sabato 16 novembre 2019

Giovani sentinelle nel pistoiese




Lunedì 11 novembre due appuntamenti con le Giovani sentinelle di Agliana e di Pescia.

All’Istituto Capitini ci hanno accolto ben cinque classi (una di veterani) per questa nuova avventura educativa. La scuola partecipa ai nostri progetti sin dal 2009 e in questi anni, abbiamo ricordato ai ragazzi e alle ragazze, sono stati tanti e molto interessanti i temi affrontati e incisive le proposte che abbiamo ascoltato e che i giovani hanno discusso con gli amministratori locali. Abbiamo voluto rammentare significativamente la “provocazione” di imbiancare la propria aula, a voler sottolineare l’attenzione e la cura per la propria scuola e a sfatare i mille luoghi comuni.

E dagli esempi del passato abbiamo preso il via per sollecitare studenti e studentesse ad un rinnovato impegno, che è poi l’esercizio di una cittadinanza attiva e responsabile, a sperimentare questo abito civico in virtù del quale possiamo contrastare efficacemente malcostume e illegalità. Proprio quel malcostume e quella illegalità che consente alle organizzazioni criminali di “fare affari” anche in Toscana, dove non sono pochi i beni confiscati alle mafie, beni come la tenuta di Suvignano che ha aperto le proprie porte ai cittadini e alle cittadine, dopo che la sua gestione è stata assegnata alle Regione Toscana, grazie anche all’impegno di associazioni e del volontariato.

Abbiamo lanciato la nostra sfida ai ragazzi e alle ragazze dell’Istituto Capitini e con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo martedì 3 marzo.

Nella città di Collodi ad attenderci per la prima volta, i ragazzi e le ragazze del liceo Lorenzini di Pescia con il loro insegnante, Giancarlo Carducci, che ha voluto fortemente questo progetto e che aveva già coinvolto i giovani in un incontro in Comune, alla fine dello scorso anno scolastico, in occasione della presentazione del volume di Angelo Corbo,  La strage di Capaci.

Due classi, alcuni di loro già presenti in quella occasione, hanno seguito con attenzione e con curiosità il filmato che ha fatto conoscere loro il giudice Caponnetto, la sua attività a capo del pool antimafia e il suo impegno a favore della cultura della legalità. Di seguito ci siamo soffermati a ragionare della mafia, del riciclaggio del denaro, la sua capacità di coinvolgere chi ha messo al primo posto il “Dio denaro” ed è disposto a fare affari con loro contribuendo insieme ad inquinare l’economia legale, sottraendo risorse e mettendo a rischio la convivenza civile. 

Il comportamento di una parte della politica che riporta ai tempi bui della nostra democrazia. Abbiamo parlato del progetto e di Antonino Caponnetto che esortava i giovani a fare politica, ma con la P maiuscola, e lo spirito del progetto sta proprio in queste sue parole che mirano a promuovere il confronto e lo scambio, il protagonismo di ciascuno per rafforzare e contribuire al benessere comune. Senza tale protagonismo, senza la partecipazione attiva dei cittadini non è possibile difendere la democrazia. Né sono da dimenticare le parole profetiche di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che incitavano i giovani a non girarsi dall'altra parte e ad impegnarsi a far camminare sulle proprie gambe le idee di libertà, di giustizia e responsabilità.

La visione del secondo filmato sui lavori svolti dai loro coetanei in tante parti d’Italia lo scorso anno e il silenzio partecipato che si percepiva nella sala fa ben sperare nella loro disponibilità a mettersi in gioco e sperimentare la forma di cittadinanza attiva e responsabile. Con orgoglio il loro insegnante Giancarlo Carducci ha voluto precisare che i ragazzi hanno già sviluppato alcune proposte sul loro tema che li vedrà protagonisti e propositivi alla discussione e al confronto di martedì 3 marzo con la propria amministrazione.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 14 novembre 2019

Incontro con le giovani sentinelle Pisane

Doppio appuntamento venerdì 8 novembre con le giovani sentinelle pisane, a Cascina e a Pontedera.

All’Istituto Pesenti, scuola capo fila del progetto ed è con noi sin dall’inizio, abbiamo incontrato tre classi, veterani e nuovi, e con loro abbiamo approfondito la necessità di essere cittadini attivi e consapevoli per rispondere con efficacia alle minacce della grande criminalità mafiosa che si insinua ovunque vi sia la possibilità di “fare affari” senza badare troppo al rispetto delle regole, delle persone e delle cose. 

Accade tutto ciò quando si abbandonano rifiuti tossici e pericolosi, con il traffico degli esseri umani e lo spaccio di droghe. Per questa ragione abbiamo bisogno di una maggiore conoscenza e consapevolezza di questi fenomeni e dobbiamo promuovere un abito civico forte e solido senza il quale è a rischio la nostra stessa democrazia e la libertà.

Abbiamo discusso degli  appuntamenti che li vedrà coinvolti con le proprie istituzioni, in marzo e in maggio, del costume civico di alcuni amministratori che si negano al confronto e alla discussione pubblica venendo meno ad un loro compito istituzionale, il coinvolgimento dei genitori e dei cittadini ad essere vigili e consapevoli e non silenti e complici.

In maniera analoga abbiamo sollecitato studenti e studentesse del Liceo Montale di Pontedera, una classe terza che partecipa la prima volta al nostro progetto. Attenti e curiosi hanno seguito il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto, la sua scelta di sostituire Rocco Chinnici ucciso in un attentato mafioso, la creazione del pool e il primo grande processo alla mafia, il giuramento solenne in morte di Paolo Borsellino. E la Fondazione a lui intitolata prosegue il suo lavoro nelle scuole, a sollecitare il protagonismo giovanile e a promuovere partecipazione e cittadinanza.

Domande e richieste hanno arricchito la mattinata e con entrambi gli istituti ci siamo dati appuntamento per lunedì 2 marzo dove li vedranno a confronto con le proprie amministrazioni.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 12 novembre 2019

Giovani sentinelle in Garfagnana

Avrebbero dovuto essere quattro gli appuntamenti del 7 novembre in Garfagnana, nella valle del Serchio, invece giunti alla scuola primaria di Piazza al Serchio abbiamo appreso che la scuola non avrebbe partecipato al percorso. Avevamo inviato mail e calendari, ma non abbiamo ricevuto nessuna riga che ci comunicasse la scelta di quella scuola. Spiace la mancata partecipazione e spiace il comportamento poco rispettoso del lavoro altrui, perché avevamo predisposto gli incontri in modo da soddisfare tutte le richieste e il venir meno senza alcun avviso vanifica l’impegno e costituisce uno spreco per noi che abbiamo risorse limitate.

A San Romano in Garfagnana siamo stati accolti dai bambini e dalle bambine della primaria in due gruppi: i più piccoli e quelli più grandi con i quali abbiamo parlato di buoni comportamenti e di rispetto delle regole a partire dalla loro esperienza quotidiana a scuola. In maniera del tutto analoga abbiamo sollecitato bambini e bambine della primaria di Gorfigliano che ci hanno accolto nell’atrio della loro scuola. Nelle due scuole abbiamo richiamato i bei lavori dell’anno passato e rilanciato la sfida delle Giovani sentinelle.
Siamo certi che ritroveremo questi giovanissimi pronti e preparati in occasione del secondo appuntamento previsto per  venerdì 28 febbraio.

A Gramolazzo studenti e studentesse della scuola media ci hanno accolto con la loro insegnante referente, Antonella Ferri, e abbiamo ritrovato giovanissimi che avevano partecipato negli anni scorsi al progetto quando erano nelle primarie di Gorfigliano e di Piazza al Serchio e qualcuno ha manifestato il proprio dispiacere perché la propria vecchia scuola aveva rinunciato.

Con loro ci siamo dilungati con il video presentato in occasione delle Conferenze finali e abbiamo riflettuto sui temi che sono stati oggetto di approfondimento in tante scuole d’Italia. In particolare abbiamo ripreso le questioni legate all’ambiente e raccontato la vicenda dei giovanissimi della scuola media di Motta Sant’Anastasia. Ragazzi e ragazze di Gramolazzo hanno assunto l’impegno di scrivere ai propri compagni e compagne di Motta per esprimere loro solidarietà e vicinanza. Questa difesa accorata dei diritti dei ragazzi e delle ragazze di poter dire la loro, il diritto di contare, fa ben sperare nella prosecuzione del lavoro e nelle giovani sentinelle che crescono come adulti attivi e responsabili.

Anche con loro l’appuntamento è per venerdì 28 febbraio 2020.

Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Le giovani sentinelle di Carrara

Un solo appuntamento mercoledì 6 novembre. 

Ad essere protagoniste sono le giovani sentinelle dell'IIS Montessori Repetti di Carrara con il gruppo di insegnanti, Monica Canale, Irene Ferrari, Silvano Florio e Lorenzo Dell'Amico.
Il sindaco, Francesco De Pasquale, ci ha fatto pervenire un suo messaggio di buon lavoro per l'incontro di oggi, appuntamento che preparerà il confronto con l'Amministrazione di giovedì 27 febbraio 2020.

Due classi seconde nuove, ma la scuola è una veterana, e questo ha permesso di aprire l'incontro più speditamente sulle varie fasi del progetto e, dopo il filmato dei lavori e delle proposte 2018-2019, siamo passati all'analisi del progetto tenendo presente criticità, esperienze e soluzioni, anticipando di fatto quelli che sono i cambiamenti del progetto di quest'anno: sensibilizzare e cercare coesione con associazioni, cittadini, genitori, stampa e media in generale; come preparare l'incontro di maggio e di ottobre e dove tenerlo.

Alle scuole che aderiscono al progetto chiediamo di partecipare a tutti gli incontri con continuità, in modo da avere ascolto e interlocuzione da parte di chi governa la cosa pubblica nei comuni o dei parlamentari che incontreremo nella Conferenza finale. 

Abbiamo citato l’esempio delle giovani sentinelle siciliane presenti in gran numero nel teatro Politeama e abbiamo puntualizzato che le assenze sono segno di rinuncia al progetto.

P.s.
Oggi è un giorno triste per la nostra Fondazione e per tutto il volontariato Toscano. È venuto a mancare un nostro caro amico e compagno di viaggio, Antonio Apostolico di Tavarnelle Val di Pesa. Questo report voglio dedicarlo a lui, socio Arci del Circolo di Tavarnelle, membro dello Spi Cgil, impegnato anche nei campi a Corleone.

Insieme agli amici, Ivo, Silvano, Renato, Marco, Fabio e Graziano e alla sua dolce Anna,  ha contribuito alla ristrutturazione della sede della Fondazione. Un’intera estate passata insieme a costruire e preservare un luogo di aggregazione come lui era abituato a fare, era sempre da pungolo per tutti noi per la crescita civile, dei valori di volontariato per riaffermare la cultura della democrazia e della legalità.

Grazie Antonio, ci mancherà il tuo sorriso, contagioso e pronto a dare coraggio.


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mercoledì 6 novembre 2019

Martedì 5 altri 4 appuntamenti fra Prato e in provincia di Arezzo




A Bibbiena a smentire i luoghi comuni che i politici sono tutti uguali, è stato Francesco Frenos. Già presidente del Consiglio comunale e, con l’insediamento della nuova Amministrazione, assessore con deleghe alla Sicurezza Urbana, ai Rapporti con il Consiglio e al Sociale, ha seguito negli ultimi cinque anni il progetto Giovani sentinelle, sempre accanto ai suoi giovani cittadini, era ad attenderci all’ingresso dell’Istituto Comprensivo B. Dovizi. In sala tanti ragazzi, la Dirigente Scolastica, Alessandra Mucci, l’insegnante  referente, Ilaria Teghini, che sostituisce la vulcanica Wanda Mancini andata in pensione. Ma anche qui un’altra gradita sorpresa a fare la differenza: un giovanissimo sindaco,  Filippo Vagnoli, ha voluto far conoscere la volontà e l’impegno del Comune verso i propri giovani cittadini riguardo la loro formazione a divenire protagonisti responsabili del proprio territorio. 

E ancora: Francesco Frenos, nel salutare commosso i giovanissimi, ha voluto presentare un altro giovanissimo consigliere con delega all’Educazione Civica, Gianluca Donati, che seguirà il percorso formativo e ha voluto rimanere fino alla fine per conoscere meglio tutte le varie fasi del progetto. Tutti comportamenti da far vergognare quelli che hanno rifiutato il dialogo richiesto dai propri giovani o non hanno aperto le porte delle sale per il confronto. Antonino Caponnetto esortava a fare delle scelte dalla parte cui stare e fare pulizia nei propri ranghi. Noi le scelte le abbiamo fatte e denunceremo sempre la parte sbagliata!

Una platea attenta ha seguito e ha partecipato ai lavori, è intervenuto il sindaco dei ragazzi, che ha illustrato il tema scelto lo scorso anno e abbiamo segnato le tracce per questo nuovo anno, tenendo presente anche i cambiamenti negli appuntamenti  di maggio quando ragazze e ragazzi saranno sempre più coinvolti.

Filmati, esempi e suggerimenti che vengono da altre scuole denotano la maturità crescente di ragazze e ragazzi e dinanzi alla vicenda dei giovani di Motta Sant’Anastasia e il loro diritto alla salute e a manifestare sanciti dalla Costituzione, rispondono i ragazzi e le ragazze di Bibbiena offrendo la propria solidarietà ai giovani dell’Istituto comprensivo Gabriele D’Annunzio di Motta Sant’Anastasia, divenendo così anche loro disdicevoli bambini pensanti!

Con loro ci siamo dati appuntamento per mercoledì 26 febbraio.

Gli altri tre appuntamenti della giornata sono a Prato: due con i giovanissimi delle medie e uno con i più grandi dell’Istituto Tecnico P. Dagomari.

Al Comprensivo Pier Cironi ci hanno accolto, con le loro insegnanti referenti Francesca Noci e Roberta Turchi, ragazzi e ragazze di due classi seconde che potranno seguire il percorso fino alla Conferenza finale del prossimo ottobre e poi lasciare il testimone ai compagni più piccoli. Con loro ci siamo dilungati sulla figura di Antonino Caponnetto e sul significato dell’essere cittadini. Quali sono le qualità del cittadino? E nella forma dello scambio e del dialogo abbiamo cercato di delineare i caratteri della cittadinanza e richiamare ragazzi e ragazze alla responsabilità e alla fatica di scegliere il giusto, di non rinunciare a schierarsi, di non voltarsi dall’altra parte, tutti comportamenti che favoriscono il disimpegno e il disinteresse. Ai giovanissimi abbiamo ricordato che per l’appuntamento di maggio introdurremo una modalità nuova di scambio e confronto fra pari in modo che le proposte escano fuori dalla propria scuola e contagino altri coetanei e coetanee, trovino spazio e ascolto nel quartiere e in città.

Entrare nel Convitto Cicognini non è mai banale. Il fascino della storia che lo ha attraversato si mescola con il fascino del presente futuribile di un enorme e poderoso edificio popolato da una moltitudine di studenti di varia età e delle più diverse provenienze. Passato, presente e futuro assieme.

Nel teatro del Cicognini sono arrivati tanti giovanissimi scatenati accompagnati dagli insegnanti Antonio Cavuoti, Maria Barone, Sonia Lombardi e Dario Parisi, Anna Iorio, Elisabetta Collini,Sabrina Consorti, Rossana Tofani, e con loro siamo entrati nel vivo del progetto della fondazione Caponnetto.

In pochi avevano già esperienza delle Giovani sentinelle e pertanto abbiamo iniziato col raccontare la storia del giudice Caponnetto e di come fosse riuscito a coordinare forze investigative e giudiziarie prima scompaginate, fino a creare il pool antimafia e a istruire il maxi processo.

L'unione e la collaborazione possono portare a risultati enormi.

Con i ragazzi abbiamo ingaggiato un confronto su come si può venire "assoldati" dalla criminalità già giovanissimi e magari per strada "casualmente" e il dibattito su come comportarsi si è fatto molto acceso. Come reagire all'avvicinarsi di estranei? Cosa rispondere a proposte "strane" e misteriose ma accattivanti come le offerte di denaro per apparentemente piccole commissioni?

Abbiamo subito proiettato questi dubbi, su situazioni estranee, anche nel mondo digitale mettendo in guardia i giovanissimi presenti dall'accettare contatti con estranei sui canali sociali di internet come Tik Tok che è attualmente il più popolare dei social tra gli under 15, almeno, seguito poi da Instagram. Tutte piattaforme dove chiunque può spacciarsi con un’identità falsa.

Proiettare il video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto, anche dopo averlo visto oramai centinaia di volte, colpisce sempre e i ragazzi lo hanno seguito con attenzione. Alla conclusione una delle docenti, palermitana, ci ha raccontato di come, al tempo, abitasse molto vicino a via D'Amelio e come ricordi in modo lancinante lo scoppio della bomba che uccise il giudice Paolo Borsellino e i ragazzi della scorta, vittime tragiche mai abbastanza ricordate che hanno dato la vita per noi: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli.

La mattinata si è conclusa con l'intento di preparare un progetto comune, un obbiettivo individuato democraticamente da presentare al secondo incontro quando i giovani saranno ospiti dell’amministrazione comunale. 

Ultimo appuntamento all’Istituto Dagomari. Tre classi con gli insegnanti referenti, Gerardo Furzi e Costanza Crinetti, ci hanno accolto nell’aula magna della scuola. Una di esse ha già partecipato lo scorso anno ed è stata autrice del bel lavoro sul Deep and dark web e quel loro lavoro aveva suscitato l’interesse e la curiosità dei giovanissimi delle altre scuole della provincia di Prato che avevano invitato quelli del Dagomari ad illustrare il loro lavoro nella propria scuola, anticipando in questo modo il mutamento che intendiamo realizzare in questo anno scolastico. 

E a quel lavoro abbiamo fatto subito riferimento ricordando che la rete televisiva pubblica BBC ha deciso di utilizzare il web oscuro per raggiungere i cittadini di quei paesi che non hanno possibilità di accedere all’informazione per via di una censura stringente. Lo avevamo messo in rilievo lo scorso anno questo aspetto doppio, il web oscuro e profondo come luogo dell’illecito e come luogo dove poter esercitare la libertà di informarsi. 

Dopo aver ringraziato i giovani per averci fatto scoprire questo luogo, abbiamo ripreso a ragionare per analogia: agli occhi di chi è distratto, di chi si disinteressa la mafia si presenta come qualcosa di oscuro e inavvicinabile ma anche come chi offre dei “servizi”, tutti illeciti, ma che soddisfano dei bisogni: smaltire rifiuti pericolosi, soddisfare i desideri dello sballo con la droga o con la prostituzione. Di fronte a tali “proposte allettanti” occorre esercitare pienamente le proprie capacità di giudizio e di discernimento, saper distinguere il grano dal loglio. Per questo compito è necessario formare una coscienza civica e un abito improntato ai valori della Costituzione. E per queste ragioni che la mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia, come ci ricordava sempre Antonino Caponnetto, e siamo sempre più convinti con Gesualdo Bufalino che sarà sconfitta da un esercito di maestre.
L’attenzione e la vivacità dei giovani del Dagomari fa ben sperare nella prosecuzione del percorso educativo.

Per le sentinelle di Prato l’appuntamento sarà invece per martedì 25 febbraio.


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martedì 5 novembre 2019

Le giovani sentinelle iniziano un nuovo anno in difesa dei valori Costituzionali

Lunedì 4 novembre hanno preso il via gli incontri delle Giovani sentinelle in Toscana. 

Nonostante i tagli ai già pochi finanziamenti, non possiamo dire no alle richieste di tante scuole, agli insegnanti e alle migliaia di giovani che vogliono essere protagonisti del proprio futuro. Per rispondere ai loro bisogni, non lasciarli soli, questa mattina abbiamo tenuto quattro incontri: due in provincia di Firenze e due in provincia di Arezzo.

Nella città di Petrarca a darci il benvenuto sono i giovanissimi della classe prima del Liceo Piero della Francesca con i loro storici insegnanti, Daria Meazzini e Agostino Fabbri, nostri compagni di viaggio oramai da dieci anni. 

Ad aprire i lavori, una canzone di Fiorella Mannoia, il cui testo racchiude l’intendimento e il programma non solo della scuola aretina ma - siamo certi - di tutte le scuole e di tutto il progetto Giovani sentinelle. Mentre scorreva il testo: «È una regola che vale in tutto l’universo. Chi non lotta per qualcosa ha già perso. E anche se il mondo può far male non ho mai smesso di lottare», ancora una volta il linguaggio della musica faceva riflettere più di ogni altra cosa: i tanti temi affrontati in questi anni con impegno ed entusiasmo da parte di ragazzi e ragazze guidati da insegnanti coraggiosi: contro le dipendenze, in difesa dei monumenti e dei propri territori, immigrazione, contro il razzismo, in difesa dei più deboli, contro il bullismo, la violenza sulle donne e tanti altri temi. 

Ad Arezzo e in alcune altre città, questi temi sono passati nell’indifferenza più totale da parte di alcune amministrazioni locali.

Ci vengono in mente le parole di Antonino Caponnetto quando incitava i giovani a non  mollare dicendo: le battaglie in cui si crede non sono mai perse! O una famosa frase: resistere, resistere, resistere. E dopo i fattacci degli ultimi tempi siamo ancora più convinti di stare accanto, o ancora meglio, dentro il tempio della scuola!

Di tutt’altra natura l’appuntamento dei giovani di Anghiari. All’ingresso della scuola ad attenderci il sindaco e l’assessore che pur non coinvolti in questa prima fase hanno voluto far sentire la loro vicinanza con un saluto ai giovani cittadini, alle loro nuove proposte. Due anni fa i ragazzi hanno chiesto al loro sindaco la progettazione di cestini per i rifiuti, in particolare delle cicche delle sigarette, prevedendo anche una cartellonistica per la sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente, da collocare nel loro splendido centro storico. 

Il progetto che coniuga tradizioni, arte e bellezza è stato interamente realizzato da ragazzi e ragazze ed è in fase esecutiva. Subito dopo partendo dalle esperienze vissute è nato un interessante dibattito anche sulle basi di quello appena concluso con i loro coetanei di Arezzo. È emerso la necessità di cambiare strategie grazie anche ai confronti avuti dalle conferenze finali. La scelta soprattutto nei terzi appuntamenti provinciali di maggio, di non rincorrere quelle istituzioni che hanno mancato gli appuntamenti o sono state restie al confronto o a concedere le sale. Il confronto avverrà fra scuole della stessa provincia che si confronteranno sui singoli temi scelti facendoli propri e, nel contempo, dividendosi in gruppi e tenendosi in rete, prepareranno le conferenze finali del prossimo ottobre che le vedrà protagoniste e partecipi al confronto con senatori e deputati. Un altro punto emerso nella mattinata è stato il bisogno di coinvolgere e cercare coesioni con altri loro coetanei sotto la regia dei loro insegnanti. 

Quelli del liceo di Anghiari, non essendo più sotto la direzione di Arezzo, ma facendo parte dell’IIS G. Giovagnoli di San Sepolcro, hanno deciso di coinvolgere nel progetto coetanei e coetanee del nuovo istituto chiedendoci di ritornare in questa nuova scuola per il 14 di novembre. Abbiamo subito accettato la loro proposta in contrapposizione a chi, con i tagli a finanziamenti ai progetti di educazione civica, pensa che non sia più un’emergenza il fascismo, il razzismo  o che i mafiosi, che si sono macchiati di decine e decine di delitti non meritano l’ergastolo, dimenticando che cosa nostra pur di fare abrogare o attenuare il regime dell’articolo 41bis del Codice penale ricattò lo Stato negli anni 1992-1994 a suon di bombe.

Del terzo appuntamento, occasione di scambio e condivisione fra studenti e studentesse che vengono da scuole e da esperienze diverse in modo da sedimentare i temi oggetto di riflessione e approfondimento in più luoghi, di promuovere la migrazione delle buone idee e delle pratiche di cittadinanza fra gruppi più estesi, abbiamo parlato con giovani e giovanissimi di Bagno a Ripoli. Prima con i più grandi delle tre classi dell’Istituto Volta Gobetti, veterani che hanno partecipato al percorso lo scorso anno e hanno messo a punto uno sciroppo antifumo, poi con le due classi, una prima e una terza, della media del Comprensivo Antonino Caponnetto sempre dello stesso Istituto.

In tutte e due i casi abbiamo voluto sottolineare il tema della responsabilità che ciascuno e ciascuna ha nella scelta di non voltarsi dall’altra parte, di non essere complice dell’indifferenza e della assenza di giudizi di fronte alle vicende umane. In questo brodo di coltura cresce la grande criminalità e il male diviene banale. Lo scambio e la discussione lasciano ben sperare che si irrobustisca un costume civico coerente con i nostri valori costituzionali.

Le giovani sentinelle iniziano un nuovo anno in difesa dei valori Costituzionali



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venerdì 1 novembre 2019

Conferenza finale Veneta








L’ultima delle Conferenze finali si è tenuta a Padova lunedì 28 ottobre. Come già a Firenze e a Palermo anche in Veneto ha concluso il percorso avviato nel novembre del 2018 e aperto quello nuovo che si articolerà lungo l’intero anno scolastico 2019-2020. Studenti e studentesse si sono ritrovati nell'Auditorium del Liceo Modigliani di Padova perché la Regione Veneto non ha spazi per accogliere tutti i giovani, né ha manifestato alcun interesse a ricercarne uno nonostante le nostre ripetute sollecitazioni. Non sono serviti gli appelli, le telefonate, le mail che richiedevano la disponibilità del presidente Zaia o dell’assessora Donazzan ad essere interlocutori di studenti e studentesse in questo percorso alla legalità e alla cittadinanza.
Solo il giorno prima dell’inizio della Conferenza abbiamo ricevuto una mail dalla Regione Veneto con un saluto del presidente Zaia. Abbiamo dato notizia della mail ma non abbiamo letto il testo. Se il presidente della Regione o un assessore della sua giunta non hanno tempo per incontrare giovani e giovanissimi, che vorrebbero dialogare e confrontarsi con chi ha il governo della cosa pubblica, vuol dire che non hanno rispetto alcuno dei propri cittadini e cittadine e il loro comportamento si stacca clamorosamente da quello di cui abbiamo avuto esperienza a Firenze e a Palermo. La foto del teatro Politeama di Palermo pieno di ragazzi e ragazze ha fatto da sfondo all’avvio della Conferenza, a testimoniare che la fondazione è stata coerente sin dall’inizio: ha sollecitato, tempestato di mail e telefonate uffici e gabinetti, ma non ha chiuso mai la porta al dialogo e al confronto. Il teatro Politeama si è aperto, in Veneto abbiamo ricevuto solo un messaggio all’ultimo tuffo.
È stata ancora una volta una scuola ad accogliere - e noi insieme con giovani e docenti siamo grati a Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova, che ha aperto le porte dell’auditorium consentendo lo svolgimento dell’incontro - a ricordare anche a chi non vuol sentire il suo compito di presidio della Repubblica, luogo di incontro e di confronto libero e franco, civile e approfondito. Ragazzi e ragazze, come abbiamo già visto a Firenze e Palermo, si sono svegliati presto la mattina per essere presenti, per parlare, per esercitare il loro diritto di contare.
Hanno accolto i parlamentari che hanno risposto all’invito della Fondazione, Giovanni Endrizzi, Andrea Ferrazzi e Alessandro Zan, e con loro hanno discusso, fatto domande, replicato, ascoltato le risposte e sollecitato chiarezza e puntualità. 
In modo chiaro e deciso hanno posto domande sui temi che hanno approfondito a scuola, sorprendendoci anche per la puntualità con cui hanno sollecitato risposte su questioni di strettissima attualità: l’ergastolo ostativo oggetto di pronunciamenti della Corte Europea e della nostra Corte costituzionale è stato uno di questi e le risposte di parlamentari e della Fondazione hanno certamente contribuito a rendere più chiaro il quadro della complessità della questione, sfuggendo a semplificazioni e banalizzazioni.
Particolarmente vivace lo scambio relativo alla questione degli spazi, a scuola e in città, questione che ricorre da tempo nei pensieri, nelle domande e nei progetti di ragazzi e ragazze. Hanno sollecitato una maggiore incisività da un punto di vista legislativo, vincolante per le amministrazioni comunali affinché individuino spazi per i giovani. Gli spazi per i giovani sono legati, per le loro caratteristiche, alla questione più generale degli spazi per la partecipazione. Infatti, ragazzi e ragazze richiedono dei luoghi liberi dal consumo, dove poter esercitare il proprio protagonismo in attività ricreative, culturali nel senso più ampio del termine, di solidarietà e di sostegno, così da sfuggire alle tentazioni e ad ogni omologazione. Ma sembrano esserci difficoltà insormontabili talvolta e, se a Preganziol il sindaco ha individuato uno spazio – come ci ha comunicato l’insegnante referente di quell’istituto comprensivo – in tanti altri comuni manca la volontà politica. In modo analogo lo abbiamo sperimentato in questi anni – e la Regione Veneto ce ne ha dato conferma – non ci sono spazi per adulti che vogliono discutere, interloquire con chi governa la cosa pubblica.
Ancora: il tema dei rifiuti è stato oggetto di discussione sottolineando quanto sia importante il riciclaggio, la riduzione dell'uso della plastica, la limitazione del traffico intorno alle scuole e in genere nei centri cittadini, la particolare morfologia della Pianura Padana che favorisce alte concentrazioni di polveri e di inquinanti, le auto vecchie e inquinanti. Alcuni hanno posto la questione del rischio elettromagnetico eventualmente generato da antenne telefoniche troppo vicine ai centro abitati.
Come è accaduto nel secondo e terzo appuntamento i giovani di Santo Stefano di Cadore hanno riproposto la questione delle postazioni per l’acquisto dei biglietti degli autobus che collegano il loro comune agli altri centri del Cadore. Ai parlamentari hanno chiesto interventi incisivi per garantire a tutti, anche a chi non ha smartphone o carta di credito, l’acquisto del biglietto e la possibilità di utilizzare i mezzi di trasporto pubblici. Questo tema apparentemente minore tocca le questioni dei servizi pubblici e gli obblighi dei gestori che erano stati garantiti al momento della cessione ai privati della gestione, obblighi di cui sembra essersi dimenticata la politica.
Si è parlato pure di bullismo e di gioco d’azzardo ed è stata molto interessante la testimonianza di Giovanni Endrizzi, che è membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, a proposito dei molti rischi dell’azzardo e di come il gioco sia divenuto uno strumento per il riciclaggio del denaro sporco.
Le sollecitazioni giunte da più scuole dello studio dell’educazione civica hanno fatto da cornice a questo confronto vivace.
Claudia D’Agnone ha ricordato a tutti i giovani la questione delle violenze sulle donne proponendo la bella canzone di Sentiero 103 che è nostro compagno di viaggio.
Infine Gianluca Calì ha raccontato la sua esperienza di imprenditore che resiste alle minacce e ai ricatti mafiosi. Da giovane ha incontrato, mentre era impegnato come volontario nella campagna elettorale di Giuseppe Ayala, poco prima delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e in quella estate promise a se stesso che avrebbe tenuto fede all’impegno di opporsi ad ogni richiesta di pizzo. Per questa sua determinazione ha ricevuto minacce e la sua attività è stata oggetto di attentati, ma lui ha tenuto fede a quel suo impegno. Ha accompagnato le sue parole con le immagini di interviste, di alcuni mafiosi ripresi dalle videocamere di sorveglianza mentre danno fuoco alle auto della sua concessionaria, del video di Andrea Vincenti che canta Uomo libero per ricordare Libero Grassi, imprenditore ucciso dalla mafia per non aver voluto pagare il pizzo
Ragazzi e ragazze rimasti fino alla fine, a “rubare” ancora qualche minuto alla discussione e alle testimonianze, sono stati il miglior regalo di questa mattinata così densa e interessante.
Riprenderemo i temi che sono stati oggetto dei confronti delle tre Conferenze quando prenderanno il via i nuovi appuntamenti di questo anno scolastico per poter dare conto della ricchezza del confronto ma anche delle criticità: le risposte mancate e quelle che non hanno soddisfatto le richieste di studenti e studentesse, le questioni rimaste in sospeso, qualche silenzio reticente indizio di difficoltà della politica a dare conto del proprio operato. Dal nostro punto di vista sono segni delle difficoltà del confronto su cui intervenire e devono essere questioni da approfondire ulteriormente. In particolare, negli incontri di maggio il confronto assumerà la forma di scambio e condivisione di scuole differenti di uno stesso territorio con l’obiettivo di creare gruppi di studio, anche in rete fra le scuole, che prepareranno le Conferenze finali.
Questo riprendere il discorso è anche il nostro senso della continuità, un tratto del progetto che insegna la perseveranza e la costanza del lavoro quotidiano, un carattere che mostra come il costume civico è un’attitudine di ogni cittadino e cittadina alla fatica quotidiana della ricerca e dell’approfondimento.
Noi stessi saremo fedeli a questo atteggiamento tornando alla carica con chi ha il governo della cosa pubblica e riproponendo la questione dei costi degli spostamenti. La porremo con forza a sindaci e assessori, a presidenti e consiglieri regionali, perché assumano le determinazioni del caso per poter garantire la partecipazione di ragazzi e ragazze ai percorsi educativi.  


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Responsabile Nazionale Progetto Scuola