martedì 23 maggio 2017

Conferenza finale Veneto


Venerdì 19 maggio appuntamento conclusivo con le Giovani sentinelle del Veneto. A Padova, nell'Auditorium della Divina Provvidenza di Sant'Antonio, si sono ritrovati ragazzi e ragazze delle scuole della regione che hanno partecipato al percorso di legalità e cittadinanza.
Ricco e denso di contenuti il programma della giornata, anche per la vicinanza all’anniversario del 23 maggio, alla quale è mancata la partecipazione di chi ha il governo della cosa pubblica in Veneto. Nonostante la Fondazione abbia rivolto ripetuti inviti e appelli, telefonato e inviato mail la Regione, che finanzia il progetto, non è stata rappresentata all’incontro.
Ad aprirlo l’intervista di Umberto Lucentini al vescovo di Padova, Claudio Cipolla, per ricordare don Pino Puglisi, assassinato dalla mafia a Palermo nel quartiere di Brancaccio. Nella sua vita quotidiana il sacerdote ha offerto la migliore testimonianza di cosa fare nelle realtà sociali più difficili per contrastare la cultura e le seduzioni mafiose. Aprire spazi di socialità, offrire occasioni di confronto e di discussione, contrastare le lusinghe della criminalità organizzata che attira i giovani facendo intravedere la possibilità del riscatto sociale e della propria affermazione nel divenire uomini d’onore. A tutto questo si è dedicato don Puglisi, a mani nude, con l’esempio e l’azione quotidiana, e questa sua semplice opposizione è stata fatale.
I mafiosi non tollerano che gli uomini e le donne alzino la testa, affrontino la vita con dignità e coraggio, esigano i propri diritti, facciano valere la propria intelligenza. In un certo senso possiamo leggere una certa affinità con qualche passaggio di Antonino Caponnetto sul valore dell’istruzione, sulla paura che ha la mafia della cultura e di avere di fronte, ad opporsi, uomini e donne che hanno studiato e sono capaci di decodificare i linguaggi e le minacce mafiose. Monsignor Cipolla ha poi ricordato il suo incontro con Antonino Caponnetto, il viaggio a Brancaccio, il buon esempio di servire la legalità non obbedendo semplicemente alle leggi, ma andando dentro la legge stessa per coglierne lo spirito autentico.
Ad arricchire il ragionamento hanno contribuito le parole di un testimone di giustizia, un uomo che non si è macchiato di alcun delitto che ha voluto però offrire la propria testimonianza per consentire ai giudici di raccogliere prove, processare e condannare i mafiosi. Il suo racconto è stato accolto in silenzio e con grande emozione perché il testimone ha dovuto presentarsi sul palco con il volto coperto per motivi di sicurezza.
Cresciuto a Brancaccio, la sua non era una famiglia mafiosa né aveva legami con famiglie mafiose. In quel contesto era però fortissima la seduzione di divenire uomo d’onore, affascinato dal potere e dal suo esercizio, con l’illusione che il proprio valore di uomo fosse nel comandare con la forza e la violenza. L'incontro con don Puglisi ha mutato il corso della sua vita in molti sensi: ha evitato la trappola della violenza e del potere mafioso, ha scelto la legalità e il rispetto mettendo a repentaglio la propria vita con la denuncia, accettando le conseguenze di una vita “nell’ombra”.
A concludere questa parte dell’incontro Laura Piazza ha letto un brano dal racconto di Piera Aiello anche lei testimone di giustizia.
Nel solco dell’impegno ad essere cittadini e cittadine attivi e responsabili le giovani sentinelle del Veneto hanno brevemente ricordato i propri progetti: lavori che sono la prova migliore di quanto si possa fare a scuola, con l’istruzione e l’esempio, grazie alla guida e all’impegno degli insegnanti, partigiani dei valori, come li definiva Antonino Caponnetto.
Da Padova a Rovigo, da Venezia  a Verona ragazze e ragazzi che hanno partecipato o assenti per le difficoltà a raggiungere l’Auditorium anche per i costi talora alti per pagare il biglietto del treno o del pullman, hanno ricordato i temi su cui si sono impegnati: l’ambiente nelle varie declinazioni e i rifiuti, gli spazi a scuola e in città, il bullismo e il cyberbullismo, tutte questioni che preoccupano loro e con questo fanno intravedere la stoffa dei cittadini. Avrebbero bisogno di una più attenta interlocuzione e di avere più spazi nei luoghi in cui vivono per poter esercitare al meglio la propria cittadinanza.
Il nostro augurio è che l’esperienza delle giovani sentinelle aiuti ad accrescere la consapevolezza di tutto ciò e apra dei varchi nello spazio pubblico dove ci si confronta e si discute, dove si decide e si sceglie.
Con questo augurio ci siamo dati appuntamento per venerdì 20 ottobre a Firenze, nel teatro Verdi, per la Conferenza finale, quando qualche delegazione di loro sarà presente per interloquire con deputati e senatori sui temi che hanno approfondito quest’anno.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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