venerdì 5 maggio 2017

Conferenza finale delle giovani sentinelle siciliane

Martedì 28 aprile nel bel palazzo monumentale dell'Albergo delle Povere di Palermo si è tenuta la Conferenza finale del progetto delle giovani sentinelle siciliane. Nella sala stipati 200 ragazzi e ragazze provenienti da quattro città delle province di Palermo, Trapani e Siracusa in rappresentanza dei tremila studenti e studentesse coinvolti in questo percorso di cittadinanza attiva: Capaci 800; Corleone 800; Castelvetrano 200;  Siracusa 12 istituti per circa 1200. Altri ne hanno fatto richiesta e si aggiungeranno il prossimo anno scolastico.
Presente l’assessore regionale all’Istruzione e della Formazione Professionale, Bruno Marziano.
I ragazzi di Capaci sono stati i primi a prendere la parola. Dopo la giornata del 27 aprile, accompagnati dal proprio Dirigente scolastico, hanno rappresentato, con una scaletta di canzoni a tema, lo sviluppo del loro progetto di questi due anni. Il ritmo dei loro brani musicali ha coinvolto tutti i presenti. Ha preso poi la parola l'unico rappresentante istituzionale locale, il sindaco di Capaci, Sebastiano Napoli, in quanto i comuni di Corleone e Castelvetrano sono commissariati. Il Sindaco si è complimentato con i propri giovani cittadini e ha dichiarato che ha voluto fortemente essere presente e condividere con loro questo percorso ricco di emozioni che segnano un cambiamento perché amministrazione, genitori e ragazzi si sono impegnati in difesa di un bene comune.
Dopo è toccato ai ragazzi di Castelvetrano. Anche loro hanno fatto ricorso al linguaggio musicale, hanno voluto testimoniare l’attaccamento alla propria terra, con l’intento di difendere dal degrado le bellezze della loro città ricca di storia. Lo scorso anno si sono occupati del randagismo, oggi della raccolta differenziata e delle potenzialità del riciclo dei materiali. Approfondimento, impegno che ci auguriamo presto possa avere occasioni di confronto e ricerca di soluzioni con una nuova amministrazione che li possa degnamente rappresentare.
È stata poi la volta di Corleone: per loro avevamo chiesto alla Regione Sicilia di dare un segnale per riparare al silenzio degli anni passati quando ragazzi e ragazze grazie all’impegno e alla passione delle loro infaticabili insegnanti, nel 2014, all’incontro con i propri amministratori nella sala consiliare, i ragazzi più piccoli avevano cantando una canzone dal titolo Adesso basta con il ritornello che dice: “coi mafiosi adesso basta”; mentre i più grandi avevano interpretato l’altro brano E io dico che no. Quel giorno la Fondazione aveva scritto di svolta epocale nel report inviato all’ANSA: per la prima volta su quegli scranni dove sedevano gli amici di Ciancimino, dei ragazzi avevano detto no alla mafia!
L’avvenimento ci aveva rafforzato nella convinzione di essere accanto a loro, di non lasciarli soli, con nella testa le parole di Antonino Caponnetto: “La mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia!” Ma i media tutti avevano risposto con il silenzio, solo Paolo Borrometi, coraggioso giornalista antimafia de La Spia, aveva raccontato di quella giornata. Da allora continuiamo a ripeterci: da che parte stanno i media? E quella nostra  domanda è divenuta via via più urgente quando abbiamo letto di Angelo Provenzano, figlio di Bernardo, che collabora come guida turistica con un'agenzia di viaggi statunitense accompagnando i turisti nei luoghi di mafia! Ancora, abbiamo appreso della figlia di Totò Riina che siedeva nel consiglio di istituto di una scuola di Corleone. Per concludere, a dare il peggiore esempio ha provveduto la RAI con l’intervista e la presentazione del libro di Salvatore Riina, figlio minore del capo mafia.
I risultati di tanta esposizione mediatica li abbiamo raccolti quest'anno: nel corso di un incontro alcuni ragazzi hanno affermato che anche in casa di Totò Rina il figlio minore ha fatto la scelta di stare nella legalità! In una scuola della provincia di Siracusa i familiari di un mafioso chiedono di poter replicare a quanto è stato affermato a scuola durante un incontro sui temi della legalità e della cittadinanza.
Le giovani sentinelle della Sicilia non demordono nonostante le resistenze e le difficoltà, il voltarsi dall’altra parte e i contrattempi, forti delle convinzioni di Antonino Caponnetto: “le battaglie in cui si crede non sono mai perse!” Per questo abbiamo chiesto al presidente Rosario Crocetta di dare dei segnali forti, di schierarsi investendo risorse nella scuola, di respingere risolutamente i discorsi di certa stampa al servizio dei poteri occulti che si chiede quanto ci costa l'antimafia senza chiedersi mai quanto costa la mafia, la corruzione e l’evasione fiscale. La Fondazione ha richiesto un impegno alle amministrazioni di sottoscrivere la Mozione della legalità per un contrasto efficace alla mafia, alla corruzione e all’evasione fiscale. Noi siamo in attesa di risposte e di prese di posizione nette e non equivoche.
I giovani di Corleone si sono schierati con le cooperative delle terre confiscate, con la cooperativa degli imprenditori onesti. Il loro progetto di quest’anno ha riguardato i diritti dei contadini, contro il loro sfruttamento, hanno parlato della filiera economica dei prodotti del loro territorio come il grano o il pomodoro.
Hanno chiuso i ragazzi più grandi di Siracusa: la fiscalità, il caporalato, lo sfruttamento, i rifiuti e come la mafia si inserisce nelle maglie lasciate vacanti da una parte di istituzioni complici sono stati gli argomenti che hanno approfondito con una varietà di approcci e di linguaggi. Pur nelle differenze di età e di ordini di scuole ma con la stessa voglia di essere protagonisti e partecipi per un riscatto della propria terra, hanno testimoniato la voglia di vivere in una terra libera. Tanti i temi, tante le emozioni: tutto grazie alla scuola e alle insegnanti, partigiane dei valori.
Rosario Crocetta con la sua presenza ha voluto ripagare l’impegno dei ragazzi, e nel suo discorso si è rivolto a piccoli e grandi utilizzando i loro linguaggi e facendo propri gli stessi propositi, senza tralasciare le responsabilità e il ruolo di presidente. Così nel chiudere, salutando studenti e studentesse, ha ricordato l’impegno di tornare in Consiglio dove era in discussione e in votazione il bilancio di previsione della Regione siciliana per l’esercizio 2017-2019. 


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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