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mercoledì 20 maggio 2015

IL 23 MAGGIO LA TAPPA FIORENTINA DI “PALERMO CHIAMA ITALIA”

COMUNICATO STAMPA

IL 23 MAGGIO LA TAPPA FIORENTINA DI “PALERMO CHIAMA ITALIA”

MIGLIAIA DI STUDENTI UNITI PER DIRE NO ALLA MAFIA

XXIII anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio

Migliaia di studenti, provenienti dalle scuole di Toscana, Umbria, Abruzzo e Sardegna e sette piazze di altrettante città italiane, collegate tra loro nella commemorazione del XXIII anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio. “Palermo chiama Italia” è il titolo della manifestazione organizzata sabato 23 maggio, dalla Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”, in collaborazione con la Direzione Generale per lo Studente del Ministero dell’Istruzione, che quest’anno si svolgerà non solo a Palermo, ma anche nelle piazze italiane in cui cittadini e studenti saranno presenti per dare testimonianza del loro impegno per la legalità. Tra le città che hanno aderito all’iniziativa anche Firenze dove l’appuntamento si svolgerà, dalle 9,30 alle 13 allo stadio “Luigi Ridolfi” via Manfredo Fanti. Qui sono state previste numerose attività, realizzate dagli studenti, anche in collaborazione con enti e rappresentanti del volontariato, sul tema della lotta a tutte le forme di illegalità, che saranno trasmesse in diretta dalla RAI. Sempre a Firenze Interverrà Elisabetta Caponnetto, vedova del giudice Caponnetto, che guidò il Pool Antimafia in cui operarono, tra gli altri, i giudici Falcone e Borsellino.

La “tappa” fiorentina di “Palermo chiama Italia” è organizzata dalla Fondazione Antonino Caponnetto, insieme al Centro Nazionale per il Volontariato, con la collaborazione della Direzione Generale per lo Studente del Miur.

Gli studenti e le scuole interessati a partecipare, potranno farlo comunicandolo a:

palermochiamaitalia@segreteriaorganizzativa.it

Firenze, 19 maggio 2015

giovedì 5 febbraio 2015

Giornata della legalità a San Giorgio a Cremano (Napoli)

Giornata della legalità a San Giorgio a Cremano (Napoli) Alla Giornata della legalità a San Giorgio a Cremano ha partecipato anche la fondazione Caponnetto con il suo presidente, Salvatore Calleri e con il responsabile Nazionale Beni confiscati, Maurizio Pascucci. All'incontro mattutino, nell'Aula Magna Giovanni Falcone dell'ITIS Enrico Medi, oltre 700 studenti hanno incontrato Catello Maresca, giovane magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha condotto le indagini che hanno portato all'arresto di Michele Zagaria, capo dei Casalesi. La proiezione di un bel documentario, Vita sotto scorta di Duccio Giordano, ha aperto l'incontro, poi la parola è passata al giudice Maresca, che ha appassionato ed emozionato i giovani presenti con il racconto del suo lavoro e la testimonianza della sua determinazione a proseguire nonostante le mille difficoltà. Ha preso la parola Salvatore Calleri che ha voluto sottolineare come sia cambiato il clima culturale grazie all'impegno di tanti magistrati e uomini delle forze dell'ordine, ma anche grazie alla determinazione di giovani e cittadini non più disponibili ai compromessi e al silenzio. Significativamente ha ricordato che, in passato, quando la polizia arrestava i camorristi la popolazione reagiva gettando dai balconi, sugli agenti, i lavandini, oggi reagisce con gli applausi! Tante foto ricordo (farle era impossibile qualche anno fa!) hanno chiuso la mattinata. Nel pomeriggio un'interessante tavola rotonda sul tema dell'utilizzo dei beni sequestrati e confiscati ai mafiosi con il direttore generale dell'Agenzia Beni Confiscati, prefetto Umberto Postiglione, e il capo dipartimento del Ministero Pubblica Istruzione, dottor Luciano Chiappetta. La fondazione Caponnetto, unico soggetto della società civile presente, è intervenuta con Maurizio Pascucci che ha ricordato il valore del progetto Giovani Sentinelle della Legalità che si è arricchito, quest'anno, aprendo al tema dei beni confiscati. L'impegno di questa di ricerca-azione su tali beni è legato alla consapevolezza che, se non utilizzati, significano la sconfitta pratica dello Stato, mentre nel caso di un buono riutilizzo sociale sono esempi di uno Stato che vince sull'illegalità. Sono tante e diverse le problematiche che emergono dalla gestione dei beni confiscati e, alla Fondazione, sono ben noti grazie alla straordinaria esperienza della cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone. Parlare agli studenti di beni confiscati può sembrare inusuale, eppure è determinante nel promuovere la conoscenza e la condivisione con le forze dell'ordine, la magistratura e con i cittadini, oltreché l'opportunità che giungano dai giovani suggerimenti e sollecitazioni sugli usi e sulle destinazioni. Insieme è possibile lavorare a ricreare un clima sereno e positivo, impedendo che prevalgano polemiche e divisioni. In questo percorso ci troviamo di fronte resistenze e ostacoli, legati talvolta alla stessa burocrazia che diviene, anche inconsapevolmente, da strumento che regola le relazioni fra i cittadini e le leggi in strumento che frena il contrasto alla criminalità mafiosa, per questo dobbiamo convintamente rimuovere tali ostacoli. A prevalere deve essere la nostra determinazione nella confisca dei tanti patrimoni sia immobiliari, che devono essere destinati al riutilizzo sociale, che mobiliari da impiegare nell'educazione alla legalità nelle scuole e nel sostenere la Direzione Investigativa Antimafia nelle sue indagini di contrasto ai mafiosi. Scarica qui il video https://www.youtube.com/watch?v=U4X_b3F1RqY Maurizio Pascucci Responsabile Nazionale Beni Confiscati

venerdì 23 gennaio 2015

VIAGGIO DELLA MEMORIA

VIAGGIO DELLA MEMORIA Cracovia-Auschwitz-Birkenau 2015 Il 17 gennaio le giovani sentinelle della legalità di Venezia rappresentanti gli istituti Francesco Algarotti, Raimondo Franchetti, Silvio Trentin, si incontrano in treno alla volta di Roma, dove ci aspettano altri duecento delegati selezionati dal MIUR e provenienti da tutta Italia per ricordare la Shoah. Il giorno seguente in attesa del ministro Stefania Giannini, i numerosi e scalpitanti studenti sono pronti ad imbarcarsi per volare verso Cracovia. Dopo essere atterrati e esserci ristorati con un caldo pranzo, ci avviamo verso il quartiere ebraico. Il primo impatto con questo popolo comincia a piazza degli eroi del ghetto popolata da 60 sedie, grigie e vuote. Simboleggiano non solo i sessantamila ebrei di questa città scomparsi, ma anche i bambini ebrei strappati bruscamente dalla loro realtà e costretti a lasciare le loro scuole portando con se la sedia. Nella gelida piazza, Marcello Pezzetti, direttore del museo ebraico di Roma e storico specializzato nello studio della Shoah, racconta la raccapricciante storia degli ebrei di Polonia, storia che differisce dalla sorte che hanno subito gli ebrei di tutto il mondo: tre milioni di ebrei in Polonia, sessantamila ebrei a Cracovia: tutti appartengono al governatorato generale e la città diventa un contenitore di forza fisica utile al lavoro e allo sfruttamento di questi per alimentare l'economia e i profitti delle industrie tedesche. Questi di Cracovia, a differenza degli altri ebrei, non vengono mandati via dalla città ma inizialmente alimentano la dispensa della forza lavoro per essere successivamente ghettizzati e poi, solamente dopo un buon utilizzo, soppressi perché inutilizzabili. Da lì, un giovane corteo nutrito di rabbia e sdegno attraversa il ghetto di Kazimierz e si dirige verso la sinagoga di Tempel. Assistiamo con compostezza agli interventi del prof. Giovanni Maria Flick, presidente onorario del museo della Shoah di Roma, di Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova, Renzo Gattegna, presidente dell'Ucei (Unione comunità ebraiche italiane). Conclude il ministro Giannini, la quale, dopo aver ribadito l'importanza di una ecletticità culturale e sociale, fondata sulla libertà e il rispetto di qualsiasi presa di posizione altrui, o religione o filosofia, o credo, rispetto che va oltre ogni forma di antropologia sociale, rinnova il Protocollo d'Intesa tra MIUR e Ucei, promosso sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, che prevede tra le tante iniziative, la diffusione di progetti educativi, la formazione di alunni, insegnanti e genitori. Il giorno seguente viene dedicato alla visita dei campi di concentramento e di sterminio. Cominciamo con Birkenau, Aushwitz 2. Si presenta a noi una immensa distesa occupata da grandissimi capannoni di pietra alcuni ancora integri, altri fatiscenti, altri completamente distrutti. In origine erano trecento! Alcuni "contenevano" donne, altri bambini, altri uomini, altri ancora forni crematoi, e poi le camere a gas ...ma tutto accomunato dal medesimo odore della morte. Silenzio e freddo, dolore e rabbia regnano in quel gelido campo finché, una volta arrivati davanti alla ferrovia e al vagone, prende la parola Samy Modiano, "numero matricola B 7456", sopravvissuto: "...avevo la colpa di essere Ebreo..... ci hanno caricato come animali da macello in vagoni pieni di escrementi di animali, il nostro valore era inferiore a quello degli animali.." ..."non ho più avuto una vita normale, anche quando è finito l'incubo sono rimasto dentro il forno crematoio". Le lacrime di Samy scendono come fendenti di ghiaccio che vanno dritti al cuore dei presenti, attraversano le carni per raggiungere il midollo della sofferenza provocata da una "semplice" e "doverosa" ambizione umana protesa alla "selezione della razza". Al cospetto dello sconcerto dei nostri giovani, non possiamo non pensare ed elogiare il duro lavoro affrontato dagli operatori della fondazione Caponnetto all'istruzione e ai principi che la fondazione medesima trasmette ai giovani, all'amore per la conoscenza e il rispetto dei principi Costituzionali, morali, sociale, economici imperniati sulla res-pubblica, cosa di tutti, e sulla demos-cratos, potere del popolo. Non finisce qua. Il percorso per non dimenticare continua ad Aushwitz 1. Attraversiamo l'ingresso sopra il quale troviamo la scritta "Arbeit macht frei", il lavoro rende liberi, l'espressione con la quale si prendevano gioco degli Ebrei e li illudevano per una (non) vita migliore, fatta di ambizioni e sacrifici ripagati con la "dolce morte". Ricomincia un altro giro nel posto della morte. Con Eva, la nostra guida, ci si sofferma ad osservare e guardare increduli e attoniti. Non ci sono parole, poesie, riflessioni, o straordinaria immaginazione capace e degna di poter dare una corretta descrizione e ricostruzione di quanto visto e ascoltato. Di Shoah c'è n'è stata una sola, ma consci che ogni giorno si compie una Shoah, consci che il mondo sia pieno di Mengele, ci dirigiamo verso l'uscita. L'Italia ci aspetta, il principio di uguaglianza e il principio laicista, disciplinati rispettivamente ex art. 3 e 8 Cost. ci aspettano e con essi tanti giovani desiderosi di sapere e di attivarsi, di combattere affinché la nostra Carta Costituzionale possa essere conosciuta ed applicata. Non possiamo esimerci dal ringraziare il ministro Stefania Giannini e la dott. Giovanna Boda, che ci hanno dato la possibilità di vivere una così toccante esperienza. Le sentinelle quale espressione della fondazione Caponnetto sempre in prima linea per propagare la legalità, non dimenticano. RIFLESSIONI - Se qualcuno mi chiedesse cosa mi è piaciuto in particolare ....non saprei, sono attonita, Potrei dire che non c'è stato un momento in cui io non provassi emozioni... Ho partecipato per non dimenticare la grande ingiustizia fatta al popolo Ebreo, sperando di contribuire a far si che non possa succedere ad un altro popolo o ebreo di turno. Daniela -... non è possibile percepire il dolore e le barbarie che questi innocenti hanno subito, ma si può solo immaginare marginalmente. Mi ha colpito il racconto del sopravvissuto Samy Modiano, la dignità con la quale raccontava quei momenti drammatici, la sofferenza subita.., e malgrado ciò, la forza di raccontare, di rendere testimonianza per non dimenticare. Eleonora - ..le parole uscivano dalla bocca di Samy come se stesse vivendo quelle atrocitá nello stesso istante. Mentre scandiva con rabbia e forza le parole una goccia di cristallo percorse il suo viso fino a terra, proprio in quel terreno dove aveva camminato da prigioniero molti anni prima. Il suo incredibile altruismo gli permette di spiegare tutto molto dettagliatamente e nonostante la sua consapevole sofferenza, è certo che alla sua scomparsa, dentro la memoria di milioni di ragazzi sará vivo il ricordo, permanente negli anni, di quella giornata che ha cambiato in modo indelebile la sua e la loro la vita Manfredi - ..ho vissuto emozioni che non dimenticherò facilmente E i sopravvissuti? Nonostante il dolore vivo sono riusciti a farci immaginare l'inimmaginabile, a sentire l'indicibile, a ricordare l'indimenticabile. Giulia Giusi Sazio Referente Venezia Fondazione Antonino Caponnetto

domenica 21 dicembre 2014

Giovani sentinelle dal ministro Giannini, al Senato e alla Camera

Giovani sentinelle dal ministro Giannini, al Senato e alla Camera Giovedì 18 dicembre una delegazione di giovani sentinelle della Toscana, del Veneto, insieme con alcuni insegnanti di due istituti di Corleone e la Dirigente scolastica del comprensivo, alcuni dei soci della cooperativa Lavoro e non Solo e dell'associazione Fior di Corleone, sono stati ricevuti dal ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, nella sala delle Conferenze del Palazzo di viale Trastevere. La Fondazione ha illustrato il progetto Giovani sentinelle, ormai attivo da sei anni e ha ricordato la sua costante crescita e i notevoli risultati raggiunti nell'ultimo, in termini di adesioni delle scuole, risultati frutto delle giornate di formazione offerte agli insegnanti referenti di educazione alla legalità tenutesi in Toscana nello scorso mese di aprile. Questa esperienza è nata dalla collaborazione della Fondazione con il MIUR e, in particolare, con il direttore generale Giovanna Boda. Per gli esiti (75 scuole e 7.000 studenti e studentesse coinvolti solo in Toscana, 1000 in Veneto – 80.000 in questi anni in tutta Italia) e l'interesse suscitato è all'ordine del giorno la sua replica in altre regioni d'Italia, così che in un triennio il progetto possa prendere il via in modo partecipato in gran parte del territorio nazionale. Il ministro Giannini ha molto apprezzato i temi suggeriti dai ragazzi e raccolti nel volume Idee e proposte della scuola italiana che Le abbiamo offerto e Francesco, studente di Cascina, ha ricordato l'impegno proprio e dei compagni della sua e di altre scuole fra queste Venezia, sulla questione del gioco d'azzardo, esponendo la proposta di interventi legislativi per limitare il periodo di apertura delle sale e, soprattutto, di prevedere l'identificazione del giocatore e della somma giocata, in modo che si eviti il rischio che slot e videolottery diventino strumenti di riciclaggio del denaro. Proprio per le sue caratteristiche di essere percorso di formazione il progetto ha consentito e consente esperienze significative in tante scuole su temi di grande rilievo, e confermano l'importanza di Cittadinanza e Costituzione, come ha ricordato la stessa senatrice Giannini, nel ribadire l'impegno suo e del ministero in tale direzione. Da quest'anno il progetto si è arricchito della tematica dei beni confiscati, e l'esperienza della cooperativa Lavoro e non solo era lì a testimoniarlo, con l'intento di rompere il silenzio sul tema e favorire, grazie al protagonismo dei giovani, una più diretta consapevolezza fra i cittadini e offrire suggerimenti e ipotesi sul loro riutilizzo, a cominciare dalla proposta di utilizzarne alcuni come luoghi di formazione. Ma un tale protagonismo è indizio serio di quanto possono fare i cittadini nel contrasto alla mafia e all'illegalità semplicemente riaffermando il valore delle leggi nella vita quotidiana, come testimoniano operatori e produttori di Fior di Corleone che vogliono vivere e lavorare a testa alta, senza cedere, con onestà. La loro presenza è segno del mutamento in corso a Corleone, da città della mafia a città dell'antimafia, e la Fondazione ha scelto come partner queste due realtà insieme alla scuola per non lasciarle da sole, per essere al loro fianco, memore dell'insegnamento di Antonino Caponnetto. Il ministro Giannini si è intrattenuto con giovani e insegnanti emozionati che hanno molto gradito questa sua disponibilità. Prima di lasciare il Palazzo dell'Istruzione lo abbiamo visitato e ci siamo soffermati ad ammirare la bella mostra Dal libro Cuore alla Lavagna digitale, originale percorso sui mutamenti della scuola italiana dall'Unità ai giorni nostri. Lasciato il Ministero, abbiamo incontrato il questore di Roma, dott. Nicolò Marcello D’Angelo, che ha ricordato a tutti noi le sue origini siciliane e il lavoro con Antonino Caponnetto. Lo abbiamo ringraziato per la Sua disponibilità e, insieme a lui, la Polizia di Stato per aver offerto un pullman ai giovani del Veneto e di Corleone per spostarsi a Roma. La mattinata è proseguita al Senato della Repubblica, con altre emozioni, dove giovani e insegnanti, soci della cooperativa e dell'associazione corleonesi hanno incontrato il presidente del Senato, Pietro Grasso, nella Sala degli Specchi di palazzo Giustiniani. Molto apprezzata l'accoglienza del presidente Grasso che ha scambiato opinioni con ragazzi e insegnanti, poi abbiamo visitato il palazzo, in particolare gli studi del Presidente e, con non poca emozione, la sala dove fu firmata la nostra Costituzione. Abbiamo poi assistito brevemente alla discussione parlamentare nell'aula del Senato e i senatori hanno applaudito la Fondazione e le Giovani sentinelle dopo l'annuncio fatto dal presidente Grasso. Alla Camera dei Deputati, siamo stati ricevuti da Carlo Leoni, consigliere politico della presidente, Laura Boldrini. Anche a lui abbiamo illustrato il progetto Giovani sentinelle e ribadito l'importanza del confronto e del dialogo fra i cittadini e le istituzioni, in particolare con quelli più giovani. Ragazzi e ragazze, insegnanti e accompagnatori hanno poi visitato palazzo Montecitorio e seguito una parte del dibattito parlamentare. Le esperienze di lavoro parlamentare nelle due Camere hanno suscitato perplessità e commenti fra i giovani, sorpresi di taluni comportamenti di deputati e senatori e di ciò abbiamo parlato nel pullman durante il viaggio di ritorno. Il compito dei cittadini non è solo quello di essere sorpresi o irritati di fronte a certi comportamenti, ma quello di denuncia, di richiamo alle responsabilità individuali, di stimolo, di sollecitazione. Ogni cittadino e cittadina deve essere puntuale ed esigente, capace di apprezzare i comportamenti virtuosi e biasimare quelli sbagliati. Vi è poi un ultimo elemento da sottolineare: non c'erano studenti o studentesse di Corleone, a ricordare quanto sia difficile far crescere una cultura contro la mafia in quella terra. Il preziosissimo lavoro della scuola e degli insegnanti, quello quotidiano di insegnare idee e valori, di sollecitare la riflessione, di aiutare i giovani a maturare una coscienza civica, ha bisogno del sostegno attivo delle istituzioni, sostegno in termini di presenza costante e di risorse. La Fondazione non ha la pretesa di insegnare cosa sia la mafia ai cittadini e ai giovani che vivono in terra di mafia, troverebbe scuole e sale vuote agli eventi perché, agli incontri, non ci sarebbe la larga parte dei figli dei mafiosi né l'altra parte di coloro che hanno paura! Né il progetto Giovani sentinelle serve ad offrire soluzioni pronte all'uso, piuttosto la Fondazione intende accompagnare giovani e insegnanti e sostenerli nel loro sforzo di scoprire cosa siano i diritti, come esigerli, di essere loro compagna nello studio della Cittadinanza e Costituzione, disciplina bistrattata e accantonata nel resto d'Italia e ancor più, in Sicilia, sconosciuta. Gli esempi della cooperativa Lavoro e non solo e dell'associazione Fior di Corleone ci ricordano quanto deve essere grande l'impegno di ciascuno per vincere la paura e far crescere idee e valori di giustizia sociale e di civismo altrimenti prevale la paura, nel migliore dei casi, se non proprio l'acquiescenza e la complicità. Tocca a chi ha le leve del governo della scuola e del Paese dare segnali concreti, e tocca a ciascuno di noi testimoniare solidarietà, lo ricorda l'articolo 2 della Costituzione, ed essere fedeli alle Istituzioni ma cittadini attenti e responsabili. Il viaggio a Roma ad incontrare il ministro Giannini e i presidenti di Senato e Camera, ad illustrare loro chi sono le Giovani sentinelle e cosa fanno, a raccontare la bella esperienza di questo percorso di educazione alla legalità è la conclusione ideale della Conferenza finale del progetto 2013- 2014 tenutasi in Palazzo Vecchio lo scorso 28 ottobre. Ma è anche la degna conclusione del primo ciclo di incontri del nuovo progetto 2014-2015, con la crescita incredibile di partecipazione e interesse: 75 scuole di ogni ordine e grado, da Fivizzano e Casola fino ad Orbetello, da Livorno a Pelago. Senza scordare la presenza in Veneto, nel Friuli, in Campania e a Corleone. La Fondazione ha la schiena dritta, come ricordava Antonino Caponnetto, e una fiducia incondizionata nelle istituzioni democratiche: non ha atteso che venisse definita la questione del finanziamento del progetto né l'erogazione di una prima tranche, si è messa al lavoro. Avremmo potuto attendere i fondi e a primavera, poi, fare in un battibaleno il progetto, invece no. Vogliamo lavorare, e lavorare bene con ragazzi e ragazze, con i docenti, per far crescere la coscienza civile e la responsabilità con l'esempio, prima che con le parole. Solo così si ottengono risultati concreti, si provano grandi emozioni e si suscitano grandi passioni. Faremo sempre così! Ps. Prima di chiudere intendiamo esprimere i nostri ringraziamenti più sinceri al Ministro, a Giovanna Boda e alle sue collaboratrici per l'aiuto inestimabile. Lo scorso 23 maggio scrivemmo che sulla Nave della legalità non si perdeva “nemmeno un bambino” per l'organizzazione impeccabile. Giovedì 18 dicembre abbiamo avuto nuovamente la stessa netta sensazione. A tutti e a tutte un caro augurio di buon Natale e felice anno nuovo. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 2 aprile 2014

Pistoia - Piazza Duomo Marcia della Legalità e della Memoria Venerdì 9 maggio - ore 9.00 - 12.30

INVITO alla Marcia della Memoria e della Legalità La Fondazione Caponnetto invita studenti e studentesse, cittadini e cittadine alla Marcia che si terrà a Pistoia. L’iniziativa, grazie al Protocollo d’Intesa con il MIUR e l’Ufficio Scolastico Regionale Toscana, è frutto della collaborazione con la provincia di Pistoia e con l’amministrazione comunale della città e vuole testimoniare il ricordo degli eventi tragici del 1992 e, insieme con la memoria delle donne e degli uomini giusti che hanno combattuto la mafia, promuovere un rinnovato impegno e una forte coscienza civile per contrastare la criminalità organizzata e favorire la cultura della legalità. La Fondazione tiene fede, fin dalla sua costituzione, al principio di coinvolgere una pluralità di soggetti - istituzionali, associativi e non – per testimoniare e promuovere i principi e i valori che la caratterizzano e sono ragione della sua esistenza, mentre bandisce ogni forma di esclusività e primazia. Il progetto Giovani sentinelle della legalità è un ottimo esempio da questo punto di vista e la Marcia della legalità ha il carattere di essere perfettamente coerente con questo nostro impegno e con il lavoro svolto nelle scuole pilota in questi anni. Vi è un secondo aspetto che intendiamo sottolineare, in questo fedeli all’insegnamento di An- tonino Caponnetto. Negli ultimi dieci anni della sua vita, dopo gli attentati di Capaci e di via D’Amelio, il giudice ha tenuto sempre insieme due bandiere: la legalità e i principi costituzionali, le regole e la difesa rigorosa e ferma della Costituzione nata dalla guerra di Resistenza. La difesa della legalità è sempre la difesa di questo nostro ordinamento nato dalla guerra partigiana e in- sieme la consapevolezza che queste regole, che i nostri genitori e nonni ci hanno lasciato, sono conquiste da difendere e preservare con cura, dei beni preziosi che si possono pure perdere se non vi è attenzione e sollecitudine a conservarli. Queste due precisazioni sono essenziali per meglio intendere i caratteri di questa Marcia. La manifestazione si svolgerà nella mattinata di venerdì 9 maggio, e la data rimanda ai giorni terribili del maggio 1992, e prevede la partenza da piazza Duomo. Il percorso si snoderà lungo il centro storico e le zone ad esso limitrofe, toccando alcuni luoghi significativi per quanto concerne la memoria della città. Infatti la marcia sosterà in alcune stazioni dove lapidi e altro ricordano al- cuni partigiani. In questi luoghi abbiamo previsto che ci siano letture affidate a ragazzi e ragazze e testimonianze di partigiani e personaggi dello sport e dello spettacolo. In questo modo vogliamo legare l’Italia che vorremmo, quella che combatte la mafia perché ha individuato in essa i rischi della dissoluzione dello stare insieme secondo le regole e i valori costituzionali, e le sue origini. E questo legame serve a tenere ferma la memoria e costruire una identità, a ribadire i principi che riteniamo irrinunciabili al vivere insieme. Forti di questi intendimenti vogliamo invitare studenti e studentesse delle scuole di Toscana a partecipare e a marciare con noi. Il nostro invito è rivolto innanzitutto alle Giovani sentinelle della legalità che, in questi anni, hanno con slancio partecipato al progetto di educazione alla le- galità, e tutti i ragazzi e le ragazze che hanno generosamente prestato la propria opera nei campi di lavoro sulle terre confiscate alla mafia. Parteciperanno all’evento personaggi dello Sport e dello spettacolo. Con noi ci sarà anche l’associazione Testa di Alckol e altre associazioni. Presenterà Valerio Cataldi, giornalista RAI2 Pistoia - Piazza Duomo Marcia della Legalità e della Memoria Venerdì 9 maggio - ore 9.00 - 12.30

lunedì 10 marzo 2014

9 maggio a Pistoia Marcia della Legalità

Per il prossimo 9 maggio la Fondazione Caponnetto invita studenti e studentesse, cittadini e cittadine alla Marcia della legalità che si terrà a Pistoia. L'iniziativa, grazie al Protocollo d’Intesa con il MIUR e l’Ufficio Scolastico Regionale Toscana, è frutto della collaborazione con la provincia di Pistoia e con l'amministrazione comunale della città e vuole testimoniare il ricordo degli eventi tragici del 1992 e, insieme con la memoria delle donne e degli uomini giusti che hanno combattuto la mafia, promuovere un rinnovato impegno e una forte coscienza civile per contrastare la criminalità organizzata e favorire la cultura della legalità. La Fondazione tiene fede, fin dalla sua costituzione, al principio di coinvolgere una pluralità di soggetti - istituzionali, associativi e non – per testimoniare e promuovere i principi e i valori che la caratterizzano e sono ragione della sua esistenza, mentre bandisce ogni forma di esclusività e primazia. Il progetto Giovani sentinelle della legalità è un ottimo esempio da questo punto di vista e la Marcia della legalità ha il carattere di essere perfettamente coerente con questo nostro impegno e con il lavoro svolto nelle scuole pilota in questi anni. Vi è un secondo aspetto che intendiamo sottolineare, in questo fedeli all'insegnamento di Antonino Caponnetto. Negli ultimi dieci anni della sua vita, dopo gli attentati di Capaci e d via D'Amelio, il giudice ha tenuto sempre insieme due bandiere: la legalità e i principi costituzionali, le regole e la difesa rigorosa e ferma della Costituzione nata dalla guerra di Resistenza. La difesa della legalità è sempre la difesa di questo nostro ordinamento nato dalla guerra partigiana e insieme la consapevolezza che queste regole, che i nostri genitori e nonni ci hanno lasciato, sono conquiste da difendere e preservare con cura, dei beni preziosi che si possono pure perdere se non vi è attenzione e sollecitudine a conservarli. Queste due precisazioni sono essenziali per meglio intendere i caratteri di questa Marcia della legalità La manifestazione si svolgerà nella mattinata di venerdì 9 maggio, e la data rimanda ai giorni terribili del maggio 1992, e prevede la partenza da piazza Duomo. Il percorso si snoderà lungo il centro storico e le zone ad esso limitrofe, toccando alcuni luoghi significativi per quanto concerne la memoria della città. Infatti la marcia sosterà in alcune stazioni dove lapidi e altro ricordano alcuni partigiani. In questi luoghi abbiamo previsto che ci siano letture affidate a ragazzi e ragazze e testimonianze di partigiani e personaggi dello sport e dello spettacolo. In questo modo vogliamo legare l'Italia che vorremmo, quella che combatte la mafia perché ha individuato in essa i rischi della dissoluzione dello stare insieme secondo le regole e i valori costituzionali, e le sue origini. E questo legame serve a tenere ferma la memoria e costruire una identità, a ribadire i principi che riteniamo irrinunciabili al vivere insieme. Forti di questi intendimenti vogliamo invitare studenti e studentesse delle scuole di Toscana a partecipare e a marciare con noi. Il nostro invito è rivolto innanzitutto alle Giovani sentinelle della legalità che, in questi anni, hanno con slancio partecipato al progetto di educazione alla legalità, e tutti i ragazzi e le ragazze che hanno generosamente prestato la propria opera nei campi di lavoro sulle terre confiscate alla mafia. Parteciperanno all’evento personaggi dello Sport e dello spettacolo. Presenterà Valerio Castaldi, giornalista RAI2 Programma Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/