, con scritti e disegni relativi alle criticità del proprio quartiere. Hanno regalato questo librone del quartiere all'amministrazione della città. A seguire i più grandi della scuola media Malaparte hanno ripreso il tema del degrado dei giardini di via Marx, puntando di nuovo l'attenzione sull'abbandono, il cattivo stato dei giochi e l'assenza di sicurezza. Anche loro hanno prodotto cartelloni e fotografato i luoghi, hanno fatto interviste ai cittadini che frequentano i giardini per capire. Con l'associazione Cieli aperti hanno svolto attività nei giardini per conoscerli meglio e farli rivivere. Mariagrazia Ciambellotti ha rilevato quanto sia importante fare piccoli interventi per migliorare la qualità della vita, infatti sono spesso le piccole infrazioni, le minime violazione delle regole, i piccoli danni al patrimonio comune quelle che ci fanno percepire immediatamente il degrado, ma ha pure lamentato la difficoltà di reperire le risorse necessarie Come già a Poggio a Caiano abbiamo rilanciato l'ipotesi di un impegno costante e diretto delle amministrazioni nel contrasto all'evasione fiscale, che è anch'essa un violazione delle regole, grazie ad accordi e intese con l'Agenzia delle Entrate. Le violazioni accertate e riscosse dovrebbero essere almeno in parte restituite ai bilanci comunali e non essere conteggiate nel Patto di stabilità, in modo da fornire risorse per gli investimenti e le spese delle amministrazioni. E anche a Prato abbiamo trovato orecchie attente e disponibili. Ilaria Santi ha ripetuto che il Comune di Prato ha redatto un regolamento anticorruzione e lo stesso Sindaco ha firmato l'accordo per aver il braccialetto bianco simbolo della trasparenza, dichiarando con ciò che non sono tollerati atteggiamenti di accondiscendenza anche verso le piccole infrazioni. Filippo Alessi, assessore con delega all'Ambiente ha portato la sua testimonianza di quanto osserva nei giardini e ha promesso tutto il suo impegno ad intervenire. Inoltre, il suo assessorato è molto attento alla realizzazione di giardini inclusivi, luoghi dove possono esserci opportunità di gioco e incontro per tutti, e questa presenza così ampia può costituire un deterrente a chi vuole rovinare giochi e arredi. Maurizio Pascucci ha espresso parole di ammirazione perché ragazzi e ragazze prendono la parola nei luoghi dove si prendono le decisioni, e questo grazie al lavoro degli insegnanti, hanno fatto delle cose straordinarie, insegnandoci con il modello di capannone, con il libro e con tutti i progetti a non essere superficiali. Occorre non voltarsi dall'altra parte dinanzi ai capannoni della sofferenza e investire e migliorare i luoghi e per questo è necessario il contributo di ciascuno. La discussione vivace e molto emozionante ci ha distratti dallo scorrere del tempo e la pazienza delle giovanissime sentinelle ci ha fatto scordare che erano entrati a scuola alle 8.30 per questo abbiamo chiuso quasi con dispiacere l'incontro, non prima di averci dato appuntamento per mercoledì 27 quando tutte le scuole del pratese si ritroveranno in una sala della Provincia. Clicca qui per scaricare le foto Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 29 novembre 2014

Giovani sentinelle all'Elba

Dopo Grosseto tocca all'Elba. Venerdì 28 ci attendono le giovani sentinelle elbane in due distinti apputamenti. Alle 8.30 quattro classi seconde dell'Istituto comprensivo Portoferraio hanno riempito l'aula magna della loro scuola. Dopo aver proiettato il video del giudice Caponnetto, e dopo aver introdotto il tema della mafia e della sua infiltrazione su tutto il territorio nazionale, vi è stato un intenso e vivace dibattito dove ragazzi e ragazze attenti e curiosi hanno fatto tantissime domande. Abbiamo parlato di infiltrazioni mafiose anche in terra elbana e di come oggi sia pericoloso per un territorio turistico non creare barriere alla mafia e a chi fa affari con loro in quanto la mafia attenta alla libertà di tutti, mina l'uguaglianza fra i cittadini e avvelena la democrazia. Per difendersi da questi pericoli occorrono cittadini consapevoli e maturi. Hanno concluso l'incontro con la loro bella testimonianza i ragazzi e le ragazze di terza che hanno partecipato lo scorso anno al progetto. Breve pausa e spostamento all'ITCG Cerboni, altra scuola dell'isola che partecipa per la prima volta al progetto. Dopo un inizio "guardingo di studio e di conoscenza" si è rotto il ghiaccio e con i ragazzi e le ragazze del Cerboni il dibattito è stato senza remore e intenso. Responsabilità, partecipazione, diritti e doveri, Costituzione sono state le parole chiave del confronto serrato e abbiamo potuto constatare con piacere che i giovani riconoscono serietà e coerenza alla Fondazione, al suo impegno costante a favore della cultura delle regole e alla testimonianza dei valori in cui credeva Antonino Caponnetto. Siamo certi che i ragazzi e le ragazze del Cerboni faranno tesoro della nostra proposta di essere sentinelle della legalità, proposta che può arricchirsi ed offrire occasioni solo se vi sarà il contributo di ognuno di loro e con questo auspicio ci siamo dati appuntamento per martedì 17 marzo dove in contemporanea gli appuntamenti sono tre: Pistoia, Prato e Portoferraio. Prima di concludere vogliamo esprimere il nostro dispiacere per l'assenza dell'altro istituto superiore dell'isola, il Brignetti-Foresi che quest'anno non partecipa. Dopo il bel lavoro fatto eravamo convinti che non avrebbero perso l'occasione di rafforzare il loro impegno di sentinelle, ma non desistiamo e ci auguriamo di riaverlo con l'anno venturo. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola

domenica 18 maggio 2014

Le Giovani sentinelle sbarcano all'isola d'Elba

Le Giovani sentinelle sbarcano all'isola d'Elba giovedì 15 maggio. Nella sala De Laugier di Portoferraio si sono ritrovati studenti e studentesse delle scuole medie inferiori Pascoli - le classi seconde A, B, C, D, E - e superiori - le classi terza SAB dell'Istituto Brignetti e la classe seconda B del Liceo Foresi - con l'assessora comunale all'Istruzione, Jessika Muti, e l'omologa della Provincia di Livorno, Catalina Schezzini, che ha la delega per le isole, per confrontarsi sui temi scelti dai giovani per questo primo anno di esperienza del progetto. Siamo grati all'amministrazione comunale di Portoferraio che ha sposato il progetto e, nel saluto di apertura, Jessika Muti ha ringraziato studenti e insegnanti per la bella esperienza di questo percorso di formazione a cui si legano altre iniziative dell'amministrazione, tutte intorno al tema della legalità e al rispetto delle regole. Poi è toccato alla Fondazione introdurre i lavori e lo ha fatto ricordando quanto sia importante l'attenzione dei media al progetto - all'incontro è presente TeleElba che lo ha ripreso per intero - e quella delle istituzioni, perché il contributo di ciascuno è necessario alla crescita culturale e civile di studenti e studentesse. I contributi dei giovani sono via via divenuti di grande rilievo e attenti alle emergenze delle comunità in cui vivono, ragazzi e ragazze sono caparbi e tenaci nel non arretrare dinanzi alle difficoltà e alle resistenze che si trovano davanti, lasciano intravedere competenza e passione, intransigenza e nettezza delle posizioni. I primi a rompere il ghiaccio sono stati quelli del Brignetti, Alessia e Francesca, che hanno illustrato il progetto Isola d'Elba: dipendenze? No, grazie relativo alle diverse forme di dipendenza, da droghe, alcol, gioco, mettendone in evidenza i gravi rischi della salute, dipendenze che spesso sono il risultato di una condizione difficile, per le scarse relazioni fra i giovani fuori dall'orario scolastico, perché tutti gli istituti superiori sono a Portoferraio e studenti e studentesse provengono da tutta l'isola, ma non hanno l'opportunità di muoversi nel pomeriggio per i scarsi collegamenti fra i comuni. Loro si impegnano molto nel contrasto alle dipendenze anche partecipando ai progetti come Guida sicura, Camper di notte e altre iniziative analoghe. Sono poi intervenuti i più giovani della scuola media Pascoli. Dalla mafia all'istruzione, il titolo del loro progetto che è frutto di una settimana di studio e ricerche per mettere in chiaro quanto sia importante lo studio, l'apprendimento, la conoscenza e il possesso di strumenti intellettuali per comprendere modi di pensare e di agire delle organizzazioni criminali. Altre due classi hanno invece posto l'attenzione su Il centro giovani che vorrei, uno spazio dove intraprendere attività e trascorrere il tempo con gli amici, libero dalle necessità del consumo, dove poter svolgere delle attività gratuite. Per meglio definire la proposta hanno elaborato un questionario da somministrare a compagni e compagne, facendolo subito con i presenti nella sala, per sondare le diverse esigenze. Le rimanenti due classi hanno invece proposto un video per ricordare quanto vorrebbero vedere e non vedere a Portoferraio. Pur nella apparente diversità delle tre proposte, traspare in modo netto la preoccupazione di questi giovani per gli spazi intorno a loro e quelli a loro riservati, dove trascorrere il tempo libero e fare delle attività, spazi la cui esistenza nega in radice ogni forma di comportamento e compromissione con la cultura mafiosa, spazi dove mettere a valore gli insegnamenti e le sollecitazioni della scuola. Hanno chiuso quelli del Liceo Foresi che hanno proposto la lettera scritta alle istituzioni locali per avere informazioni e per poter esprimere le proprie valutazioni, conoscendo i progetti, relativamente alla nuova sede del Liceo. Questa esigenza di poter dire la propria è molto sentita fra gli studenti e la presenza delle due amministrazioni, comunale e provinciale, ha permesso un dialogo e un confronto aperto, con l'impegno dell'assessora Schezzini di ulteriori appuntamenti per informare e fornire documenti ai giovani. La Fondazione apprezza questi comportamenti degli amministratori e giudica positivamente che un edificio come una caserma, chiusa da tempo sia riaperta e ospiti una scuola. Si augura che questo esempio sia il primo di analoghi, laddove il patrimonio pubblico dispone di edifici liberi, ampi e adatti per ospitare scuole o cose pubbliche senza dover ricorrere a onerosi affitti che assorbono risorse pubbliche senza soddisfare appieno le esigenze dei cittadini. Catalina Schezzini ha espresso apprezzamento per le proposte dei giovani e ha ricordato l'immagine di Antonino Caponnetto dopo la strage di Capaci che, prostrato dal dolore, mise a disposizione dello Stato la sua propria vita, quale esempio di cosa sia servire lo Stato. Ha partecipato al Vertice antimafia immediatamente successivo alla morte del giudice con il bellissimo intervento di Oscar Luigi Scalfaro sulla Costituzione e alla intitolazione delle strade di Pianosa alle vittime di mafia. La scuola è luogo non solo della conoscenza, ma anche luogo per apprendere a prendersi cura di ciò che appartiene a tutti e i lavori dei giovani elbani sono una testimonianza preziosa in questo senso. Il loro impegno non dovrebbe essere disperso ma conservato con attenzione. Jessica Muti ha ricordato di quando era studentessa e del senso di frustrazione provato dinanzi al rigetto delle richieste sue e dei propri compagni, provando un senso di sollievo nel constatare il clima favorevole di confronto e discussione, un contatto quotidiano che è proseguito in queste settimane e che lascia ben sperare in futuro. Di questa collaborazione è testimonianza anche la premiazione dei lavori presentati per il bando una produzione letteraria avente come tema la legalità, premio che ha avuto il contributo dell'agenzia Unipol dell'isola d'Elba. La Fondazione ha chiuso leggendo alcune lettere di ragazzi e ragazze sulla scuola che vogliono, lettere non banali né semplici, ma ricche di grandi sentimenti e di valori. Una bella giornata di confronto, di dibattito e di condivisione, che lascia ben sperare e che costituisce un ottimo esempio di quanto intendiamo noi con percorso di formazione. Con i giovani elbani ci siamo dati appuntamento alla Conferenza finale di ottobre. Ida Goglia Referente per l'Elba della Fondazione Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/

domenica 9 marzo 2014

Venerdi 7 marzo il progetto Le Giovani sentinelle della legalità approda all'Isola d'Elba

Venerdi 7 marzo il progetto Le Giovani sentinelle della legalità approda all'Isola d'Elba. L'Auditorium del complesso De Laugier del Comune di Portoferraio inizia ad animarsi verso le 15.00 ed alle 15.30 tutte le classi degli Istituti scolastici che aderiscono erano al loro posto, in una sala che, con grande e piacevole sorpresa, si riempie di giovani, insegnanti , genitori e cittadini. Domenico Bilotta della Fondazione apre i lavori, dopo una breve presentazione di Fabio Cecchi, giornalista di Tele Tirreno Elba, che ha ripreso tutto l'incontro: un bel segnale da parte di una televisione locale che, come per Grosseto con TV9, contribuiscono non solo a fare informazione ma a formare i giovani cittadini. Il responsabile nazionale del settore scuola ricorda brevemente i principi di legalità e costituzionalità che animano l'opera della Fondazione sul territorio, il suo costante impegno nella lotta contro le mafie, e la grande diffusione del progetto Sentinelle che cresce di anno in anno sia nella partecipazione delle istituzioni pubbliche che nell'adesione sempre più massiccia delle scuole. Cita il Giudice Caponnetto ed il suo amore per i giovani che lo hanno portato negli ultimi anni della sua vita ad incontrarli nelle scuole ed a parlare istancabilmente con loro. Passa poi la parola ai rappresentanti delle Istituzioni locali presenti: il vice Sindaco Cosetta Pellegrini, l'assessore all'istruzione Jessica Muti, il consigliere provinciale Giuseppe Cosuccia e il Sindaco Roberto Peria, che saluta brevemente i presenti per lasciare subito la parola ai protagonisti: i ragazzi e le ragazze delle scuole medie e dell'Istituto superiore Isis Foresi Brignetti di Portoferraio. I ragazzi del liceo scientifico hanno scelto di lavorare su un tema comune dal titolo “I diritti? Anche una questione di spazi”. La classe II B coadiuvata dall'insegnante Nunzio Marotti ha approfondito la tematica dello spazio “scuola” rivendicando il diritto garantito dall'Art. 3 della Costituzione alla rimozione di tutti gli ostacoli che limitano il pieno sviluppo della persona umana. La voce dei due relatori Giada Luperini e Riccardo Sorvillo, accompagnata dalla proiezione di slides si è fatta sentire forte e chiara: sono inedeguati gli edifici scolastici che ospitano le classi liceali. Non hanno proposto soluzioni tecniche ma hanno segnalato esigenze, le stesse riconosciute dalle Linee Guida nazionali per la progettazione dello spazio e delle dotazioni per la scuola, dell'aprile 2013, scaturite dal Convegno del M.I.U. R. (2012) dal titolo “Quando lo spazio insegna” nel confronto con le scuole di altre nazioni. Viene quindi messa in evidenza una diversa idea di edificio scolastico, una sua riconversione a tutto tondo. Faccio alcuni esempi: superamento dell'idea dell'aula scolastica come spazio unico della didattica , tavoli trasformabili invece di banchi, superamento della cattedra, per attività frontali o in piccoli / grandi gruppi, spazi laboratoriali, spazi individuali per studio e recupero con docente tutor, spazi relax, spazi per gli insegnanti per incontro con le famiglie. I ragazzi del liceo sanno che da tempo le istituzioni locali stanno cercando una sede alternativa alla attuale e allora chiedono che non sia una sede qualunque ma che la scelta cada sulla soluzione che meglio risponde alle esigenze di una scuola moderna. Proseguono gli studenti della IV A scientifico che ancora sulla tematica “spazi” affrontano questa volta il problema degli spazi ricreativi per i giovani. Lidia Buongiovanni ed Edoardo Casu, coadiuvati dal loro insegnate Corrado Nesi, si cimentano più con le parole che con le immagini, ne utilizzano infatti 3 in successione che sottolineano delle richieste chiare e precise: un luogo multifunzionale in cui potersi incontrare con un salone come principale area di ritrovo. Essenziali, diretti, semplici questi ragazzi (che diventano voce universale dei giovani d'oggi, non solo elbani) esprimono il bisogno di spazi protetti, non vogliono la strada in cui bighellonare e perdersi, ma luoghi in cui potersi ritrovare, che favoriscano una sana aggregazione, che parlino il loro linguaggio, attraverso la musica come una sala insonorizzata, e attrezzature per la sala prove, o come un'aula studio con computer, wi-fi, testi, e sessioni di studio. Concreti e consapevoli hanno lanciato un grido d'allarme che chiedono non rimanga inascoltato. Le classi I Mat, III Mat e III Sala, il professionale dell'Istituto Isis Foresi Brignetti, presentano invece un'altro progetto dal titolo: Isola D'Elba: dipendenze? no grazie! Con grande fatica, una delle loro insegnanti, la professoressa Tatiana Bertini, ha ripreso le fila di una lavoro che rischiava di rimanere incompiuto con il conseguente ritiro delle classi dal progetto, un plauso a quest'insegnante che non ha abbandonato i ragazzi offrendo loro l'opportunità di far sentire anche la loro voce. Aiutati da una ricerca basata anche sui dati forniti dai servizi sociali, i portavoce delle tre classi Giuliano Giovanniello e Federico Quintavalle, mettono in evidenza una realtà drammatica, una vera piaga per i giovani elbani: l'abuso sin dalla giovanissima età, di droghe ed alcool. E ne approfondiscono gli effetti deleteri sia fisici che psichici. Consapevoli che una maggior attenzione da parte della società, che si concretizzi in interventi per la creazione di luoghi di ritrovo potrebbe essere un valido salvagente, una vera alternativa per molti di loro, ancora una volta, come in un canto comune, sulla lavagna luminosa i ragazzi scrivono: “ La soluzione? Noi studenti dell'Istituto professionale Brignetti di Portoferraio, chiediamo alle autorità locali di poter avere a nostra disposizione un luogo dove poterci riunire il pomeriggio dopo la scuola. Avvertiamo infatti forte l'esigenza di poterci confrontare e stare insieme per discutere, relazionarci, esprimere le nostre idee e i nostri problemi”. Terminata l'esposizione degli studenti del Foresi Brignetti, è la volta delle classi seconde delle scuole medie dell'Istituto Comprensivo di Portoferraio. I giovanissimi studenti hanno adottato un titolo comune: “Analisi del territorio” ai tre lavori che hanno scelto. Sempre presentati da un attento e sensibile Fabio Cecchi, i relatori delle classi II C e II D, Lorenzo Turoni e Leonardo Arrighi, introducono un nuovo argomento, dal titolo: Conoscenza, difesa e valorizzazione del nostro territorio. Dall'osservazione del territorio alle esigenze dei ragazzi. Cosa vorrei/non vorrei vedere a Portoferraio ed una Lettera al Sindaco. Utilizzando dei cartelloni molto esplicativi, contenenti le foto di alcuni luoghi degradati, abbandonati o deturpati di Portoferraio (la tensostruttura delle Ghiaie, muri imbrattati di scritte, una roulotte di zingari) hanno messo in evidenza una nota dolente che ha molto colpito il Sindaco Peria, che essendo stato chiamato in causa in prima persona, ha lungamente parlato, al termine delle esposizioni dei ragazzi. Il sindaco ha richiamato l'attenzione sulla difficoltà di individuare gli artefici degli atti vandalici ed ha invitato a parlare a non girarsi dall’altra parte! Se c'è qualcuno che sa chi è stato, sia per il bene dei deturpatori, (si tratta sicuramente di giovani ragazzi afferma il Sindaco) evitando in questo modo di farli scivolare in atti più gravi, sia per il bene della città. Ha poi posto l'accento su una foto in particolare, e cioè una roulotte di zingari che sosta in un'area pubblica e che nei cartelloni dei ragazzi viene presentata tra le situazioni “che non vorrei”. Roberto Peria si sofferma sul sentimento di tolleranza e accettazione del diverso che dovrebbe animare tutti. La discriminazione, la paura nei confronti di culture e popoli diversi sono stati fonte di grandi drammi anche nella storia recente. Proseguono Lucrezia Miliani, Veronica Malqui della classe II A e Irene Anselmi con Valerio Scarfato (II E). La tematica che hanno approndito è : Il centro giovani che vorrei... ponendo di nuovo l'accento sulle esigenze ricreative e di aggregazione dei giovani viste dalla loro angolazione, e quindi rispettose delle esigenze da loro espresse in maniera chiara ed inequivocabile. Terminano gli interventi Tommaso Punis, Laerte Coscarella, Luca Grilli, Sofia Vella e Raffaele Magliuolo della classe II B, dal titolo Dalla mafia all'istruzione, argomento, che completa il progetto delle scuole medie. I giovani studenti hanno deciso di approfondire la tematica sulle mafie, in seguito al primo incontro avvenuto a scuola con la Fondazione Caponnetto. Hanno chiesto di poterlo comprendere meglio con un esperto sul campo ed hanno potuto farlo con un membro della Fondazione, l'ex ispettore della DIA, Renato Scalia, che li ha incontrati nell'Aula Magna della loro scuola. Scalia ricorda con grande entusiasmo la mattinata trascorsa con i ragazzi, attenti curiosi e davvero intenzionati a capire meglio i meccanismi della mafia e della sua infiltrazione nel tessuto sociale. I ragazzi della classe II B hanno prodotto alcuni cartelloni che hanno davvero colpito per la loro efficacia ed incisività, uno in particolare va citato perchè recita: . Tutti i ragazzi delle classi medie sono stati accompagnati nel lavoro dagli insegnanti: Rita Rossi, Imma Franza, Laura Marchetti, Patrizia Balestri e Virginia Sangalli. Al termine delle esposizioni degli studenti, è seguito il dibattito, che ha visto gli amministratori locali pronti e propositivi, nessuno di loro ha voluto o potuto aggrapparsi a discorsi generici o in politichese, il linguaggio diretto e senza mezzi termini dei ragazzi, le richieste concrete e puntuali non hanno consentito scappatoie, le risposte quindi hanno avuto lo stesso tono. Ed è questo il vero punto di forza del progetto Sentinelle, non lascia posto a discorsi fumosi o manipolazioni, i ragazzi non ci stanno, scoprono subito il gioco, svelano subito l'inganno ed un amministratore pubblico lo sa! Sa che la sua credibilità di fronte ai giovani è salva solo con la legge del fare. Alle 18.00 si chiudono i lavori dandosi appuntamento per giovedì 15 maggio. E mentre piano piano la sala si svuota, salutiamo il Sindaco, il Vice Sindaco e l'assessore all'istruzione che restano ancora lì a parlare della nuova sede scolastica... . Foto Elba Ida Goglia Referente Scuola Isola d'Elba Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 691048 - cell. 333 4875190 www.antoninocaponnetto.it scuola@antoninocaponnetto.it tutor@giovanisentinelledellalegalita.com domenico.bilotta55@gmail.com Se desideri cambiare i dati del tuo profilo premi qui Se non desideri ricevere comunicazioni perchè non fai parte più del Progetto sentinelle puoi disiscriverti cliccando qui Messaggio inviato tramite VOXmail La soluzione ideale per le vostre campagne di e-mail marketing