venerdì 17 marzo 2017

Giovani sentinelle crescono. Da Corleone a Verona


Martedì 14 marzo secondo appuntamento in Sicilia con le giovani sentinelle di Corleone. Nell'Aula Magna dell'Istituto Don Colletto protagonisti sono i ragazzi e le ragazze della Direzione Didattica Finocchiaro Aprile e della Scuola secondaria di primo grado Vasi. Ad accoglierli il Commissario straordinario Giovanna Termini, nominata dal Presidente della Repubblica dopo lo scioglimento del Comune di Corleone per mafia. Nel suo saluto ai giovani si è soffermata ad illustrare il proprio ruolo e le competenze a seguito della decisione di sciogliere il Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. A proporre lo scioglimento è il Ministro dell’Interno dopo che il Consiglio dei Ministri ha deliberato in tal senso quando emergono elementi concreti, univoci e rilevanti su collegamenti diretti o indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata o su forme di condizionamento degli amministratori stessi, che compromettono la libera determinazione degli organi elettivi e amministrativi e il buon andamento delle amministrazioni. Compito del Commissario è amministrare la comunità fino a nuove elezioni. Ha proseguito osservando quanto sia difficile per un prefetto rappresentare le istituzioni senza essere espressione della comunità, senza avere avuto il consenso di cittadini e cittadine.

Ha preso poi la parola Natalia Scalise, Dirigente scolastica dell’istituto Don Colletto, che ha espresso il desiderio condiviso con alcune insegnanti di partecipare il prossimo anno al progetto Giovani sentinelle della legalità.

Nell’introdurre i lavori la Fondazione ha illustrato in maniera dettagliata l’articolazione del progetto, soffermandosi in particolare sul significato di ogni incontro, indicandone tempi e finalità, e sul senso complessivo dell’educare alla cittadinanza e al rispetto delle regole.

A facilitare questo compito vi sono i lavori che gli stessi ragazzi di Corleone hanno fatto in questi anni. Sin dal loro primo intervento con  la canzone Adesso basta  i giovani corleonesi hanno fatto una scelta senza mediazioni o tentennamenti: basta con la mafia, basta con l'omertà. La platea ha sottolineato quanto condividesse tali intendimenti con gli applausi e l'entusiasmo ha travolto tutti rafforzando i sentimenti di resistenza, di riscatto dall’oppressione mafiosa e di speranza in un futuro migliore per questa terra.

Abbiamo ricordato a tutti i presenti che compagni e compagne più grandi avevano interpretato la stessa canzone due anni prima, nella sala del Consiglio comunale, nello stesso luogo che occupavano, un tempo, amici e conniventi dei mafiosi, certi dell’impunità e della paura di uomini e donne di Corleone. Ragazze e ragazzi non ci stanno, non vogliono cedere ai ricatti e alle prepotenze, alla paura e all’omertà e, cantando, si ribellano a difendere la propria dignità. In quella occasione avevamo chiesto a giornali e televisioni di dare spazio alla voce di studenti e studentesse, ma la risposta era stata il silenzio. Giornalisti e commentatori avevano preferito dilungarsi sulla singolare attività di Angelo Provenzano, figlio di Bernardo, come guida turistica sui luoghi di mafia per turisti annoiati e alla ricerca di emozioni forti, come quelle che si provano guardando un film! Né da meno era stata la RAI, anch’essa invitata a dare spazio all’evento, che aveva scelto invece di dare voce al figlio di Totò Riina, che raccontava solo la dimensione familiare e intima del padre dagli studi di Porta a Porta!

Il bell’incontro di martedì 14 marzo ci incoraggia e ci auguriamo che il presidente della Regione Siciliana presente all'evento inviti giornali e televisioni il prossimo 28 aprile, data del terzo appuntamento, quando i ragazzi delle scuole di Sicilia illustreranno i rispettivi progetti e discuteranno dei temi da loro sollevati, confrontandosi e dibattendo, avanzando proposte e ascoltando suggerimenti con tutti coloro che governano la cosa pubblica in nome della trasparenza e della legalità. Al Teatro Politeama ragazzi e ragazze vorranno cantare  Adesso basta e Io sono Corleonese per dare voce alle loro aspirazioni migliori.

Col titolo Vivere la legalità studenti e studentesse della Direzione Didattica Finocchiaro Aprile  hanno voluto raccontare la storia dei Fasci siciliani per giungere alla promozione dei prodotti che provengono dalle terre confiscate, sottolineando il loro impegno a sostenere chi lavora quelle terre: la cooperativa Lavoro e non Solo o i produttori dell’associazione Fior di Corleone.

Hanno poi preso la parola quelli della scuola media Vasi che in modo più approfondito si è occupata di Alimentazione e difesa della salute: le varie fasi produttive del grano e del pomodoro, la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della loro terra, hanno studiato la filiera  del grano di Tumminia, del pomodoro per approdare ad un prototipo di mercato equo e solidale.

La serata  è stata ricca di emozioni per i ragazzi che hanno ascoltato la testimonianza di Giuseppe Vitale, agente di scorta di Antonino Caponnetto, poi sovrintendente alla Direzione investigativa antimafia, impegnato nella lotta alla mafie e nella ricerca di super latitanti.

Altre emozioni ha regalato l’intervento di Angelo Corbo, agente di scorta di Giovanni Falcone e sopravvissuto alla strage di Capaci.

Infine, a ripagare l’impegno della Fondazione, le parole di un’insegnante, la sua dichiarazione di essere orgogliosa di aver realizzato il progetto, di parlare di legalità con i suoi alunni e seminare nei loro cuori un piccolo seme che col tempo darà i suoi frutti.

In ultimo, Pippo Cipriani, ex sindaco di Corleone e oggi rappresentante delle Cooperative Fiore di Corleone e Lavoro e non Solo. Ha ricordato il contributo e il sostegno di Antonino Caponnetto alle cooperative che lavorano le terre confiscate, il suo incoraggiamento e la sua vicinanza a quei giovani, stretti fra le minacce della mafia e il silenzio dei propri cittadini. Ma grazie ai tanti ragazzi e ragazze della Toscana e della stessa Sicilia e di tante altre parti d’Italia ha preso il via quel processo lento di riscatto in grado di trasformare Corleone da terra di mafia in terra di Antimafia.

Anche per loro ci siamo dati appuntamento per venerdì 28 aprile.

Verona

Grazie ai finanziamenti ai progetti per l’educazione alla legalità della Regione Veneto di cui beneficerà anche la Fondazione Caponnetto, martedì 14 marzo hanno esordito le giovani sentinelle dell’IPSIA Giorgi di Verona. I ragazzi della seconda classe, incuriositi e  partecipi ci hanno accolto nell’aula laboratorio per il primo appuntamento del progetto. Con i propri insegnanti avevano approfondito la conoscenza del giudice Antonino Caponnetto e dopo aver visto un breve filmato che racconta la vicenda del giudice abbiamo approfondito i temi della mafia e dell’enorme potere che le deriva dalle attività criminose, del riciclaggio del denaro sporco e dell’ingresso nell’economia legale con tutti gli effetti distorsivi sulle nostre libertà e sulla qualità della nostra democrazia.

Da qui la sfida lanciata loro dalla Fondazione di essere cittadini attivi e responsabili. Li abbiamo invitati a guardarsi attorno e a scegliere un tema particolarmente interessante per loro, studiarlo e approfondirlo per poi fare esperienza del confronto e della discussione pubblica con chi ha il governo della cosa pubblica nella loro città.

I ragazzi hanno manifestato tutta la loro disponibilità e hanno le idee chiare circa il tema del loro progetto, avendone già discusso in classe.

Tutti indizi che fanno ben sperare e fiduciosi ci siamo dati appuntamento per giovedì 27 aprile quando saranno ospiti dell’amministrazione comunale della città. Con le altre scuole del Veneto, parteciperanno poi, in maggio, alla Conferenza finale dove contribuiranno con il loro progetto ad arricchire il confronto con parlamentari ed esperti per fare esperienza di cittadinanza attiva.

Editore Domenico Bilotta

Responsabile Nazionale Progetto Scuola

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