venerdì 19 maggio 2017

Incontro con le giovani sentinelle pratesi

Ultime a ritrovarsi in Toscana per il terzo appuntamento le giovani sentinelle pratesi. Martedì 16 maggio, nel bel teatro del convitto Cicognini ragazzi e ragazze delle classi della media inferiore dell'istituto che ha ospitato l'incontro e coetanei e coetanee del comprensivo Salvemini La Pira di Montemurlo sono stati accolti dalla consigliera provinciale, Claudia Longobardi, e dalle assessore all'Istruzione di Prato, Maria Grazia Ciambellotti, e Montemurlo, Rossella De Masi.
Dopo il saluto di Giovanna Nunziata, Dirigente scolastica del convitto, che ha voluto sottolineare l’importanza dei percorsi educativi alla legalità la Fondazione ha introdotto i lavori ricordando le articolazioni del progetto, l’importanza che i giovani abbiano interlocutori attenti e disponibili, amministratori con cui confrontarsi e discutere per fare esperienza di cittadinanza. Per queste ragioni, con ostinazione, richiediamo e, talvolta, rincorriamo chi ha il governo della cosa pubblica invitandolo ad essere presente, a non mancare l’appuntamento, ad avere un comportamento esemplare che ristabilisca il valore della politica. Di quella buona, di cui abbiamo un gran bisogno. E le nostre parole, i nostri report non sono stati vani, né puro esercizio retorico, perché la presenza degli amministratori all’incontro ha dato vivacità: studenti e studentesse erano curiosi, avevano preparato domande e richieste, sollecitando precisazioni e puntualizzazioni.
Ad esordire sono stati i giovanissimi del Cicognini: hanno approfondito il tema della legalità osservando la vita quotidiana della loro città con una ricognizione delle zone a rischio dei quartieri, grazie anche a mappe e a immagini, mettendo in rilievo le ragioni e, conseguentemente, hanno sollecitato l'adozione di comportamenti corretti da parte di cittadini e cittadine, l'intensificarsi della vigilanza da parte delle autorità pubbliche e la riqualificazione di alcune aree particolarmente a rischio. La legalità riguarda ogni aspetto della vita, dalla cura degli altri e dell'ambiente in cui viviamo ai rapporti con il prossimo, dalle regole della convivenza a quelle nella scuola. Hanno poi offerto delle riflessioni sulla criminalità reale e percepita.
Hanno poi preso la parola i coetanei del comprensivo Salvemini La Pira.
Un primo gruppo si è soffermato sullo spreco di cibo con un’attenta disamina di ciò che accade in ogni plesso della propria scuola: stoviglie e piatti usati, acqua in bottiglia o in caraffa, quanto e quale cibo rimane.
Un secondo gruppo ha approfondito la questione del risparmio di energia e degli sprechi dell’acqua, nonché della raccolta differenziata, riprendendo un tema più volte sollecitato dai giovani di altre scuole negli anni passati: l’enorme quantità di bottigliette di plastica che potrebbe essere ridotta con l’istallazione di una fontanella in ogni scuola.
Claudia Longobardi ha preso la parola per prima e ha ringraziato per l'invito perché ha potuto apprezzare la capacità di questi giovani e il loro impegno in questo percorso di educazione alla legalità. 
Maria Grazia Ciambellotti si è soffermata sulle questione sollevate dai giovani di Prato per  poi ampliare l’orizzonte: non è sufficiente lavorare sull'ordinario, che è importante e urgente, ma occorre pensare in grande, promuovere grandi progetti di riqualificazione con il rifacimento di alcuni edifici, individuare funzioni e trasformare spazi rendendoli sempre più vivi e, in questo modo, più difficili da aggredire dal malcostume spicciolo, che favorisce quotidianamente il degrado, e dalla criminalità grande e piccola. Ha indicato alcuni interventi di rilievo: dall’area del vecchio ospedale dove sarà realizzato un grande parco con un concorso al parco fluviale lungo il fiume Bisenzio con punti di attrazione, sportiva, culturale che divengono punti di sorveglianza, agli interventi e al monitoraggio con operatori di strada nella zona della stazione di Porta al Serraglio azione di contrasto, grazie anche alla collaborazione con il questore. Infine al Soccorso, con l'interramento della declassata e la riqualificazione e trasformazione dell’area in parco, si costituirà un polmone verde fra i tanti palazzi.
Ha ricordato che gli interventi previsti a dare corpo a questa idea del futuro di Prato richiedono sempre il rispetto delle procedure che è garanzia dei diritti per tutti. 
Rossella De Masi ha ripreso i ragionamenti illustrati già in occasione dell’appuntamento a Montemurlo facendo partecipi delle riflessioni sullo spreco alimentare, degli interrogativi sui comportamenti di chi fruisce della mensa, anche ragazze e ragazzi di Prato, perché le sue domande richiedono a ciascuno e a ciascuna uno sforzo di riflessione sui nostri modi di comportarci a tavola e in genere con l’alimentazione. Ha pure voluto sottolineare l’ampiezza della legalità e dell’essere cittadini responsabili facendo cenno anche ad altri aspetti del vivere quotidiano e di quanto si fa  a scuola: educazione stradale, protezione civile. In questo senso ha ripreso pure il tema dei rifiuti abbandonati per strada o all’aperto.
E questo tema dei rifiuti ha attraversato con urgenza e sollecitazioni varie i progetti di quest’anno, lasciando intravedere come la scuola rifletta le preoccupazioni dei nostri tempi attraverso le riflessioni di studenti e studentesse. La cronaca preoccupa e non poco e i giovani segnalano e fanno proposte che avrebbero bisogno sempre di un ascolto attento e partecipe da parte di adulti e di coloro che hanno il governo della cosa pubblica. Perché, concordano tutti, abbiamo bisogno del contributo di ciascuno. Ma allora la nostra domanda è più che legittima: perché non diamo spazio adeguato alle sollecitazioni e alle idee che vengono dalla scuola? Le giovani sentinelle hanno offerto e offrono impegno e responsabilità, tocca agli uomini e alle donne di buona volontà avere orecchi attenti all’ascolto e aprire loro varchi.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

mercoledì 17 maggio 2017

Incontro con le giovani sentinelle aretine

Lunedì 15 maggio sono le giovani sentinelle del Comprensivo Dovizi di Bibbiena e del Liceo Artistico Piero della Francesca di Arezzo a ritrovarsi per il terzo appuntamento. Nella Sala dei Grandi però nessun amministratore ad attenderli, ad accoglierli, né della Provincia né del Comune di Arezzo, nonostante in marzo avesse fatto ben sperare ragazzi, ragazze e genitori l’attenzione dell’assessora Tiziana Nisini. Era solo una illusione! Avevamo avvisato i ragazzi a vigilare e far sì che le promesse si trasformassero in impegno di tutta l'amministrazione, ma così non è stato. Assente anche il Comune di Bibbiena, sempre presente in passato, aggiungendo così delusione a delusione. Tre Istituzioni: tre assenze! Tutte giustificate? No!
Non vi sono giustificazioni per chi è chiamato a dare il buon esempio, chi è invitato può essere sostituito anche all’ultimo minuto, né si può mancare quando a chiamare sono i giovani: come possiamo definirli futuro del nostro Paese se non dialoghiamo e ci confrontiamo  escludendoli di fatto dalla vita della comunità?
Con grande imbarazzo dinanzi a questa evidente contraddizione abbiamo dato inizio all’incontro,  ancora una volta il fardello della formazione spetta alla scuola. La Fondazione ha più volte fatto appello alle istituzioni di buona volontà, chiedendo loro di tenere comportamenti esemplari in situazioni come quella di cui siamo stati testimoni ad Arezzo. Abbiamo elogiato le buone pratiche e l’attenzione riservata a ragazzi e ragazze, come è accaduto lo scorso 27 marzo proprio ad Arezzo: «La Fondazione ha ringraziato Tiziana Nisini, illustrando il percorso delle giovani sentinelle in tutte le sue articolazioni e le finalità, e lo spirito del progetto pare coincidere per buona parte con gli intendimenti della stessa assessora: l’ascolto, il confronto, lo scambio e poi ricercare delle risposte comuni. Dopo aver salutato ragazzi e ragazze, ha dichiarato che avrebbe ascoltato con attenzione in quanto il suo assessorato segue da tempo con molta attenzione la questione e quindi il contributo offerto dai giovani avrebbe sicuramente arricchito le conoscenze del fenomeno e offerto spunti di riflessione. Al contrario delle esperienze degli anni scorsi, questa disponibilità dell’assessora è stata di buon auspicio per uno scambio proficuo e continuo, rompendo con un atteggiamento di silenzio degli ultimi due anni». Con queste parole avevamo sottolineato nel report la partecipazione e la disponibilità al dialogo.
Hanno preso la parola gli studenti e le studentesse più grandi del Liceo Piero della Francesca con il tema della violenza sulle donne. Hanno affermato che è un argomento di cui spesso si parla nei giornali e in Tv ma solo quando si arriva alle manifestazioni più drammatiche come lo stupro o il femminicidio. Hanno voluto invece esaminare le espressioni meno eclatanti di questo problema riferendosi soprattutto alla loro fascia di età. Anche fra le coppie di adolescenti si stanno, infatti, diffondendo comportamenti aggressivi sia a livello fisico che psicologico. Hanno riflettuto sul fenomeno nelle sue linee generali, senza specifici riferimenti all’età delle donne vittime di violenza. Sono passati poi a studiare come la violenza si può manifestare fra i loro coetanei anche se non si è consapevoli. Attraverso siti istituzionali e quotidiani online hanno cercato di capire le caratteristiche e le dimensioni del  fenomeno e di come esso si manifesti.
Attraverso l’analisi di una ricerca di Telefono Azzurro e Doxa del 2014 hanno scoperto che ci sono degli elementi che accomunano il fenomeno sia tra gli adulti che tra gli adolescenti.
Grazie anche all’incontro con le volontarie dell’associazione “Pronto donna” hanno  compreso meglio il fenomeno della violenza e le difficoltà che incontrano le donne che ne vogliono uscire. L’associazione si rivolge solo a donne maggiorenni e, conseguentemente, i dati forniti riguardano un campione di età che va dai 18 anni in su, ma i dati acquisiti fanno comprendere che anche alle ragazze più giovani può capitare di trovarsi in una situazione a rischio.    
Hanno arricchito il loro studio con slide e un questionario da cui è emersa la professionalità e l’impegno grazie ai propri insegnanti. Infine hanno emozionato i presenti, anche i più piccoli, con due filmati per la cui realizzazione hanno collaborato con passione accanto alle ragazze anche i loro compagni di scuola.
È stata poi la volta dei giovanissimi del Dovizi di Bibbiena. Rimbocchiamoci le maniche il loro tema. Già lo scorso anno si erano occupati del degrado della loro scuola, quest’anno hanno realizzato una mappa dei luoghi in città che versano in stato di degrado, ne hanno parlato in marzo con l’Amministrazione e con i genitori. In quella occasione il  loro entusiasmo e la loro passione aveva convinto tutti a ricercare soluzioni e, nel corso dell’incontro, con un filmato da loro girato hanno documentato il loro impegno in difesa della propria scuola: con l’aiuto di genitori e nonni hanno imbiancato la propria scuola, mentre nei corridoi, utilizzando colori vivaci, hanno abbellito e arricchito gli spazi con frasi inneggiando alla vita, alla cultura, alla musica.
Un ragazzo ha voluto esprimere tutto il suo entusiasmo per questa esperienza affermando che il prossimo anno iscrivendosi ad un istituto superiore si farà testimone di presentare il progetto giovani sentinelle ai suoi nuovi compagni.
Questo entusiasmo e questa passione giovanili alimentati dal proprio protagonismo rischiano di essere scambiati per un semplice lavoro di supplenza o, meglio, di sostituzione. Non vorremmo che le tante esperienze come questa che si moltiplicano e si amplificano, anche grazie al nostro progetto delle Giovani sentinelle, venisse scambiato per una sorta di tappabuchi alle carenze e alle mancanze di chi amministra la cosa pubblica. Sono, questi percorsi di educazione alla cittadinanza, modi e occasioni per sollecitare ciascuno e ciascuna alla responsabilità, a comportamenti corretti, al rispetto delle norme, a consolidare il principio di cura degli altri e dell’ambiente. Ma tocca a chi è stato scelto a guidare l’amministrazione ricercare risorse e mantenere in buono stato edifici e beni, non cedere alla tentazione di aver assolto al proprio compito fornendo la tinta per imbiancare pareti.
Grazie al confronto, allo scambio di idee, all’esposizione delle proprie proposte studenti e studentesse hanno potuto conoscere ed esplorare mondi nuovi, scoprire altre opportunità, condividere riflessioni diverse. Con questo bagaglio abbiamo dato loro appuntamento al 20 ottobre nella speranza che non venga meno il dialogo e il contributo di uomini e donne delle Istituzioni di buona volontà.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 16 maggio 2017

Incontro con le giovani sentinelle pistoiesi

Nella sala Nardi del Palazzo della Provincia di Pistoia i giovani dell'Istituto comprensivo Caponnetto di Monsummano e dell'Istituto tecnico Capitini di Agliana sono stati i protagonisti di questo terzo appuntamento del 12 maggio.
Ad accoglierli l'assessora all'Istruzione e vice sindaco di Agliana,  Luisa Tonioni, e l'omologa di Monsummano, Elena Sinimberghi. 
Nell'introdurre i lavori la Fondazione ha sollecitato i giovani a resistere, ad essere intransigenti sui valori e sulle buone pratiche, a perseverare nei comportamenti coerenti con i principi e nella fiducia nelle istituzioni, in tutto ciò fedeli all’insegnamento di Antonino Caponnetto.
Ha proseguito rilanciando la necessità che questi percorsi di educazione alla legalità e alla cittadinanza ricevano sostegno culturale e finanziario da parte delle istituzioni pubbliche, polemizzando con tanta retorica di chi si chiede quanto costa l’antimafia, retorica che si scorda i costi della mafia, non solo in termini di risorse finanziarie ma anche sociali e culturali.
Ad esordire sono stati i giovanissimi di Monsummano: la retomania o, per dirla meglio, la dipendenza dalla rete, un fenomeno recente che ha assunto via via profili preoccupanti, è stato il tema scelto da ragazze e ragazzi che hanno lavorato con passione, utilizzando strumenti e modalità differenti per farci capire meglio questo aspetto della loro esperienza quotidiana. La rete offre grandi opportunità ma lascia soli i giovani che non interagiscono con compagni e compagne, sono impoveriti nei loro rapporti sociali e, per quanto connessi, costantemente corrono il rischio della esclusione. Per questo hanno proposto la pratica sportiva, sottolineandone il valore di inclusione sociale, la possibilità che regala di esplorare i propri limiti, la promozione di alcuni valori come il rispetto delle regole, la collaborazione, la lealtà. Per sostenere il loro ragionamento hanno prodotto interviste ad esperti e insegnanti, a compagni e compagne.
Ne sono scaturite alcune proposte di attività, a scuola e sul territorio, legate alla pratica sportiva anche non agonistica e alcune richieste agli amministratori di valorizzare spazi e occasioni per incontrarsi e fare attività insieme.
Poi è toccato ai giovani del Capitini che hanno esordito ricordando il bel lavoro svolto dai propri compagni lo scorso anno, un modo per ringraziarli e ricevere il testimone di sentinelle. Avevano ripulito e imbiancato la propria aula quelli, a sfidare compagni e compagne a prendersi cura della scuola che frequentano, degli spazi che abitano quotidianamente, e gli studenti e le studentesse della classe quarta di quest’anno hanno deciso di occuparsi di Rifiuti: raccolta e riciclo. Nel solco dello scorso anno ragazze e ragazzi hanno scelto di promuovere un tema che richiede un mutamento dei propri comportamenti, un’attenzione al bene comune, uno sguardo lungimirante. Hanno lavorato con una rete di scuole per sensibilizzare e rendere consapevoli compagni e compagne dell’importanza della questione, per questo hanno somministrato un questionario con informazioni e dati personali, abitudini sulla raccolta a scuola, informazioni sul territorio di Montale, cosa fare per la raccolta a scuola. Questa massa di dati ha costituito il punto di partenza di alcune richieste: aumento del numero dei cestini all'interno dell'istituto, ausili per sollecitare la differenziata, una fontanella di acqua per la riduzione del consumo di plastica. Il tema del progetto è stato  illustrato nell’assemblea d’istituto dove hanno presentato anche il logo.
Questa particolare attenzione alle questioni del rispetto delle norme e alla promozione della cittadinanza attiva da parte di studenti, studentesse e degli insegnanti della scuola di Agliana ha avuto un riconoscimento significativo nella scelta della particolare rilevanza data ai due temi nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa dell’istituto.
Luisa Tonioni ha subito sottolineato che grazie al lavoro di studenti e studentesse è possibile tirare fuori il meglio del nostro Paese, le proposte dei giovani favoriscono la predisposizione alla legalità e favoriscono la consapevolezza di essere cittadini della propria comunità, sentendosi parte attiva, proponendo soluzioni, riflettendo e discutendo.
Vi è una difficoltà nel dare risposte legata anche alle risorse che sono sempre insufficienti.
Elena Sinimberghi ha ringraziato tutti per le sollecitazioni che sono venute nel corso della mattinata e ha subito invitato studenti e studentesse di Monsummano alla Scarpata che si terrà domenica prossima come prima occasione per proseguire in questo confronto. Ha auspicato uno scatto di fantasia, un colpo d’ala per ampliare i confini della discussione pubblica, ma anche le modalità, per sfuggire alle ritualità che appesantiscono il dibattito e mortificano la partecipazione.
La Fondazione ha riproposto all’attenzione, in tema di riduzione dei rifiuti, il vecchio progetto della fontanella d’acqua dell’altro istituto pistoiese, il Liceo Petrocchi, vecchio ormai di otto anni, che non ha avuto risposte da parte degli amministratori pubblici. Questa buona pratica rilanciata dagli studenti dell’istituto Capitini non ha costi proibitivi e consente di promuovere comportamenti virtuosi contro gli sprechi e una consapevolezza maggiore di quanto ciascuno e ciascuna possa fare con le proprie azioni quotidiane.
Vi è poi un’altra considerazione da fare: le due proposte che abbiamo ascoltato nella sala Nardi possono essere oggetto di discussione e confronto fra le due scuole, avviare la riflessione in ciascuna del tema proposto dall’altra, giovani che sollecitano altri giovani, più grandi o più piccoli, a comportamenti e pratiche quotidiane in una sorta di rimbalzo, un cerchio sempre più largo, inclusivo e arricchente. Forse una prima opportunità di rompere lo schema della discussione pubblica chiusa.
Con queste suggestioni si è concluso l’incontro dandoci appuntamento al 20 ottobre per la Conferenza finale.


Sergio Tamborrino
Responsabile Toscana Progetto Scuola

lunedì 15 maggio 2017

Incontro con le giovani sentinelle Pisane

Giovedì 11 maggio l’appuntamento  con le Giovani sentinelle è a Pisa. Ragazze e ragazzi dell'ISIS Pesenti di Cascina, del Liceo Carducci di Volterra e i giovanissimi del comprensivo Niccolini di Ponsacco si sono ritrovati nella sala consiliare della Provincia di Pisa. Ad accoglierli il dott. Salvatore Giangrande, segretario generale della Provincia, in rappresentanza del presidente Marco Filippeschi, e l’assessore all’Istruzione e vice sindaco di Ponsacco, Fabrizio Gallerini.
Salvatore Giangrande ha salutato i giovani dei tre istituti ricordando l'importanza di ciascuno e ciascuna per il contrasto alla mafia e per tale obiettivo occorre promuovere l'educazione alle regole con cui  sviluppare una consapevolezza dei rischi dei fenomeni criminali. Poi vi è l’altro elemento, la trasparenza, che è lo strumento con cui ci si oppone alla corruzione e si ristabilisce una fiducia nelle attività della pubblica amministrazione.
Nell’introdurre i lavori la Fondazione ha ricordato l’articolazione del progetto che prevede questo terzo appuntamento nel corso del quale studenti e studentesse fanno esperienza di cosa accade nella scuola accanto, scoprire temi e interessi differenti, modi di affrontarli diversi, altri linguaggi, arricchendo così il proprio bagaglio di esperienze. Questo confronto avviene nello spazio pubblico perché vogliamo ribadire quanto esso sia importante e quanto sia necessario che siano aperte le porte per ragazzi e ragazze in modo da consentire loro l’esperienza dell’attività politica nel senso più proprio di occuparsi della polis. E i temi scelti dalle tre scuole hanno confermato questa nostra intuizione.
Ad esordire le due classi dell’Istituto Pesenti di Cascina: Territorio ed uso dei fanghi il tema scelto. Con l’ausilio di slide hanno ricostruito il percorso dei fanghi, da residuo allo smaltimento, mettendo in evidenza come la criminalità organizzata possa infiltrarsi in ogni passaggio per trarne profitto. Per quanto possa apparentemente sembrare lontana la questione ha connessioni con la nostra quotidianità perché talvolta vengono riutilizzati in agricoltura. Si sono poi soffermati sullo smaltimento illegale dei rifiuti che mette a repentaglio la nostra salute. Per questo lavoro hanno chiesto la collaborazione del presidio di Slow Food di Cascina e hanno realizzato l’intervista al responsabile dell’associazione.
Ben diverso il progetto dei giovanissimi di Ponsacco che hanno offerto con interviste e immagini le loro riflessioni sulla libertà, sul suo significato e sul valore, sulla responsabilità personale e sul rispetto delle regole, a scuola e a casa. Con queste premesse hanno poi realizzato un video, con alcuni e alcune di loro protagonisti, sul tema del bullismo e hanno approfondito con testimonianze quello specifico del cyberbullismo.
Infine i giovani di Volterra. Le classi di prima che hanno partecipato al progetto si sono dedicate alla chiarificazione e puntualizzazione di alcuni termini che riguardano il nostro vivere in comune e i principi della Costituzione. Con Diventare cittadini è venuto fuori una sorta di vocabolario di cui avere padronanza per poter muoversi entro la complessità delle questioni di cui ci occupiamo: la democrazia, l’uguaglianza, i diritti sono tutte nozioni di cui abbiamo bisogno per poterci orientare nel contrasto alla criminalità e nell’affermazione di una cittadinanza responsabile.
Salvatore Giangrande ha molto apprezzato quanto i giovani hanno prodotto, testimonianza del loro impegno e serietà, ma soprattutto consapevolezza dei diritti, della necessità di essere intransigenti nel rispetto delle regole. Ha ricordato il lavoro faticoso dell’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone e di come sia necessaria l’attenzione alle attività quotidiane dell’amministrazione pubblica, nel segno della trasparenza e dell’osservanza delle norme.
Fabrizio Gallerini ha rinnovato l’appello ai giovani ad occuparsi della politica, a scegliere la fatica quotidiana di farsi carico dei problemi della comunità in cui si vive, sfuggendo a tanta retorica che getta discredito su chi si occupa del governo della cosa pubblica. Occorre distinguere, separare il bene dal male e avere il coraggio della sfida. Ha ricordato il suo impegno ad incontrare i giovani di Ponsacco al più presto per discutere con loro dei temi sollevati.
Questo spirito di apertura e di confronto rianima e rafforza la fiducia nel nostro compito di chiarire e rendere sempre più perspicuo il senso della cittadinanza che è la grande sfida da affrontare e vincere per costruire un Paese più giusto.
Con tutti ci siamo dati appuntamento per la Conferenza finale di venerdì 20 ottobre al teatro Verdi di Firenze. 


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

sabato 13 maggio 2017

Incontro con le giovani sentinelle Carrarese

Mercoledì 10 maggio sono le giovani sentinelle della provincia di Massa Carrara ad essere protagonisti della giornata. Sono tantissimi e provengono tutti da scuole di Carrara, per questi motivi l'incontro si è tenuto nuovamente nella bella sala del Teatro Garibaldi della città. Una platea enorme quest’anno, ventitré classi hanno aderito al progetto, circa  quattrocento  ragazzi e ragazze accompagnati dalle proprie insegnanti.
Ad ospitarli in questo terzo incontro è la loro Provincia, in sala vi è il gonfalone, a testimoniare l’attenzione e il rispetto del lavoro svolto dai ragazzi e del ruolo della scuola, ma soprattutto dimostrazione di senso delle istituzioni nei confronti dei propri giovani cittadini. A rappresentare il Consiglio Sabrina Bertelloni, mentre per il comune di Carrara era presente la vice sindaca Fiorella Fambrini. Il vice prefetto Domenico La Rosa ha salutato i ragazzi e ha rinnovato loro il monito ad essere vigili ed attenti nel rispetto delle regole, cittadini attivi e consapevoli. Ha aggiunto che la mafia muta atteggiamenti dai luoghi di origine, ma non la sua pericolosità, come ad esempio in Toscana o in altre parti d'Italia dove riciclano denaro proveniente dalle attività illecite e proprio per questo bisogna promuovere a scuola il germe della legalità fra le giovani generazioni.
L’incontro si è aperto con la proiezione di un video degli studenti e delle studentesse della Scuola media Taliercio di Marina di Carrara e come tutte le altre scuole ha consegnato tutti i materiali che saranno inclusi nel volume pubblicato annualmente a cura della Fondazione, volume che sarà presentato il 20 ottobre prossimo in occasione della Conferenza finale del progetto. Il tema è quello del recupero del Fortino di Maria Beatrice, in stato di abbandono nella zona vicina alla pineta  antistante il porto di Marina di Carrara.
Tante le idee: un’area giochi dove bambini e genitori possano divertirsi e rilassare, una gelateria, un negozio di fiori e di erbe officinali tipici della macchia mediterranea, una paninoteca, una libreria con scambio di libri, una creperia con i prodotti  locali, un chiosco estivo o uno spazio per il cinema all’aperto.
A seguire i giovani delle scuole Carducci e Tenerani che hanno approfondito la questione della cura e del ripristino dei beni storici: arredi urbani del centro storico come punto di rinascita, di aggregazione grazie ad iniziative culturali o di intrattenimento affinché ritorni il centro vitale della città con l’impiego anche delle nuove tecnologie wi-fi.
Non da meno sono state le proposte delle scuole primarie Saffi e Marconi con i bambini che hanno messo in evidenza, ancora una volta, il desiderio di godere di spazi verdi e luoghi di gioco e ritrovo individuando come ideale il recupero del Parco della Padula, una vasta zona verde appena fuori città, spazio con tante criticità ma anche dalle enormi potenzialità che i giovanissimi hanno descritto con i loro disegni dopo aver fatto un sopralluogo “sul campo”.
La mattina si è conclusa con il video dei giovanissimi della Scuola primaria Mazzini di Bedizzano, paese delle Apuane appena sopra Carrara. Anche loro hanno lavorato ad una proposta di recupero di un piccolo giardino abbandonato che potrebbe essere portato a nuova vita diventando luogo di gioco e di ritrovo. Grazie ad un video coinvolgente con le parole che scorrevano sotto le immagini quel “Piccolo quadratino verde” è diventato testimonianza di denuncia e di contraddizioni:  hanno fatto notare come la nostra Carta costituzionale e, ancora prima, la Carta del fanciullo sanciscono il diritto al gioco, mezzi appropriati alle attività ricreative, mentre si nega invece questo diritto anche quando basterebbero poche risorse per completare la recinzione già realizzata per due lati e non vi sono altre difficoltà se non attrezzarlo.
Nel rispondere alle sollecitazione dei giovani, Fiorella Fambrini ha illustrato e disegnato quella che dovrebbe essere la Città ideale, rinviando però ad un futuro imprecisato l’apertura del parco che invece l'assessora alla Cultura Giovanna Bernardini aveva dato per certo ad aprile. Nessun accenno di segnale confortante al piccolo giardino dei bimbi!
Sabrina Bertelloni ha rilevato l’odierno stato di difficoltà e di poca chiarezza dei compiti e dei poteri dell’istituzione Provincia che ha come conseguenza di non poter più sopperire alle esigenze dei cittadini, ricordando però ai ragazzi che, nonostante tutto, l’impegno e le sollecitazioni ad agire non devono mai  mancare cosi come  il coraggio di essere cittadini attivi. Quel coraggio di cui sono testimoni anche silenziosi in tanti, come ad esempio Rita Atria, ragazza diciassettenne, che ha pagato con la vita la sua ribellione, schierandosi contro i suoi stessi familiari mafiosi per non esserne complice collusa.
In chiusura la Fondazione ha fatto appello alla responsabilità delle istituzioni e degli amministratori affinché non deludano i giovani, augurandosi che quanto proposto dai giovanissimi non sia rimandato ad un probabile futuro migliore ma diventi un punto fermo dell’attività amministrativa a breve, media e lunga scadenza.
Prima della fine abbiamo ricordato l'appuntamento di venerdì 20 ottobre al Teatro Verdi di Firenze luogo di discussione e di confronto fra giovani, amministrazioni locali e nazionali, per fare  scelte coraggiose di vero cambiamento e dare dignità al nostro Paese attraverso una seria lotta alla mafia, all’evasione e alla corruzione.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 9 maggio 2017

Terzo incontro con le giovani sentinelle fiorentine

Lunedì 8 maggio hanno esordito le giovani sentinelle fiorentine per il terzo appuntamento del progetto. Nei prossimi giorni seguiranno tutte le altre di Toscana, Veneto e Lazio. Ad accogliere studenti e studentesse nell’ampio teatro Puccini Bernardo Fallani, assessore alla Cultura di Pelago, in rappresentanza oggi della Città metropolitana. In platea posti vuoti perché alcune delle scuole non hanno potuto partecipare ai lavori per la difficoltà a raggiungere il teatro.
Bernardo Fallani ha ringraziato la Fondazione per il lavoro svolto in tutti questi anni, e di cui è testimone negli incontri con i giovani di Pelago, e ha ricordato loro il valore delle norme e i diritti che hanno in Europa una lunga tradizione che data al 1789. Li ha invitati a perseverare con tenacia e costanza.
La Fondazione ha ripreso la sollecitazione di Bernardo Fallani invitando ragazze e ragazzi ad una ostinata determinazione a farsi ascoltare, ad esigere i propri diritti, senza recedere e senza paura di essere talvolta petulanti perché tale atteggiamento si rende necessario quando vi sono difficoltà nel confronto e chi ha il potere di decidere tende a sfuggire nelle occasioni scomode.
A prendere la parola per primi i giovanissimi della scuola media Redi del comprensivo Caponnetto di Bagno a Ripoli. Studenti e studentesse delle classi che hanno lavorato al progetto indossavano una maglietta rossa con la scritta Redi, una sorta di divisa che hanno adottato nelle loro uscite e in altre occasioni definite in osservanza di alcune regole del loro decalogo. Infatti per il tema scelto hanno preparato dieci proposte che contribuiscono a migliorare la vita scolastica, norme da rispettare e da proporre a coetanei e coetanee per rendere più piacevoli gli ambienti e gradevoli i comportamenti nella scuola, dove trascorrono molto tempo e che vorrebbero fosse aperta anche oltre l’orario delle lezioni. Grazie ad una serie di mercatini ed altre iniziative hanno dato voce a questi loro intenti coinvolgendo genitori e cittadini. Un bel video ha riassunto in conclusione il loro punto di vista.
Il tema della scuola e degli ambienti che ospitano studenti e studentesse è stato ripreso anche dai pari età del comprensivo Balducci di Fiesole. Loro hanno ricostruito la storia del proprio istituto per offrire ragioni e motivi di intervento per migliorare l’edificio ed alcuni spazi esterni. Le loro sollecitazioni hanno trovato orecchi attenti nell’assessora Nencioni che ha riconosciuto il valore dell’impegno dei giovani ma ha pure sottolineato lo sforzo dell’amministrazione comunale in direzione della partecipazione. Infatti il comune di Fiesole ha fatto un regolamento per favorire la collaborazione e il contributo dei cittadini e ha aggiunto la  disponibilità a ricercare delle risorse, pur nella scarsezza di quelle dell’amministrazione, per realizzare alcuni degli interventi sollecitati da studenti e studentesse. Ha voluto, in conclusione, ricordare che la scuola e i suoi spazi sono beni che appartengono a tutti, nessuno escluso, stigmatizzando con questa sua presa di posizione quegli atteggiamenti di alcuni genitori che volevano escludere dall’uso degli impianti sportivi alcuni migranti ospiti del comune di Fiesole.
Un altro filone tematico di notevole interesse è stato quello della tutela ambientale. Sia pure con ottiche diverse e in riferimento a situazioni molto differenti, ragazze e ragazzi degli istituti superiori hanno posto la loro attenzione sulla questione del degrado ambientale. Quelli del Liceo Rodolico di Firenze hanno rivolto la loro ricerca di alcuni corsi d’acqua: l’Arno e i suoi affluenti in territorio fiorentino: Ema, Greve, Pesa, Pesciola ed Elsa. Quelli del Liceo Enriques di Castelfiorentino hanno messo sotto la lente la vicenda dell’edificio ex Montecatini nel loro comune.
L’osservazione e l’analisi della condizione dei corsi d’acqua è stata arricchita sia dalle escursioni dei diversi gruppi di studenti e studentesse che hanno documentato anche con immagini e con interviste la situazione, sia dalla ricerca di dati scientifici delle istituzioni preposte a sorvegliare l’Arno e i suoi affluenti, in particolare ARPAT e ISPRA. Ne è venuta fuori una disamina attenta che ha messo in rilievo una coincidenza poco piacevole: tanto più è distante il corso d’acqua dalla vetrina turistica, tanto più cresce il disinteresse e la disattenzione. Parole forti che avrebbero avuto bisogno di un’interlocuzione anche tecnica che è mancata.
D’altro canto anche la vicenda dell’ex fabbrica Montecatini, tortuosa e intricata nei diversi passaggi, presenta aspetti che lasciano perplessi per le implicazioni sul benessere collettivo, non solo quello fisico ma anche quello di un ambiente sano. Dopo un breve excursus storico per conoscerne le vicende, studenti e studentesse hanno puntato il dito sull’inquinamento del sito e sul processo di risanamento e recupero. In quello spazio hanno proposto di realizzare un parcheggio,  un luogo di accoglienza per migranti e un parco. Nell’incontro con il Consiglio comunale hanno avuto risposte evasive, e l’assenza dell’amministrazione di Castelfiorentino a questo appuntamento dell’8maggio ha impedito ogni ulteriore chiarimento.
Ad un lavoro di ricerca documentaria si sono invece dedicati i giovani dell’Istituto Leonardo da Vinci. Con il titolo Mafia e terrorismo hanno raccolto informazioni e immagini sulle vicende del nostro Paese risalendo per qualche aspetto all’Unità d’Italia. Divisi in gruppi hanno approfondito alcune delle vicende mettendo in rilievo fatti terribili di terrorismo e di mafia sin dalle origini, a sottolineare quanto sia importante la cura della memoria e l'importanza di trasmetterla.
Questa grande ricchezza di contributi è frutto del lavoro a scuola, dell’impegno straordinario di tanti insegnanti, della larga disponibilità di ragazze e ragazzi che avrebbe bisogno di un qualche riconoscimento pubblico, uno spazio dove discutere e confrontarsi e l’augurio è stato quello che la Città metropolitana valorizzi quanto propongono i giovani, offra loro spazi e occasioni.
A studenti e studentesse abbiamo riproposto le nostre convinzioni sul rispetto delle norme quale presupposto della cittadinanza, ma insieme anche la consapevolezza che non basta osservare le regole senza un forte senso civico, senza la coscienza del valore morale di esse, per una convivenza civile giusta. Altrimenti ci ritroveremo in quella condizione in cui prevale il semplice rispetto esteriore che ha dato e continua a dare origine ad equivoci sui “ figli buoni dei mafiosi”, quelli che rispettano le regole dopo aver beneficiato di ricchezze e benessere frutto delle attività criminali dei padri, o che dimenticano di pronunciare anche solo una parola sui terribili delitti di cui si sono macchiati i propri genitori. “Figli buoni dei mfiosi” ai quali offrono spazi generosi e ascolto compiacente anche la televisione e i giornali.
Anna Ravoni sindaco di Fiesole, in rappresentanza della città metropolitana, ha concluso l’incontro ringraziando tutti i giovani, ricordando loro che la legalità è il punto di partenza della convivenza e dei beni comuni, della cittadinanza e della partecipazione. E in nome di essa ha auspicato la formazione del Consiglio comunale dei ragazzi a Fiesole e laddove non è ancora attivo.


Editore Domenico Bilotta
Responsabile Nazionale Progetto Scuola

venerdì 5 maggio 2017

Conferenza finale delle giovani sentinelle siciliane

Martedì 28 aprile nel bel palazzo monumentale dell'Albergo delle Povere di Palermo si è tenuta la Conferenza finale del progetto delle giovani sentinelle siciliane. Nella sala stipati 200 ragazzi e ragazze provenienti da quattro città delle province di Palermo, Trapani e Siracusa in rappresentanza dei tremila studenti e studentesse coinvolti in questo percorso di cittadinanza attiva: Capaci 800; Corleone 800; Castelvetrano 200;  Siracusa 12 istituti per circa 1200. Altri ne hanno fatto richiesta e si aggiungeranno il prossimo anno scolastico.
Presente l’assessore regionale all’Istruzione e della Formazione Professionale, Bruno Marziano.
I ragazzi di Capaci sono stati i primi a prendere la parola. Dopo la giornata del 27 aprile, accompagnati dal proprio Dirigente scolastico, hanno rappresentato, con una scaletta di canzoni a tema, lo sviluppo del loro progetto di questi due anni. Il ritmo dei loro brani musicali ha coinvolto tutti i presenti. Ha preso poi la parola l'unico rappresentante istituzionale locale, il sindaco di Capaci, Sebastiano Napoli, in quanto i comuni di Corleone e Castelvetrano sono commissariati. Il Sindaco si è complimentato con i propri giovani cittadini e ha dichiarato che ha voluto fortemente essere presente e condividere con loro questo percorso ricco di emozioni che segnano un cambiamento perché amministrazione, genitori e ragazzi si sono impegnati in difesa di un bene comune.
Dopo è toccato ai ragazzi di Castelvetrano. Anche loro hanno fatto ricorso al linguaggio musicale, hanno voluto testimoniare l’attaccamento alla propria terra, con l’intento di difendere dal degrado le bellezze della loro città ricca di storia. Lo scorso anno si sono occupati del randagismo, oggi della raccolta differenziata e delle potenzialità del riciclo dei materiali. Approfondimento, impegno che ci auguriamo presto possa avere occasioni di confronto e ricerca di soluzioni con una nuova amministrazione che li possa degnamente rappresentare.
È stata poi la volta di Corleone: per loro avevamo chiesto alla Regione Sicilia di dare un segnale per riparare al silenzio degli anni passati quando ragazzi e ragazze grazie all’impegno e alla passione delle loro infaticabili insegnanti, nel 2014, all’incontro con i propri amministratori nella sala consiliare, i ragazzi più piccoli avevano cantando una canzone dal titolo Adesso basta con il ritornello che dice: “coi mafiosi adesso basta”; mentre i più grandi avevano interpretato l’altro brano E io dico che no. Quel giorno la Fondazione aveva scritto di svolta epocale nel report inviato all’ANSA: per la prima volta su quegli scranni dove sedevano gli amici di Ciancimino, dei ragazzi avevano detto no alla mafia!
L’avvenimento ci aveva rafforzato nella convinzione di essere accanto a loro, di non lasciarli soli, con nella testa le parole di Antonino Caponnetto: “La mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia!” Ma i media tutti avevano risposto con il silenzio, solo Paolo Borrometi, coraggioso giornalista antimafia de La Spia, aveva raccontato di quella giornata. Da allora continuiamo a ripeterci: da che parte stanno i media? E quella nostra  domanda è divenuta via via più urgente quando abbiamo letto di Angelo Provenzano, figlio di Bernardo, che collabora come guida turistica con un'agenzia di viaggi statunitense accompagnando i turisti nei luoghi di mafia! Ancora, abbiamo appreso della figlia di Totò Riina che siedeva nel consiglio di istituto di una scuola di Corleone. Per concludere, a dare il peggiore esempio ha provveduto la RAI con l’intervista e la presentazione del libro di Salvatore Riina, figlio minore del capo mafia.
I risultati di tanta esposizione mediatica li abbiamo raccolti quest'anno: nel corso di un incontro alcuni ragazzi hanno affermato che anche in casa di Totò Rina il figlio minore ha fatto la scelta di stare nella legalità! In una scuola della provincia di Siracusa i familiari di un mafioso chiedono di poter replicare a quanto è stato affermato a scuola durante un incontro sui temi della legalità e della cittadinanza.
Le giovani sentinelle della Sicilia non demordono nonostante le resistenze e le difficoltà, il voltarsi dall’altra parte e i contrattempi, forti delle convinzioni di Antonino Caponnetto: “le battaglie in cui si crede non sono mai perse!” Per questo abbiamo chiesto al presidente Rosario Crocetta di dare dei segnali forti, di schierarsi investendo risorse nella scuola, di respingere risolutamente i discorsi di certa stampa al servizio dei poteri occulti che si chiede quanto ci costa l'antimafia senza chiedersi mai quanto costa la mafia, la corruzione e l’evasione fiscale. La Fondazione ha richiesto un impegno alle amministrazioni di sottoscrivere la Mozione della legalità per un contrasto efficace alla mafia, alla corruzione e all’evasione fiscale. Noi siamo in attesa di risposte e di prese di posizione nette e non equivoche.
I giovani di Corleone si sono schierati con le cooperative delle terre confiscate, con la cooperativa degli imprenditori onesti. Il loro progetto di quest’anno ha riguardato i diritti dei contadini, contro il loro sfruttamento, hanno parlato della filiera economica dei prodotti del loro territorio come il grano o il pomodoro.
Hanno chiuso i ragazzi più grandi di Siracusa: la fiscalità, il caporalato, lo sfruttamento, i rifiuti e come la mafia si inserisce nelle maglie lasciate vacanti da una parte di istituzioni complici sono stati gli argomenti che hanno approfondito con una varietà di approcci e di linguaggi. Pur nelle differenze di età e di ordini di scuole ma con la stessa voglia di essere protagonisti e partecipi per un riscatto della propria terra, hanno testimoniato la voglia di vivere in una terra libera. Tanti i temi, tante le emozioni: tutto grazie alla scuola e alle insegnanti, partigiane dei valori.
Rosario Crocetta con la sua presenza ha voluto ripagare l’impegno dei ragazzi, e nel suo discorso si è rivolto a piccoli e grandi utilizzando i loro linguaggi e facendo propri gli stessi propositi, senza tralasciare le responsabilità e il ruolo di presidente. Così nel chiudere, salutando studenti e studentesse, ha ricordato l’impegno di tornare in Consiglio dove era in discussione e in votazione il bilancio di previsione della Regione siciliana per l’esercizio 2017-2019. 


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giovedì 4 maggio 2017

Doppio incontro Giovani sentinelle a Verona e a Capaci

Giovedì 27 aprile i giovani dell’Istituto Giorgi di Verona incontrano la propria Amministrazione locale, accolti dall’assessore all’Istruzione, Alberto Benetti, al quale hanno illustrato la propria proposta che hanno elaborato e approfondito. I ragazzi della classe seconda hanno saputo lavorare con passione e impegno per essere al passo con i propri coetanei e coetanee che si ritroveranno per il terzo degli incontri il prossimo venerdì 19 maggio.
La fondazione ha introdotto i lavori ringraziando innanzitutto l’amministrazione comunale di Verona per aver accolto i propri cittadini e l’assessore Benetti per la disponibilità a discutere e confrontarsi con loro, poi ha illustrato brevemente gli obiettivi del progetto: favorire il protagonismo giovanile quale strumento per fare esperienza della cittadinanza attiva. In questo senso abbiamo ripreso il ragionamento del primo incontro: rispetto delle regole, cura dell’ambiente in cui si vive, cura degli altri in coerenza con il dovere costituzionale della solidarietà, partecipazione.
Alberto Benetti si è soffermato sul significato del governo della cosa pubblica quale servizio per la comunità che nella sala consiliare è variamente rappresentata. Cittadini e cittadine possono partecipare ai lavori del Consiglio con modalità differenti: o presenti in sala, o remotamente usufruendo degli strumenti della rete, o informandosi dai media: cartacei, radiofonici, televisivi, social.
Tutte queste notazioni hanno costituito lo sfondo per il progetto dei ragazzi dell’Istituto Giorgi. Le panchine della legalità è stato il tema scelto per questa loro prima esperienza. All’uscita della loro scuola vi è una strada stretta che immette su una più larga, una sorta di corridoio su cui si affacciano, oltre al loro edificio, altre abitazioni. Su questa strada, accanto all’ingresso dell’edificio scolastico vorrebbero che fosse collocata una semplice panchina con due segnali che rammentino il contrasto alla mafia. Analogamente hanno proposto che altre due panchine fossero collocate in luoghi adiacenti alla scuola, in particolare una in uno slargo che funge da rotatoria per il traffico automobilistico dove ora si trovano dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Per essi hanno ipotizzato lo spostamento in un posto vicino dove ve ne sono altri.
Per illustrare la propria proposta hanno utilizzato un video, senza voce e commenti, quasi a sottolineare una delle virtù della panchina: luogo di socializzazione e di incontro, ma anche di riflessione, di memoria perché le tre hanno i nomi dei giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Antonino Caponnetto.
Quella che appariva a prima vista una proposta semplice ha assunto, nelle parole dei ragazzi, una fisionomia ben più complessa e articolata: un intervento sulla immagine quotidiana della città in cui si vive che vuole essere segno di chi vive in quel determinato luogo e testimonianza dei valori in cui crede e delle virtù civiche.
Alberto Benetti ha raccolto la proposta dei giovani esaminandone alcuni aspetti, sollecitandoli ad essere precisi e rispettosi delle procedure, offrendo consigli e suggerimenti. Ha ricostruito l’iter perché il tema divenga oggetto di discussione nell’assemblea consiliare, quali gli assessorati e gli uffici interessati, le difficoltà da affrontare. Le sue parole e quelle degli insegnanti hanno dato il via ad un confronto vivace. La Fondazione e l’assessore hanno voluto sottolineare l’importanza del rispetto delle procedure, elemento di rilievo della democrazia, ma la discussione ha messo in rilievo anche altri aspetti che sfuggono spesso ad un’osservazione superficiale: confrontarsi e prendere una decisione in merito ad una proposta comporta impegno e fatica, buona predisposizione  e capacità di ascolto; in secondo luogo nel fare una scelta occorre valutare molti fattori e questo ci ricorda che governare è un’arte complessa che richiede molta pazienza ed evitare facili semplificazioni.
L’esperienza di cui sono stati protagonisti i giovani dell’Istituto Giorgi ci ha insegnato tutto ciò e la disponibilità dell’assessore all’Istruzione ha contribuito a rendere l’incontro interessante e ricco di stimoli.
Con i giovani ci siamo dati appuntamento per il prossimo venerdì 19 maggio a Padova, in occasione della Conferenza finale delle scuole del Veneto che hanno partecipato al nostro progetto.

Sergio Tamborrino
Responsabile Regionale scuola 



Sempre Giovedì 27 aprile 800 ragazzi e ragazze della Direzione Didattica Alcide De Gasperi di Capaci si sono dati appuntamento nella villa comunale principessa Mafalda di Savoia della loro città. Sin dall’appuntamento del 13 marzo avevano chiesto alla Fondazione di volersi incontrare, il giorno prima del terzo appuntamento a Palermo. Volevano essere presenti tutti, condividere e fare le prove del lavoro svolto in questi anni che solo una delegazione di 50 di loro avrebbe presentato il 28 aprile all’appuntamento con la Regione Siciliana. Hanno voluto farlo nella loro villa, luogo che oggi sentono proprio,  mostrando con il loro percorso che la scuola può cambiare, formare, dare ai ragazzi quei valori per divenire cittadini attenti in difesa dei beni comuni. Insieme alla propria Amministrazione in questi due anni hanno lavorato per riportare la villa a nuovo splendore. Hanno iniziato di pomeriggio a frequentarla e a difenderla, alcuni giorni fa hanno ripreso un signore che buttava dei rami nella vasca dei pesci, si sono avvicinati e in modo garbato hanno fatto notare che la villa è un bene di tutti, hanno spiegato il loro progetto di giovani sentinelle, della riqualificazione delle villa e del loro diritto a vivere e giocare in ambienti belli e puliti, hanno chiesto quindi di rispettarla e di essere accanto a loro in questa azione di civismo.
Alle 10.30 in ogni angolo della villa vi erano bambini e bambine, chi piantava fiori, chi preparava i cartelli da esporre a Palermo, altri danzavano, i più piccoli hanno occupato l’angolo dei giochi. Ogni gruppo era seguito dai propri insegnanti. Alla regia non poteva mancare il loro dirigente scolastico, Vito Cudia, infaticabile e appassionato, accanto l’assessore all’Istruzione di Capaci, Erasmo Napoli, entrambi orgogliosi di questo cambiamento. Dispiaciuti hanno affermato che di recente vi è stato un atto vandalico ai bagni all’interno della villa, ma il cambiamento è in atto: bambini, scuola e genitori non vogliono mollare e con l'amministrazione firmeranno un protocollo d’intesa che favorirà il loro coinvolgimento e consentirà di lavorare insieme alla cartellonistica. Gruppi di ragazzi e ragazze realizzeranno disegni e pitture sui muri di recinzione della villa, ci saranno degli incontri con i cittadini del quartiere per sensibilizzarli a conservare integri i giardini e gli altri beni comuni e a non girarsi dalla parte sbagliata!
La Fondazione ha fatto notare ai ragazzi che ognuno di loro potrà parlarne nella propria famiglia, raggiungendone così 800 famiglie, raccontare la sua esperienza ai propri parenti e vicini, informando un numero di cittadini così alto fra cui, probabilmente, anche chi è stato l’autore degli atti vandalici. Vogliono che che si ripeta con questi ignoti responsabili del danno arrecato alla villa quanto è accaduto con quel signore che aveva buttato i rami nella vasca: grazie al dialogo, al confronto o con la denuncia si può arrivare al cambiamento.
Il sindaco Sebastiano Napoli che ci ha raggiunti subito dopo ha voluto ringraziare i giovani e le famiglie e si è impegnato a sostenere la scuola in questa battaglia.
Vito Cudia ha affermato che l'appuntamento con i bambini e con le famiglie aveva anche  un importante significato per chi amministra la Regione Siciliana: con le loro prove si intendeva sollecitare il presidente della loro Regione, Rosario Crocetta, a sostenere questi progetti di Cittadinanza, la scuola in difesa della legalità e dei diritti, perché il protagonismo giovanile, l’entusiasmo e la passione di tanti ragazzi e ragazze accrescono il senso della responsabilità e la consapevolezza dei diritti, ma occorrono anche dei finanziamenti capaci di far muovere la via del cuore e questi bambini e bambine ne sono una testimonianza.
Dopo gli interventi i protagonisti sono stati i ragazzi e le ragazze: saliti sul palco hanno cantato numerosi brani del passato, a sottolineare le varie fasi del loro lavoro dei due anni, hanno poi continuato con danze e grida festose, coinvolgendo mamme e insegnanti a ballare, esaltando gioia e suscitando emozioni. Musiche e danze si sono concluse solo intorno alle 14.00, con i giovanissimi convinti di portare questo messaggio il giorno dopo a Palermo.


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