martedì 10 aprile 2018

Le tartarughe di Capaci




Un anno fa, esattamente il 27 aprile, i giovanissimi della Direzione Didattica Alcide De Gasperi di Capaci si erano dati appuntamento in 900 nella villa comunale principessa Mafalda di Savoia. 

Dall’inizio dell’anno scolastico avevano lavorato in classe con le proprie insegnanti al progetto delle Giovani sentinelle, un’esperienza di formazione alla cittadinanza attiva e responsabile. Avevano scelto di occuparsi della villa comunale per recuperare quel luogo alla fruizione di ogni cittadino e cittadina, per farne spazio di incontro e socializzazione.

Quella mattina di aprile avevano festeggiato il ripristino dei luoghi e la riapertura alla cittadinanza e avevano preso l’impegno di essere custodi di quel pezzo della città.

La fondazione Caponnetto aveva sottolineato l’importanza della scelta di ragazzi e ragazze, il loro coraggio e il senso civico, aveva sottolineato che i giovanissimi sarebbero stati ambasciatori di legalità presso i propri genitori, 900 famiglie, aveva auspicato attenzione e vigilanza.

Avevamo chiesto ai ragazzi e all’Amministrazione di non fermarsi di coinvolgere anche gli abitanti che vivono intorno alla Villa.

Qualche notte fa, nel buio complice, alcune delle tartarughe che abitavano nella fontana sono state ammazzate in modo atroce: alcune con il carapace fracassato altre per mancanza d’acqua, e alcune aree verdi sono state devastate. Strano che nessuno abbia parlato degli oltre 200 pesci e carpe scomparse!

C’è nelle modalità con cui sono state uccise le tartarughe tutta la violenza di un messaggio che vuol essere chiaro per tutti: ci sono dei confini rigidi, fissati da chi ha capacità di esercitare un potere violento, che non possono essere superati e i giovanissimi della Direzione Didattica li avevano superato con la passione e la spensieratezza della propria età. Occorreva ristabilire quei limiti, ricordare a giovani e adulti che non tutto è permesso, soprattutto avere cura del luogo dove si vive e avere fiducia nell’imperio della norma che accorcia le distanze e ci fa sentire uguali.

Perché questo intervento così violento? Vi era in quel luogo qualche traffico poco lecito che poteva essere disturbato dalla presenza di ragazzini e ragazzine vocianti? O forse qualche adulto seduto poteva essere testimone scomodo?

No, a far paura era semplicemente che un numero cospicuo di cittadini e cittadine divenissero consapevoli dei propri diritti alla bellezza del luogo e a poterne usufruire, era la paura del contagio dell’entusiasmo di quei novecento nei confronti di altri coetanei o ragazzini e ragazzine più grandi di altre scuole, che potessero osare immaginare altri spazi liberi, altre occasioni di incontro e socializzazioni e magari convincere padri e madri che tutto ciò è giusto.

Non si tratta di una bravata, di un gioco insensato di qualche perditempo, è un segnale preciso e terribile, è un avvertimento mafioso e se qualcuno si tirerà indietro, retrocederà anche di un solo passo avremo perso tutti, a cominciare dalla scuola dove sarà chiaro che ogni tentativo è inutile, che la sua funzione di promozione della cittadinanza non è convincente.

Giovedì 5 Aprile 2018 le giovani sentinelle di Capaci, dopo il primo incontro in Dicembre, si sono di nuovo riunite nell'ampio salone antistante l'ingresso della loro scuola per il confronto con le proprie istituzioni locali. Il tema scelto dai ragazzi quest'anno è: Il recupero del lungomare di Capaci.

Presenti il sindaco Sebastiano Napoli e Erasma Cerchia, assessora all’Istruzione, a dare il saluto alle sole 4 classi di ragazze e ragazzi del progetto, alle loro insegnanti e ai genitori presenti, la Dirigente scolastica, Iolanda Nappi.
Nell’introdurre l’incontro la Fondazione ha proposto una riflessione sull’impegno e la perseveranza dei giovanissimi e della scuola, in questi anni, nel presidiare i beni che appartengono a tutti, nel sensibilizzare cittadini e cittadine a prendersene cura e salvaguardarli, oggi dopo le distruzioni della villa ci chiediamo, e lo chiediamo a genitori, insegnanti e Comune, come si vuole intervenire per contrastare tale atto mafioso? Facendo partecipare al progetto non più 900 ragazzi ma solo 100 ragazzi e 100 famiglie?

La domanda è rimasta senza risposta in quanto il Sindaco ci ha dovuto lasciare per sopraggiunti impegni professionali privati!

Ci è sembrato doveroso non deludere i bambini e abbiamo passato la parola a Giulia, Marta e a tutti gli altri bambini e bambine pronti con cartelloni coloratissimi e un bel filmato sullo stato di degrado del lungomare. Le immagini mettevano in risalto la bellezza del litorale di un tempo e le caratteristiche dune modellate dal vento, una flora e ad una fauna incredibili facevano di questo luogo un angolo meraviglioso, oggi a rischio di estinzione.

Tante le domande da parte dei giovanissimi all'assessora rimasta ad ascoltare con interesse: una in particolare riguarda la richiesta da parte della scuola di uno spazio al Demanio per un giardino botanico.

Siamo convinti che la scuola riprenderà il suo percorso di formare i giovani cittadini alla difesa dei propri beni comuni sollecitando l'impegno di tanti bambini e bambine e non di pochi, promuovendo la riflessione sulla vicenda e con questa speranza ci siamo dati appuntamento per mercoledì 16  maggio.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Le giovani sentinelle sbarcano in Sicilia





Mercoledì 4 Aprile ha preso il via il secondo degli appuntamenti delle giovani sentinelle siciliane, l’incontro con i propri amministratori. 

Ad esordire sono stati gli studenti e le studentesse dell'Istituto Tecnico Commerciale L. Sturzo di Bagheria che hanno accolto nell’Aula magna della loro scuola la Fondazione, l’assessora comunale alla Cultura e all’Istruzione, Romina Aiello, Maria Rosa Ferraù della Direzione Pubblica Istruzione e Giuseppina Polso della Direzione Edilizia Scolastica della Città Metropolitana di Palermo in rappresentanza del sindaco metropolitano Leoluca Orlando che non è potuto essere presente.

A fare gli onori di casa Vito Cudia, dirigente scolastico, che ha distribuito le cartelle con i documenti e il programma della serata ai presenti, a rimarcare l’importanza dell’appuntamento come se fosse un vero e proprio convegno. Sulla cartella il logo del progetto, dell'Istituto e il tema scelto dai ragazzi: Affinché il sogno... diventi cantiere - Adottiamo la nostra scuola. E non poteva mancare neppure il sottotitolo a descrivere il compito sacro della scuola nel formare i giovani, giusto il dettato della nostra Costituzione: libertà e partecipazione, garantire legalità e giustizia per un Paese libero e democratico.

Nella sala, molti insegnanti e alcuni genitori, i ragazzi non erano né 900 e neppure 300 ma circa 80.
Il progetto prevede che il secondo incontro, quello con le Istituzioni locali, sia di pomeriggio non solo per permettere la partecipazione dei genitori e del pubblico adulto, ma soprattutto consente ai ragazzi di contarsi. Infatti la libertà e la partecipazione non costituiscono obblighi, come cita lo stesso sottotitolo del progetto, e come ci ricorda una vecchia canzone di Giorgio Gaber, sono i ragazzi a decidere se esserci o non esserci. Neppure il Dirigente scolastico ha imposto ai ragazzi e alle ragazze la presenza, né ha giudicato il metodo di coinvolgimento che gli insegnanti hanno adottato con i giovani. E ragazze e ragazzi possono trarre indicazioni e ragioni per il loro impegno dai report di ogni incontro diffusi dalla Fondazione, utili non solo a tenere in rete le scuole e aggiornare gli insegnanti, ma soprattutto allo scambio di esperienze.

Nell’introdurre i lavori la Fondazione si è rivolta agli studenti e alle studentesse presenti chiedendo loro di non demoralizzarsi e di non mollare, ricominciare già da domani a coinvolgere i propri compagni e compagne nelle scelte, nelle proposte, nel condividere idee e percorsi ridisegnando la propria scuola e di come la vogliono, senza condizionamenti, coinvolgendo semmai altri loro compagni di indirizzi differenti.

Studenti e studentesse hanno iniziato con una canzone di un gruppo di loro che si è esibito nell’Aula magna, sottolineando ancora una volta il bisogno di esprimersi con il linguaggio della musica, e subito dopo, grazie ad un filmato, sono entrati nel merito del loro tema che riguarda la riqualificazione delle infrastrutture della loro scuola, in alcuni casi fatiscenti, e facendo notare la carenza di uno spazio per poter fare le loro assemblee.

Romina Aiello si è resa disponibile al confronto al di là delle competenze e ha ricordato, da giovane assessora, la sua esperienza prima da studentessa e poi come amministratrice per il suo impegno politico e l'importanza di mettersi in gioco. Maria Rosa Ferraù e Giuseppina Polso hanno porto i saluti di Leoluca Orlando e hanno ringraziato i giovani per il loro impegno sociale condividendo con loro questo percorso di cittadinanza attiva. Hanno proposto a studenti e studentesse di preparare un progetto e di inoltrare la richiesta alla Città Metropolitana.

Nel primo incontro la Fondazione aveva raccolto la denuncia di Flavia, studentessa dell’istituto e giovane vittima di bullismo, con l’intenzione di non lasciarla sola. Quel giorno alcuni suoi compagni e compagne le erano stati accanto. Da lì aveva preso il via un percorso, con insegnanti, dirigente scolastico e con il sostegno di alcuni esperti, di aiuto a Flavia che ha scelto di raccontarlo leggendo alcuni pezzi di una lettera scritta ai suoi aguzzini che Flavia ha ringraziato per averla resa più forte!
Ha preso poi la parola Angelo Corbo. Rivolgendosi alla ragazza ha rivelato di essere stato anche lui, a scuola, vittima di un bullo. Le parole di Angelo e l’aver condiviso con lei una vicenda terribile hanno emozionato Flavia che ha voluto nuovamente intervenire leggendo tutta la lettera.

Terminato l'incontro ci eravamo dati appuntamento per il 16 maggio quando le scuole siciliane saranno ospiti della Regione, ma abbiamo proseguito con Angelo, mentre rientravamo in albergo, a scambiarci opinioni e sensazioni ammirando la grande forza e il coraggio di Flavia, la sua volontà di non fare un passo indietro e di vivere libera.

Alla fine abbiamo concordato di intervenire nuovamente e, il mattino dopo, eravamo nuovamente davanti alla scuola, abbiamo chiesto al Dirigente, Vito Cudia, entusiasta della nostra proposta, di andare tutti insieme in classe da Flavia ed Angelo ha voluto regalare il suo libro sulla strage di Capaci con dedica. Ho osservato intorno individuando uno dei suoi aguzzini che rideva con una smorfia sul volto e lo sguardo basso, da perdente.

Siamo ripartiti ma dopo alcuni chilometri una nuova chiamata di Vito Cudia ci ha informato che Flavia si era rivolta a tutti i suoi compagni dicendo: «questo libro non è mio ma di tutti noi e lo leggeremo in classe!»

Flavia ha vinto! A noi ha regalato la voglia di fare ancora tanti chilometri e di dare a tutti quelli che leggeranno questo report la voglia di continuare.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 6 aprile 2018

Le giovani sentinelle sbarcano all’Elba

Mercoledì 28 Marzo sono le giovani sentinelle Elbane a confrontarsi con la propria Amministrazione locale.

Nella Sala comunale di Portoferraio sono le assessore Adonella Anselmi e Laura Berti a fare gli onori di casa e ad accogliere ragazze e ragazzi dell’ITCG Cerboni che dopo alcuni anni di assenza partecipano nuovamente al nostro percorso, sollecitati e guidati con grande passione e tenacia dal prof. Giuseppe Solaro, all’esordio nella collaborazione con la Fondazione, e dalla sua collega Orlandi che è invece una veterana del percorso di cittadinanza attiva. 

Ragazzi e ragazze erano pronti ad esporre il tema scelto che riguarda la trasformazione dell'area ex Enel in centro commerciale, mentre i giovani lamentano la carenza di spazi per il loro tempo libero.


Nella loro illustrazione hanno immaginato un luogo per attività diverse: un bowling, tavoli per giochi multimediali, un posto che diventi pub dove ascoltare musica in compagnia la sera, un luogo per giocare al biliardo o ai videogiochi o ai giochi da tavola, in breve uno spazio per incontrarsi, per stare in compagnia durante l’inverno, libero dall’azzardo e non necessariamente legato al consumo. Si sentono esclusi ragazzi e ragazze adolescenti perché, a differenza dei più piccoli o degli anziani che hanno spazi adatti alle diverse età, non sono soddisfatti e reclamano luoghi di incontro adatti alla loro età.

Laura Berti è intervenuta immediatamente dopo prima di lasciarci e ha giudicato valide le ragioni esposte dagli studenti e dalle studentesse ma ha voluto fare una “provocazione” chiedendo loro se conoscono il Centro giovani della città. Ha infatti ricordato che l’Amministrazione ha da tempo preso in esame la questione e provato a dare una soluzione. La risposta dei giovani è stata immediata e netta: conoscono lo spazio ma lo ritengono un posto da sfigati.

Adonella Anselmi li ha esortati a visitare il Centro giovani, ha ricordato l’impegno dei ragazzi delle precedenti edizioni del progetto e le loro proposte sulla riqualificazione del giardino dell’Albereto e le proposte dei ragazzi delle scuole medie in merito  alla bonifica del giardino pubblico.

La Fondazione ha proposto ai ragazzi e alle ragazze di non demordere, ha chiesto loro di coinvolgere con la loro proposta altri studenti e studentesse dell’Istituto, ad esempio i coetanei dell’indirizzo per Geometri per potere, con gli strumenti e le conoscenze di quelli, approfondire la questione, definire meglio le proprie esigenze e individuare delle soluzioni più precise e farne oggetto di confronto con l’amministrazione pubblica. Il dibattito è proseguito vivace e ha toccato altre questioni come quella dei trasporti pubblici, tema comune in tante parti del nostro Paese ma di grande rilevanza su un’isola piccola dove sembra irrisolvibile e cresce la sensazione di essere soli. 

Riprenderemo il filo di questi ragionamenti il prossimo giovedì 3 maggio, sempre a Portoferraio in Comune, quando inviteremo esponenti della Provincia di Livorno e consiglieri regionali eletti in quella parte della Toscana. Saranno loro a spostarsi e venire all’Elba, augurandoci che diano un segnale differente di consiglieri e assessori della Provincia di Livorno che, due anni fa, diedero buca ai ragazzi e alle ragazze di Portoferraio: dopo la levataccia per prendere il traghetto per Livorno ebbero la sgradita sorpresa di non trovare nessuno a interloquire con loro nella sala della Provincia!

I problemi sono rimasti ma le giovani sentinelle non demordono e la Fondazione solleciterà tutti, grandi e piccoli, a comportamenti responsabili e a non abbandonare il dialogo e il confronto.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 5 aprile 2018

Giovani sentinelle nel Viterbese

Lunedì 26 marzo le Giovani sentinelle sono giunte nella provincia di Viterbo per due nuovi appuntamenti.

A Ronciglione studenti e studentesse di seconda del Liceo scientifico Meucci sono stati accolti nella sala consiliare da Massimo Chiodi, docente della stessa scuola e assessore all’Istruzione del Comune di Ronciglione. 

Con i giovani la professoressa Caterina Loppi che ha guidato ragazzi e ragazze in questa loro fatica e il professor Sanetti in rappresentanza dell’Istituto. Un folto gruppo di genitori ha partecipato seguendo con interesse gli interventi di studenti e studentesse, dell’assessore e della Fondazione.

Massimo Chiodi ha salutato ragazze e ragazzi ribadendo l’importanza delle norme poste a fondamento della nostra convivenza, norme che regolano una società di eguali, come ricorda l’articolo 3 della Costituzione che sollecita interventi della Repubblica per accorciare fra i cittadini e, in questo compito, di rilievo è il ruolo della scuola. Per queste ragioni sono apprezzabili i percorsi come quello proposto dalla Fondazione.

E la Fondazione ha introdotto subito il progetto, non prima di aver ringraziato l’amministrazione comunale di aver aperto le porte ai propri giovani e di essere disponibile al dialogo e alla interlocuzione. Con questo percorso strutturato di educazione alla legalità e alla cittadinanza intendiamo proseguire il lavoro avviato da Antonino Caponnetto alla morte di Paolo Borsellino con l’obiettivo di promuovere il protagonismo di ragazze e ragazzi quale modalità per fare esperienza di cittadinanza attiva e responsabile. Solo così è possibile favorire comportamenti e abitudini civici che hanno quali fondamenti i principi e i valori della nostra Carta costituzionale con i quali opporsi alla criminalità organizzata e alla corruzione, alla devianza e a chi si volta dall’altra parte.

E i giovani di Ronciglione non hanno deluso le aspettative sin dall’esordio con un pezzo musicale, senza alcuno strumento che non fosse l’uso ritmato delle dita e delle mani, che ha riempito di emozione la sala. Poi, in piccoli gruppi, hanno illustrato il proprio progetto: Luci e ombre del lago di Vico prendendo le mosse dalle origini, sia quelle mitologiche che rimandano ad Ercole sia le spiegazioni scientifiche della sua formazione. Ne hanno descritto i suoi tratti morfologici, flora e fauna, le risorse (la pesca, la ristorazione e il Palio di Vico). 

Hanno ripreso le valutazioni relative allo stato di salute dai documenti dell’Arpa Lazio, che riferiscono di una situazione eccellente, e, insieme, hanno ricordato i divieti di balneazione dei Comuni di Ronciglione e di Caprarola che hanno giurisdizione sulle acque. Hanno sottolineato i rischi di eutrofizzazione – c’è un’alga rossa dal ciclo vitale nel periodo invernale che rilascia delle tossine -  e quelli legati all’impiego di concimi nei noccioleti, concimi che penetrano in profondità fin nelle falde acquifere e che richiedono un’attenzione e una competenza nell’uso. Il lago è una delle fonti di approvvigionamento idrico dei comuni vicini e anche questo aspetto merita la più stretta sorveglianza.

All’insieme di queste osservazioni ha provato a fornire alcune risposte e aggiornare le informazioni Massimo Chiodi, osservando in primo luogo che non vi sono dati univoci da parte dei diversi soggetti abilitati al controllo delle acque e questo è un primo problema da risolvere. Quanto alla questione dell’uso dei concimi ha inviato i giovani a prendere nota del nuovo Regolamento emanato dal Comune e in vigore da una settimana dove sono contenute tutte le disposizioni in materia. L’invito è quello di leggere il documento e riprendere la discussione da quel testo. Solo così è possibile definire le migliori pratiche nel monitoraggio delle acque e nella cura di questo bene naturale che è un patrimonio di tutti i cittadini e le cittadine.

La discussione è stata interessante e l’incontro molto piacevole per il clima di confronto aperto e per la disponibilità di giovani e amministratori e questo fa ben sperare per il terzo appuntamento del nostro progetto nel mese di maggio.

Protagonisti del secondo degli incontri di lunedì 26 marzo sono stati i coetanei e le coetanee di tre classi seconde del Liceo linguistico e delle Scienze Umane M. Buratti di Bassano Romano con le loro insegnanti Angela Lucarelli, Clandia Finocchi e Miriam Vitangeli.

Nella Casa delle Culture dei Popoli di Bassano a dare loro il benvenuto il sindaco Emanuele Maggi,| sempre presente agli appuntamenti del progetto.
Ragazzi e ragazze divisi in gruppi hanno cominciato ad esporre il tema del proprio progetto dal titolo La raccolta differenziata ed il suo uso, tema già trattato lo scorso anno. Studenti e studentesse hanno lamentato una carenza di informazione su come i rifiuti vengono differenziati, se vi è una corretta procedura di smaltimento anche riguardo ai rifiuti pericolosi. Hanno aggiunto però altre emergenze di un certo rilievo sulla loro vita quotidiana: i trasporti gestiti dalla società Cotral o le navette che collegano male i comuni della provincia e si chiedono perché la stazione ferroviaria è chiusa. Inoltre, hanno sottolineato la mancanza di spazi per i giovani, di strutture sportive e hanno ricordato che la palestra è inagibile.
 
Emanuele Maggi ha ringraziato i ragazzi e le ragazze per le analisi delle interviste fatte ai cittadini che nelle loro risposte hanno avuto meno remore nell’esprimere il proprio punto di vista se le domande le avesse fatte direttamente l’amministrazione comunale, e ha assicurato che la stessa prenderà in considerazione suggerimenti e osservazioni emersi nelle risposte. Ha poi informato i giovani dell’avvio dei lavori nel centro storico, mentre ha ammesso la carenza dei punti di ritrovo per i giovani, problematica che si trascina da anni e che è stata anche una ragione della sua decisione di candidarsi al governo del proprio comune.

Vuole mantenere l’impegno e assolvere l’obbligo morale nei confronti dei giovani affinché non sia il bar l’unico punto di ritrovo. Ha promesso ai ragazzi che fra 18 mesi sarà pronta la biblioteca comunale, un edificio in ristrutturazione grazie a dei finanziamenti che permetteranno di avere dei laboratori musicali, mentre entro due mesi sarà pronto anche il teatro più piccolo del mondo da 80 posti, un tempo di proprietà della famiglia Giustiniani e oggi del Comune, e ha concluso con l’annuncio della definizione di una gara di appalto riguardo il Palazzetto dello Sport.

Il punto dolente rimangono i trasporti pubblici. Ammette le difficoltà cui deve far fronte quotidianamente di un trasporto pubblico-privato con competenze che rimbalzano dalla Regione alla Provincia al gestore, un problema che sembra irrisolvibile. Nel primo appuntamento a Ronciglione, studenti e studentesse di quel Liceo avevano denunciato il cattivo funzionamento dei trasporti, tale da condizionare addirittura gli orari scolastici costringendo la scuola a ritardare di mezz'ora le lezioni.

La Fondazione ha proposto ai ragazzi di riparlarne nel terzo appuntamento di lunedì 14 maggio quando al confronto saranno invitati esponenti della loro Provincia e della Regione. Ha ricordato ancora che il progetto non è concluso, invitando ragazze e ragazzi a non demordere ma ad impegnarsi in prima persona, dando seguito e piena realizzazione alle proposte, ideate dai propri compagni e compagne più grandi che hanno partecipato al nostro percorso lo scorso anno, di un gioco dell'oca rivolto a scolari e scolare della scuola primaria del territorio e di un calendario da diffondere nelle famiglie per educare, informare e sensibilizzare alla raccolta differenziata piccoli e grandi.

Anche in questo caso il sindaco si è reso disponibile sollecitando ad accelerare i tempi in quanto la proposta godrebbe di un finanziamento previsto nel capitolato d’appalto per la raccolta dei rifiuti.

Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino
Responsabili Nazionale e regionale Progetto Scuola

mercoledì 4 aprile 2018

Ancora giovani sentinelle fra Toscana e Veneto

Venerdì 23 marzo ancora due appuntamenti: a Monterchi in provincia di Arezzo e a Venezia.

Nel bel borgo della Valtiberina che conserva la Madonna del parto di Piero della Francesca ragazze e ragazzi delle due classi della scuola media che partecipano al progetto hanno accolto in un’aula dell’edificio scolastico la Fondazione e l’assessora all’Istruzione del Comune di Monterchi, Silvia Mencaroni. Ad affollare la sala anche un gruppo di genitori.

Roberta Nocentini, referente dell’Istituto, ha porto il saluto ai presenti anche per conto della Dirigente scolastica e ha voluto ringraziare la Fondazione per l’impegno e l’opportunità offerta ai giovanissimi di lavorare sui temi della legalità in modo differente da quanto fatto a scuola che pure è attenta e attiva in merito alla questione del rispetto delle regole. Ha ringraziato colleghe e colleghi, Claudia Bellini e Marco Bernabei, che hanno guidato con passione i propri studenti e studentesse, gli stessi giovani per l’impegno e la serietà con cui hanno lavorato in questi mesi e ha poi lasciato la parola a Silvia Mencaroni. Anche l’assessora ha ringraziato la Fondazione e ha porto a tutti i saluti del sindaco assente per un imprevisto. Ha ricordato il valore dell’impegno quotidiano perché dobbiamo essere consapevoli del nostro dovere di lasciare ai nostri figli e figlie quei beni che abbiamo ricevuto e dei quali dobbiamo avere cura.

La Fondazione ha introdotto i lavori veri e propri ricordando a tutti le articolazioni del progetto lungo l’intero anno scolastico, le ragioni di questo percorso: offrire un’esperienza di cittadinanza attiva per scoprire principi e valori condivisi, acquisire comportamenti giusti e rispettosi in modo da contrastare il malcostume e la grande criminalità, i tentativi dei mafiosi di inserirsi nelle pieghe della nostra società con la spregiudicatezza del denaro facile e con la corruzione. 

Avere cittadini consapevoli, forti dei propri diritti e con la schiena dritta è uno degli obiettivi del progetto.
Poi hanno preso la parola ragazzi e ragazze. A turno, con l’aiuto di slide hanno illustrato la scelta di occuparsi di raccolta differenziata dei rifiuti: Non impacchettiamo l’isola: differenziamoci è il titolo del loro progetto che hanno illustrato con cura. L’isola ecologica e la raccolta a Monterchi; il questionario sulla raccolta differenziata; la bella intervista a nonna Teresa – in realtà la bisnonna di una studentessa - che ha ricordato le modalità della raccolta quando era piccola e il riutilizzo di oggetti; i riferimenti agli articoli 9 e 32 della nostra Costituzione che hanno fatto da cornice ideale al progetto stesso; la strategia delle cinque R – ridurre, riciclare, riusare, riprogettare e responsabilità; la documentazione dei rifiuti abbandonati: sono tutti temi che hanno avuto spazio nella esposizione dei giovani, chiara e puntuale.


E Silvia Mencaroni ha apprezzato queste sollecitazioni, ha ricordato loro le norme regionali a favore dell’ambiente e ha censurato con forza chi abbandona rifiuti lungo le strade o in qualche zona meno frequentata nonostante vi sia l’isola ecologica e la disponibilità al ritiro dell’azienda che raccoglie i rifiuti. Tutti questi comportamenti hanno come conseguenza l’aggravio del costo del servizio stesso che ricade sui cittadini stessi. Per queste ragioni occorre un forte impegno anche dei cittadini e delle cittadine e il lavoro dei ragazzi e delle ragazze può aiutare con un’attenzione maggiore a scuola e nelle proprie famiglie ad una corretta raccolta differenziata.

Questo primo intervento, il gesto di compiere il proprio dovere, l’attenzione al particolare vicino a ciascuno e ciascuna di noi può essere il primo passo di quella educazione alla responsabilità e ai comportamenti civici che fanno ben sperare e l’impegno di studenti e studentesse ci lascia ben sperare.
Alla fine ci siamo dati appuntamento ad Arezzo con le altre scuole del progetto il prossimo giovedì 10 maggio.


L’altro appuntamento si è tenuto nella sala del Consiglio del Municipio di Mestre. A dare il benvenuto a ragazzi e ragazze dell'IIS G. Bruno di Mestre e a quelli dell’Istituto Algarotti di Venezia è stato l'assessore alla Sicurezza, Giorgio D'Este, che ha salutato studenti e studentesse dichiarandosi disponibile al confronto. Ha presentato gli ospiti: il vice presidente del Consiglio regionale del Veneto, Bruno Pigozzo, i graduati dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, Pierluigi Granata dell’Osservatorio sulla sicurezza e la criminalità istituito dalla Regione Veneto, il  signor Giacomazze di un’associazione che si occupa di analisi riguardo la sicurezza e il signor De Biasi dell'associazione Vetrai di Murano.

Dopo il consueto intervento della Fondazione che ha ricordato gli obiettivi del progetto nell'ambito della disciplina Cittadinanza e Costituzione e rimarcato il valore del protagonismo dei giovani nella vita sociale della propria comunità hanno preso la parola ragazzi e ragazze dell’istituto Bruno-Franchetti per discutere della manutenzione, gestione e sicurezza di alcuni parchi e forti, storiche costruzioni di difesa, nel territorio comunale di Venezia. Con l’ausilio di slide hanno messo in evidenza e comparato pregi e difetti di ogni fortezza, in particolare hanno preso in esame quelle di Carpenedo, Marghera, Piraghetto e Bissuola. Il loro studio si è basato su interviste fatte nelle varie zone della città somministrando un questionario. Le domande tendevano ad accertare la conoscenza dei luoghi, la frequenza, la sicurezza, insieme con i rischi di degrado legati allo spaccio di droghe, mentre altre riguardavano le soluzioni: controlli più frequenti, eventi e attività, illuminazione, manutenzione  e pulizia, videosorveglianza, campagne di sensibilizzazione.

Hanno fatto seguito alcuni interventi: dall’assessore D’Este che ha ricordato l’impegno dell’Amministrazione sul tema della sicurezza attraverso il coordinamento e la collaborazione delle Forze dell’Ordine, alle stesse che hanno sottolineato i loro compiti quotidiano della lotta alla criminalità, ma è stata ribadita pure la necessità della partecipazione dei cittadini e di una campagna di sensibilizzazione soprattutto nelle scuola. Nel rivolgersi ai ragazzi, Pierluigi Granata ha sottolineato il prodigarsi delle Forze dell’ordine contro la droga ma ha sollecitato i giovani a essere contrari siano esse leggere o pesanti.

Per evitare ogni fraintendimento riguardo gli atteggiamenti dei giovani nei confronti delle Forze dell’Ordine, la Fondazione ha voluto chiarire che ragazzi e ragazze non partecipavano al progetto e non avevano illustrato le proprie proposte con l’intento di criticare le stesse Forze dell’Ordine, ma consapevoli dell’impegno delle stesse richiedevano spazi e ascolto per essere soggetti attivi di cambiamento, si ponevano come cittadini attivi e responsabili, interlocutori affidabili delle istituzioni per ascoltare ed essere ascoltati nel difficile compito di intervenire, sanare anche grazie al proprio contributo i problemi della comunità in cui vivono. E con questo intendimento abbiamo ricordato gli obiettivi del progetto, l’importanza dell’ascolto e del coinvolgimento di studenti e studentesse.

Hanno poi preso la parola i giovani dell’Algarotti che avevano scelto come tema del loro lavoro la questione della contraffazione. Hanno prima definito cosa è per giungere ad esaminare la questione sul piano normativo, sia quello italiano sia europeo, analizzando le diverse forme della contraffazione: dalle frodi alimentari, al Made in Italy, dall’abbigliamento alle varie merci, per soffermarsi poi sull’incidenza sull’economia, sull’erario, sulla perdita di posti di lavoro ma anche sul rischio salute e sulla sicurezza delle persone.
Non è mancato nel loro esame la preoccupazione legata alla contraffazione di  prodotti locali come il prestigioso vetro di Murano che ha come conseguenza la chiusura di fornaci o laboratori.

Quali soluzioni? Sostegno alle imprese per la realizzazione di efficaci strategie preventive; la sensibilizzazione dei cittadini; il coordinamento fra le istituzioni e gli altri soggetti interessati; la conoscenza della precisa dimensione del fenomeno; la definizione di proposte normative; la promozione di iniziative finalizzate all’enforcement e al presidio territoriale.

Infine, hanno offerto uno studio approfondito di come i cittadini possono essere complici o vittime del fenomeno e un’analisi di come proteggersi: evitare di comprare prodotti troppo economici; rivolgersi sempre a venditori autorizzati e, in caso di acquisti di rilevante valore, avvalersi della consulenza di persone esperte; controllare sempre le etichette dei prodotti acquistati; prestare cautela alle vendite «porta a porta».

Il signor De Biasi dell'associazione Vetrai di Murano ha inquadrato nel suo racconto, con estrema lucidità, le lacune di una seria lotta al fenomeno e ha rilevato le gravi falle nei sistemi di controllo della provenienza delle materie prime che alimentano e facilitano il diffondersi della contraffazione, falle ben più rilevanti dell’attività di falsificazione stessa.

Nel dare la parola al vice presidente del Consiglio regionale, Bruno Pigozzo, la Fondazione ha ricordato a tutti l’appuntamento del 18 maggio con  le scuole del Veneto e si è augurato che la Regione Veneto non voglia mancare a tale incontro dopo che, negli ultimi quattro anni, ripetutamente invitata, sollecitata, implorata dalla Fondazione stessa, da studenti e studentesse, si è guardata bene dall’essere presente per ben quattro volte! Fa ben sperare la presenza di Bruno Pigozzo e le sue promesse di impegno ad ospitare e a intervenire e ripagano le delusioni passate. Angelo Corbo ha impreziosito l’incontro con il racconto della sua vicenda che ha riempito di emozione la sala. Ragazzi e ragazze hanno ascoltato in religioso silenzio e Angelo non ha tradito le aspettative con la sua consueta disponibilità e cura. L’ora tarda ha interrotto il dialogo ma non ha scalfito quella trama di emozioni che i giovani e Angelo hanno saputo costruire pazientemente nel tempo trascorso in un baleno.

Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino
Responsabili Nazionale e Regionale Progetto Scuola