mercoledì 5 novembre 2014

Giovani sentinelle a Bagno a Ripoli

Mercoledì 5 novembre le giovani sentinelle giungono a Bagno a Ripoli, comune dove ha sede la nostra Fondazione ed è stata da tempo avviata una collaborazione con la Polizia municipale che favorisce un intenso lavoro nelle scuole cittadine di ogni ordine. Con i giovani delle due scuole superiori, il Liceo Gobetti e l'istituto Volta, abbiamo voluto approfondire il tema della responsabilità di ciascuno nelle scelte quotidiane, nel rispetto delle regole e nell'esigere i diritti, quale condizione essenziale per l'esercizio della cittadinanza e, conseguentemente della libertà e della democrazia, tutti elementi che costituiscono un freno alle infiltrazioni mafiose anche nella nostra regione. Il tema della responsabilità è stato ripreso dal professor Silvio Biagi, che insieme alla collega Maria Ester Mastrogiovanni segue i giovani da alcuni anni, quando ha posto la questione di come proseguire nel lavoro: riprendere i contatti con Ataf per la pubblicità progresso pensata e disegnata dai compagni più grandi tre anni fa da collocare all’interno degli autobus e, in accordo con la stessa Fondazione, richiedere un nuovo incontro con i soggetti istituzionali – Comune di Bagno a Ripoli, Provincia di Firenze, Regione Toscana – e la stessa ATAF con l'obiettivo di esigere un'assunzione di responsabilità da parte di chi governa gli enti locali e della stessa azienda dei trasporti in ordine agli impegni che hanno assunto tre anni fa, ma che lo scorso anno dopo la privatizzazione la nuova proprietà ha paradossalmente richiesto che la pubblicità progresso venisse pagata! Noi crediamo che tale comportamento vada rivisto convinti che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni richieda comportamenti coerenti e ci aspettiamo da loro che esercitino tutta la loro persuasione per risolvere l’imbarazzante questione! Intanto un primo intervento, di facile realizzazione e immediato, è quello di preparare un cartellone con le immagini della pubblicità disegnata dai giovani e con un punto interrogativo, da collocare nell’atrio della scuola, per far conoscere ai compagni e compagne il lavoro svolto e chiedere a ogni studente e studentessa di prendere posizione sia sulla pubblicità sia sul tema specifico del pagare il biglietto. I ragazzi e le ragazze hanno ripreso l'altro progetto, già abbozzato l'anno scorso, relativo alle diverse forme di discriminazione, divulgando un questionario all’interno della scuola ma anche alle famiglie. Questa loro scelta ci induce a riflettere quanto siano attenti alla qualità dei rapporti fra uomini e donne nel nostro Paese e nelle nostre realtà quotidiane, perché sono ormai numerosi i progetti che si occupano a vario titolo di discriminazioni. Irene giovane volontaria sulle terre confiscate alla mafia ha raccontato la sua esperienza a Corleone, la sua scelta di essere solidale con la cooperativa Lavoro e non Solo e nel contrasto alla mafia, che è anche un contrasto culturale, di valori e di stili di vita. Dalla sua esperienza e da quella di altre e altri volontari ha preso il via il progetto di stradegrigie.it con l'obiettivo di monitorare i tentativi di infiltrazione mafiosa e i beni sequestrati e confiscati nella nostra regione, progetto questo per il quale collaborano con il Centro di documentazione della Regione Toscana. Ha ricordato infine l'impegno sul tema dei beni confiscati perché una consapevolezza diffusa eviti che la questione cada nel dimenticatoio e che i beni stessi siano abbandonati o posti silenziosamente sul mercato, con il rischio che siano le stesse organizzazioni criminali ad accaparrarseli. Maurizio Poggi in chiusura ha illustrato come è nato il progetto dei giovani volontari che lavorano d'estate a Corleone e in altre regioni a testimoniare l'impegno e il valore della legalità. Il silenzio nell'ascolto e le sollecitazioni dei giovani hanno fatto scorrere velocemente il tempo e la conclusione dell'incontro è giunta troppo presto. Con i giovani di Bagno a Ripoli l'appuntamento è per lunedì 23 marzo nella sala del Consiglio comunale.

martedì 4 novembre 2014

Giovanissime sentinelle a Firenze e a Pontassieve

Con non poca emozione abbiamo incontrato, martedì 4 novembre, tre classi terze della scuola elementare Duca d'Aosta. Armati di quaderni e penne, bambini e bambine con maestre e maestri hanno occupato i loro posti e hanno seguito il nostro racconto di Antonino Caponnetto e della mafia, con tante domande e tante curiosità, pronti a chiedere e a sollecitare un chiarimento. Hanno seguito poi le testimonianze di Sofia e Mari, due delle giovani volontarie che ogni anno, in estate, scelgono di lavorare volontariamente sulle terre confiscate alla mafia. E anche nel loro caso sono giunte tante domande. Con i nostri racconti abbiamo introdotto il tema delle regole e di quanto sia importante conoscerle e osservarle, per essere buoni cittadini, e abbiamo chiesto a scolari e scolare di osservare intorno a loro stessi per cogliere se vi sono casi, situazioni in cui le regole non sono osservate; di documentarsi e approfondire, perché di tutto ciò parleremo nell'appuntamento di giovedì 12 marzo 2015 con chi governa Firenze. Secondo appuntamento della giornata a Pontassieve, all'Istituto comprensivo. Ad attenderci la Dirigente scolastica con gli insegnanti. Nella sala della biblioteca due classi seconde attente e interessate hanno seguito la nostra presentazione. Abbiamo parlato di regole e di responsabilità, due elementi indispensabili per vivere in un Paese libero e democratico e i giovani hanno discusso e sollecitato risposte. Gaia, giovane volontaria sulle terre confiscate alla mafia, ha coinvolto ragazze e ragazzi con un intervento accorato invitando tutti all'impegno civile e ad essere attenti al fenomeno mafioso che toglie il futuro, fenomeno un tempo confinato ad una parte del nostro Paese. Oggi la mafia reinveste i propri capitali di origine illecita dappertutto e non c'è luogo o comunità che possa distrarsi o essere superficiale nel contrastare i tentativi di infiltrazione nel tessuto economico sano. Ha preso infine la parola Maurizio Poggi che ha raccontato di Corleone, della bella esperienza di lavoro volontario che offrono i tantissimi giovani che ogni estate lavorano sui campi confiscati e sono ospiti di Casa Caponnetto, ma anche degli anziani volontari, che insieme aiutano i soci della cooperativa Lavoro e non solo che produce sulle terre confiscate alla mafia e ridà speranza ai tanti siciliani onesti. La presenza di giovani e anziani dalla Toscana e da altre regioni costituisce un forte segnale e contribuisce a irrobustire la società civile siciliana. Il tempo è scorso veloce ma le domande dei ragazzi e degli insegnanti fanno ben sperare che anche a Pontassieve le sentinelle porteranno dei risultati sorprendenti! Ci siamo dati appuntamento per giovedì 19 marzo alle ore 16.30

Le giovani sentinelle dilagano nella Toscana.

Le giovani sentinelle dilagano nella Toscana. Lunedì 3 novembre, oltre al consueto appuntamento ad Arezzo, al Liceo artistico Piero della Francesca, risalgono in Casentino, a Pieve Santo Stefano e a Bibbiena. L'appuntamento ad Arezzo con i giovani del Liceo ha preso una piega inattesa e molto interessante. Gli insegnanti, Agostino Fabbri e Daria Meazzini (le due forze della Natura!) hanno proposto agli studenti rappresentanti di classe del triennio, che partecipano al progetto anche col compito di essere portavoce presso i propri compagni, un intervista da una televisione locale ad un agente di Polizia che si occupa di mafia e che ha denunciato la disattenzione e l'ingenuità di cittadini e di chi ha responsabilità nel contrasto alle infiltrazioni mafiose. E da questa denuncia è partita la nostra proposta di essere cittadini consapevoli e attivi, informati e attenti al territorio in cui viviamo, proprio come insegnava Antonino Caponnetto. Oggi abbiamo sempre più bisogno della partecipazione e della collaborazione di tutti, dobbiamo valorizzare il contributo di ciascuno e, in particolare, saper apprezzare l'impegno e la passione di ragazzi e ragazze nel rendere più solida la nostra democrazia e la nostra libertà. Solo così è possibile contrastare con efficacia la mafia e i suoi tentacoli che sembrano essere inarrestabili e pervasivi. Con i giovani di Arezzo ci siamo dati appuntamento per venerdì 13 marzo. Peccato non potervi far vedere le foto! Ma li ritroverete fra qualche giorno sul sito www.giovanisentinelledellalegalita.org All'Istituto comprensivo Dovizi di Bibbiena erano in quattro classi seconde della scuola secondaria inferiore. Dopo qualche ritardo i agazzi e ragazze ci hanno accolto con molto entusiasmo e con loro abbiamo discusso di legalità e del rispetto delle regole quotidiane quali condizioni essenziali per essere dei buoni cittadini. Questo confronto serrato ha fatto da premessa alla proposta della Fondazione ai giovani di essere protagonisti e cittadini attivi nella propria città individuando un tema di particolare interesse da studiare e approfondire, per poi farne oggetto di dibattito con chi governa Bibbiena e con i cittadini, a partire dai propri genitori il prossimo mercoledì 18 marzo. Ben diversa la situazione che abbiamo vissuto a Pieve Santo Stefano, comune al confine della nostra regione. All'Istituto omnicomprensivo tecnico, agrario e per l'accoglienza turistica sonno stati sorpresi dal nostro arrivo. La scuola si era iscritta, prima dell'estate, per partecipare al progetto e noi abbiamo inviato all'indirizzo di posta elettronica della stessa il calendario, prima quello provvisorio poi il definitivo, con la data dell'appuntamento con loro, e i report di tutti gli incontri che si sono svolti in queste due prime settimane. Ma l'insegnante che aveva curato l'iscrizione ha cambiato scuola e nessuno dall'Istituto, nonostante arrivassero anche a loro le email, si è curato di avvertire la Fondazione o assumere gli impegni presi dal docente. L'esperienza è particolarmente significativa dello stato di abbandono cui versa Cittadinanza e Costituzione, disciplina che sembra non avere uno statuto preciso all'interno della scuola e abbandonata alle mutevoli condizioni di vita della scuola stessa. Antonino Caponnetto aveva avvertito che i docenti sono i nuovi partigiani di questa nuova resistenza, la resistenza dei valori, ed è stato profetico in ciò, se questa disciplina dipende dalla grande disponibilità e dalla buona volontà di qualche insegnante. La Fondazione resta ferma nella sua convinzione di mantenere alta l'attenzione sulla questione e continuerà a battersi in tutte le sedi perché si tenga fede all'impegno di fare della scuola il luogo della formazione del cittadino, anche attraverso lo studio della Carta costituzionale e le esperienze significative di cittadinanza.

lunedì 3 novembre 2014

Giovani sentinelle a Lucca Comics

Come anticipato nei report dei primi appuntamenti con gli istituti superiori di Lucca e provincia, ha preso il via questa collaborazione della Fondazione e delle giovani sentinelle di Lucca con Cesvot Toscana, sezione di Lucca, e Lucca Comics. L'intendimento è quello di utilizzare il linguaggio del fumetto per parlare di legalità. Sabato 1 novembre alle 10.00 nella sala Tobino del palazzo della Provincia la Fondazione Caponnetto con alcune delle giovani sentinelle lucchesi, con altri ragazzi e ragazze e cittadini, hanno partecipato all'incontro con Paolo Borrometi, giornalista dell'AGI e del giornale online La Spia, con Angelo Corbo, ispettore di polizia sopravvissuto alla strage di Capaci, Mario Cardinali, direttore de Il Vernacoliere, Giulio Laurenzi, disegnatore, Maria Coppolecchia, Ufficio scolastico regionale per la Toscana. Il confronto è stato moderato da Antonello Riccelli, giornalista di Granducato TV. La testimonianza di Paolo Borrometi è stata particolarmente significativa per i giovani che hanno “scoperto” il valore della sua scelta di raccontare la mafia in provincia di Ragusa, subendone le conseguenze fatte di minacce e aggressioni, tanto da essere sottoposto alla protezione delle forze di polizia. Il suo racconto e quello di Angelo Corbo hanno costituito il “pretesto” per sollecitare l'impegno di ciascuno a favore delle regole e a rafforzare la cittadinanza attiva e responsabile per respingere ogni tentativo di infiltrazione mafiosa in un tessuto economico prevalentemente sano. Per tale impegno si possono usare i linguaggi più diversi, come abbiamo sperimentato in questi anni con le giovani sentinelle, e da Lucca giunge il suggerimento di ricorrere anche allo strumento del fumetto e la risposta di ragazzi e ragazze non è mancata. Noi crediamo che questa collaborazione con il Cesvot Toscana sia un'ottima esperienza e ci adopereremo per rafforzarla e allargarla ad altre esperienze ed occasioni, convinti come siamo che il lavoro comune di tanti soggetti costituisce lo strumento migliore per una rafforzare la nostra democrazia e libertà nel segno della legalità e della trasparenza.

venerdì 31 ottobre 2014

Venerdì 31 luglio le giovani sentinelle approdano a Viareggio.

Venerdì 31 luglio le giovani sentinelle approdano a Viareggio. Più che giovani sono giovanissime queste sentinelle della scuola Santa Dorotea, una quarta e una quinta della primaria, e dell'Istituto comprensivo Darsena, una seconda media. Giovanissime e attente, informate e curiose hanno ascoltato con molta partecipazione quanto abbiamo raccontato di Antonino Caponnetto e della mafia, mafia che investe il denaro di provenienza illegale anche a Viareggio e si introduce nell'economia sana. Proprio per contrastare questo disegno occorrono cittadini maturi e responsabili, ragazzi e ragazze che rispettino le regole, che si prendano cura dei beni di tutti e questa nostra sollecitazione ha avuto come risposta tante indicazioni dai giovanissimi. Abbiamo chiesto loro di sceglierne uno solo di tema per ciascuna scuola e dopo averlo studiato e approfondito, documentato e illustrato proporlo alla nuova amministrazione comunale di Viareggio, per questo proponiamo la data di mercoledì 8 aprile 2015, augurandoci che il Comune abbia, per quella data, sindaco e assessori eletti democraticamente. Con loro ci auguriamo di riprendere la discussione su uno spazio che avevano segnalato gli studenti del Liceo Galilei negli anni passati: la vecchia stazione per la quale avevano prospettato la possibilità di utilizzarla come un contenitore per attività legate alla sicurezza stradale e ferroviaria, memori, come erano quegli studenti e studentesse, della tragedia della stazione di Viareggio del 29 giugno 2009. Un altro tema più volte riscontrato è il degrado della pineta. Ai giovanissimi abbiamo rivolto l'appello ad invitare genitori e amici all'incontro nella sala consiliare per sollecitare anche loro e chiedere aiuto nel proprio percorso di educazione alla cittadinanza. Anche con i giovanissimi di Viareggio le due ore sono trascorse velocemente, troppo velocemente per soddisfare le tante domande, però siamo certi che questo percorso non si interromperà qui e che le insegnanti che hanno partecipato ai due incontri offriranno risposte e soddisfaranno ogni curiosità.

giovedì 30 ottobre 2014

Giovani sentinelle ad Aulla

Giovedì 30 ottobre le giovani sentinelle risalgono la Toscana fino ad Aulla, uno dei comuni più a nord della regione. Ad attenderci la Dirigente scolastica Anna Maria Florio e i giovani della scuola media Dante Alighieri che è ospitata in dei container, perché l'edificio scolastico è stato distrutto dall’alluvione del 25 ottobre 2011. I lavori della nuova scuola avrebbero dovuto avere inizio nel 2013 in quanto, pare, con finanziamenti già stanziati! Invece, arrivati con circa 40 minuti di anticipo, prima dell'incontro abbiamo assistito, non senza qualche emozione, ad una prova di evacuazione dai container. La sensazione non è quella di una prova come può accadere in una qualsiasi scuola ma di un ricordo molto vivo di quei terribili momenti! Poi alle 10.00, nell'aula multimediale, ha preso il via l'incontro con la classe che partecipa al progetto insieme alla propria insegnante Antonella Bettini, incontro vivace e partecipato perché questi giovani sono interessati a discutere di regole e di legalità, di infiltrazioni mafiose nel territorio, di appalti e la costruzione della nuova scuola sollecita alla massima attenzione. Le giovani sentinelle e la Fondazione seguiranno con attenzione gli sviluppi per far sì che questi ragazzi non debbano passare ancora altri anni fra le lamiere fredde o surriscaldate dei giorni soleggiati! Abbiamo parlato di gioco d'azzardo, tema che preoccupa sempre di più ragazzi e ragazze che vedono punteggiare fittamente le proprie città e i luoghi che frequentano di videogiochi e slotmachine, anche a pochi passi dai container come ci informano alcuni ragazzi! Il confronto è stato così serrato che al suono della campanella abbiamo lasciato delle domande senza risposta, ma questo percorso comune ci offrirà nuove occasioni per soddisfare tutte le curiosità e approfondire i temi sollevati. Ragazzi e ragazze lavoreranno in questi mesi scegliendo un tema di particolare interesse, lo approfondiranno e poi ne discuteranno con gli amministratori della propria città il prossimo 10 marzo 2015 alle ore 16.30

Giovani sentinelle a Prato

Mercoledì 29 novembre le Giovani sentinelle tornano a Prato dopo l'assenza dello scorso anno. All'istituto comprensivo Malaparte sono ben due gruppi: alle 8.30 bambini e bambine di quattro classi quarte della scuola primaria Collodi ci accolgono nella loro bella sala mensa per ascoltare e fare tante domande. Incuriositi della figura di Antonino Caponnetto e di cosa sia la mafia, vogliono conoscere e sono attenti alla questione delle regole e a prendersi cura di un bene che appartenga tutti i cittadini. Per questo motivo accettano ben volentieri la sfida della Fondazione di sceglierne uno, di approfondirne la conoscenza e documentare il suo stato, per poi discuterne con chi governa la città di Prato. Analoga sfida abbiamo lanciato più tardi, alle 11.00, ai ragazzi e ragazze più grandi della scuola media Malaparte. Con tre classi seconde ci siamo ritrovati nell'aula magna della scuola a parlare di mafia e di soldi riciclati, di come questi capitali sporchi inquinino l'economia legale e dei prestanome che consentono alle imprese mafiose di partecipare alle gare d'appalto pubbliche. Anche qui uno scambio vivace e serrato e il tempo è volato via, lasciando tante domande in sospeso. Con tutti ci rivedremo venerdì 13 marzo alle ore 16.30, ospiti dell'amministrazione comunale di Prato, in una delle sale del Comune, insieme all'altro istituto comprensivo della città che incontreremo, per la prima volta, fra qualche giorno. Peccato non avere la documentazione fotografica ma la scuola non aveva le autorizzazioni. Preghiamo le altre scuole che ne fossero sprovviste di fornirsene, altrimenti i ragazzi non avranno il piacere di essere presenti con le immagini contenute nel volume finale che, come tutti gli anni, pubblichiamo con i lavori delle singole scuole. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola

Conferenza finale 2013-2014 nel Salone dei cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze

Martedì 28 ottobre alle 9.30 ha preso il via la Conferenza finale delle Giovani sentinelle 2013-2014. A salutare i seicento ragazzi e ragazze giunti da ogni parte della Toscana, financo dall'isola d'Elba con sveglia alle 4 del mattino come pure da Venezia e da Padova, Cristina Giachi, assessora all'Istruzione e vicesindaco di Firenze. Nel bel Salone de Cinquecento, hanno ascoltato il suo invito ad essere testardi e rigorosi nel difendere la legalità in ogni occasione e in ogni momento, una sorta di costume morale di cui ha bisogno il nostro Paese per superare le difficoltà attuali. Come abbiamo accennato tante volte nell'ultimo anno, la platea della Conferenza è più ampia dei confini della nostra regione perché sono presenti anche giovani del Veneto che hanno partecipato al percorso di cittadinanza nella propria città e, da quest'anno, anche da loro il progetto avrà forma strutturata e una partecipazione più larga di quella dell'anno passato. E da una frase di Antonino Caponnetto la Fondazione elogia gli insegnanti come partigiani di questa nuova Resistenza, quella dei valori e delle regole, modello di buona scuola, perché con il loro impegno quotidiano fanno vivere i principi della nostra Costituzione, quella Carta che compare nel nome di una disciplina, ma che non ha uno statuto preciso, abbandonata alle coraggiose iniziative di alcuni insegnanti che si scontrano, talvolta, con la presunzione di quel Dirigente scolastico del Veneto che ha rifiutato di voler far partecipare i propri studenti al percorso di educazione alla cittadinanza perché era già stato fatto l'anno prima. Proprio come se avesse rifiutato di far studiare la lingua italiana perché era stata oggetto di studio l'anno prima! Con quella sua pretesa il Dirigente rende manifesta l’idea di una scuola luogo per accumulare nozioni e non luogo della formazione del cittadino. Ricordava il giudice padre del pool antimafia che la mafia ha più paura della scuola che della stessa giustizia e - noi siamo sicuri – della scuola di quel Dirigente non avrebbe avuto paura il mafioso. Né avrebbe avuto paura la cattiva politica perché, pure quella, non desidera avere cittadini attenti e responsabili! La buona politica invece trae insegnamenti dalle sollecitazioni e dalla interlocuzioni con i cittadini, come ci conferma Salvatore Calleri, presidente della Fondazione e assessore della Regione Sicilia con delega all'acqua, ai rifiuti, alle energie alternative e alle cave, che ha raccontato la sua esperienza di amministratore. Per lui, anche quanto è stato prodotto dalle Giovani sentinelle in questi anni è stato oggetto di riflessione e stimolo nell'articolare la nuova proposta di legge sull'acqua, bene privato in Sicilia e da sempre oggetto di ricatto mafioso nei confronti di cittadini e amministratori, proponendo la sua ripubblicizzazione, come è stato più volte sollecitato da tanti ragazzi e ragazze degli istituti toscani in questi anni. Le proposte dei giovani sono, in verità, tante e articolate. Segnaliamo in particolare tre questioni: il gioco d'azzardo, studiato e approfondito, che sta divenendo nel silenzio, e nella connivenza, meccanismo per il riciclaggio del denaro sporco, come abbiamo più volte ricordato. In particolare i giovani di Venezia hanno ascoltato durante il nostro incontro il racconto di un giocatore affetto da ludopatia e, per questo, testimone diretto della presenza in sala giochi di uomini che giungono, di notte, in una di tali sale sempre aperte e cambiano mazzette di denaro sporco, proveniente dallo spaccio o dalla prostituzione locale, con ricevute di vincite mai avvenute. La seconda riguarda una caserma da molti anni chiusa e vuota che viene negata per ospitare una scuola, come da tempo hanno chiesto i giovani del Liceo artistico di Pistoia, come se quel bene fosse proprietà esclusiva di un ministero e non dello Stato. Il caso è esemplificativo di un modo di agire che esclude cittadini e istituzioni dalla discussione pubblica e dalla possibilità di poter esercitare quel potere di indirizzo della politica che pure è riconosciuto dalla nostra Costituzione. In ultimo, ragazzi e ragazze di Bagno a Ripoli hanno riproposto il tema del contrasto a chi viaggia senza pagare il biglietto sull'autobus grazie ad una pubblicità progresso. La loro sollecitazione si trascina da tempo e ha messo in luce un aspetto dell'essere cittadini denso di insegnamenti. Con i ragazzi e le ragazze abbiamo avuto un primo incontro cui hanno partecipato il Comune di Bagno a Ripoli, la Provincia di Firenze e la stessa ATAF, tutti disponibili a far partire il progetto. La campagna non è mai partita e, quest’anno, i giovani del Gobetti e Volta hanno sollecitato a mantenere la promessa. Ad un secondo appuntamento con l’ATAF hanno ricevuto come risposta dalla stessa una richiesta di denaro come se i giovani fossero un'azienda che acquista spazi pubblicitari sugli autobus! Il paradosso della vicenda è un’azienda prima pubblica e poi privata che nel rincorrere il profitto ad ogni costo dimentica il valore del richiamo della responsabilità civica fatta dai giovani cittadini. Noi crediamo che le istituzioni coinvolte di tutto l’hinderland a cui giunge questo report e questo nostro appello, e che purtroppo erano assenti martedì mattina, debbano rispondere con i fatti e dare una dimostrazione di credibilità! Con i giovani del Gobetti e Volta restiamo in attesa di una soluzione. Delle altre due questioni invece discuteremo il prossimo 18 dicembre quando una delegazione di tutte le scuole che hanno partecipato al progetto 2013-2014 sarà ricevuta prima dal ministro Giannini, poi dai presidenti di Camera e Senato e insieme a loro incontreremo alcuni parlamentari per sottoporre i temi che hanno affrontato e offrire Idee e proposte della Scuola italiana, il volume che le raccoglie in modo sistematico. Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, non ha partecipato alla Conferenza, ma ha promesso di ricevere questi giovani con i loro insegnanti, modello della buona scuola, pochi giorni prima di Natale. In sua vece è intervenuta Rosa De Pasquale, direttrice dell'Ufficio scolastico regionale, che ha ringraziato la Fondazione perché promuove la cultura della legalità e le buone pratiche. Si è poi soffermata sull'insegnamento di Antonino Caponnetto, in particolare insistendo su quanto sia necessario essere conseguenti nel tradurre i propri principi in azione. Delle tante proposte che sono state avanzate dai giovani vi è stata poca discussione, perché poche le amministrazioni presenti: solo i Comuni di Firenze, Cascina e Monsummano, le Province di Arezzo e Pistoia. Difficile discutere e confrontarsi a singhiozzo, ne va della credibilità delle istituzioni e della fiducia dei cittadini in esse, in particolar modo quando è necessario affrontare temi così complessi e densi di implicazioni. Interlocuzione è venuta dalla vicepresidente della Regione Toscana, Stefania Saccardi, che ha voluto sottolineare quanto sia importante ciascun progetto perché arricchisce le nostre conoscenze e gli strumenti di cui disponiamo per intervenire e risolvere i problemi del nostro tempo. In questo senso ha ricordato come presso la Regione Toscana si sono costituiti due tavoli di lavoro: uno sulla legalità e l’altro sui beni confiscati alle organizzazioni criminali con lo scopo di studiarne i possibili usi. L'entusiasmo dei giovani non è venuto meno perché, anzi, si è rafforzato con lo scambio di esperienze e con l'arricchimento del nuovo progetto che ha preso il via il 20 ottobre. La questione dei beni confiscati e l'opportunità di usare il linguaggio dei fumetti a Lucca, le testimonianze dei giovani volontari sulle terre confiscate e la collaborazione con altri soggetti sono tutti elementi che contribuiscono a dare nuovo slancio e nuovo vigore al lavoro dei tanti giovani e giovanissimi impegnati quest'anno nel percorso di cittadinanza con la Fondazione.

sabato 25 ottobre 2014

Givani sentinelle a Firenze

Venerdì 24 ottobre ben quattro appuntamenti con le Giovani sentinelle a Firenze. Alle 8.30 primo appuntamento con scolari e scolare della scuola elementare dell'Istituto comprensivo di Calenzano. In località Carraia ci attendono bambini e bambine di tre quinte classi attentissimi e curiosi, perché conoscono già Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La loro insegnante, Grazia Biagiotti, ha partecipato al nostro aggiornamento dello scorso aprile e ha anticipato il lavoro con i propri scolari che, quando siamo arrivati, erano già pronti con le domande. Con lei altre due insegnanti che seguiranno il progetto, Alessandra Liverini e Maria Maddalena Lenglet. E le due ore sono volate via con uno scambio serrato e senza respiro, e con il dispiacere di non aver esaurito tutte le domande. Per la Fondazione oggi è motivo di orgoglio in quanto, per la prima volta anche alcuni ragazzi e ragazze, Irene, Gaia, Sofia, Gemma, Marì, Serena e Ruggero che, dopo l'esperienza di lavoro volontario sulle terre confiscate alla mafia a Corleone, hanno deciso di dare continuità al loro impegno anche collaborando con la Fondazione al progetto raccontando della propria esperienza, inoltre cureranno un sito sui beni confiscati che presenteremo il 28 alla Conferenza finale. Con gli scolari e scolare di Calenzano ci siamo dati appuntamento per mercoledì 11 marzo. Poi, alle 11.00 siamo stati ospiti all'ISIS Leonardo da Vinci, dove ben cinque classi seconde e terze ci hanno accolto nella bella Aula magna della scuola. Con loro abbiamo ricordato la vicenda di Antonino Caponnetto e quanto accaduto a Firenze più di vent'anni, nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993, in via dei Georgofili, e abbiamo introdotto il tema dei beni confiscati e quello del denaro sporco, con particolare attenzione al riciclaggio che si realizza introducendo, in modo del tutto legale, banconote in alcune slot machine che restituiscono dei tagliandi come se si fosse vinto al gioco. Tutto ciò allo scopo di sottolineare quanto la criminalità mafiosa sia vicina a noi. Come già a Lucca abbiamo informato i giovani di questo ulteriore arricchimento del progetto relativo ai beni confiscati alla mafia. A Firenze ve ne sono ben sette, ma son in pochi ad averne conoscenza e ad essere consapevoli della gravità della presenza economica delle organizzazioni criminali in città. Ai ragazzi e alle ragazze abbiamo proposto di occuparsene, scegliendone uno e studiandolo, ricostruendone le vicende per cercare di capire le modalità con cui la mafia o la camorra sceglie di penetrare nel tessuto economico di una città. Ha suscitato curiosità e interesse questa nostra sollecitazione, come pure il racconto delle ragazze che sono state volontarie sulle terre confiscate alla mafia a Corleone. Con noi anche Maurizio Poggi che ha invitato i giovani del Leonardo da Vinci a partecipare la prossima estate, mentre nella scuola una classe sarà a Corleone in primavera e dormiranno a Casa Caponnetto. Un altro gruppo della Fondazione, alle 8.30 era ospite dell'Istituto comprensivo Piero della Francesca. Una classe terza con la propria insegnante, Germana Pro, e il professor Barbagallo ci ha accolto in un aula multimediale e ha seguito con attenzione la proiezione del video e poi l'illustrazione del progetto e la proposta di occuparsi di un tema per loro particolarmente urgente da analizzare, studiare e approfondire, oggetto poi di un confronto con gli amministratori cittadini. Molte domande e richieste di chiarimenti, mentre grande interesse ha suscitato la testimonianza di Gemma e Mari, le due giovani volontarie sulle terre confiscate che hanno raccontato la loro esperienza, le motivazioni della loro scelta, come sono state accolte a Corleone e come sia cambiata la città siciliana grazie anche alla loro presenza. Particolarmente significativi anche i ricordi e la testimonianza di Dario, nipote di Antonino Caponnetto, che hanno colpito molto ragazzi e ragazze. Alle 11.00 siamo stati accolti dai giovani del Liceo Rodolico. Due classi seconde che avevano già partecipato lo scorso anno e una classe prima dopo aver visto il video e ascoltato la proposta a proseguire nell'impegno delle Giovani sentinelle hanno ascoltato con molto interesse prima il racconto di Serena e Ruggero, giovani volontari a Corleone, e poi Maurizio Pascucci, Responsabile beni confiscati della Fondazione. Le sue analisi puntigliose della questione hanno offerto molti spunti di riflessione e le domande si sono fatte incalzanti e serrate. I giovani hanno lamentato la scarsa attenzione prestata loro dalle istituzioni locali lo scorso anno e l'assenza di una qualsiasi risposta ai temi sollevati. La Fondazione ha ribadito quanto sia importante l'educazione alla cittadinanza grazie alla discussione e al confronto, li ha invitati a non desistere a non arretrare di fronte alle difficoltà e, certamente, la bella esperienza di volontariato aiuta a comprendere meglio di tante parole quanto sia decisiva la tenacia e la perseveranza, il non arretrare dinanzi alle difficoltà. La Fondazione non desiste dall'invito a chi governa la città dal confronto con i propri cittadini e lo farà anche il prossimo mercoledì 12 marzo quando studenti e studentesse fiorentine saranno ospiti degli amministratori in Palazzo Vecchio.

venerdì 24 ottobre 2014

Dalla periferia di Lucca all'alta Versilia

Ancora due Istituti comprensivi che hanno deciso di partecipare al percorso delle Giovani sentinelle. Il primo nell'alta Versilia, a Pontestazzemese, frazione del comune di Stazzema, intitolato agli uomini, ai bambini e alle donne trucidate dalla furia nazista, dove il tema della memoria storica è fortemente vivo. E quella memoria ben si lega all'altra di magistrati, uomini e donne delle forze dell'ordine, giornalisti e uomini politici che hanno lottato fino all'estremo contro la mafia. Le due memorie sono imprescindibili per ricreare uno spirito civico e una solida cultura delle regole, a cominciare da quelle fondamentali della nostra Carta costituzionale, per il nostro Paese e questi compiti richiedono un forte impegno a tutti, anche ai giovani e giovanissimi, ai quali la Fondazione lancia l'appello ad essere sentinelle di legalità. Le due classi seconde hanno seguito il programma del progetto con i propri insegnanti Chiara Pelle, Chiara Occhipinti e Paola Santuzzi. Ragazzi e ragazze con grande attenzione e interesse fino alla fine delle due ore e siamo convinti che non mancheranno certo di essere cittadini tenaci e consapevoli e con loro, ci siamo dati appuntamento per il prossimo venerdì 6 marzo alle ore 16.00 L'altro Istituto comprensivo è alla periferia di Lucca, a Ponte a Moriano. Qui sono state sei le classi ad aver scelto di partecipare al percorso di educazione alla cittadinanza: tre seconde e tre terze con le proprie insegnanti, vivaci e piene di curiosità che hanno ascoltato e domandato per conoscere e approfondire la vicenda del giudice padre del pool antimafia, per capire cosa sia il riciclaggio del denaro sporco e di come la mafia sia un tema che ci tocchi da vicino. Alla fine degli incontri la campanella è sembrata giungere troppo presto. In assenza delle autorizzazioni in materia di privacy non possiamo documentare questo incontro, Inseriremo le foto non appena avremo le autorizzazioni. Anche i giovani di Ponte a Moriano interverranno all'incontro del prossimo 3 marzo 2015, ospiti dell'amministrazione comunale di Lucca.

mercoledì 22 ottobre 2014

Giovani sentinelle ancora a Lucca e in Versilia

Mercoledì 2 ottobre siamo stati ospiti prima a Camaiore, all'Istituto comprensivo 3, dove ad accoglierci ci sono ragazzi e ragazze di tre terze medie con le proprie insegnanti che hanno accettato la sfida della Fondazione ad essere cittadini attivi, responsabili e consapevoli. Cresce il numero dei giovani delle scuole medie inferiori coinvolte che ci fanno ben sperare e che sono un buon segnale di quanto la scuola può offrire per la formazione del cittadino, come giustamente indica la Costituzione, grazie anche al lavoro esemplare dei docenti. Dopo aver illustrato il progetto abbiamo introdotto con loro una delle ulteriori proposte di quest'anno: adottare un bene confiscato alla criminalità organizzata presente nel proprio territorio. È il primo passo affinché del problema si abbia contezza e non si abbia paura a parlarne, perché costituisce una ricchezza che viene restituita ad una comunità e costituisce memoria collettiva dei rischi di infiltrazione mafiosa nel tessuto civile. Alle 11 siamo a Lucca, ospiti questa volta dei giovani del Liceo Vallisneri, nella bella aula magna della scuola. Due classi e i loro docenti ascoltano con attenzione il racconto delle vicende di Antonino Caponnetto e poi fanno domande, interrogano perché vogliono sapere e capire cos'è la mafia, come possiamo opporci, quali rischi si corrono. La discussione è incalzante e il suono della campanella interrompe questo bel confronto. Prima di finire, ripetiamo anche ai giovani del Liceo la proposta di partecipare a Lucca Comics, al dibattito di sabato mattina 1 novembre, invitandoli a farsi portavoce presso altri compagni, e partecipare al percorso di utilizzare anche il fumetto quale linguaggio per la legalità. Con tutti i ragazzi e le ragazze dell’I.C. Camaiore3 ci siamo dati appuntamento a giovedì 5 marzo alle ore 16.30 mentre per i ragazzi del Vallisneri insieme alle altre scuole di Lucca per lunedì 3 marzo alle ore 17.00, ospiti delle amministrazioni comunali.

Martedì 21 ottobre le Giovani sentinelle risalgono il Serchio e sono ovunque in Garfagnana.

Martedì 21 ottobre le Giovani sentinelle risalgono il Serchio e sono ovunque in Garfagnana. Alle 9 in punto ci accolgono, nella scuola media di Gramolazzo, una classe seconda di Piazza al Serchio e una terza di Gramolazzo con la loro insegnante Antonella Ferri. Nell'aula di scienze molto interessati ascoltano il racconto della vicenda di Antonino Caponnetto e hanno accettato la sfida lanciata dalla Fondazione ad essere cittadini attivi. Domande e richieste di chiarimenti hanno vivacizzato l'incontro che è stato molto interessante e stimolante. Molto emozionante invece l'altro appuntamento della mattinata, alle 11, presso la scuola primaria di Gorfigliano, anch'essa parte dell'Istituto comprensivo di Piazza al Serchio, dove erano ad attenderci scolari e scolare di tutte le classi con le proprie insegnanti. I più piccoli hanno ascoltato e fatto molte domande su Antonino Caponnetto, mentre quelli di quinta sono pronti a condividere con noi il percorso di educazione alla cittadinanza e presto sceglieranno un tema di particolare interesse da approfondire ed elaborare, un tema che riguardi un bene della comunità. Anche con loro non sono mancate domande, che sono state tante e sempre molto acute e, alla fine, il tempo è volato via e abbiamo dovuto chiudere l'incontro. Il prossimo appuntamento in questa parte della Garfagnana è per lunedì 30 marzo alle ore 16.00 quando scolari e scolare, studenti e studentesse dell'Istituto comprensivo incontreranno insieme gli amministratori dei due Comuni dove hanno sede le diverse scuole. Sempre in mattinata, la Fondazione con un secondo gruppo ha incontrato i giovani dell'Istituto comprensivo Giovanni Pascoli di Barga. Due classi della sezione di Fornaci di Barga, puntuali alle 8.15, ci hanno ricevuto nella loro sede con le proprie insegnanti Giulia Anzelmo e Daniela Taddei. Anche con loro abbiamo rinnovato l'invito ad essere cittadini attenti e vigili, a condividere la culture delle regole e l'impegno a prendersi cura dei beni di tutti i cittadini. Con il loro entusiasmo contagioso hanno dichiarato che lavoreranno per convincere altri compagni della scuola a partecipare a questa loro avventura. Alle 11.00 invece, giusto il tempo per spostarci, ci siamo ritrovati con i ragazzi e le ragazze più grandi dell'ISI Campedelli di Castelnuovo Garfagnana. In apertura è stato lo stesso Dirigente scolastico a salutare i giovani delle quattro classi e a ricordare l'esperienza dell'anno passato. Dopo aver illustrato il progetto ai giovani delle quattro classi presenti, Alessandro ghionzoli del Cesvot di Lucca ha introdotto, come già con quelli dell'Istituto Pertini di Lucca l'ulteriore arricchimento del progetto frutto dell'accordo con Lucca Comics. Merito di Cesvot Toscana aver favorito questa collaborazione che offre a ragazzi e ragazze l'opportunità di utilizzare il linguaggio dei fumetti per parlare di regole e di legalità. Abbiamo invitato anche loro all'incontro dell'1 novembre in piazza Napoleone nelle sale del palazzo della Provincia per illustrare la proposta e due classi si sono dichiarate interessate ad intervenire. Riguardo invece il secondo appuntamento è fissato per lunedì 2 Marzo. Clicca qui per scaricare le foto Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola

martedì 21 ottobre 2014

Primo incontro con l’Istituto Comprensivo Lucca2 e l’ISI Sandro Pertini di Lucca

Primo incontro con l’Istituto Comprensivo Lucca2 e l’ISI Sandro Pertini di Lucca In attesa della Conferenza finale delle Giovani sentinelle 2013-2014 che si terrà martedì 28 ottobre, Oggi lunedì 20 ottobre ha preso il via la sesta edizione, in anticipo rispetto agli anni passati. Il numero degli istituti che vi partecipano quest'anno è triplicato con nostra grande soddisfazione e richiede un grande impegno, uno sforzo straordinario con due o quattro incontri quotidiani in scuole diverse. In questa prima settimana saremo in provincia a Lucca e in provincia perché il nostro progetto si arricchisce di una straordinaria collaborazione: grazie all'opera di Cesvot (Centro servizi sul volontariato in Toscana) sezione di Lucca prenderà il via un'interessante collaborazione con Lucca Comics per la realizzazione di un fumetto che avrà come tema la legalità. Infatti agli istituti superiori della città e della provincia proporremo di partecipare all'incontro di sabato 1 novembre nel Palazzo della Provincia in piazza Napoleone dove ci sarà un dibattito sulla legalità organizzato dalla nostra Fondazione, dal Cesvot di Lucca, dagli organizzatori di Lucca Comics e di Libera Versilia, nell’occasione presenteremo il concorso riguardante il fumetto. Saranno presenti: Giulio Laurenzi, disegnatore; Angelo Corbo, sopravvissuto alla strage di Capaci; Paolo Borrometi, giornalista siciliano minacciato dalla mafia per alcune inchieste e costretto a vivere sotto scorta; Federico Gelli, deputato. Ad esordire, questa mattina alle 8.15, sono stati ragazzi e ragazze dell'Istituto comprensivo Lucca 2, giovanissimi attenti e silenziosi ci hanno accolto e ascoltato, con molta curiosità, il nostro racconto della vicenda del giudice, del pool antimafia, delle organizzazioni mafiose che tentano di "strangolare" il nostro Paese. Dopo il video abbiamo introdotto il tema del riciclaggio del denaro sporco e del tentativo di impadronirsi di parti cospicue della economia legale mettendo a repentaglio la nostra democrazia e le nostre libertà. Proprio per contrastare questi tentativi è necessario, in primo luogo, rafforzare la coscienza civile e la cultura delle regole, diventare cittadini attivi, e la sfida della Fondazione a questi ragazzi e ragazze è quella di lavorare sul fronte delle regole per irrobustire il loro rispetto e promuovere la cittadinanza attiva con un percorso di studio, approfondimento, discussione e confronto con amministratori e cittadini di un tema particolarmente caro ai giovani. Alle 11.15 secondo appuntamento della mattinata. Nell'aula magna dell'ISI Pertini una classe che ha già partecipato lo scorso anno, e prodotto un bel lavoro sui furti di biciclette in città, e altre tre nuove si sono ritrovate con noi accompagnate dalla loro insegnante, Katia Giannelli, per una nuova sfida in nome delle regole e della cittadinanza attiva. Anche a loro abbiamo ricordato la vicenda di Antonino Caponnetto, il suo impegno professionale e volontario alla fine della sua carriera di magistrato, e la sfida al potere mafioso in tutte le sue articolazioni, compito ereditato poi dalla fondazione. La testimonianza dei giovani veterani del progetto è stata assai preziosa per dare coraggio ai propri compagni e compagne e la proposta di utilizzare il linguaggio del fumetto ha riscosso notevole interesse e curiosità, confermando quella tendenza di cui siamo stati testimoni in questi anni alla pluralità dei linguaggi nel parlare di regole e di cittadinanza, della loro ricchezza e della capacità di raggiungere tantissimi giovani. Presente con noi Alessandro Ghionzoli responsabile del Cesvot di Lucca che ha spiegato il progetto sul fumetto. Domande e richieste di informazioni hanno concluso, al suono della campanella, l'incontro. Con tutti loro ci rivedremo, per il secondo appuntamento a Lucca, martedì 3 marzo alle ore 17.00 ospiti dell'Amministrazione comunale. Clicca qui per scaricare le foto Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola

lunedì 6 ottobre 2014

Incontro Finale 2013-2014 28 ottobre

Martedì 28 ottobre Conferenza finale delle Giovani sentinelle 2013-2014. L'incontro si terrà nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze dalle 9.00 alle 13.00 e vi parteciperanno, oltre agli studenti e le studentesse che hanno animato quest'anno il progetto, anche una delegazione di ragazzi e amministratori del Veneto oltre ai sindaci e amministratori dei comuni sede delle scuole toscane alla presenza del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. Invitiamo tutti a partecipare per un confronto e uno scambio che ci auguriamo, come negli anni scorsi, sia ricco e stimolante.

lunedì 21 luglio 2014

Il problema è serio e la Caponnetto propone.

In questi giorni la Fondazione Caponnetto è stata invitata a tre bellissimi eventi in Toscana. Venerdì sera alla Festa del PD di Cascina, ieri mattina ad un convegno di Libera a Larciano e ieri sera dal presidio di Libera della Costa Etrusca alle Terme del Calidario a Venturina. Tre iniziative molto partecipate e condivise con Arci, Spi Cgil e Unicoop Tirreno e Firenze, COeSO e Ceis. Nell'occasione sono state presentate le proposte sui beni confiscati. Nei prossimi giorni saranno presentate in tante località italiane cercando di costruire un consenso popolare e una condivisione tra i tanti soggetti impegnati nell'antimafia. un saluto Maurizio Pascucci Responsabile Nazionale Beni Confiscati Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 691048 - cell. 3487005531 www.antoninocaponnetto.it pascucci.fondazionecaponnetto@gmail.com Proposte di riutilizzo sociale dei beni confiscati ai mafiosi I patrimoni confiscati ai mafiosi, immobili e aziende, necessitano di un continuo monitoraggio da parte delle Istituzioni ma la società civile deve conoscerne l’esistenza e chiederne in modo attivo il riutilizzo a fini sociali. Noi siamo convinti che il mondo scolastico debba essere coinvolto e reso protagonista di questo processo. Per questa ragione il Progetto Sentinelle della Legalità presenta nel prossimo anno scolastico una specifica integrazione legata alla presa in consegna dei beni confiscati sul loro stesso territorio. Si tratta di effettuare uno studio di ricerca che permetta di conoscere la collocazione, la provenienza, le attività effettuate nell'ambito della criminalità organizzata e le scelte amministrative per il futuro. In questo modo le scuole coinvolte avranno l'€™opportunità di elaborare una proposta di riutilizzo sociale e di rendere visibile la loro presenza attraverso di interventi estetici strutturali, elaborazione di siti web o prodotti cartacei per diffondere la conoscenza di queste strutture e comunicarne non solo l'esistenza ma la necessità di interessarsene a tutta la cittadinanza. Il riutilizzo sociale dei beni confiscati nel nostro paese si trova costantemente a fronteggiare una serie di difficoltà che vedono spesso l’insuccesso di molteplici interventi possibili e programmati . Tra le varie e articolate complessità ne emergono sovente due: la presenza di  ipoteche bancarie e la scarsità di risorse economiche per gli adeguamenti strutturali. In tal senso siamo consapevoli che necessita avviare un percorso di modifiche legislative ma anche di confronto istituzionale, sociale e politico. Ipoteche bancarie: è necessario confrontarsi con gli istituti bancari creditori, ripercorrendo con loro le modalità di cessione del credito a persone fisiche o giuridiche che poi si sono rivelate protagoniste dirette e indirette nella criminalità organizzata. A conferma di ciò, la magistratura ha operato in prima istanza il sequestro delle loro proprietà e in conclusione la confisca patrimoniale. Gli Istituti bancari erano consapevoli o ignari dello status dei soggetti coinvolti? Noi ci dovremo adoperare affinché tali ipoteche siano rimosse senza alcun costo, in quanto è profondamente ingiusto che lo Stato debba pagare debiti contratti da soggetti condannati per reati di associazione mafiosa. Reperimento di risorse economiche: gli immobili e le aziende soggetti a confisca hanno necessità di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria a livello strutturale generalmente dai costi molto rilevanti. Quasi sempre occorre mettere a norma i vari impianti funzionali. Su tutto questo si evidenzia una difficoltà sostanziale e formale nell’utilizzo di risorse economiche pubbliche. Si tratta di intervenire sul denaro liquido, titoli bancari ed i molti preziosi oggetto della confisca, insieme ai patrimoni immobiliari. Attualmente queste risorse vengono assegnati al Bilancio generale della Giustizia. Noi siamo convinti che invece queste risorse economiche devono rimanere legate al territorio oggetto del bene confiscato in quanto lì è avvenuta lo sfruttamento economico e la violenza alla comunità locale e anche al buon funzionamento dei servizi delle Forze dell'Ordine. In tal senso necessità presentare un Disegno di legge parlamentare che possa apportare tali modifiche legislative. Al fine di vedere attuata questa proposta complessiva, la Fondazione Antonino Caponnetto si adopererà per costruire condivisioni collettive di soggetti associativi, disponibilità individuali e testimonial d’interesse specifico.

giovedì 19 giugno 2014

Da Casa Caponnetto nel cuore di Corleone a Palazzo Madama

Casa Caponnetto è diventata il luogo di riferimento per tutti coloro che vogliono sottrarsi ai ricatti e alle seduzioni dell'ordine mafioso e intendono vivere e lavorare rispettosi delle leggi e a testa alta. È sorta così l'associazione Fior di Corleone, originale aggregazione di ben 29 produttori, di piccoli imprenditori locali, artigiani e commercianti che non vogliono assolutamente assoggettarsi all'ordine mafioso ma si sentono in difficoltà dal punto di vista delle loro attività economiche perché stretti fra le pressioni dei gruppi criminali e l'impossibilità di accedere agli stessi percorsi produttivi e commerciali delle cooperative e della altre associazioni che lavorano sulle terre confiscate. Questa difficoltà, invece di provocare uno scontro e una contrapposizione fra cittadini che si trovano sullo stesso fronte, ma che vivono condizioni diverse perché alcuni hanno “facilitazioni” e altri no, grazie all'esperienza politica dei cooperanti e della dedizione e passione di Maurizio Pascucci è stato aperto un canale di comunicazione, un terreno comune di confronto e di lavoro che i cittadini e gli operatori economici associati in Fior di Corleone hanno accettato. A dare un particolare significato a tale adesione vi è la scelta di avere casa Caponnetto e la stessa Fondazione come punto di riferimento e la decisione di ricercare insieme forme e modi di collaborazione in modo che anche le loro intraprese economiche abbiano opportunità e sbocchi. Fedele ad Antonino Caponnetto che ci ha più volte ricordato quanto sia grave il rischio di essere soli, di non avere legami e reti di solidarietà che sono il segno della forza e della vitalità di chi si oppone al potere mafioso, la Fondazione ha scelto di stare dalla parte di Fior di Corleone che, al pari della cooperativa Lavoro e Non Solo, sono testimonianza vivente che si può operare nella legalità senza cedere a ricatti e alle facili scorciatoie. Con la Fondazione è giunto anche un segnale straordinario dalle Istituzioni. Infatti una delegazione dell’associazione, uomini e donne cha faticano quotidianamente, con dignità, visi puliti e sinceri, è stata ricevuta dal Presidente del Senato Piero Grasso che ha aperto loro le porte di Palazzo Madama. Insieme con loro anche un gruppetto del Circolo La Rampa di Tavarnelle Val di Pesa che partecipa ogni anno ai progetti di volontariato sulle terre confiscate di Corleone. Da sottolineare la straordinarietà delle parole di Piero Grasso che riportiamo sotto, vi è anche la piccola lezione di etica pubblica, come hanno fatto notare gli associati di Fior di Corleone, non hanno avuto bisogno della mediazione, dell’aiuto, della buona parola del politico locale di turno per trovare ascolto e interlocuzione con chi ha il governo della cosa pubblica, quando piuttosto del sostegno della rete di solidarietà di cittadini, gruppi e associazioni tutti schierati a favore della cultura della legalità. «Mi ricordo quando nel 2006 ho inaugurato Casa Caponnetto, sede della Cooperativa "Lavoro e non solo" che gestisce a Corleone alcuni terreni confiscati alle mafie. Da quelle terre oggi vengono prodotti che sono il simbolo del riscatto e un esempio da incoraggiare. Gli uomini e le donne della Cooperativa hanno pensato di poter essere d'aiuto anche a tutti quei produttori e cittadini onesti della zona che vogliono riscattarsi dal giogo della criminalità organizzata: per questo è stata fondata l'Associazione "Fior di Corleone". La nascita di questa associazione è un segnale di speranza per tutto il territorio. Oggi ho ricevuto alcuni di loro in Senato per testimoniare la vicinanza delle istituzioni a chi quotidianamente sceglie la legalità e l'onestà: mi hanno portato in dono alcuni dei loro prodotti e, credetemi, sono buonissimi!» Il Presidente del Senato Piero Grasso Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/

giovedì 5 giugno 2014

Giovani Sentinelle a Pisa

Mercoledì 28 maggio ultimo appuntamento delle Giovani sentinelle a Pisa. Nella sala dell'Auditorium della Provincia i giovani dell'Isis Pesenti di Cascina e quelli del Liceo Carducci di Volterra sono stati accolti dall'assessore provinciale all'Istruzione Miriam Celoni, e dall'omologo alla Legalità di Cascina, Fernando Mellea, interlocutori sempre attenti e partecipi dei ragazzi e delle ragazze. Da Volterra è giunta solo una delegazione in quanto i mezzi pubblici promessi a marzo sono venuti a mancare! A fotografare l'incontro Simone. In apertura la Fondazione ha voluto ricordare agli studenti e alle studentesse, chiuse le urne delle elezioni europee, che le istituzioni dell'Unione si apprestano ad adottare i nuovi strumenti di calcolo del Prodotto interno lordo di ciascun Paese. Nella sua neutralità contabile il nuovo modello di misurazione include anche i proventi delle attività illegali: prostituzione, spaccio di droga, il contrabbando di alcol e di sigarette, ma non quello di armi! Ma nella sua neutralità contabile il dato è utilizzato per esprimere giudizi sulle politiche dei governi per cui viene meno quella stessa neutralità e si corre il rischio molto forte di una legittimazione delle attività criminali la cui influenza sulle economie legali è sempre più forte e inquinante, come sottolinea Piero Grasso in Soldi sporchi. Poi è toccato agli studenti del Liceo Carducci che hanno deciso di occuparsi delle vicende accadute alla fine dello scorso gennaio, quando un tratto delle mura sono crollate a seguito di piogge forti e prolungate. E occuparsi per loro significa documentare e approfondire la vicenda e ricercare i fondi per una ricostruzione di questo pezzo della propria città. In questo senso hanno prodotto un video, Aiuta Volterra, che racconta della ferita al patrimonio storico e culturale della città, video visibile su You Tube http://www.youtube.com/watch?v=5tMVa_fIKzU, e poi hanno preparato un volume di testimonianze e ricordi su Volterra, che è in corso di stampa e i cui proventi saranno destinati alla ricostruzione. Un secondo gruppo di giovani ha lavorato sul decoro urbano proponendo lavori per risistemare la galleria di accesso al centro della città che è degradata. Ai lavori dell'amministrazione loro aggiungono la proposta di decorare lo spazio con un concorso fra i giovani del Liceo artistico. Da due punti di vista ragazzi e ragazze di Volterra hanno deciso di prendersi cura della propria città, dello spazio comune, lavoro peraltro già avviato quando hanno deciso di occuparsi, l'altro anno, dello spazio per le assemblee scolastiche, testimonianza di una sensibilità al tema del vivere insieme che richiede interlocuzione attenta e continua dall'amministrazione che, a Volterra, è stata rinnovata con le elezioni del 25 maggio scorso. Il nostro augurio è di incontrare i nuovi responsabili della cosa pubblica sin dall'appuntamento della Conferenza finale. Hanno poi preso la parola i giovani del Pesenti, anzi gli attori e le attrici del pezzo teatrale sul tema del legalità nel quotidiano che hanno recitato negli spazi disponibili dell'Auditorium. Dopo aver fatto una mappatura dei locali che ospitano il gioco d'azzardo, slot machine e videogiochi, e promosso gli esercizi che lo bandiscono dai loro locali, dopo una campagna incisiva in città per porre l'attenzione sul tema e sensibilizzare cittadini e amministratori perché vi siano regole restrittive, dopo la campagna per una legislazione più rigida, ragazze e ragazzi hanno virato su un tema più generale, ricorrendo al linguaggio teatrale grazie alla guida di Federico Raffaelli operatore teatrale della Città del Teatro di Cascina, anche per smitizzare le forme di criminalità organizzata e rispondere al camaleontismo della criminalità organizzata che cambia le proprie apparenze per meglio adattarsi alle pieghe della nostra realtà quotidiana. Fernanado Mellea, assessore e insegnante dell'ISIS Pesenti ha molto apprezzato questa scelta di utilizzare il nuovo linguaggio per ragionare di legalità e confessa l'interesse per la questione dei beni confiscati, uno degli sviluppi del progetto Giovani sentinelle 2014-2015. Alla Fondazione fa piacere questa disponibilità e attenzione, che significa buona politica, come lo è investire sulla legalità e il contrasto del gioco d'azzardo, temi che hanno caratterizzato l'amministrazione comunale di Cascina, ma fa piacere anche in un altro senso: è il segno di attenzione nei confronti degli sviluppi che abbiamo intrapreso in questo ultimo anno con la formazione agli insegnanti e la creazione di una rete che dalla scuola si allarghi alle altre realtà associative per promuovere la cultura delle regole. I beni confiscati sono in aumento anche in Toscana e richiedono una sempre maggiore attenzione e una puntualità nel proporre usi riconducibili all'interesse pubblico e non una loro messa all'asta che, in un momento di grave crisi, tornerebbero nella disponibilità degli stessi mafiosi grazie a prestanome. Miriam Celoni ha arricchito il confronto suggerendo di realizzare una vera e propria rete di legalità partendo dall'impegno delle Giovani sentinelle, rete che ha bisogno di strumenti virtuali per connettersi, ma anche di relazioni fra gli individui, di chiarezza dei valori, per cui gli amministratori rinviati a giudizio dovrebbero dimettersi, come recita la Carta di Pisa che chi governa la cosa pubblica può liberamente sottoscrivere. Rete che ha bisogno di una visione pungente, di coltivare il dubbio e le capacità critiche. Condivide tutte le perplessità relative ai nuovi indicatori del Pil che comprendono anche le attività criminali e l'attenzione sui beni confiscati, perché ci indicano quanto si avvicina la mafia al nostro tessuto sociale fatto di rispetto delle regole. L'attenzione alle leggi, la condivisione, la cura della memoria sono beni fondamentali. La Fondazione ha chiuso rilevando come siamo colpiti da distruzioni come quella di Volterra che vanno a toccare la nostra memoria collettiva e ha proposto un parallelo con la vicenda della biblioteca di Sarajevo distrutta nella notte fra il 25 e il 26 agosto del 1993, simbolo delle ferite alla memoria di un collettività, e riaperta finalmente nello scorso mese di maggio. Francesco e Alberto hanno chiuso l'incontro raccontando il loro viaggio sulla Nave della legalità. Con tutti ci siamo dati appuntamento alla Conferenza di ottobre e, in quella occasione, rivedremo video e pezzi teatrali, che quest'anno sono stati numerosi, prodotti dalle Giovani sentinelle. Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/

Incontro a Pisa

Venerdì 30 maggio l'associazione studentesca Diritti a Sinistra dell'Università di Pisa , facoltà di Scienze Agrarie, ha invitato la Cooperativa Lavoro e Non Solo e l'associazione Fior di Corleone a discutere di coltivazione di agricoltura biologica nei terreni confiscati alle mafie del Corleonese, un tema più specifico di quello generale della legalità e del recupero dei beni confiscati. Con l'incontro ha preso il via una collaborazione fra la Fondazione Antonino Caponnetto e gli studenti universitari pisani di Scienze Agrarie nell'ambito di quel più ampio progetto Giovani sentinelle. Come abbiamo già annunciato in più riprese, il nostro lavoro di formazione si è arricchito, quest'anno, di due importanti pezzi: la formazione agli insegnanti in Toscana nella cornice di Cittadinanza e Costituzione, offrendo loro il percorso di Giovani sentinelle; e l'apertura al tema dei beni confiscati in collaborazione con le due associazioni, Cooperativa Lavoro e Non Solo e Fior di Corleone. In questo ultimo caso il nostro intendimento è quello di coinvolgere sempre più sia gli istituti superiori, quelli per Geometri, gli Agrari e i Licei Artistici, sia le facoltà di scienze Agrarie e di Architettura sia le Accademie di Belle Arti, in modo che le competenze acquisite a scuola e all'università siano strumento per progettare trasformazioni, adattamenti, usi e proposte per questo patrimonio di beni acquisito con denaro di provenienza illecita, patrimonio che deve essere restituito alla collettività, pezzo della memoria collettiva di ciò che non si deve fare e dei valori di legalità e democrazia cui aspiriamo. Dei beni confiscati è necessario che si parli nelle scuole di ogni ordine e grado, per conoscere e far conoscere a genitori e cittadini quando vi è un bene, la sua storia e quella di chi ha operato con denaro di provenienza criminale acquisendolo, in modo che queste conoscenze siano patrimonio comune e su questi beni non cali il silenzio. L'attenzione è stata tanta e partecipe al racconto di come è nata la Cooperativa Lavoro e Non Solo e della volontà di un gruppo di produttori corleonesi riuniti nell'associazione Fior di Corleone che, nel valorizzare la loro onestà, si mettono insieme per cercare uno sbocco alle loro attività produttive senza cedere ai ricatti mafiosi e, associandosi, sono forti a resistere e a lavorare onestamente. Molte le domande, tante alquanto taglienti, richieste specifiche e chiarimenti. Così si è sviluppato il confronto e poi, come spesso capita, Salvatore, anima della cooperativa Lavoro e non solo, spiega come si può fare coltivazione biologica senza usare nessun concime, né chimico né biologico, ma solo rispettando il ciclo della terra. Da cultura a cultura facendo girare i seminativi secondo le loro proprietà naturali. E il ciclo della terra, le sue leggi rammentano che dovremmo rispettare anche quelle degli uomini, quelle che si sono date per una convivenza giusta, e cambiarle se non funzionano. Alla fine molti studenti e studentesse ci chiedono di poter fare stage a Corleone sia nella Cooperativa Lavoro e Non Solo che tra i produttori di Fior di Corleone. Una ragazza ci dice: «così oltre ad imparare a fare agricoltura biologica potremmo fare anche resistenza popolare e conoscere Corleonesi onesti». Per il Progetto Sentinelle della Legalità, molto diffuso nelle scuole e con ottimi risultati raggiunti dal punto di vista formativo e partecipativo, si apre una nuova fase. Il prossimo obiettivo è il coinvolgimento, oltre alle scuole di primo e di secondo grado, saranno le facoltà di Architettura e delle Accademie perché la cura nel recupero e riutilizzo degli edifici sono elementi decisivi anche sul piano simbolico: a ricordare il passaggio dall'illegalità alla legalità. Maurizio Pascucci Responsabile Nazionale Beni Confiscati Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 691048 - cell. 3487005531 pascucci1964@gmail.com www.antoninocaponnetto.it scuola@antoninocaponnetto.it tutor@giovanisentinelledellalegalita.com

domenica 1 giugno 2014

La Nave della Legalità

Civitavecchia, giovedì 22 maggio, in un pomeriggio ventilato sulle banchine del porto ragazzi e ragazze, anche giovanissimi, si danno appuntamento con altri coetanei e coetanee di tutta Italia per partecipare alla Nave della legalità 2014. Tante bandiere, striscioni, cappellini e magliette con scritta “Insieme per non dimenticare”. Alle 17.00 grida di entusiasmo e applausi accolgono il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il presidente del Senato, Piero Grasso, la presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosi Bindi, il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti e tante altre personalità. Nei loro brevi saluti hanno voluto ricordare quanto sia importante la memoria storica e la testimonianza di ciascuno nel combattere la mafia, fenomeno - ha voluto sottolineare Franco Roberti con le parole di Giovanni Falcone - che ha un inizio, uno sviluppo e una fine, se lo Stato vuole condurre una battaglia serrata. La determinazione a contrastarla richiede un forte impegno di ciascuno a mantenere vivo il ricordo di questi uomini giusti, delle loro indicazioni, dei valori in cui hanno creduto, tutti compiti ai quali assolve la scuola con passione e tenacia e i tantissimi giovani e giovanissimi – erano in 1.500 - sono a ricordarlo. Fra di loro anche quattro Giovani sentinelle degli istituti di Pistoia e Agliana, testimoni del percorso di formazione di cui sono stati protagonisti attivi e appassionati. Con loro abbiamo viaggiato e condiviso emozioni forti e autentiche. E con loro abbiamo raccontato agli altri chi sono le Giovani sentinelle e cosa fanno. Alle 18.30 la nave salpa in direzione Palermo altre emozioni ci attendono! Sulla nave tutto è perfetto, nulla viene lasciato al caso. A dirlo con parole del grande Lucio Dalla: su questa nave non si perde neanche un bambino! Un grazie va proprio a loro, al Ministro Stefania Giannini che appena insediata ha sposato da subito i progetti sulla legalità e alla dott.ssa Giovanna Boda e a tutto il suo Staff che ha sapientemente gestito tutto. La mattina di venerdì 23 la nave è in procinto di entrare in porto, suona la sirena che fa eco in ogni angolo del porto e si espande in tutta Palermo. Rispondono, ed è accolta, dal suono delle sirene di altre che sono ormeggiate dentro il porto e il loro concerto ha suscitato una forte emozione. Sulla banchina studenti e studentesse di Palermo e di tutta la Sicilia ad attenderci mentre dalla nave sono srotolate le due grandi immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Maria Falcone ha salutato i giovani ringraziandoli e ricordando loro quanto sia importante mantenere viva la memoria dei fatti tragici di ventidue anni fa, di non dimenticare il coraggio di questi uomini che hanno compiuto il proprio dovere fino in fondo, i valori in cui hanno creduto, così attuali e così cogenti. In pullman abbiamo raggiunto piazza Magione, insieme con piazza Politeama e l'Aula bunker uno dei tre luoghi di raccolta, dove è stato proiettato il video dei lavori delle Giovani sentinelle toscane e siamo intervenuti a illustrare il progetto. Non solo, abbiamo poi illustrato la grande ricchezza di proposte che ragazzi e ragazze di Toscana e delle altre regioni dove è attivo il progetto hanno discusso con amministratori e cittadini, delle loro sollecitazioni ad essere attenti e responsabili, condizioni essenziali per evitare che siano facili verità e demagogia a guidarli nelle scelte. Come è stato nel caso di Giovanni Falcone, posto di fronte all'impossibilità di lavorare a Palermo scelse di andare a Roma e, per questo, sospettato di ricercare il potere! Invece dobbiamo a lui, se oggi abbiamo la Direzione Nazionale Antimafia! Sono i sospetti, le insinuazioni ad isolare, e l'isolamento è il segnale che la mafia può agire indisturbata, per questo motivo è necessaria un'informazione libera, cittadini protagonisti e consapevoli, che sappiano difendere i propri territori, solleciti e sempre pronti a pungolare amministratori e chi ha il governo della cosa pubblica alle proprie responsabilità, spronarli ad intervenire di fronte a gravi emergenze sociali, come nel caso del gioco d'azzardo, tema che preoccupa, e non poco le Giovani sentinelle, valutando appieno rischi e costi e sfuggendo alle sirene ammaliatrici del gettito fiscale facile e veloce, o a performance debito/Pil tolleranti verso le attività criminali e avendo invece lo sguardo lungimirante e solidale. Nel pomeriggio il concentramento è stato davanti all'aula bunker del tribunale di Palermo da dove il corteo si è diretto all'albero di Falcone, luogo difficile da descrivere saturo. Una sorpresa ci attende: la voce di Gianni Morandi e la sua musica ci accompagna fino al fatidico minuto di silenzio, alle ore 17.58 emozioni e sentimenti abbracciano tutti, i respiri di ciascuno e ciascuna si sono fermati e quel silenzio ha assordato tutti, la città intera perché non si dimentichi. Diceva Antonino Caponnetto: «la mafia teme più la scuola della giustizia!» e mai constatazione fu più giusta. Dai ragazzi e dalle ragazze di Palermo ripartiamo con fiducia, più forti, più consapevoli! Editore Domenico Bilotta Responsabile Nazionale Progetto Scuola Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/

venerdì 23 maggio 2014

Martedì 20 maggio le Giovani sentinelle si ritrovano ad Arezzo

Martedì 20 maggio le Giovani sentinelle si ritrovano ad Arezzo nella bellissima Sala dei Grandi, ospiti dell'Amministrazione provinciale con la vice presidente, Mirella Ricci, e di Martina Carnesciali, intervenuta a far le veci di Francesco Romizi, assessore comunale alla Legalità, che non ha potuto prender parte all'incontro. Come già lo scorso anno, con l'obiettivo di allargare in modo sia pure indiretto a tutto l'istituto il progetto, sono stati i rappresentanti delle classi terze quarte e quinte che sono intervenuti ai lavori, occupando tutti gli scanni disponibili della Sala, attenti e silenziosi, incuriositi dalle sollecitazioni giunte dalla Fondazione che ha aperto l'incontro. Questa edizione ha messo ancora più in rilievo le preoccupazioni dei giovani in relazione alla convivenza civile, ne sono testimonianza i diversi progetti sul razzismo, percepito come estraneo al proprio modo di vedere le cose, perché molti compagni e compagne di scuola provengono da paesi lontani o hanno genitori extracomunitari, tema di cui si erano occupati negli anni scorsi i loro compagni più grandi. Quest'anno, dopo averne discusso, hanno scelto di occuparsi del bullismo omofobico, tema che appare per la prima volta fra quelli di interesse fra i giovani, ma che segnala la preoccupazione di ragazzi e ragazze in relazione al rispetto delle scelte e all'integrità di ciascuno e ciascuna. Per approfondire la questione hanno chiesto aiuto a Fabio De Pasquale, educatore, che si occupa da tempo di temi quali il bullismo, e hanno contattato l'associazione Il rifugio di Francesco, guidata da Renata Ludovici, madre di Francesco Scerbo, vittima di bullismo. Con Fabio Pasquale hanno lavorato e approfondito il tema per costruire un modello per la prevenzione degli atti di bullismo soprattutto nelle prime classi degli istituti superiori, segno di un'attenzione anche a creare un clima favorevole e di accoglienza a scuola quale presupposto per vivere meglio fuori di essa. È necessario che ognuno cominci a fare la sua parte, prenda su si sé un pezzo di responsabilità, se vogliamo che a prevalere sia il rispetto per l'altro e la sua integrità, quali che siano le scelte e gli orientamenti. L'appello è rivolto soprattutto ai cittadini, perché è compito loro tenere viva l'attenzione e soprattutto sollecitare chi non si schiera, come ha pure ricordato Renata Ludovici nell'intervista che hanno fatto vedere Per comprendere meglio tutti gli aspetti della questione hanno somministrato un questionario a 740 studenti e adulti per indagare conoscenze e pregiudizi e, incrociando le risposte, hanno scoperto, con non poca sorpresa, come fra ragazzi e ragazze siano più forti alcuni preconcetti. Nell'approfondire il tema, è nata la collaborazione con Stefano Silvestri, regista, che ha avuto come esito la sceneggiatura e il montaggio di ben quattro video, proiettati alla fine della presentazione, sui luoghi comuni, sull'intolleranza e sul bullismo. Non conta lo stato civile ma cosa c'è nel cuore - diceva don Andrea Gallo – e mai asserzione fu più profetica per ricordare quanto siano decisivi i sentimenti nelle relazioni umane, e con le parole di don Andrea hanno camminato i giovani lungo i sentieri difficoltosi del bullismo e dell'omofobia per costruire comportamenti e modi di sentire differenti. Lo hanno fatto con grande passione, la stessa che anima i loro insegnanti, Agostino Fabbri e Daria Meazzini, i Grandi di questi nostri tempi, e il Dirigente scolastico, professor Luciano Tagliaferri che non ha mai saltato un appuntamento, segno di estrema attenzione alla scuola e ai percorsi degli studenti, che, intervenuto, ha voluto sottolineare ancora una volta quanto sia essenziale questa educazione alla cittadinanza responsabile. Mirella Ricci ha preso la parola per sottolineare il valore di questo percorso nel segno delle regole e dei valori contro l'omologazione dei comportamenti. In chiusura la fondazione ha sottolineato quanto una discussione così stimolante, un progetto ricco di spunti e riflessioni, i video e la passione degli interventi sono il miglior viatico per immaginare una scuola migliore e cittadini liberi e consapevoli. Con questo patrimonio parteciperemo alla Nave della legalità, in partenza per Palermo e, in piazza Magione, nel cuore della Kalsa dove sono cresciuti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, venerdì 23 racconteremo delle Giovani sentinelle, piccolo seme gettato cinque anni fa e che è ora una pianta giovane e robusta. Sergio Tamborrino Responsabile Progetto Scuola Toscana Via Baldasseroni, 25 - 50136 Firenze Tel. e fax 055 2478574 cell. 333 4875190 tutor@giovanisentinelledellalegalita.org domenico.bilotta55@gmail.com scuola@antoninocaponnetto.it http://www.antoninocaponnetto.it http://www.giovanisentinelledellalegalita.org http://giovanisentinelle.blogspot.com/