martedì 15 marzo 2016

Incontro delle giovani sentinelle a Pelago (FI)

Incontro delle giovani sentinelle a Pelago (FI)

Ancora una volta siamo felici di scrivere e condividere il report di una bella giornata di discussione e confronto, perché scuola, insegnanti, famiglia, giovani e istituzioni vi hanno contribuito convintamente e con passione.
Gli attori di questa giornata sono stati i ragazzi e le ragazze dell'Istituto Comprensivo di Pelago accompagnati dai loro insegnanti. Per dare rilievo a questa giornata, giovedì 10 marzo, l’assessore Bernardo Fallani ha voluto stampare dei manifesti di invito e la presenza di tanti genitori ne è stato il risultato tangibile. Come era accaduto a Tavarnelle alcuni anni fa anche Pelago ha voluto ospitare i propri giovani cittadini presso la Casa del Popolo del paese, luogo che in Toscana ha spesso rappresentato l'unico riferimento aggregativo. Bernardo Fallani ha salutato i presenti e ha ricordato ai ragazzi, riguardo il cyber bullismo, tema da loro scelto, che si può combattere, come per la mafia, solo con la cultura.
Con l'ausilio di slide i giovani hanno dato il via alla loro presentazione dichiarando che hanno divisi il lavoro in varie fasi.
In un primo momento si sono guardati intorno: nella loro realtà quotidiana, hanno cercato di capire quali comportamenti sono da correggere perché dannosi per la comunità. Restringendo sempre di più il campo e limitandosi ai problemi della loro generazione, hanno scelto il bullismo e più in particolare il cyber bullismo. Alcuni articoli di cronaca hanno offerto loro materiale di riflessione: il caso della ragazza di Pordenone che si è suicidata lanciandosi dalla finestra di camera sua li ha molto colpiti e ha fatto nascere la discussione in classe.
Hanno cercato di capire quali sono i comportamenti che, anche se apparentemente innocui o scherzosi, in realtà provocano disagio e dolore. Si sono resi conto che nel quotidiano è facile scivolare in situazioni potenzialmente pericolose.
Ne è nata una discussione su alcuni aspetti: alcuni atti sono percepiti in maniera differente e spesso, di fronte ad episodi che non li riguardava da vicino, sia i ragazzi sia gli adulti sono portati a commentare con leggerezza. «Che sarà mai?» è una frase ricorrente. Chi la pronuncia però non si rende conto che sta sminuendo un problema senza avere in realtà provato nemmeno a capirne la portata.
La tentazione di dire «non mi riguarda, non mi voglio immischiare: se non sono coinvolto il problema non è mio» è frequente sia fra i ragazzi, ma anche fra gli adulti, fra i quali poi ricorre l'altra giustificazione: «non tocca mio figlio, il problema non c’è». Oppure, peggio: «mio figlio è coinvolto, ma non è importante perché sono solo ragazzate».
Approfondendo ulteriormente la questione hanno voluto capire quali sono i soggetti davvero interessati e si sono resi conto che l’atto di bullismo non riguarda mai solo la vittima e il bullo: c’è tutto un mondo attorno che, anche quando non fa nulla, è come se partecipasse. Infatti, chi può intervenire in qualche modo e non lo fa è come se si mettesse dalla parte del più forte.
Si sono chiesti: quali sono gli altri soggetti? Innanzitutto gli amici, sia della vittima sia del bullo. Gli amici della vittima possono fare muro, trovare il modo di difenderla. Gli amici del bullo invece sono quelli che lo incoraggiano e lo sostengono. Ma se smettessero e provassero a ragionare con la loro testa e non secondo le dinamiche del branco?
Poi ci sono le famiglie. Hanno ricordato che i genitori devono prestare attenzione ai segnali e agire di conseguenza. Se non si sentono in grado, allora bisogna cercare aiuto. Vietato far finta di niente aspettando che passi, perché non è detto che passerà!
Nella discussione è emerso il ruolo della scuola: luogo dove passano tanto tempo, dove nascono le amicizie ma possono trovarsi a sperimentare una convivenza non sempre facile. Gli insegnanti sono importanti, possono ascoltarli, se riescono a suscitare fiducia possono aiutarli.
Hanno proseguito affermando che ci sono altre persone che possono seguirli fuori dall’ambiente familiare e della scuola: nello sport, gli allenatori per esempio. Essi sono riferimenti importanti, anche loro possono partecipare alla lotta contro il bullismo. Senza contare che a volte anche negli spogliatoi nascono situazioni di sopraffazione.
Infine, nella loro analisi hanno individuato nelle istituzioni l’aiuto concreto in caso di necessità, la giusta protezione in caso di minacce.
Mettendo insieme tutti questi elementi i ragazzi hanno elaborato piccole storie: in ognuna c’è una situazione in cui un ragazzo o una ragazza sono vittime di cyber bullismo. Per ogni storia hanno previsto un doppio finale: un finale “cattivo” in cui nessuno interviene e la vittima soccombe o semplicemente continua a subire; e uno “buono”, in cui invece uno dei soggetti nominato interviene facendo azioni assolutamente semplici e normali. Basta così poco a cambiare le situazioni e quindi il finale della storia.
In breve, hanno trasformato le storie in sceneggiature essenziali per mettere a nudo i meccanismi delle azioni; nell’ultima fase hanno trasformato  i loro personaggi in carte da gioco: l’idea è quella di far vedere, attraverso i meccanismi semplici del gioco di carte, come le scelte possano davvero cambiare la partita! Anche la doppia figura della carta fa notare la doppia natura del personaggio: buono o cattivo!
Con altre slide hanno creato un decalogo per difendersi dal bullo:
- Non chiuderti in te stesso
- Scrivi un diario, parla, comunica
- Cerca di avere l’appoggio di alcuni amici e compagni
- Non intervenire in chat con discussioni e parole offensive
- Se il bullo ti provoca, mandando una foto ritoccata di te, in modo offensivo, rivolgiti agli adulti
- Se ti inviano frasi volgari non rispondere
- Cambia la tua password
- Blocca il contatto del bullo e di chi non ti fidi al momento
- Evita di andare su social e chat
- RICORDA, NON SEI SOLO!
- Ci sono gli amici, i genitori, gli insegnanti
Ancora una volta è emerso il grande lavoro che fanno la scuola e gli insegnanti e la passione che i ragazzi e le ragazze mettono quando si lascia loro spazio di esprimersi.
Ha preso la parola un genitore, rappresentante del Consiglio d'Istituto che ha ringraziato gli insegnanti e i ragazzi per il lavoro svolto e la Fondazione per l'impegno quotidiano offerto con questo progetto, ha ricordato che i genitori memori dell'esperienza dello scorso hanno hanno voluto fortemente che il progetto giovani sentinelle continuasse nella loro scuola e che aiutasse i loro figli in questo percorso di cittadinanza attiva. Ha concluso Bernardo Fallani che si è impegnato sostenere la scuola e a firmare la nostra mozione per sensibilizzare il governo a ricercare risorse attraverso una seria lotta alla mafia corruzione ed evasione fiscale.
Con i ragazzi di Pelago ci incontreremo il 6 di maggio insieme alle altre scuole fiorentine ospiti della Città Metropolitana.

Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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