giovedì 20 dicembre 2018

Tra Sicilia e Veneto altri tre nuovi appuntamenti

Martedì 18 dicembre ancora tre incontri delle giovani sentinelle. A Venezia, all’Istituto Marco Polo siamo stati accolti da quattro classi dei tre indirizzi – Liceo artistico, musicale e classico – con i propri insegnanti che seguiranno e guideranno il lavoro di studenti e studentesse.

Nelle due ore ragazze e ragazzi di prima e di quarta hanno seguito con attenzione il nostro racconto delle vicende di Antonino Caponnetto dal suo arrivo a Palermo con la costituzione del pool antimafia al maxiprocesso, al ritorno a Firenze e alle stragi di mafia del 1992 fino all’impegno-testimonianza nell’ultima parte della sua vita.
La Fondazione ha raccolto il testimone e prosegue l’attività del giudice, convinta come lui che solo formando i giovani ai valori della cittadinanza e della responsabilità è possibile respingere le insidie  dell’illegalità e della corruzione, insidie irrobustite e rafforzate da quell’atteggiamento del voltarsi dall’altra parte, mai contrastato con efficacia e decisione, che apre le porte alla mafia.

Con i giovani ci siamo soffermati a ragionare di traffici illeciti e di riciclaggio, di penetrazione nell’economia legale e di commistioni con la politica. A loro abbiamo lanciato la sfida delle giovani sentinelle e l’attenzione nell’ascolto e la determinazione di studenti e studentesse sono indizio eccellente del loro impegno in questo nostro percorso.
Con loro ci siamo dati appuntamento al prossimo incontro quando saranno ospiti dell’amministrazione comunale di Venezia assieme ai coetanei dell’Istituto Algarotti e del Liceo Bruno Franchetti di Mestre.

In Sicilia gli altri due appuntamenti, a ritmo serrato per soddisfare l'entusiasmo di insegnanti e studenti. Ad essere protagonisti sono 3 classi dell'Istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Mascalucia (CT), con loro la dirigente scolastica, Lucia Roccaro, e le referenti, Daniela Falcone e Giovanna Torrisi. L’istituto ospita una classe dell'Istituto comprensivo Federico II di Svevia della stessa città insieme alla loro referente, Santa Marchesano, una vera e propria delegazione del proprio istituto e che si impegna a coinvolgere, nei prossimi giorni, nel percorso educativo altre classi.

Armati di penne e quaderni hanno preso appunti, ascoltando in un silenzio partecipato, responsabili del proprio ruolo di ambasciatori di altre sentinelle.

Abbiamo raccontato di Antonino Caponnetto che si è battuto nella sua vita a favore della legalità, del suo impegno nelle scuole parlando ai ragazzi e alle ragazze delle regole, anche quelle piccole quotidiane, da quelle stradali, all’ambiente, ai buoni comportamenti a scuola, dal salvaguardare i beni comuni al rispetto della città e ai buoni comportamenti con i propri compagni, schierarsi con i più deboli contro il bullismo. Abbiamo ricordato l'esempio di Falcone e Borsellino, abbiamo parlato della mafia e di chi fa affari con loro e come sottraggono benefici alla comunità. La nostra esposizione ha suscitato tanta curiosità e mille domande. A tutti loro abbiamo chiesto di impegnarsi a rispettare le regole e in  questo senso abbiamo lanciato loro la sfida a divenire giovani sentinelle, chiedendo di individuare un bene pubblico del loro quartiere o della loro città: una scuola, un giardino o altro tema che sta loro a cuore da studiare, approfondire e, relativamente al quale, offrire delle soluzioni per discuterne nel secondo appuntamento con i propri amministratori alla presenza di genitori e cittadini giovedì 28 marzo dalle 16 alle 18.

Per completare i ragionamenti e rispondere a domande e chiarimenti abbiamo accumulato un ritardo di oltre mezz'ora perché il secondo appuntamento della mattinata era a Bronte, a 40 chilometri di distanza, all’Istituto Benedetto Radice. Ma i ragazzi ci avevano caricati di energia solare e quindi siamo volati verso la nuova meta. Ad attenderci nel loro bel auditorium 3 classi terze insieme alla referente, Venera Sgroi e altri suoi colleghi e colleghe che seguiranno il progetto. Con grande soddisfazione abbiamo potuto constatare che l'Istituto è molto attivo sulle tematiche della cittadinanza attiva. Prima di iniziare i ragazzi e le ragazze avevano preparato una biografia di Antonino Caponnetto e sin dall'inizio ci ha colpito l'attenzione dei ragazzi e delle ragazze, mai venuta meno. Alla loro presentazione ci siamo riallacciati raccontando alcuni aspetti della vita del giudice padre del pool antimafia, della morte di Falcone e Borsellino e del grido di dolore di Caponnetto dopo le stragi: «Tutto è finito!» Abbiamo ricordato lo scatto con cui lo stesso Caponnetto, proprio ascoltando le richieste di molti giovani davanti al tribunale di Palermo che lo esortavano a non lasciarli soli, ha scelto di essere testimone ed educatore di quella nuova resistenza dei valori, dimenticati o elusi, della nostra Carta costituzionale.

Incontrare i giovani nelle scuole e parlare con loro di legalità, di impegno civile, di responsabilità, favorire un loro nuovo protagonismo, diffondere una cultura dei diritti contro l'arroganza, la prevaricazione e la criminalità: questo è stato l’impegno che Antonino Caponnetto ha perseguito con straordinaria tenacia fino alla sua morte, convinto di rafforzare la difesa della democrazia e della cultura del diritto. Anche a loro abbiamo presentato il progetto e la scommessa di mettersi in gioco. Gioco che ha pratiche corrette, pratiche di valori, di esempi di tanti giovani che insieme ai propri insegnanti hanno fatto rete, hanno fatto proposte che in molti casi hanno trovato ascolto e attenzione. Il tempo anche qui è stato tiranno e non c'è stato modo di poter far vedere il filmato dei lavori dei ragazzi di tante scuole d’Italia. Abbiamo proposto di poterlo visionare in altra data ma siamo convinti che il gruppo ben coeso degli insegnanti saprà indirizzare i giovani ad accettare la sfida che li vedrà venerdì 29 marzo dalle 16 alle 18 al confronto con la propria Amministrazione Comunale. Spetterà a quest’ultima non venir meno alle aspettative dei propri giovani ad un confronto leale e costruttivo.


Domenico Bilotta e Sergio Tamborrino

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