mercoledì 29 maggio 2019

Inizio dei terzi incontri in Veneto con un doppio appuntamento a Verona e a Belluno


Dopo la Sicilia il Veneto. Lunedì 13 maggio hanno preso il via gli appuntamenti nelle province di Verona e a Belluno.

Anche in Veneto abbiamo dovuto far fronte alla questione delle sale per ospitare gli incontri e anche in questo caso ci è stato di aiuto la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale e di quelli provinciali. A Verona la Provincia non dispone di una sala sufficientemente ampia per i ragazzi dei due istituti comprensivi, quello di San Giovanni Lupatoto e quello di  Avesa della città, e l’Istituto Einaudi sempre di Verona che ha poi ospitato l’incontro nel suo auditorium. 

Alle difficoltà della ricerca di una sala si aggiungono i ritardi nelle comunicazioni alle scuole che hanno come esito che qualcuno non partecipa per non aver avuto il tempo di organizzare l’uscita. 

È quanto accaduto con il comprensivo Ponte Crencano, Quinzano, Avesa che con dispiacere non ha potuto essere presente all’incontro, così ci siamo ritrovati con ragazzi e ragazze grandi e meno grandi delle altre due scuole con i quali abbiamo introdotto l’incontro sottolineando l’importanza che i progetti delle due scuole siano condivisi, con l’impegno a far uscire dagli edifici scolastici quanto ragazze ragazzi hanno prodotto, che divenga intento comune di un numero più grande di ragazzi e ragazze. Questi loro percorsi di cittadinanza possono essere uno strumento ancora più importante se vi è questo scambio, che significa arricchire l’esperienza di ognuno e apre nuovi orizzonti. E con questo spirito abbiamo dato il via all’incontro vero e proprio.

Ad esordire sono stati i più giovani del comprensivo di San Giovanni Lupatoto, accompagnati dai loro insegnanti Filippo Miraglia e Claudio Ferretti, che si sono occupati della loro scuola e, in particolare, della presenza di barriere architettoniche che impediscono ad una compagna di raggiungere il primo piano. Studenti e studentesse hanno raccontato il loro percorso con tutte le proposte e hanno riferito quali sono state le risposte degli amministratori di San Giovanni relativamente alla programmazione dei lavori nella loro scuola, le difficoltà di un intervento sull’edificio per dotarlo di un ascensore interno o esterno, i vincoli paesaggistici e urbanistici che impediscono o limitano fortemente gli interventi. Hanno poi pensato ad un murales con la funzione di abbellire una parte della scuola da realizzare sul muro perimetrale dell’edificio scolastico  e gli amministratori hanno ricordato che è in via di definizione il regolamento per questi interventi in modo da operare secondo le regole.

I ragazzi e le ragazze dell’Einaudi, presenti gli insegnanti Stefania Pellizzari, guido Lo Cistro e Daniele Pasquali che li hanno guidati in questa loro esperienza, hanno scelto come tema I giovani e il rispetto della cosa pubblica e si sono occupati della cura o meno di alcune parti della città che loro frequentano: intorno alla loro scuola, la stazione e il centro. Hanno messo a fuoco particolarmente la questione dei rifiuti che vengono lasciati fuori dai cassonetti o abbandonati nelle vicinanze, argomento che rinvia al comportamento civico di ognuno. 

Hanno preparato una serie di immagini che denunciano tali comportamenti con una rima per censurarli con l’arma dell’ironia. Come utilizzarli? Abbiamo proposto di costruire una sorta di installazione attorno ad un gruppo di cassonetti con immagini e rima in modo da far riflettere chi lascia i rifiuti fuori. Ragazzi e ragazze ne discuteranno se proporlo all’amministrazione comunale con la quale intendono dialogare dopo l’appuntamento del 22 marzo nella sala consiliare.

I temi e le proposte sono stati oggetto di un vivace scambio fra giovani e giovanissimi delle due scuole: gli uni non hanno disdegnato i più piccoli per la loro età e i secondi hanno dato prova di maturità e di piglio nella discussione che è stata interessante e partecipata e ci ha fatto particolare piacere questo dialogo che indica anche una direzione di lavoro, quella di un dialogo e di una condivisione.

Ad arricchire la mattinata abbiamo ascoltato Claudio Ferretti, ora docente a San Giovanni Lupatoto, che nel 1992 era cappellano militare delle forze di Polizia a Palermo. Ha ricordato i momenti terribili dopo la strage di Capaci, con gli agenti sopravvissuti fortemente scossi, il dolore indicibile dinanzi all’orrore e le sue parole sono state accolte nel silenzio, indizio di sincera condivisione. Ragazze e ragazzi hanno testimoniato con le proposte e la bella discussione la loro partecipazione sincera e appassionata al ricordo delle vittime della strage e di coloro che sono sopravvissuti.

Con tutti l’appuntamento è per la prossima conferenza finale in ottobre.

Sempre nella stessa mattinata, alle 9.30 nella sala Consiliare della Provincia di Belluno, pronta a fare gli onori di casa è la vice presidente Serenella Bogara, presenti anche i referenti dell'Ufficio scolastico provinciale, Gianni De Bastiani e Antonella Gris, ma delle sentinelle bellunesi nessuna notizia: Pensavamo ad un impedimento dovuto al viaggio dei ragazzi da Santo Stefano di Cadore a Belluno, poi visto il perdurare del ritardo abbiamo telefonato e siamo venuti a conoscenza che vi è stata un'incomprensione di date. Al rischio di non fare l'incontro, dopo una prima decisione di tenere l’incontro con quello delle sentinelle di Treviso, è prevalsa la decisione dei ragazzi e del prof. Iannuzzi, referente del progetto, di non voler rinunciare al confronto con la propria Provincia, che ha la competenza dei trasporti oggetto del loro studio. Lodevole il loro impegno, hanno chiesto di spostare l'incontro di un'ora e una delegazione di cinque ragazzi e ragazze insieme al proprio insegnante si sono spostati in auto in modo che le sentinelle dell'IIS E. Fermi sede ITE di Santo Stefano sono riuscite a raggiungere Belluno ed essere protagoniste della giornata. Nonostante gli impegni la vice presidente Serenella Bogara ha ricevuto i ragazzi nel suo ufficio, assente giustificata l'assessora all'Istruzione del Comune di Santo Stefano, Giulia De Mario che ha seguito e condiviso il progetto.

Hanno preso la parola i ragazzi del Fermi esponendo il loro tema e i suoi sviluppi riguardo il Biglietto facile-easy ticket, informando l’amministrazione provinciale della difficoltà degli utenti e, in particolare, dei giovani e degli anziani a procurarsi il biglietto dell'autobus in tutto il territorio Cadorino in quanto i punti vendita per l'acquisto sono spesso chiusi o distanti fra loro. L'alternativa al pagamento è un'Applicazione con carta di credito o prepagata escludendo di fatto gli anziani e i giovani oppure l'acquisto a bordo con l'aggiunta di una “gabella”, in barba alle agevolazioni dei servizi! La proposta dei giovani è l'istallazione di un distributore di biglietti ai capolinea degli autobus e nei punti più importanti dei paesi limitrofi. Per contrastare eventuali atti vandalici hanno proposto la collocazione in luoghi frequentati, inoltre sono disponibili ad una campagna di sensibilizzazione all'interno delle scuole e a preparare una pubblicità progresso e una cartellonistica da loro studiata da mettere a fianco dei distributori per contrastare gli atti vandalici. Il loro sogno sarebbe quello di vedere il logo del proprio istituto sui manifesti come impegno del loro protagonismo.

Sabato 11 maggio le giovani sentinelle cadorine avevano incontrato il direttore della Dolomitibus SpA, la società che gestisce il servizio, che si è dichiarato entusiasta di essere vicino ai giovani e ai progetti che promuovono il protagonismo giovanile, si è reso disponibile a coinvolgerli in indagini sul territorio e sulle preferenze o sui disagi relativi al trasporto. Hanno aggiunto i ragazzi che le lusinghe sembravano non avere fine quando, come il palloncino di fantozziana memoria che viene bucato e il sogno svanisce, è apparso un MA! L'idea del distributore, ha affermato lo zelante direttore, non può essere preso in considerazione in quanto incide sugli introiti aziendali!

Ragazzi e ragazze, nel corso del loro studio, avevano letto la Carta della mobilità che garantisce fra i suoi principi l'uguaglianza ed imparzialità, stabilisce l'impegno della società ad offrire un servizio accessibile a chiunque senza alcuna distinzione nei confronti di categorie e/o fasce sociali. Hanno potuto notare che il servizio prestato è in netto contrasto con quanto dettato dal nobile proposito della Carta e di questo i ragazzi e ragazze hanno parlato con la vice presidente della Provincia, invitandola a farsi portavoce presso la Dolomitibus affinché installi dei distributori automatici sul territorio dove effettua il servizio per poter rispettare i fini della Carta, ricordando che il servizio porterà vantaggi non solo ai cittadini del luogo ma anche ai numerosi turisti che, nei periodi estivi ed invernali, popolano queste zone montane. 

Ci auguriamo che questo confronto e questa condivisione di intendimenti dichiarati porti a non deludere i giovani in questo sempre più travagliato percorso di cittadinanza attiva di avvicinare i giovani alle istituzioni, e che le stesse intervengano, altrimenti qualcuno dovrebbe chiedersi l’utilità della scelta di privatizzare i servizi pubblici, a chi sono stati affidati tali servizi e perché viene meno il compito contrattuale di offrire servizi senza disagi al cittadino.

Inoltre, anche se fosse un privato, la Costituzione così cara ad Antonino Caponnetto cita che tutti, compreso le aziende private devono contribuire al benessere del proprio Paese. Non speriamo cotanta bellezza, ma almeno onorare gli impegni dei servizi al cittadino.
Con questi presupposti ci siamo dati appuntamento ad ottobre quando le giovani sentinelle di Santo Stefano di Cadore rivolgeranno il loro quesito alla Regione Veneto e ai parlamentari presenti.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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