martedì 11 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Camin (PD)

Mercoledì 5 dicembre 2018 dalle 8.00 alle 10.00 siamo ospiti dei ragazzi e delle ragazze di due classi della scuola Levi Civita di Camin, storico quartiere della periferia di Padova. 

L’appuntamento è in contemporanea con quelli degli altri plessi Falconetto e Pacinotti del VII istituto comprensivo di Padova e tutti e tre condividono molte iniziative di cittadinanza organizzate dalla professoressa Beatrice De Paolis, referente per tutte le sedi. 

La docente introduce l’incontro proprio sottolineando la forza della frase di Caponnetto: “La mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia”. 

Riesce facile proporre gli argomenti della filosofia e della vita di Antonino Caponnetto, perché i ragazzi, con l’aiuto delle loro docenti di Italiano, stanno già leggendo “Per questo mi chiamo Giovanni”, libro di Luigi Garlando, con prefazione di Maria Falcone. 

Dopo aver visto i video realizzati dai ragazzi delle scuole superiori Valle di Padova e Petrocchi di Pistoia, i giovani studenti si interrogano sui problemi intorno a loro, che potrebbero diventare il tema del loro impegno. Sono maggiormente sentite fra i ragazzi le problematiche ambientali, fra le quali l’abitudine di buttare a terra i rifiuti e di sporcare gli spazi pubblici, la povertà delle famiglie, le prese in giro e – guardando più lontano – le guerre nel mondo.

Le riflessioni e lo scambio proseguono per tutta la durata dell’incontro e alla fine ci diamo appuntamento al 7 marzo, quando incontreremo, insieme agli altri ragazzi della città, gli amministratori del Comune di Padova e gli studenti e le studentesse potranno esporre il loro problema e cercare insieme una soluzione, diventando così parte delle migliaia di Giovani sentinelle della legalità, che rispondono all’invito di Antonino Caponnetto di “diventare partigiani di una nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali”.

Francesca Vian

venerdì 7 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle di Raffadali (AG)

Giovedì 6 dicembre ricorre il sedicesimo anniversario della morte di Antonino Caponnetto e crediamo di onorarlo e di tenere viva la memoria con il bell’incontro con le giovani sentinelle dell'Istituto comprensivo Galileo Galilei di Raffadali, 110 alunni e alunne protagonisti della giornata. 

Per una incomprensione di comunicazione la referente Carmelina Galvano non era a conoscenza dell'incontro ed era con alcune classi in gita. Dopo un giro di telefonate e la disponibilità della vice presidenza e delle colleghe abbiamo superato l'ostacolo e, con un'ora di ritardo e la voglia di partecipare al progetto, si è tenuto l'incontro con una platea di ragazzi e ragazze di prime e seconde.

Ci siamo soffermati su quel lavoro meraviglioso di indagine e di istruzione del maxi processo di Antonino Caponnetto e del suo pool e di come, dopo quel meraviglioso successo, alcuni pezzi dello Stato abbiamo lavorato alacremente per indebolire l’azione di contrasto della mafia, scegliendo Antonino Meli a sostituire il giudice Caponnetto a capo dell’Ufficio Istruzione e non Giovanni Falcone. Quella decisione portò prima al suo isolamento e poi alla morte terribile a Capaci. 

Oggi paghiamo ancora le conseguenze di quella decisione! Abbiamo raccontato delle ingenti somme della mafia, di come sia diventata più potente economicamente e di come in tante parti del nostro Paese è alleata con personaggi locali disposti ai facili guadagni, di come l'evasione fiscale e la corruzione mettano in ginocchio la nostra economia sana. 

Per arginare questa illegalità diffusa e contrastare la mafia, come Antonino Caponnetto aveva intuito già oltre 25 anni fa, è necessario un grande lavoro culturale a scuola: «la mafie e la cattiva politica hanno più paura della scuola della stessa giustizia». 

Sostenere gli insegnanti coraggiosi che con il loro lavoro prezioso aiutano giovani e giovanissimi a crescere nei valori della legalità e della cittadinanza responsabile, rifiutando ogni compromesso e senza mai voltarsi dall’altra parte. Rafforzare la convinzione di dover dare spazio maggiore, con insegnanti e orario proprio a Cittadinanza e Costituzione, la disciplina che dovrebbe contribuire significativamente a quella formazione del cittadino che è antidoto a comportamenti omertosi e poco attenti al rispetto delle norme. 

Il filmato dei tanti giovani e di quello che hanno fatto in questi anni di progetto ed infine il bel lavoro fatto dai ragazzi di Bagheria e la loro canzone Oltre il silenzio hanno convinto i giovanissimi di Raffadali a intraprendere il sentiero oramai marcato da altre sentinelle della legalità ed essere pronti al confronto per giovedì 21 marzo con la propria amministrazione.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

giovedì 6 dicembre 2018

Le giovani sentinelle si fanno in tre!

Mercoledì 5 dicembre ancora tre appuntamenti con le giovani sentinelle in 3 regioni differenti: Sicilia, Toscana e Veneto.

Nella provincia di Arezzo, a Cortona, studenti e studentesse di quattro classi prime dell’istituto Vegni-Capezzine, due ad indirizzo tecnico agrario e due professionale alberghiero, ci hanno accolto con i loro insegnanti referenti per questo nostro primo appuntamento.

Vivaci e disponibili hanno ascoltato il nostro argomentare sulla mafia e sulle sue infiltrazioni in regioni lontane da quelle di origine, i traffici illeciti e le enormi ricchezze accumulate in denaro sporco che viene riciclato. E i traffici costituiscono un rischio gravissimo per la salute dei cittadini e delle cittadine, argomento che insieme a quello dei rischi per la partecipazione e la democrazia sarebbero sufficienti per il costituirsi di un costume civico solido e responsabile.

Lungo questo sentiero abbiamo rilanciato la sfida delle giovani sentinelle, una sorta di esercitazione alla cittadinanza con lo strumento del protagonismo giovanile. A rafforzare questa nostra sfida il video che racconta la vicenda di Antonino Caponnetto, il suo impegno professionale prima e di testimonianza poi, dopo la morte di Falcone e Borsellino. E le parole del giudice sono state efficaci guardando le espressioni sui volti di studenti e studentesse.

In chiusura ci siamo dati appuntamento per il prossimo mercoledì 13 marzo 2019, quando i giovani saranno ospiti degli amministratori di Cortona per il secondo appuntamento delle giovani sentinelle.

In Sicilia ad accoglierci per il primo incontro i giovanissimi dell'Istituto comprensivo G. Marconi di Licata (AG). A dare il benvenuto il dirigente scolastico, Maurilio Lombardo, insieme alla referente Carmelina Di Rosa. Alle 9.00 nell'auditorium della scuola 120 ragazzini e ragazzine di classi di quinta primaria e di prima e seconda media erano pronti ad iniziare il loro percorso di cittadinanza attiva. Non è stato facile sin dall'inizio seguire l'incontro in quanto la collocazione dell'auditorium al centro con l'affaccio delle classi al piano di sopra distraeva i ragazzi. 

Nonostante la bella scuola chi l'ha progettata però aveva un concetto di auditorium più per esaltare il proprio ego che non per valorizzare l'ascolto!

Non ci siamo persi d'animo e abbiamo raccontato la vicenda di Antonino Caponnetto e dei suoi 4 moschettieri, della sua scelta di andare in Sicilia per aiutare i suoi conterranei. Lo sosteneva la forza dei valori in cui credeva. Abbiamo lanciato nuovamente la sfida ad occuparsi di un tema per loro rilevante ed essere cittadini attivi e responsabili. 

Ai giovanissimi abbiamo rivolto l'appello ad invitare genitori e amici all'incontro nella sala consiliare per sollecitare anche loro e chiedere aiuto nel proprio percorso di educazione alla cittadinanza. Le due ore sono trascorse velocemente, troppo velocemente, e con molte interruzioni per soddisfare le tante domande. Bambini e bambine sono comunque rimasti ancora a lungo per soddisfare le proprie curiosità e questo ci fa ben sperare nella prosecuzione di questo cammino in comune. 

A conforto delle nostre speranze c’è il lavoro encomiabile delle insegnanti che hanno partecipato insieme alla referente Carmelina Di Rosa che offriranno risposte e approfondiranno i temi che abbiamo introdotto in questo primo appuntamento per essere preparati giovedì 21 marzo ospiti degli amministratori comunali.
 
Infine, ad essere protagonisti in Veneto sono stati i giovanissimi della scuola media Levi Civita di Camin (PD). Invieremo a parte in questi giorni il report di questo incontro che non è disponibile per motivi tecnici. 

I giovanissimi della scuola Levi Civita saranno ospiti degli amministratori di Padova con i loro compagni e compagne delle altre scuole cittadine il prossimo giovedì 7 marzo 2019.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

3 dicembre primo appuntamento con i giovanissimi della scuola media Busoni di Empoli.

3 dicembre primo appuntamento con i giovanissimi della scuola media Busoni di Empoli. 

Accolti da ragazzi e ragazze con le loro insegnanti abbiamo introdotto l’incontro soffermandoci ampiamente sulla storia della mafia e sulla vicenda professionale e umana di Antonino Caponnetto. 

Raccontare della prepotenza e del crimine ci permette di illustrare il nesso con la realtà di ognuno di noi, anche se ci sembrano, quelli della delinquenza e del crimine, problemi lontani. Le attività illegali dei mafiosi e dei loro complici si rivelano molto più vicine alla nostra esperienza quotidiana e ci impongono attenzione e cura, senza le quali corrono gravi rischi la nostra democrazia e la nostra libertà.

I ragazzi e le ragazze hanno mostrato grande interesse al racconto delle vicende del pool antimafia e delle stragi di mafia. Li ha sorpresi la descrizione di come i soldi sporchi vengono impiegati anche vicino alle nostre case per comprare attività e immobili e far apparire onesto chi ricicla denaro proveniente dal crimine organizzato. 

Quantità enormi di denaro riciclato consentono arricchimenti repentini senza che qualcuno si chieda quale sia l’origine, proprio come aveva sottolineato la nostra amica scolara della Garfagnana quando ci aveva posto la domanda:
È più mafioso chi traffica i rifiuti o chi conosce la mafia
e fa finta di non conoscerla per pagare meno?

e questa sua domanda abbiamo girato ai giovanissimi di Empoli prima di lanciare la sfida della legalità e della cittadinanza. Le risposte argute e le sollecitazioni ci hanno rallegrato e riempito di speranza e con questi sentimenti ci siamo dati appuntamento per il prossimo giovedì 14 marzo.


Sergio Tamborrino e Claudio Gherardini

mercoledì 5 dicembre 2018

Altri quattro incontri fra Sicilia e Veneto con le giovani sentinelle Ragusane e Padovane


Martedì 4 dicembre, ancora una giornata fitta di appuntamenti fra il Veneto e la Sicilia.

A Padova due incontri. All’apertura delle scuole ci siamo ritrovati alla scuola media Falconetto accolti da tre classi seconde con le proprie insegnanti che accompagneranno ragazzi e ragazze nella fatica di questa esperienza di cittadinanza. 

E ai giovanissimi abbiamo raccontato la vicenda di Antonino Caponnetto, il suo impegno professionale come giudice, l’istruzione del maxiprocesso insieme a Falcone, Borsellino, Guarnotta e Di Lello per giungere a ragionare dell’oggi: che cosa è la mafia, di quali affari si occupa, che cosa fa con i soldi sporchi, dove vengono riciclati i soldi sporchi. 

Che cosa può fare ogni cittadino e cittadina contro questi pericoli che si insinuano sottilmente nella vita pubblica? Abbiamo allora provato a tracciare il profilo del buon cittadino e con esso abbiamo lanciato la sfida delle giovani sentinelle: occuparsi di una questione rilevante, studiarla, approfondirla con la guida dei propri insegnanti e farne oggetto di discussione e di confronto con chi ha il governo della cosa pubblica.


Lo scambio per la durata dell’intero incontro è stato vivacissimo e incalzante, ragazzi e ragazze informatissimi per merito delle proprie insegnanti che avevano preparato l’incontro con letture e approfondimenti hanno incalzato con richieste e sollecitazioni fino all’ultimo momento, rinunciando alla loro ricreazione per poter vedere per intero il video di Antonino Caponnetto. E questa loro “fame” di conoscenza conforta e sprona tutti noi, fondazione e insegnanti a proseguire nel lavoro.


Giusto il tempo di spostarsi alla scuola media Pacinotti per il secondo appuntamento della mattinata. Appena terminata la ricreazione una classe prima curiosa e vivacissima con gli insegnanti ci ha incalzato con domande e sollecitazioni durante il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto.


Il loro desiderio di conoscere non ha lasciato tregua al nostro racconto che si è via via arricchito di particolari per comprendere meglio cosa è la mafia, quali minacce comporta la sua presenza. Anche in questo secondo incontro i giovanissimi avevano lavorato in classe con la propria insegnante per giungere al nostro appuntamento con le idee più chiare. Anche a loro abbiamo lanciato la sfida delle giovani sentinelle e le due esperienze di questa mattinata ci lasciano ben sperare nell’incontro del prossimo 7 marzo quando saranno ospiti dell’amministrazione cittadina nella sala consiliare.




Anche in Sicilia continuano a ritmo serrato gli appuntamenti delle giovani sentinelle con la loro voglia prorompente di essere protagoniste e cittadine attive in difesa dei loro beni comuni. Oggi a costruire il ponte della legalità sono i giovani delle provincia di Ragusa: alle prime ore siamo con i ragazzi e le ragazze della scuola media statale Giovanni XXIII di Modica (RG), circa 200 sentinelle vigili ed attente e la loro insegnante referente del progetto, Daniela Denaro, con il gruppo di colleghe e colleghi ad accoglierci. Presenti anche le troupe delle televisioni locali e dei giornali on line, arrivati in ritardo per cui abbiamo deciso di fare le interviste insieme ai ragazzi.


Nella bella aula magna ospiti del liceo scientifico Galilei Campanella, istituto accanto alla propria scuola che condivide con saggezza i propri spazi e beni comuni, i giovani hanno ascoltato con grande interesse il racconto della vita di Antonino Caponnetto e del suo impegno civile. 

Tanti gli argomenti affrontati e la platea dei ragazzi non ha mai perso l'attenzione, ha seguito le varie fasi del percorso che li vedrà protagonisti durante l'anno scolastico e hanno accettato di arrivare preparati al confronto con la propria amministrazione. Il tempo, come al solito, è volato via lasciando il  tempo  di darci appuntamento per venerdì 22 marzo di mattina dalle 9 alle 12.

Ancora un spostamento rapido per raggiungere la città di Paolo Borrometi, l'Istituto comprensivo Salvatore Quasimodo di Ragusa. Nel bel teatro accanto alla scuola altre 11 classi con oltre 230 ragazzi e ragazze hanno ripetuto la magia regalandoci emozioni. 

A dare il benvenuto il giovane Dirigente Leonardo Licata insieme al referente Andrea Cicero e i suoi colleghi e colleghe.


Non c'è stato bisogno di parlare di Caponnetto e dei suoi quattro moschettieri! La stragrande maggioranza sapevano di loro, grazie ai propri insegnanti guardiani dei valori costituzionali, come sanno che cos'è la mafia. Abbiamo invece parlato di collusioni della politica e del silenzio degli onesti e di come si diventa sempre di più compiacenti. Hanno anche loro accettato di essere il bastone bianco dei tanti che non vogliono vedere, che non riescono a trovare la strada per costruire un Paese normale! 

Abbiamo parlato di Paolo Borrometi, giornalista coraggioso, delle sue denunce e di cosa vuol dire essere sotto scorta per aver detto e scritto delle verità a chi non vuol vedere e a chi non vuol sentire! Anche qui le due ore sono volate via ma i ragazzi non hanno ceduto e hanno continuato a fare domande e dopo le due ore canoniche l'incontro si è protratto oltre le 13.40 in quanto ragazzi e ragazze hanno creato dei capannelli e continuavano a fare domande.


La speranza anche per Paolo è che nella sua città, oltre all'esercito di insegnanti partigiani, ci siano anche un esercito di sentinelle cui sta a cuore che i loro sogni-bisogni non vadano in fumo. Ci siamo dati appuntamento per lunedì 25 marzo e anche per loro sarà un appuntamento di mattina per permettere un doppio incontro e soddisfare le richieste delle varie scuole e dei tanti comuni che ospiteranno i propri giovani cittadini. 


Clicca sotto per l'intervista

Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

martedì 4 dicembre 2018

MODICA, PROGETTO LEGALITA' PROMOSSO DALLA FONDAZIONE CAPONNETTO

Incontro con le giovani sentinelle di Piazzola sul Brenta (PD)

Sabato 1 dicembre un nuovo appuntamento nel Padovano, sono le giovani sentinelle di Piazzola sul Brenta. 

Amelio Anzeliero, docente della scuola, ricorda a sei classi terze dell’Istituto di istruzione superiore Rolando da Piazzola il tributo che nel 2003 la scuola volle offrire alla memoria di Antonino Caponnetto, scomparso qualche mese prima: un acero stellato sulla collinetta del giardino, piantato con l’intento non solo di serbare la memoria, ma anche di condividerne i valori. In quell’occasione, venne riservata un’intera giornata alla legalità, con la collaborazione della professoressa di diritto Maria Teresa Bonci, ora coordinatrice del progetto Giovani sentinelle

Oggi quell’acero è ancora forte, come le parole che vennero ad esso dedicate: «L’acero sulla collina/ Rivedo/ un anno dopo/ l’acero/ piantato sulla collina/ in memoria di Antonino Caponnetto./ Si erano disposti gli alunni intorno,/ silenziosi e poi plaudenti/ le calde parole del giudice/ in sangue convertite/ a Capaci e in via D’Amelio,/ risonanti d’impegno e speranza,/ dopo le ore del dubbio/ e della paura,/ rievocate,/ quel mattino nebbioso,/ in nome dell’esserci/ con la forza/ delle proprie idee/ contro tutte le mafie/ per la legalità e la vita./ Ha messo buone radici/ l’acero:/ le sue foglie,/ verdi stelle/ non accennano a ingiallire/, e novembre è alle porte./ E sempreverde è la collina,/ pulsante di vita,/ intorno alla centrale idroelettrica./ se ne va l’acqua della roggia/ e indietro più non torna./ E in questo andare/ sempre più precipitoso,/ bene prezioso è la memoria/ e utile/ contro lo smarrimento di sé/ e l’oblio del passato» (pubblicata in Amelio Anzeliero, Sguardi, Bologna, Ismeca, 2009).


Con i ragazzi delle classi terze dell’istituto tecnico e del liceo scientifico della storica cittadina a nord di Padova, si osserva da vicino il dubbio del giudice Caponnetto, dopo la morte di Borsellino, quando tutto sembrava perduto: fu proprio quello scoraggiamento a diventare il fertile terreno di un messaggio di impegno, che ancora corre di scuola in scuola, di città in città: «Ragazzi, godetevi la vita, innamoratevi, siate felici, ma diventate partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare, e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi! L’avvenire è nelle vostre mani». (Antonino Caponnetto).


E forti delle parole del giudice padre del pool antimafia abbiamo rilanciato ai giovani di Piazzola la sfida ad essere cittadini attivi e consapevoli, uomini e donne attenti e partecipi della vita della propria comunità, chiedendo loro di occuparsi di un tema di particolare interesse che sarà oggetto di discussione, di approfondimento e di confronto con gli amministratori locali il prossimo venerdì 8 marzo.


Francesca Vian
Responsabile Padova Progetto Scuola

Incontro con le giovani sentinelle di Cadoneghe (PD)

Venerdì 30 novembre ancora un appuntamento in Veneto, all’Istituto comprensivo di Cadoneghe. 

Sono gli stessi ragazzi e ragazze della scuola media a testimoniare l’opera di Antonino Caponnetto, a cui Egli dedicò gli ultimi dieci anni della sua vita: il pellegrinaggio di scuola in scuola, per convincere i ragazzi a diventare ‘Giovani sentinelle della legalità’. 

Sono, infatti, proprio gli alunni di due classi seconde e di una terza a proporre ai loro compagni di altre tre classi (una seconda e due prime) di aderire al progetto della Fondazione. Hanno mostrato i risultati del loro impegno dello scorso anno: nelle strade della loro cittadina, situata alle porte della città di Padova, ci sarà un cartello, per ricordare agli automobilisti di spegnere il motore. 

Ci si è arrivati con un lavoro di indagine sul territorio e dialogando quindi con l’amministrazione comunale, sui riscontri numerici e fotografici della ricerca. 

La docente Paola Norbiato, referente della scuola per la Prevenzione della dispersione scolastica, spiega che il Consiglio comunale si è dimostrato un interlocutore attento, e che grazie alla disponibilità di ragazzi e amministratori, si è potuto raggiungere questo traguardo. Le docenti Dafne Rizza e Silvia Rossi hanno realizzato anche un sito interamente dedicato ai progetti delle Giovani sentinelle.


Nell’aula magna dell’istituto, sono così i risultati stessi dello scorso anno a narrare che è possibile una diversa partecipazione dei giovanissimi. I cittadini di oggi, e non soltanto di domani, chiamano dunque altri loro coetanei ad entrare nelle fila delle coraggiose Sentinelle della legalità. L’incontro è proseguito con la riflessione sulla testimonianza di Antonino Caponnetto e delle vicende che insanguinarono l’Italia. 

I ragazzi hanno proposto altri problemi da affrontare: il bullismo nella loro realtà, ancora l’inquinamento dell’ambiente; hanno rivolto poi lo sguardo alla società in generale pensando alla fame, alle guerre che dissanguano la Terra e alla povertà estrema, che è ancora presente in Italia. 

Fra tante proposte le Giovani Sentinelle, raddoppiate dallo scorso anno, sceglieranno un argomento da approfondire nei prossimi mesi e da portare all’attenzione dell’amministrazione comunale nel prossimo appuntamento di mercoledì 6 marzo 2019.


Francesca Vian
Responsabile Padova Progetto Scuola

lunedì 3 dicembre 2018

Incontro con le giovani sentinelle vicentine

Venerdì 30 Novembre l’appuntamento è con i ragazzi e le ragazze dell’Istituto Tecnico Galileo Galilei di Arzignano (VI). 

Ci hanno accolto sei classi nella loro aula magna con la professoressa Faraci e le sue colleghe che li guideranno in questa loro esperienza di cittadinanza e di educazione alla legalità.


Al loro esordio  abbiamo voluto raccontare la vicenda di Antonino Caponnetto, cosa è la mafia e perché dobbiamo occuparcene. I rischi della presenza di organizzazioni criminali sono tanti e spesso non così evidenti da sollecitare l’allarme e l’attenzione. 

Riguardano la salute e il benessere dei cittadini e delle cittadine,quando si tratta di traffici di rifiuti pericolosi, nocivi e speciali, e riguarda la qualità della nostra democrazia e libertà quando i traffici criminali sono favoriti da forme di illegalità estese e diffuse. 

Su questi temi ci siamo soffermati a lungo e con puntualità per invitare ragazze e ragazzi all’impegno civile e alla responsabilità e in questo contesto li abbiamo sfidati alla esperienza delle giovani sentinelle. Qualcuno e qualcuna ha espresso qualche proposta già alla fine dell’incontro, nei capannelli informali e questo fa ben sperare nella prosecuzione di questa nostra avventura e ci piace che questa nostra sfida riceva attenzione e curiosità.


Con ragazze e ragazzi che lavoreranno in questi mesi che ci separano dal secondo incontro ci rivedremo il prossimo giovedì 21 marzo.


Sergio Tamborrino
Responsabile Regionale Progetto Scuola